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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; serie a</title>
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		<title>Un uomo solo (era) al comando</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Sep 2011 11:29:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'Inter ed il flop di Gasperini, mai troppo gradito ai senatori della squadra.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo storico telecronista del ciclismo Ferretti amava aprire le sue telecronache con una frase: <em>&#8220;Un uomo solo al comando, la sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi&#8221;</em>. Già, perche Coppi volava ed era sempre solo, in positivo. All&#8217;Inter invece c&#8217;era un altro uomo solo al comando, purtroppo per lui, però.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Gasperini-Inter-Zazzaroni-Moratti-Napoli-Genoa-De-Laurentiis-Preziosi-cut1308992833043.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11688" title="Gasperini-Inter-Zazzaroni-Moratti-Napoli-Genoa-De-Laurentiis-Preziosi--cut1308992833043" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Gasperini-Inter-Zazzaroni-Moratti-Napoli-Genoa-De-Laurentiis-Preziosi-cut1308992833043-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Gian Piero Gasperini</strong> ha concluso la sua avventura sulla panchina interista senza gloria e con tanto rammarico da parte sua, galantuomo apparso subito inadatto ai colori nerazzurri. Senza esperienza in una grande si dirà, ma non soltanto quello. Vediamo cosa ha portato Moratti e compagni a puntare su di lui. Innanzitutto, c&#8217;è da premettere che evidentemente per allenare i nerazzurri ci vuole una persona smaliziata. Mourinho è il re in questo e di conseguenza si è rivelato perfetto, Benitez molto meno e difatti non ha avuto vita facile. Allo spagnolo non hanno lasciato tempo, del resto raccoglieva una eredità pesantissima (ma non dimentichiamoci che parliamo di un tecnico che portava con facilità il Liverpool in finale di Champions League, mentre ora i &#8220;reds&#8221; navigano in cattive acque) ed il suo gioco diverso da quello del portoghese non ha potuto far dimenticare ai tifosi lo &#8220;Special one&#8221;. Leonardo in pratica non ha fatto altro che riproporre quello che era il gioco della vecchia Inter di Mou.</p>
<p>Ora, cosa accade quest&#8217;estate? Semplice, in pochi vogliono prendersi la patata bollente ed a sedersi su una panchina già rovente è uno che era fra le seconde scelte (immaginate come si possa sentire la persona in questione) quindi già non ci siamo. Doveva andare al Napoli ma poi viene rispedito al mittente dopo il chiarimento fra Mazzarri e De Laurentiis (tanti i tifosi azzurri che hanno tirato un sospiro di sollievo).<strong> Il curriculum del Gasp però sembrava buono:</strong> giovanili alla Juventus (cosa poco gradita ai tifosi interisti) con un Torneo di Viareggio vinto, esordio col Crotone portato incredibilmente in Serie B e mantenuto poi in cadetteria per due anni. Approda al Genoa e riporta il &#8220;grifone&#8221; in Serie A, venendo confermato, lanciando Milito e meritandosi addirittura la &#8220;panchina d&#8217;oro&#8221;, premio assegnato al miglior allenatore dell&#8217;anno dai suoi colleghi. Diviene il primo allenatore della storia rossoblù a vincere tre derby consecutivi, ma poi il suo rapporto con la città ligure si interrompe con un esonero.</p>
<p>Ok, i presupposti per ritenerlo un buon allenatore di Serie A ci sono tutti. Da grande? Uhm, difficile. <strong>Innanzitutto per il suo gioco troppo alternativo per una Inter che non ha mai giocato con la difesa a tre.</strong> Un mercato strano, con partenze eccellenti come quella di Eto&#8217;o (che dice di credere nel progetto della sua nuova squadra russa, con venti milioni di buone ragioni all&#8217;anno) e conferme in extremis come quella di Sneijder, da subito apparso inadatto al suo modulo. Arriva Forlan, ma il sei agosto è già tempo di derby. Supercoppa Italiana, col Milan che capisce che in caso di vittoria non solo porta a casa il trofeo ma mette già sotto pressione una diretta concorrente allo scudetto. Segna proprio Sneijder, ma gioca fuori ruolo e quando i Campioni d&#8217;Italia cominciano a fare sul serio sono dolori: prima sconfitta e primi mugugni. La difesa non convince ed un mese dopo a Palermo all&#8217;esordio in campionato è tragicomica: quattro reti rosanero e i mugugni diventano proteste. Contro il Trabzonspor, squadra turca dal nome impronunciabile, arriva uno stop casalingo in Champions che ha del ridicolo, con incredibili gol falliti (a tradirlo proprio il &#8220;suo&#8221; Milito) e nessuna scusa: con una team del genere non puoi perdere nemmeno se giochi in otto. Uno zero a zero con la Roma lo porta sul baratro ed un ko con il Novara (che mancava in A da oltre mezzo secolo) è davvero troppo.</p>
<p><strong>Di chi sono le colpe? Di tutti.</strong> Della società, che ha dimostrato inadeguatezza nella scelta sia facendolo sentire da subito un ripiego sia nel non capire cosa veramente servisse. Dei giocatori, con alcuni senatori che hanno remato contro forse (lo scopriremo a breve) ma che sicuramente non si sono dannati l&#8217;anima. Del tecnico, perchè troppe scelte sono apparse veramente assurde, ma dettate dalla mente di qualcuno che si sente veramente, ma veramente solo. Fin dall&#8217;inizio, contro tutti. Per reggere ci vogliono qualità che Gasperini al momento non ha (magari le avrà in futuro), ma una cosa è sicura: questa storia è cominciata male, è proseguita peggio ed è finita&#8230;bah, diciamo solo che è finita.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/ranieri-moratti-gasperini-inter-cut1316678760540.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-11689" title="ranieri-moratti-gasperini-inter--cut1316678760540" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/ranieri-moratti-gasperini-inter-cut1316678760540-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E adesso? Adesso c&#8217;è <strong>Ranieri,</strong> l&#8217;uomo perfetto per l&#8217;Inter di oggi. Ai nerazzurri serve tranquillità e l&#8217;ex-tecnico di Roma e Juventus porta esattamente quello. Purtroppo nulla di più, visto che è stato battezzato &#8220;l&#8217;eterno secondo&#8221;, ma i presupposti per risalire la china ci sono tutti. Innanzitutto sono arrivate subito due vittorie a risollevare campionato e coppa, poi lo stile di gioco più consono alle caratteristiche dei giocatori ed ultimo ma non ultimo&#8230;i giocatori stessi. Perchè a quanto pare Ranieri è al comando, ma a differenza del suo predecessore non è&#8230; solo.
