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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; sergio baffoni</title>
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		<title>Un anno insieme: buon compleanno Camminando Scalzi!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 12:08:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Griso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Qualche anno fa, con un gruppo di amici decidemmo di mettere su una blog-zine, spinti dalla semplice passione di scrivere&#8230;&#8221; Con queste parole si apriva il primissimo articolo di Camminando Scalzi, una presentazione, una dichiarazione di intenti di un esperimento più volte rimandato, che era diventato finalmente realtà. Nessuno di noi ancora sapeva che saremmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Qualche anno fa, con un gruppo di amici decidemmo di mettere su una blog-zine, spinti dalla semplice passione di scrivere&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Con <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/walking-barefoot.html" target="_blank">queste parole</a> si apriva il primissimo articolo di <strong>Camminando Scalzi</strong>, una presentazione, una dichiarazione di intenti di un esperimento più volte rimandato, che era diventato finalmente realtà. Nessuno di noi ancora sapeva che saremmo riusciti a fare quello che abbiamo fatto, la redazione era composta da pochissime persone, e si cominciò con una recensione, quella dell&#8217;<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/the-resistance-muse.html" target="_blank">album dei Muse</a>. Eravamo ai tempi ospitati dalla wordpress.com, <strong>avevamo tantissime idee</strong>, tanto entusiasmo, e la voglia di fare informazione tutta nostra, un&#8217;informazione che fosse libera, che venisse dal basso, che fosse disponibile per tutti.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/12635_1253056519714_1028560208_1335892_889048_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-6229" title="12635_1253056519714_1028560208_1335892_889048_n" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/12635_1253056519714_1028560208_1335892_889048_n-300x149.jpg" alt="" width="300" height="149" /></a>Mentre <strong>la redazione cominciava ad allargarsi</strong>, si decise di <strong>dare a tutti la possibilità di dire la propria</strong>, e si cominciarono ad affrontare i temi di attualità più importanti, dalla politica al lavoro, dall&#8217;ambiente alla cultura, qualsiasi cosa noi (e voi) ritenessimo interessante trovava posto sulla nostra blogzine libera. Le difficoltà non erano poche, ma i collaboratori erano tutti molto entusiasti e validi, e cominciamo dapprima a migliorare la grafica, poi ad aggiungere un sacco di feature, e alla fine passammo ad un dominio tutto nostro (quello attuale) e sbarcammo anche sui social network.</p>
<p>Di quei mesi ricordiamo con piacere le <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/spettacolo/interviste" target="_blank">interviste importantissim</a>e che vi abbiamo proposto (<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/neiblevin-interview.html" target="_blank">Neil Blevins</a> di Pixar, <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/la-repubblica-degli-stagisti.html" target="_blank">la Repubblica degli stagisti</a>), <strong>il tema del lavoro</strong>, con un occhio di riguardo alla <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/pugnonellocchio2-crisiprecariat.html" target="_blank">crisi</a> e ai <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/precariato-scuola-vita.html" target="_blank">precari della scuola</a>. Si parlava anche di musica, con gli interessanti approfondimenti di <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/musica/listening" target="_blank">Listening</a>, le recensioni cinematografiche e tanto altro. <strong>La redazione cresceva</strong>, tante persone cominciavano a seguirci, e tante altre a voler collaborare con noi. Anche l&#8217;area tecnica dei nostri collaboratori migliorava sempre di più l&#8217;interfaccia del blog, e le possibilità di interazione da parte dei nostri lettori.</p>
<p><strong>L&#8217;attualità e la politica sono stati altri due fiori all&#8217;occhiello </strong>di Camminando Scalzi, e abbiamo seguito per voi e con voi <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/attualita/no-b-day-attualita" target="_blank">il primo No B-Day</a> del Popolo Viola, con la cronaca in diretta e la trasmissione in streaming. E siamo stati sempre in prima fila per la lotta della libertà di informare, basti ricordare che abbiamo dedicato un articolo al <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/il-fatto-quotidiano-ci-siamo.html" target="_blank">Fatto Quotidiano</a> poco dopo la sua nascita, e vi abbiamo trasmesso <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/raiperunanotte-diretta-streaming-camminando-scalzi.html" target="_blank">Raiperunanotte</a>, evento unico della stagione passata.