Trentadue anni. Tanto hanno aspettato gli olandesi per tornare a giocare una finale del mondiale. C’è un piccolo particolare però. La coppa non l’hanno mai vinta, ed in tutta onestà l’avrebbero meritato sia nel 1974 che nel 1978. L’Olanda sta disputando un ottimo mondiale, con sei vittorie in sei partite (ciliegina sulla torta il successo contro il Brasile) e con Sneijder e Robben che si giocano il Pallone d’Oro. Il successo sull’Uruguay (che dovrà accontentarsi della finale per il terzo posto) è una bella fotografia di quello che sono gli “orange”. Gioco veloce, magari non è il “calcio totale” che giocavano Cruijff e compagni, ma senza dubbio è un calcio piacevole e giocato con qualità ed intelligenza. Ripartenze rapidissime e improvvise conclusioni. Direi che è abbastanza per dire che è sacrosanto vedere la truppa di Bert van Marwijk giocarsi tutto domenica sera. Onore e merito però ai “charrua”, che hanno fatto sognare i loro connazionali, ripetendo quasi i fasti del 1950.
Forlan si conferma un bomber di livello internazionale e Suarez (eh quanto è mancato ai compagni) è giovane e può davvero fare come dice il mitico spot di Sportitalia, ovvero giocare nella Eredivisie per poi partire alla conquista del mondo. La semifinale è stata molto bella, ricca di reti e senza dubbio emozionante.
Ora tocca a Germania-Spagna, ma una cosa è già sicura ed onestamente mi piace sottolinearla: una squadra europea ha vinto il mondiale. Non era mai successo al di fuori del vecchio continente e finalmente si rompe anche l’altalena Europa-Sudamerica, visto che conquistiamo due mondiali consecutivi. Viva l’Europa!
Giornata importante per il girone E, quello con cui si incrocia quello dell’Italia. Arriva infatti il primo verdetto del mondiale: il Camerun di Samuel Eto’o è eliminato. Gli africani perdono due a uno contro una discreta Danimarca, che rimonta la rete iniziale segnata dal centravanti interista grazie ai gol di Bendtner e Rommedahl (entrambi frutto di belle triangolazioni). La notizia però non è tanto questa, ma il fatto che siccome il Giappone ha perso soltanto con un gol di scarto contro l’Olanda se nell’ultima giornata nipponici e danesi impattassero sarebbero i ragazzi del sol levante a qualificarsi.
Giapponesi ben messi in campo, ma l’ennesima papera di un portiere li condanna: sulla sassata di Sneijder infatti Kawashima non è perfetto e gli “orange” ringraziano. Erroraccio di un estremo difensore anche nell’altra partita di giornata, ovvero Ghana-Australia. Su una punizione del palermitano Mark Bresciano il portiere ghanese Kingson non trattiene ed Holman lo infila con un tap-in vincente. Rimedia però il solito Asamoah Gyan con un altro calcio di rigore dopo quello contro la Serbia, sul quale viene anche espulso Kewell “The Jewel”. Nonostante l’uomo in più per sessanta minuti però il Ghana non è mai pericoloso e i “kangaroos” strappano un meritato punticino. La situazione nel girone D è più aperta che mai, con la Germania che deve assolutamente battere il Ghana se non vuole tornare a casa in anticipo.
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