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		<title>Adesso parla il campo&#8230; ma parliamo anche noi</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:50:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Parte finalmente la serie A, si possono esprimere i primi giudizi e fare i soliti pronostici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo parlato dello <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/ma-non-chiamatelo-sciopero.html" target="_blank">sciopero dei calciatori</a>, come era giusto fare. Adesso finalmente la parola è passata al campo, visto che si è giocato. Ci si può dunque sbizzarrire e discutere di calcio giocato, facendo anche una analisi a lungo termine. Innanzitutto è bene segnalare una cosa: il tanto bistrattato calcio italiano nella sua prima giornata (la seconda a dirla tutta, ma tant&#8217;è&#8230;) ha sfornato <strong>match molto molto godibili</strong>, a cominciare da Milan-Lazio, passando per Cesena-Napoli e Juventus-Parma, fino a Palermo-Inter. <strong>Trentacinque gol</strong>, non succedeva dal 1955 (anche se era un torneo a diciotto squadre), l&#8217;anno del boom delle crociere e di Elvis che stava per diventare &#8220;The King&#8221;. Qualche sorpresa, tante conferme che più che altro tramutano i sospetti in certezze. Cominciamo dalla prima fila. Milan e Napoli.<strong> I rossoneri si sono puntellati esattamente dove necessitavano</strong>, ovvero a centrocampo e soprattutto in difesa, dove mancava un centrale che sostituisse Thiago Silva e Nesta, che flirtano troppo con gli infortuni. Oltre a Mexes arriva anche un esterno sinistro interessante come Taiwo. Il team di Allegri rimane la squadra da battere, il match di apertura dimostra che la squadra c&#8217;è (l&#8217;anno scorso forse la partita l&#8217;avrebbe persa) perchè dopo uno sbandamento iniziale ha messo sotto una delle squadre che si è rinforzata di più. <strong>Il Napoli è cresciuto ancora dopo aver stupito tutti lo scorso anno:</strong> vero, avrà la Champions e non ci è abituato ma ha finalmente una panchina decente con una rosa più ampia. La vittoria in terra romagnola conferma che stiamo parlando di una squadra forte, che se avrà una difesa appena sufficiente potrà fare grandi cose.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/327790.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11522" title="327790" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/327790-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Seconda fila per Juventus e Lazio.</strong> I bianconeri hanno investito tanto nel mercato, forse anche troppo e c&#8217;è abbondanza (quest&#8217;anno niente impegni europei). L&#8217;assenza dal calcio continentale potrebbe essere un vantaggio, ma molto dipenderà da Conte, che ha materiale umano interessantissimo, con un faro come Pirlo (tantissima voglia di dimostrare di essere ancora un campione), un bomber come Matri e tanti giocatori che possono essere importanti (Vucinic su tutti, senza dimenticare il sempreverde Del Piero). Non inganni la roboante vittoria con il Parma, ma c&#8217;è da dire che la squadra c&#8217;è. Per quanto riguarda i &#8220;Reja&#8217;s boys&#8221; è impressionante il cambio in attacco: Cissè e Klose sono sicuramente meglio di Floccari e Zarate (e se ne è accorto anche Nesta, non uno qualunque). La Lazio ha una squadra di tutto rispetto, che può davvero dire la sua, soprattutto se il tecnico riuscirà a mantenere il livello costante.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Gasperini-Inter-300x226.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-11521" title="Gasperini-Inter-300x226" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Gasperini-Inter-300x226-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Può sembrare incredibile, ma <strong>al momento l&#8217;Inter è in terza fila.</strong> Sottolineamo,<span style="text-decoration: underline;"> al momento.</span> Perdere Eto&#8217;o è stato un colpo duro e sarà durissima per Forlan prenderne il posto. Milito sembra essere tornato ma in molti sono scettici e non comprendono l&#8217;attuale ruolo di &#8220;riserva di lusso&#8221; di Pazzini. Le idee di Gasperini sembrano inadatte ad una squadra del genere e forse l&#8217;ex-tecnico rossoblù è&#8230; troppo &#8220;buono&#8221; per allenare una squadra dove serve gente come Mourinho (e non Benitez, anche lui troppo docile). Zarate è oggetto misterioso, Sneijder fa l&#8217;adattato, la difesa a tre non ha convinto nessuno. I campioni ci sono e se c&#8217;è una squadra che può rimontare tante posizioni partendo così dietro questa è proprio l&#8217;Inter. Di fianco ai nerazzurri, ma con diversi secondi di distacco c&#8217;è l&#8217;Udinese. Senza Inler e Sanchez sarà durissima, il bel gioco c&#8217;è e l&#8217;assetto anche, ma a volte sono i calciatori a fare la differenza e senza &#8220;El niño maravilla&#8221; non è la stessa cosa. Incoraggiante però l&#8217;esordio ed anche l&#8217;aver fatto penare l&#8217;Arsenal ai preliminari di Champions (il sorteggio grida ancora vendetta).</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/FOTO-LUIS-ENRIQUE-ROMA.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-11520" title="FOTO-LUIS-ENRIQUE-ROMA" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/FOTO-LUIS-ENRIQUE-ROMA-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Quarta fila per Roma e Palermo</strong>. Luis Enrique non ha ancora capito che purtroppo in Italia conta solo il risultato e tempo per gli esperimenti non ce n&#8217;è. I nuovi arrivati sembrano buoni, ma&#8230; c&#8217;è troppo nuovo, e non sempre il nuovo è meglio. Josè Angel può rimpiazzare Riise ma le altre facce nuove sono tutte scommesse ed alcune sono veri e proprio &#8220;coin flip&#8221; (per usare un termine del poker Texas Hold&#8217;em). Esordio senza punti ma c&#8217;è la possibilità di rifarsi, purchè&#8230;si faccia in fretta. I rosanero invece sognano dopo il botto con l&#8217;Inter che ha vendicato la finale di Coppa Italia di maggio: quattro gol con tutti e tre gli attaccanti a segno. Hernandez è ancora discontinuo ma ha talento, Miccoli oramai è una garanzia e Pinilla può fare davvero sfracelli se è in giornata. &#8220;Mangia ha ancora fame&#8221; era la battuta dopo l&#8217;esordio, se così fosse allora i tifosi possono sbizzarrirsi con la fantasia.</p>
<p><strong>Ultimi qualificati alla terza sessione di prove sono Fiorentina e Genoa</strong>. I viola dovranno stringere i denti ma la rosa non è male e se Jovetic non si rompe possono fare una annata tranquillissima. La chiave sarà fare pace con gli scontenti tipo Montolivo e Gilardino, ma se il buongiorno si vede dal mattino i presupposti per fare una stagione decente ci sono. I liguri invece hanno tutto da dimostrare e Malesani è chiamato ad un vero e proprio salto di qualità rispetto alla passata stagione a Bologna.<br />
