Un’interminabile flusso di creatività fatto di musiche, colori e linguaggi differenti, per una sfilata dai risvolti inaspettati…
Oltre duemila persone divise in ventidue gruppi diversi hanno messo in atto la loro interpretazione del tema scelto per la settima edizione della Zinneke Parade: il disordine.
Un appuntamento che ogni due anni si ripete, per dare forma alla fantasia e al genio che si cela dentro ogni essere umano, facendo della diversità un punto di forza piuttosto che un’emergenza da combattere. Un “disordine” che ha messo insieme bambini, anziani, disabili e Paesi differenti, per uno spettacolo che ha invaso le vie del centro di Bruxelles dalle 3 del soleggiato pomeriggio di sabato 19 maggio. Duemila persone che per due anni si sono incontrate per mettere insieme le proprie abilità e dare vita ad un progetto comune, tra laboratori di teatro, musica, tessitura dei costumi e condivisione di idee.
“Questo è il linguaggio dell’arte. Questa ricca e diversificata, incontrollabile creatività che cambia le nostre idee e ci rende meno sicuri dell’ordine prestabilito” scrive la direttrice dell’evento, Myriam Stoffen, sul librettino realizzato per l’occasione.
Il disordine celebrale messo in scena dal gruppo dei “Cogitobus-Imaginarium”; il disordine culturale dei “Frites Sauce Manioc” per celebrare l’unione degli opposti e il disordine fonico dei “Bruizar” e dei loro strumenti musicali improvvisati, fra plastica recuperata e materiali di scarto. E poi il disordine trasgressivo degli indignati “Urban Pirat” che reinventano la città, o anche il disordine naturale dei “Zot Herbe Fol”: una baraonda di piante impazzite che si muovono verso un futuro incerto…
Una parata di tematiche sociali scelte e rappresentate da una prodigiosa mescolanza di punti di vista, perché, come spiega la direttrice della Zinneke Parade, Myriam Stoffen: “A Bruxelles, come in gran parte del mondo, non abbiamo imparato a gestire i conflitti. E ancora la città rappresenta il perfetto esempio di un luogo in cui le differenze di posizione sociale, comportamento, stile di vita, convinzioni e opinioni si scontrano quotidianamente. E allora proviamo a non evitare il confronto e il conflitto. Ma piuttosto impariamo a conviverci attivamente, investendo nella condivisione di spazi che rendano possibile una cultura del dialogo”.
E questo è ciò che rappresenta la Zinneke Parade: un meraviglioso manifesto di diversità unite per l’uguaglianza.
(le immagini a corredo dell’articolo sono prese dal giornarle Le Soir)
Erika Farris è nata nel 1984 e cresciuta a Orosei: un meraviglioso paesino sulla costa orientale della Sardegna. Frequentatrice seriale di corsi di formazione gratuiti, ha una laurea in Comunicazione pubblica a Pisa, un master in Comunicazione e media a Firenze e un’inquietante fissazione per la scrittura e il giornalismo.
Nel corso della sua gavetta gratuita da stagista/collaboratrice in diverse redazioni giornalistiche, si destreggia a raccattare due soldi fra babysitting, inventari in negozi d’abbigliamento, innaffiamento di piante, attività da promoter, un anno di Servizio civile volontario in una Ong e svariate stagioni di sfiancamento nel bar di famiglia. Raggiunta l’età di 27 anni decide dunque di scappare a Bruxelles, dove vive da circa un anno. Detentrice di una testardaggine tramandata da generazioni, non perde comunque di vista la sua grande passione e continua a sfornare pagine nella speranza che la sua cerchia di lettori vada oltre gli amici e i parenti…
Oltre a scrivere su Camminando Scalzi, ha un blog su www.ilfattoquotidiano.it e collabora con la rivista Babel (http://www.babel.cospe.org/).
Articoli correlati

This work, unless otherwise expressly stated, is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.