Facendo un salto in coda c&#8217;è da dire che anche quest&#8217;anno sarà bagarre. Se ne chiama definitivamente fuori il Cesena che con l&#8217;arrivo di Mutu ed Eder ha un attacco agile e spettacolare, che come dimostra il match col Napoli può davvero fare benissimo. Nonostante la sconfitta i bianconeri hanno convinto e difficilmente non metteranno tre squadre alle loro spalle. <strong>Parma e Bologna</strong> non sono attrezzatissime ma sono comunque in grado di arrivare almeno alla seconda tornata di qualifiche evitando le ultime cinque piazze. L&#8217;Atalanta parte con un handicap pesante, dopo aver sostituito un motore per un guasto causato dal meccanico Doni, ma i cavalli di potenza li ha e potrebbe fare il miracolo. Troppo lenti in qualifica e probabilmente anche in gara appaiono Siena, Chievo, Novara e Lecce. Se i bergamaschi festeggeranno a maggio allora saranno tre di queste squadre a versare lacrime amare.</p>
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		<title>&#8230;ma non chiamatelo &#8220;sciopero&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2011 09:32:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica senza calcio, ma non come tutte le altre. "Sciopero dei calciatori". Se ne è parlato tanto in questi giorni, ma la colpa è dei calciatori, dei dirigenti o anche dei tifosi? Una cosa è sicura: parlare di sciopero è fuori luogo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per sciopero si intende l&#8217;astensione collettiva dal lavoro di lavoratori dipendenti allo scopo di rivendicare diritti, per motivi salariali, per protesta o per solidarietà. Il salario o stipendio che viene detratto è proporzionale alla sospensione lavorativa. Ecco. Qui casca l&#8217;asino. <strong>Nessun calciatore prenderà un euro in meno.</strong> La prima giornata di campionato verrà recuperata, quindi il &#8220;danno&#8221; ai tifosi è tutto sommato relativo (la mancanza di calcio non è certo un problema, magari chi è tornato prima dalle ferie però non sarà stato contentissimo, anche se ragioni solo in ottica pallonara le tue responsabilità te le devi prendere eccome), ma soprattutto se la &#8220;giornata lavorativa&#8221; viene solo rimandata. Ma allora che sciopero è? Negli ultimi giorni si è detto tanto sui calciatori viziati, coccolati e superpagati ed effettivamente se si pensa alla loro condizione ed a quella degli operai di Pomigliano è impossibile non storcere il naso. Più semplicemente sarebbe bastato non definirlo sciopero, perchè tale non è, e soprattutto non ci sarebbe stato il delittuoso atto di tirare in ballo quello che lavorano senza percepire stipendi da nababbo. Ora però bisogna cercare di fare un po&#8217; di ordine e capire meglio quali sono le parti in causa e quali sono le questioni spinose.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/NEWS_1232147661_damiano_tommasi.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11355" title="NEWS_1232147661_damiano_tommasi" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/NEWS_1232147661_damiano_tommasi-300x199.jpg" alt="" width="240" height="159" /></a>C&#8217;è innanzitutto l&#8217;<strong>Associazione Italiana Calciatori</strong>, della quale è l&#8217;ex-romanista Damiano Tommasi il volto rappresentante. C&#8217;è poi la <strong>Lega Calcio</strong> (Beretta) ed infine quello che dovrebbe essere l&#8217;organo più importante, ovvero la <strong>Federazione Italiana Gioco Calcio</strong> (Abete). L&#8217; Aic è una sorta di sindacato dei calciatori, che vuole tutelare i diritti di quest&#8217;ultimi e protesta contro gli articoli 4 e 7 del contratto collettivo (a dirla tutta il 7 è quello più importante). La Lega è invece un organo che per anni ha gestito il campionato di Serie A, nato nel 1946 in pieno periodo post-bellico e che è stato fortemente voluto dai presidenti delle cosiddette &#8220;grandi&#8221; del calcio italiano, portandosi appresso una serie di polemiche roventi: nell&#8217;agosto del 1958 il presidente del CONI, Giulio Onesti, accusò gli allora presidenti di Inter (Angelo Moratti), Juventus (Umberto Agnelli), e Milan (Andrea Rizzoli), di spendere troppo per il calcio. La Lega subì di conseguenza un periodo di caos che sfociò nel commissariamento, terminato il quale l&#8217;allora commissario Pasquale venne eletto dai membri come Presidente (senza dimenticare il meraviglioso conflitto di interessi legato a Galliani, che era contemporaneamente a capo della Lega e del Milan). Per quanto riguarda la Figc sembra davvero essere un elemento marginale, con i presidenti che vogliono &#8220;far fuori&#8221; Abete ed avere sempre più potere (purtroppo ci stanno riuscendo appieno).</p>
<p>Torniamo allo &#8220;sciopero&#8221;. C&#8217;è stato anche in Spagna, si dirà, ma lì la situazione è diversa in quanto ci sono giocatori che da un anno e mezzo non sono pagati, visto che molti presidenti fanno contratti pur sapendo di non poterli poi onorare (alla faccia del fair-play finanziario) quindi <strong>focalizziamoci sull&#8217;articolo 7.<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/65550.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-11354" title="65550" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/65550-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong> Premettiamo per dover di cronaca che l&#8217;articolo 4 in breve vede i calciatori contrari a pagare di tasca propria il contributo di solidarietà che potrebbe (condizionale d&#8217;obbligo) essere inserito nella prossima finanziaria: questo perchè il loro guadagno è a netto delle tasse come previsto dal contratto, ma la situazione è di difficile interpretazione. Molto più chiaro l&#8217;articolo 7, che recita: <em>&#8220;in ogni caso il calciatore ha il diritto di partecipare agli allenamenti e alla preparazione pre-campionato con la prima squadra salvo l&#8217;esclusione per motivi disciplinari&#8221;</em>. Bisogna dire subito che è un articolo che risale agli anni ottanta, quando si avevano in squadra si e no venti-ventidue giocatori, non quaranta come oggi, e che quindi va rivisitato. Altrettanto palese però è che su questo ci sguazzano molti presidenti, che usano questo mezzuccio per mettere alcuni atleti con le spalle al muro (ricorderete il caso di Pandev alla Lazio o quello di Marchetti al Cagliari). Facciamo un esempio: un calciatore viene pagato a peso d&#8217;oro e firma un contratto oneroso, ma si rivela assai al di sotto delle aspettative, cosa accade? Il club sa bene che dovrà comunque pagare lo stipendio dopo aver già buttato i soldi per il cartellino e dunque tenta la strada subdola, cercando di fargli una sorta di mobbing (tribuna perpetua, entrata in campo a trenta secondi dalla fine sperando in un &#8220;vaffa&#8221; all&#8217;allenatore) per metterlo fuori rosa per motivi disciplinari riducendogli al minimo lo stipendio (e se chiede di essere ceduto ancora meglio).</p>
<p>Ecco il punto. <strong>Non stupisca che fra i più convinti a volere la &#8220;giornata saltata&#8221; ci sono i presidenti</strong> che più di tutti hanno acquistato giocatori e si ritrovano con rose elefantiache. Quindi calciatori viziati sicuramente, ma non ci si dimentichi chi li ha resi tali. Non soltanto dirigenti e presidenti (che hanno una fetta di colpa non indifferente) ma anche i semplici tifosi drogati di pallone, che non riusciranno mai a ribellarsi mandando il mondo pallonaro definitivamente a quel paese. Bando ai pregiudizi dunque. Meglio non fasciarsi la testa prima di essersela rotta. Insomma ognuno la prenda con filosofia, però per favore, non chiamatelo &#8220;sciopero&#8221;.
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		<title>Calcio &#8211; Dalle stelle alle stalle: basta passare per gennaio.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 08:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fonzie182</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come la Sampdoria è riuscita a passare dalla Champions League alla Serie B.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.armatablucerchiata.net/partite/albums/userpics/10010/1b.jpg" alt="" width="288" height="216" />Genova, 24 agosto 2010: la Sampdoria è ad un passo dal paradiso, un sogno chiamato <strong>Champions League</strong>. Si sta giocando la partita di ritorno del turno preliminare di Champions, con i blucerchiati che conducono 3-0 sul Werder Brema, dopo la sconfitta per 3-1 dell&#8217;andata. Sembra fatta ma proprio sul più bello una rete di <strong>Rosenberg</strong> manda tutti ai supplementari, dove Pizarro torna ad essere un buon giocatore e mette dentro il pallone che elimina la Samp.</p>
<p>Genova, 8 maggio 2011: la squadra è ad un passo dall&#8217;inferno. Un incubo chiamato <strong>Serie B</strong>. Si gioca il derby: al sesto minuto di recupero, dopo le reti di Floro Flores e Pozzi (ma con Eduardo che conferma che per il &#8220;Grifone&#8221; è meglio un citofono che un portiere) l&#8217;argentino Mauro Boselli, fino a quel punto oggetto anonimo del mercato rossoblu indovina una traiettoria beffarda che infila Da Costa e condanna alla sconfitta i doriani.</p>
<p>Cos&#8217; è successo quest&#8217; anno? Perché una squadra da <strong>Champions</strong> è diventata <strong>mediocre</strong>? Innanzitutto l&#8217;allenatore: da Gigi Delneri, capace di lottare con chiunque per un posto in Europa (c&#8217;è riuscito perfino col Chievo e il suo limite è esattamente quello), si passa a Mimmo Di Carlo, tecnico preparato ma assolutamente inadeguato. Il mercato estivo, inoltre, è stato molto deludente, senza alcun rinforzo. E dopo l&#8217;eliminazione dall&#8217;Europa e una prima metà di campionato tutto sommato decente, si sta per compiere il vero disastro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.sport10.it/wp-content/uploads/2009/11/cassano-samp.jpg" alt="" width="216" height="162" />Alla diciannovesima giornata la Sampdoria ha ventisei punti, uno in meno dell&#8217;Udinese, tre più del Genoa, sei in meno rispetto alla Roma che è quarta, ma qualcosa s&#8217;inceppa: <strong>Cassano</strong> litiga con <strong>Garrone</strong>, riempiendolo d&#8217;insulti, perché non vuole presenziare ad un evento promozionale. Il presidente scarica il suo campione, che decide di accasarsi al Milan: <strong>fuori uno</strong>. L&#8217;altro elemento della coppia d&#8217;oro, <strong>Pazzini</strong>, finisce all&#8217;Inter, che ripaga i doriani con il fumoso Biabiany. Nel mercato invernale arrivano Maccarone, scaricato dal Palermo, e Macheda, dal Manchester United, giovane di belle speranze che sembra incantare i fantallenatori.</p>
<p>Da qui la <strong>caduta libera</strong>: dieci punti in diciassette partite, solamente il Bari ha fatto peggio. Come se non bastasse, dalla padella alla brace, il tecnico non è più Di Carlo ma <strong>Cavasin</strong>. Infatti con lui in panchina: scontro diretto in casa col Cesena&#8230;<strong>sconfitta;</strong> scontro diretto in casa con il Lecce&#8230;<strong>sconfitta</strong>; scontro diretto in casa con il Parma&#8230;<strong>sconfitta</strong>; scontro diretto in casa con il Brescia&#8230;pareggio nel recupero. Le colpe ovviamente sono anche di Garrone, che forse vuole vendere la squadra: se così fosse è tremendamente vile da parte sua iniziare la stagione con Cassano e Pazzini (e la Champions) stampati sugli abbonamenti, che i tifosi sottoscrivono in massa, e finirla con Biabiany e Pozzi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignright" src="http://www.sport.it/fnts/sport/immagini/resized/r/i/riccardo-garrone-presidente-della-sampdoria_17947490_980x980.jpg" alt="" width="247" height="247" />Il quarto posto, la finale di Coppa Italia di due anni fa&#8230;sembrano solo <strong>lontani ricordi</strong>. La realtà è scritta negli striscioni che i tifosi genoani sbattono in faccia ai &#8220;cugini&#8221; : <em>&#8220;Tornerete in Serie B&#8221;</em>, <em>&#8220;Bye Bye&#8221;</em>, <em>&#8220;Garrone è un amico&#8221;;</em> il più ironico recita: <em>&#8220;Chissà com&#8217;è, il sabato alle quindici con lei&#8221;</em>.  Succede quando smantelli tutto a gennaio, con Inter e Milan che ringraziano. Chissà invece cosa sarebbe successo se <strong>Rosenberg</strong> non avesse segnato quel gol.
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		<title>Il campionato più bello del mondo (e il concetto di bello)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2011 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fonzie182</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Serie A è il torneo più combattuto ed emozionante d'Europa?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni ottanta e novanta si sosteneva che la Serie A era il cmapionato più bello del mondo. Questo perchè era sempre molto difficile pronosticare chi avrebbe vinto (in quegli anni arrivarono lo scudetto del Verona, quelli del Napoli, quello della Sampdoria). C&#8217;è stato poi un predominio di Milan e Juventus, rotto da due titoli arrivati nella capitale a ridosso del cambio di millennio, ma probabilmente a far considerare il nostro calcio il top del top era anche il nostro dominare nelle competizioni europee, con numerosi successi enlla Coppa dei Campioni, nella Coppa Uefa e nella Coppa delle Coppe. Cosa è cambiato adesso? Tanto. I nostri club non sono più il meglio del continente ed infatti abbiamo perso la quarta squadra in Champions League per il ranking Uefa nonostante la vittoria dell&#8217;Inter. Complessivamente inglesi e spagnole ci hanno distanziato e le tedesche superato.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/cavani-gol1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9534" title="cavani gol" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/cavani-gol1-300x168.jpg" alt="" width="210" height="118" /></a>Ma cosa dire della nostra serie A? C&#8217;è una cosa da sottolineare. Il nostro campionato è forse ancora il più bello. Attenzione: cosa è per voi il bello del calcio? Cosa vi piace di più? Il Barcellona che vince cinque a zero con Messi e compagni che giocano un calcio champagne? Oppure una partita come Napoli-Lazio 4-3? Con la città partenopea che il giorno dopo non parla d&#8217;altro? Se la risposta è la prima allora è meglio la Liga, poco da dire. Se la risposta è la seconda allora è la nostra Serie A ad essere il miglior campionato. Pensateci. In Inghilterra vincerà il Manchester United, in Spagna il Barcellona (e se non vinceva la squadra di Guardiola lo avrebbe fatto il Real Madrid a mani basse). In Germania&#8230;ha vinto il Borussia Dortmund da dicembre.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Pg-62-Inter_new-AP_273517s1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9533" title="Pg-62-Inter_new-AP_273517s" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Pg-62-Inter_new-AP_273517s1-300x205.jpg" alt="" width="210" height="144" /></a>Nessun altro campionato ha una squadra come l&#8217;Udinese che a otto partite dalla fine era vicina alla vetta e vista addirittura come una delle favorite. Chi fermerà la squadra di Guidolin? Semplice, il Lecce terzultimo. Doppietta di Bertolacci e tutti a casa. Milan, Inter, Napoli: tutte conservano ancora la possibilità di cucirsi lo scudetto sulla maglia. Chi ha il calendario più facile? La risposta: boh! Nella Serie A non si può mai dire. Il Napoli ha fatto risultati strepitosi, perdendo sei punti col Chievo, ed in casa ha vinto a stento col Lecce all&#8217;ultimo secondo ed ha pareggiato col Brescia. L&#8217;Inter nonostante la cura Leonardo ed una marea di vittorie sotto la sua guida ora è addirittura al terzo posto (solo un miracolo di Julio Cesar ed un gol contestato di Pazzini hanno permesso di evitare un passo falso coi salentini). Il Milan col Bari doveva vincere quattro a zero&#8230;per poco non perdeva, mentre quando era pronto il sorpasso dell&#8217;Inter&#8230;tre a zero nel derby e buonasera.</p>
<p>Ogni match rivela le sue insidie, nulla è da dare per scontato. Negli altri campionati succede? Molto meno, se vi piace giocare alla Snai allora puntate sui match esteri, che è più facile vincere la scommessa. In Italia i tre punti te li devi sudare ogni fine settimana. Se credete che una partita sia facile, chiedetelo a Pasquale Marino, l&#8217;allenatore&#8230;ah no scusate&#8230;ex-allenatore del Parma. Del resto affronti il bari, fanalino di coda della classifica. Sarà sicuramente una passeggiata. O forse no?
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			</a>
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		<title>Il &#8220;Barcellona d&#8217;Italia&#8221;: ecco perchè l&#8217;Udinese ha stupito tutti</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 11:00:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fonzie182</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un paragone scomodo ma che in un certo senso spiega il perchè delle fortune dei bianconeri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai non fa quasi più notizia. L&#8217;Udinese di <strong>Francesco Guidolin</strong> sta facendo cose meravigliose. Quarta in campionato a soli sei punti dalla capolista Milan ed a quattro dall&#8217;Inter campione del mondo. Ma qual&#8217;è il segreto della squadra di Guidolin? Solamente i giocatori a disposizione? Assolutamente no. Perchè i giocatori devi saperli mettere in campo e trovare la giusta quadratura, ed in Serie A quest&#8217;anno oltre a Walter Mazzarri (anche lui protagonista di cose strepitose col Napoli) è stato il tecnico di Castelfranco Veneto a capire alla perfezione come tirar fuori il meglio dai suoi ragazzi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/sanchezweb.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9196" title="sanchezweb" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/sanchezweb-300x300.jpg" alt="" width="210" height="210" /></a>Si è fatto un paragone scomodissimo nelle ultime settimane, comparando la squadra friulana all&#8217;inarrivabile <strong>Barcellona</strong> di Pep Guardiola, ma in un certo senso c&#8217;è una grossa similitudine. La squadra catalana gioca con due-tre attaccanti, il più alto dei quali è un metro e settantaquattro, con Messi che in pratica gioca da centravanti. Perchè? Perchè il calcio è in continua evoluzione e bisogna sapersi adattare. Al giorno d&#8217;oggi (ma non rispetto a dieci anni fa, bensì rispetto a due-tre stagioni fa) si deve essere prima di tutto rapidi, altrimenti le difese arroccate ed aggressive sono difficili da scardinare. Soprattutto in Europa il tempo per pensare palla al piede è pochissimo e dunque serve gente che pensi ed esegua velocemente.</p>
<p>Partenza ad handicap per l&#8217;Udinese, con quattro sconfitte di fila (senza le quali chissà dove sarebbe adesso), ma soprattutto con un modulo diverso. Floro Flores, Corradi ed addirittura Denis giocavano al centro dell&#8217;attacco con Sanchez e Di Natale sui lati, dando punti di riferimento alle difese, che riuscivano a tenere a bada il tridente. Si ventilò addirittura un esonero di Guidolin e c&#8217;era già chi diceva che Di Natale non si sarebbe neanche avvicinato alla quota gol dell&#8217;anno precedente. Cosa è cambiato? Tanto. Guidolin ha capito che si può ottenere molto di più con due calciatori come Totò ed Alexis che svariano su tutto il fronte e con il pallone fatto viaggiare a terra invece che in aria.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/inler_udinese.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9195" title="inler_udinese" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/inler_udinese-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Ma vediamo l&#8217;undici dei friulani e capiremo meglio. Partiamo dal portiere: Handanovic è cresciuto tantissimo in Italia, riducendo nettamente il numero di &#8220;leggerezze&#8221; e specializzandosi addirittura nel parare i rigori (quest&#8217;anno quattro su cinque). Affidabile. In difesa ci sono Zapata, che oramai a Udine è di casa, Domizzi e Benatia. Domizzi è stato un &#8220;rilancio&#8221; dell&#8217;allenatore, mentre Benatia è l&#8217;ennesimo prodotto deli osservatori friulani, che pescano talenti in ogni angolo del globo. Una difesa a tre, che dovrebbe essere più vulnerabile, ma invece non lo è. Per più motivi. Sia perchè sono tre giocatori che oramai giocano a memoria e sia perchè c&#8217;è quel fenomeno di Inler a dare una mano (poi nel tempo libero imposta la manovra, lotta a centrocampo e segna anche qualche gol da fuori area). A fianco a lui Asamoah, che pur non essendo un fenomeno garantisce quei meccanismi di qualità e quantità fondamentali. Poi gli esterni, ed anche qui non si può che rimanere stupefatti dinanzi alla competenza della società: Isla ed Armero, poco conosciuti quando sono arrivati, ammirati da tutti adesso. Veloci, precisi nei passaggi e capaci di inserirsi alle spalle degli attaccanti. Poi c&#8217;è Pinzi, che è il vero capolavoro di Guidolin: da perfetto mestierante di provinciale è diventato un giocatore chiave. Non è appariscente ma chi &#8220;legge&#8221; bene le partite dell&#8217;Udinese capisce quanto sia importante il suo modo di giocare. Raccordo perfetto fra centrocampo ed attacco&#8230;ma attenzione: fra quel tipo di centrocampo e quel tipo di attacco! Nello specifico.</p>
<p>Su <strong>Sanchez</strong> e <strong>Di Natale</strong> il discorso sarebbe lunghissimo. Certo è che uno che viene preso dal Cobreloa (alzi la mano chi conosceva questa squadra) e poi arriva a costare cinquanta milioni di euro fa storia a sé, ma le qualita del &#8220;Niño maravilla&#8221; sono strepitose. Scatto da centometrista, controllo invidiabile, capacità di giocare a testa alta e dribbling fulmineo lo rendono imprendibile. A Udine ha trovato la sua realtà&#8230;la troverà anche in una squadra che punta a vincere la Champions League? Su Di Natale poco da dire, per lui parlano i numeri: ventinove gol l&#8217;anno scorso, venticinque quest&#8217;anno&#8230;e mancano ancora otto partite. Se non vince la &#8220;Scarpa d&#8217;oro&#8221; è solo perchè Messi&#8230;è Messi, ovvero il calciatore che più si avvicina a Sua Maestà Diego Armando Maradona.</p>
<p>Insomma non si offenda nessuno se l&#8217;appellativo di &#8220;Piccolo Barcellona&#8221; si adatta perfettamente alla &#8220;<strong>Grande Udinese</strong>&#8220;.</p>
<p><em><div id='stb-container-3475' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-3475' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-3475' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/collabora-con-noi">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div></em></p>
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		<title>Milan-Napoli: revival anni &#8217;80 in salsa scudetto</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 12:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fonzie182</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna ad essere una sfida decisiva in ottica tricolore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/maradonavanbasten.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8564" title="maradonavanbasten" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/maradonavanbasten.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a>Quanto tempo è passato da quelle <strong>sfide epiche</strong>. Era il Napoli di <strong>Diego Armando Maradona</strong>, di Careca ed Alemao. Era il Milan di <strong>Marco Van Basten</strong>, Franco Baresi e Rudd Gullit. Era una sfida meravigliosa. Lo è ritornata ad essere ai giorni nostri. Bella come un tempo, spigolosa ed affascinante. Non è una questione di punti, di gol o di giocate sopraffine; è una  questione di prestigio, di grandezza,<strong> è una questione d’onore</strong>. E’ una  lotta infinita che va al di là di un campo di calcio, è la sfida di  un’Italia da sempre soggiogata dallo scontro NORD-SUD.</p>
<p>Ma se un tempo  tutto sembrava ruotare intorno a un Cigno di Utrecht e a un Pibe de Oro,  quest’oggi il ruolo di attori protagonisti è nei piedi di un &#8220;mago&#8221;  chiamato<strong> Zlatan Ibrahimovic</strong> e di un &#8220;matodor &#8221; chiamato <strong>Edinson Cavani</strong>, e di questi tempi è  come dire potenza e irruenza contro finalizzazione e velocità. Un match che soprattutto mette in palio (fate gli scongiuri se tifate per una delle due squadre, ma è così) punti scudetto. Saranno tantissimi i tifosi napoletani assiepati sugli spalti del &#8220;Giuseppe Meazza&#8221;, pronti a sostenere la propria squadra in quella che sembra una impresa difficilissima. Saranno nella &#8220;Scala del calcio&#8221;, unod egli stadi più suggestivi del mondo. Chi non ci sarà è Ezequiel &#8220;El pocho&#8221; Lavezzi, per uno sputo che lo ha bloccato per tre giornate, ma sulla vicenda ci siamo già espressi. Un peccato per il Napoli, perchè l&#8217;argentino è davvero colui che poteva fare male alla difesa del Milan, che soffre i giocatori razzenti come lui (all&#8217;andata in pratica non dribblava Bonera, semplicemente gli correva davanti). Ma concentriamoci sui due uomini che possono essere decisivi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/cavanibra.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8563" title="cavanibra" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/cavanibra.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a>Dicevamo di Ibrahimovic e Cavani, giocatori diversi.<strong> Lo svedese è un attaccante possente</strong>, col fisico del tipico centravanti, ma non lo è. Gioca stupendamente spalle alla porta ed è troppo dotato tecnicamente per essere la classica-boa. Al suo attivo vanta 325 presenze e 160 gol tra i vari colori che ha  vestito, di cui 13 sono con la maglia rossonera in campionato. <strong>Cavani invece è diverso, più rapido e più punta</strong>, seppur atipica nel senso moderno del termine. . Possiede un tiro preciso e potente, ma sa accarezzare la palla con una  dolcezza unica che gli permettono di segnare reti con parabole davvero  uniche, ma anche movimenti che lo rendono imprendibile per i difensori avversari ed un senso del gol sviluppatissimo. Ci si aspetta molto da loro due, ma non si può escludere che la sfida possa invece essere decisa da altri. Pato ad esempio, il ragazzino con la media reti/partite giocate che è impressionante, oppure Marek Hamsik, il centrocampista più &#8220;offensivo&#8221; del mondo. E perchè no gente come Zuniga o Boateng? Gli ingredienti per vedere uno spettacolo ci sono tutti. Gli azzurri non vincono a Milano dal 13 aprile 1986, quando Maradona e Giordano segnarono le reti che permisero di espugnare &#8220;San Siro&#8221; (Di Bartolomei accorciò per i rossoneri). Addirittura fra il 1978 ed il 1979 arrivarono tre successi di fila, purtroppo per i partenopei rappresentano anche gli unici exploit da mezzo secolo a questa parte. Ma in match come questo la storia conta poco.</p>
<p>Tenetevi pronti. È nuovamente Milan-Napoli, di quelle che contano.</p>
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		<title>Quanto è lontano il Milan dal Napoli? Poco&#8230;uno sputo</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 21:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fonzie182</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lavezzi saletrà il match-scudetto del ventotto febbraio al "Meazza".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/roma-napoli-0-2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8237" title="roma-napoli-0-2" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/roma-napoli-0-2-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>Il Napoli di <strong>Walter Mazzarri</strong> sta veramente volando, giocando benissimo e facendo sognare i propri tifosi. Da diciotto anni non vinceva allo stadio &#8220;Olimpico&#8221; contro la Roma, ma stavolta invece il corso della storia è cambiato. Doppietta di <strong>Cavani</strong>, uno su calcio di rigore con brivido (<em>se avesse segnato dopo aver incocciato i due pali non sarebbe stato valido</em>) e l&#8217;altro sfruttando al meglio un assist di <strong>Paolo Cannavaro</strong> (suona raro, ma è così). Venti gol stagionali per quello che al momento è il miglior attaccante della Serie A (che tra l&#8217;altro mentre scrivo compie gli anni, auguri). Meno tre dal Milan dunque ed uno scontro diretto (che si giocherà il ventotto febbraio allo stadio &#8220;Giuseppe Meazza&#8221; di Milano) che diventa fondamentale come nessuno avrebbe mai osato sperare alle pendici del Vesuvio. I partenopei però non avranno uno dei giocatori più importanti della propria rosa, ovvero <strong>Ezequiel Lavezzi</strong>, fermato dal giudice sportivo assieme al giallorosso Rosi per reciproche scorrettezze (si sono sputati addosso). Ora, andiamo ad analizzare quello che è successo, vedendo anche il comunicato ufficiale del giudice sportivo Tosel:</p>
<p><span style="font-size: x-small;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;">&#8220;<em>Il Giudice Sportivo, ricevuta dal Procuratore federale rituale e tempestiva segnalazione ex art. 35, 1.3, CGS (pervenuta a mezzo fax alle ore 11.43 odierne) circa la condotta tenuta al 19° del primo tempo dal calciatore Rosi Aleandro (Soc. Roma) nei confronti del calciatore Lavezzi Ezequiel Ivan (Soc. Napoli) e la condotta immediatamente successiva del calciatore Lavezzi Ezequiel Ivan (Soc. Napoli) nei confronti del calciatore Rosi Aleandro (Soc. Roma);acquisite ed esaminate le relative immagini televisive (Sky), di piena garanzia tecnica e documentale; osserva:le immagini televisive documentano che, nelle circostanze segnalate, il calciatore giallo-rosso, nel cerchio di centro campo e ben lontano dall’azione in svolgimento in altra zona del campo, si avvicinava al calciatore partenopeo, che gli volgeva parzialmente le spalle, e da una distanza di circa un metro, con palese gestualità, gli indirizzava uno sputo, che veniva immediatamente “ricambiato”. Tale duplice biasimevole gesto non veniva visto dall’Arbitro e, pertanto, nessun provvedimento disciplinare veniva adottato. A tale proposito, il Direttore di gara, su richiesta di questo Ufficio, ha dichiarato, a mezzo e-mail pervenuta alle ore 12.03 odierne, “…….non ho visto nulla e confermo inoltre che le ammonizione fatti ai calciatori Rosi e Lavezzi si riferiscono ….a delle spinte reciproche”. <span style="text-decoration: underline;">Le immagini acquisite non consentono di determinare con assoluta certezza in che misura ed in quale zona del corpo (presumibilmente il collo di Lavezzi ed il volto di Rosi) gli sputi abbiano effettivamente colpito il loro rispettivo destinatario, ma tale circostanza è ininfluente ai fini della valutazione disciplinare.</span> Infatti, per costante orientamento interpretativo degli Organi di giustizia sportiva, lo sputo deve considerarsi a tutti gli effetti una “condotta violenta”, i cui estremi possono essere integrati anche se il deprecabile intento non abbia raggiunto l’ ”obiettivo”. E l’accentuata antisportività di tali condotte rende ininfluenti le motivazioni adducibili dall’uno e dall’altro dei protagonisti. Ne consegue l’ammissibilità ex art. 35, n. 1.3 CGS della “prova televisiva” e la sanzionabilità ex art. 19, n. 4 lettera b) CGS delle condotte segnalate, che, appare equo quantificare nei termini indicati nel dispositivo. P.Q.M. delibera, in relazione alla segnalazione del Procuratore federale, di sanzionare i calciatori Rosi Aleandro (Soc. Roma) e Lavezzi Ezequiel Ivan (Soc. Napoli) con la squalifica per tre giornate effettive di gara</em>&#8220;.</span></span></p>
<p>Ok. Allora partiamo dalla base. Quali sono i tre requisiti per la prova televisiva.</p>
<p>1) Deve esserci condotta violenta (ed in questo caso ci sta, perchè lo sputo è condotta violenta).</p>
<p>2) Deve accadere a palla lontana (ed anche qui ci siamo).</p>
<p>3) Deve sfuggire alla terna arbitrale ed al quarto uomo (Anche qui ok, perchè l&#8217;arbitro ha detto di averli ammoniti per essersi spintonati).</p>
<p>Ma allora cosa c&#8217;è che non va?</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lavezzi_sputo.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-8238" title="lavezzi_sputo" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lavezzi_sputo.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Semplice. A parte il fatto che una provocazione bisogna punirla sempre maggiormente rispetto alla reazione e che Rosi andava punito più severamente, il Napoli si aggrappa proprio alle immagini. Ho sottolineato la parte in questione nel comunicato di Tosel. Anche lui ammette che non si vede bene lo sputo di Lavezzi, visto che effettivamente la saliva nessuno riesce a vederla, ma questo non è ininfluente, anzi. Se Lavezzi avesse mimato lo sputo? Cosa sarebbe successo? E se qualcuno sembra fischiettare&#8230;può essere accusato di avere sputato? In questo caso a mio parere le immagini non sono affatto chiare e non ci si può basare su questi secondi di video per squalificare qualcuno. Precisiamo una cosa importante: anche per me Lavezzi ha sputato e bisogna squalificarlo (il numero di giornate conta poco) ma se si parte dal presupposto che qualcuno è innocente fino a che la sua colpevolezza non è provata oltre ogni ragionevole dubbio&#8230;allora qui non ci siamo.
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		<title>L&#8217;oro di Napoli è tornato</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Jan 2011 18:37:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se siete tifosi del Napoli ed avete meno di ventiquattro-venticinque anni allora questa è la miglior stagione di sempre della vostra squadra del cuore da quando la seguite. Già, perchè gli azzurri non adavano così bene in campionato dalla stagione del secondo scudetto, che risale al 1990. Scomodare Maradona e compagni è una cosa blasfema, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/user7040_pic1121_1232789518.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-7700" title="user7040_pic1121_1232789518" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/user7040_pic1121_1232789518-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a>Se siete tifosi del Napoli ed avete meno di ventiquattro-venticinque anni allora questa è la miglior stagione di sempre della vostra squadra del cuore da quando la seguite. Già, perchè gli azzurri non adavano così bene in campionato dalla stagione del secondo scudetto, che risale al 1990. Scomodare Maradona e compagni è una cosa blasfema, ma proviamo a fare comunque un paragone. Il Napoli ha quaranta punti dopo ventuno partite attualmente: a quei tempi &#8220;<strong>El pibe de oro</strong>&#8221; e compagni col conteggio odierno ne avrebbero avuti quarantaquattro (quanti ne ha il Milan, attuale capolista della Serie A), contando anche due gare in più del girone di ritorno, visto che a quei tempi si giocavano andata e ritorno di diciassette giornate per trentaquattro complessive.</p>
<p>C&#8217;è però da sottolineare una cosa. Quel Napoli storico di successi in trasferta ne fece solamente due, non sei come la truppa di<strong> Mazzarri</strong>, con la principale differenza che fu l&#8217;assoluta superiorità schiacciante nelle partite casalinghe, quando al &#8220;San Paolo&#8221; anche il solo pareggiare per le squadre avversarie era una gioia immensa. Cosa hanno invece in comune? Vediamo i confronti diretti con le grandi. In quell&#8217;anno il risultato al &#8220;Meazza&#8221; contro l&#8217;Inter fu lo stesso, ovvero un tre a uno per i nerazzurri (al San Paolo però fu due a zero per il Napoli). Contro la Juventus successo per tre a uno  Napoli (la tripletta di Cavani ha duque fatto anche meglio) ed un pari a Torino. Contro il Milan un successo per parte (e qui per eguagliare Lavezzi e compagni dovrebbero espugnare San Siro). Con i tre punti a vittoria il Napoli di Maradona avrebbe chiuso a settantadue punti, con una media di 2,11 punti per match. Per fare lo stesso l&#8217;attuale formazione partenopea dovrebbe chiudere ad ottanta punti, forse davvero troppi considerando che dovrebbe farne altri quaranta, ma quel che è certo è che un Napoli così bello non si vedeva da quei tempi. Il capocannoniere fu Maradona con sedici gol e Cavani è già a quattordici.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/714da30cec90fa45bd26661badf9a428-35037-1279572557.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7701" title="714da30cec90fa45bd26661badf9a428-35037-1279572557" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/714da30cec90fa45bd26661badf9a428-35037-1279572557-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Visto che il Napoli è ancora in corsa su tre fronti (Villareal e soprattutto Inter permettendo) proviamo anche a fare un parallelisimo anche sulla <strong>Coppa Italia</strong>. Gli azzurri non la vincono dal 1987 (anno del primo scudetto) ma sono arrivati in finale nel 1989 (perdendo nel doppio confronto con la Sampdoria di Vialli, Mancini e Pagliuca) e nel 1997 (la dolorosa sconfitta col Vicenza, dove non bastò l&#8217;uno a zero dell&#8217;andata firmato da Fabio Pecchia, ribaltato dal tre a zero targato Maini-Rossi-Iannuzzi. Come andò invece nel 1989-90? Così così, perchè dopo i turni preliminari, che erano simili a quelli odierni, le cose promettevano bene ma finirono male. Al primo turno venne eliminato il Monza ai rigori dopo l&#8217;uno a uno del San Paolo, con errore decisivo del portiere lombardo Davide Pinato e rete di Giuliani, mentre al secondo venne spazzata via la Reggina per due a zero sul neutro di Avellino. Si giocò poi una fase a gironi, con le dodici squadre rimaste divise in quattro gruppi con la prima che si sarebbe qualificata per le semifinali ed il Napoli regolò Bologna e Fiorentia. La semifinale col Milan però fu amara: dopo lo zero a zero del &#8220;Meazza&#8221; arrivò un clamoroso 1-3 al &#8220;San Paolo ed addio Coppa.</p>
<p>Chiudiamo anche con una comparazione sui singoli. Questo Napoli segna molto di più rispetto a quello, ma subisce anche troppe reti, nonostante De Sanctis sia a mio parere nettamente meglio di Giuliani. Baroni e Corradini erano così superiori a Cannavaro e Campagnaro? Probabilmente, ma non si tratta di un distacco abissale. Centrocampo? Moduli diversi, ma comprimari identici. Gargano non è Alemao e Pazienza non è Crippa ok, ma è anche vero che un trittico d&#8217;attacco come Hamsik-Lavezzi-Cavani viene battuto solo perchè il Napoli del 1990 aveva il più grande giocatore della storia di questo sport. Abbiamo scherzato forse, ma nonostante una comparazione rimanga scomodissima alle pendici del Vesuvio è più che lecito sognare.</p>
<p>Mai come quest&#8217;anno.
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		<title>Campione d&#8217;inverno: titolo platonico o prova di forza?</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 17:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fonzie182</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trenta dicembre del lontano 1989 si giocava Lazio-Napoli (eh già, a quei tempi non c&#8217;era la sosta lunga, si andava ancora allo stadio a ridosso delle festività natalizie) ed i biancocelesti vinsero per tre a zero, rifilando ai partenopei la prima sconfitta della stagione. Era l&#8217;ultima partita del girone d&#8217;andata ed al giornalsita che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il trenta dicembre del lontano 1989 si giocava Lazio-Napoli (eh già, a quei tempi non c&#8217;era la sosta lunga, si andava ancora allo stadio a ridosso delle festività natalizie) ed i biancocelesti vinsero per tre a zero, rifilando ai partenopei la prima sconfitta della stagione. Era l&#8217;ultima partita del girone d&#8217;andata ed al giornalsita che gli faceva notare che erano lo stesso campioni d&#8217;inverno Diego Armando Maradona rispose: &#8220;Mi piacerebbe vincere quell&#8217;altro, qui in Italia questo non conta niente&#8221; (il Napoli poi ovviamente vinse). Già, perchè in Argentina fra Torneo di Apertura e Torneo di Clausura vincere a dicembre conta eccome.</p>
<p>Qui da noi a che serve? Praticamente a niente, ma è pur sempre una prova di forza di una compagine che dopo aver affrontato tutti è in vetta, dimostrando che fino alla fine se la gioca.  Nei settantasette campionati di serie A a girone unico, in cinquantuno occasioni chi ha vinto il titolo di campione d&#8217;inverno ha bissato il successo a primavera. Per quanto riguarda i tornei a venti squadre, di cui si celebra la dodicesima stagione consecutiva, sette volte chi ha terminato in testa il girone d&#8217;andata si è poi laureato campione d’Italia.</p>
<p>Il Milan?  In dieci delle quattordici occasioni in cui la squadra rossonera si è laureata campione d’inverno, infatti, a fine stagione il Milan ha tagliato per primo il traguardo, mancando l&#8217;obiettivo solo in quattro circostanze: nel 1948 (alla fine trionfò il Torino), nel 1965 e nel 1971 (toccò all&#8217;Inter vincere il tricolore) e nel 2003, quando alla fine del campionato fu la Juventus a laurearsi campione d’Italia (ma i rossoneri che chiusero terzi vinsero però la Champions).</p>
<p>Negli ultimi anni le più grandi cadute sono quelle della Roma e dell&#8217;Inter nel 2002 (il famoso 5 maggio) con la Juve che fregò il titolo ad entrambe, e quella del 1999 della Fiorentina, che fece sognare la città per poi chiudere al terzo posto. Il terzo posto tra l&#8217;altro è il risultato peggiore in assoluto che una squadra campione d&#8217;inverno abbia mai ottenuto. C&#8217;è anche una &#8220;piccola&#8221; che ha vinto questo titolo, ovvero il Livorno, nel 1942-43, ma lo scudetto lo vinse poi il Torino con un punto di vantaggio sui labronici, in quello che fu l&#8217;ultimo campionato prima dello stop per la seconda guerra mondiale.</p>
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