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/7922_1239504300917_1028560208_1292607_4833112_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-6228" title="7922_1239504300917_1028560208_1292607_4833112_n" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/7922_1239504300917_1028560208_1292607_4833112_n-300x162.jpg" alt="" width="300" height="162" /></a>Non bisogna dimenticare anche <strong>i temi legati alla tecnologia e l&#8217;Informatica</strong>, con gli ormai mitici <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/scienza-e-tecnologia/il-sistemista-disperato" target="_blank">&#8220;Sistemista Disperato&#8221;</a>, e i tantissimi articoli scritti riguardanti la scienza e la tecnologia, sbocciati oggi in una rubrica scientifica che vi offre la possibilità di scoprire tantissime cose interessanti che forse ignoravate. E l&#8217;<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/attualita/ambiente" target="_blank">ambiente</a>, l&#8217;<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/attualita/economia" target="_blank">economia</a>, il cinema con <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/spettacolo/cinema" target="_blank">le sue recensioni</a>, <strong>la musica che è diventata via via sempre più ricca</strong> (con il<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/musica/jazz-session-musica" target="_blank"> Jazz</a>, la musica classica dei <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/musica/classics" target="_blank">Classics</a>). Per non parlare dello sport, con la puntualissima<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/sport/calcio" target="_blank"> rubrica dedicata al calcio</a>, che vi ha raccontato la scorsa stagione di <strong>Serie A</strong>, e tutti i mondiali, e contemporaneamente abbiamo seguito la <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/sport/formula-1" target="_blank">Formula 1</a>, con i suoi scandali e le sue gare. <strong>E le  vignette</strong> che hanno fatto per noi i migliori vignettisti del web (le trovate tutte <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/web-comics" target="_blank">qua</a>, e sulla nostra fanpage di Facebook).</p>
<p>Insomma, un elenco sterminato di argomenti, di articoli, di idee e di informazioni che ci hanno e vi hanno tenuto compagnia per trecentosessanticinque giorni. E&#8217; davvero difficile elencarli tutti, ma la blogzine è qua, consultabile quando volete.<strong> Fa un certo effetto guardarsi indietro e vedere tutti i passi che abbiamo fatto.</strong> Oggi siamo orgogliosi delle quasi 125.000 visite, dei più di 1.100 fan su Facebook, dei 2018 commenti ai post del blog, e delle tantissime condivisioni su Twitter. Insomma, <strong>Camminando Scalzi è entrata nei cuori di molte persone</strong>, è seguita, e noi della redazione vogliamo ringraziare soprattutto voi lettori, senza i quali questa fantastica esperienza non sarebbe potuta continuare nel tempo con questa forza e questa brillantezza. Immaginate la nostra passione come il motore che guida questa grande macchina, un motore che ha bisogno di un carburante speciale, e questo carburante siete voi, con la vostra partecipazione a tutti i livelli (articoli, commenti, facebook e tutto il resto), la vostra interazione, il vostro confrontarvi con noi. <strong><span style="text-decoration: underline;">Grazie a voi, di cuore.</span></strong></p>
<p>E infine, come è giusto che sia, dopo questo primo anno e dopo aver tratto dei bilanci e avervi raccontato un po&#8217; la nostra storia, vorrei ringraziare personalmente tutti i collaboratori che hanno lavorato per Camminando Scalzi in questi mesi, uno a uno. Penso sia il minimo.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Quindi GRAZIE A:</span></strong></p>
<p><strong>Carlo Valente</strong>, che si è occupato dei contatti con l&#8217;esterno e del reclutamento dei nuovi collaboratori. <strong>Andrea Rizzo</strong>, che ci ha dato una mano infinita con la pubblicità e per far conoscere il blog. <strong>Francesco Stefanacci</strong>, al secolo Obi-Fran Kenobi, che ci da una mano enorme con la revisione degli articoli. E poi tutti i nostri redattori e collaboratori che hanno scritto per noi in questo anno (in rigoroso ordine sparso), dal primo giorno a oggi (in grassetto i redattori fissi attuali e passati):  <strong>Alessandro Laraspata</strong>, Arianna Galati (Ari), Camilla Rotunno, Carlo Ruberto, <strong>Ciro Trocciola</strong>, <strong>Franco Cappuccio (MobyJones)</strong>, Daniel Monetti, <strong>Dino Moio</strong>, Martino Nannoni (Do Urden), Enrico Renna, <strong>Erika Farris</strong>, Eugenio Romano, <strong>Eva Danese</strong>, <strong>Fabiana Mordenti</strong>, Fabio Siniscalco, <strong>Jacopo Giove</strong>, Francesco Fumarola, Giada Demurtas, Giuseppe Pirò, Giuseppe Pontoriere, <strong>Mattia Mangiavacchi (Greenwich)</strong>, <strong>Jack D&#8217;Amico</strong>, Iacopo Iorio (Krop), Mauro Fava (linuxedintorni.org), Luca Manes, Luigi Sambataro, <strong>Marco Moccia</strong>, Marco Vercesi, <strong>Ina Macina (Marina)</strong>, Mauro Rubin, <strong>Alessandra Ambra (millecose)</strong>, Novalgina2fast, Paolo Ratto, Pier Mario Demurtas, Pietro Ilardi, Riccardo Sarta (richpoly), Roberto Pirani, Rosalinda Gianguzzi, Samanta Di Persio, Sergio Baffoni, <strong>Francesco Mazzocchi (Steppenwolf)</strong>, VEERU, Vincenzo Pascuzzi.</p>
<p>Un grazie speciale ai nostri collaboratori dell&#8217;area tecnica, senza di loro tutta l&#8217;infrastruttura di Camminando Scalzi non esisterebbe: <strong>Luca &#8220;Jacen&#8221; Iorio</strong> per la programmazione e <strong>Andrés Roberto Miraglia (rgb)</strong> per la grafica.</p>
<p>Infine, l&#8217;ultimo grazie, <strong>il GRAZIE più grande</strong>, lo voglio dedicare <strong><span style="text-decoration: underline;">a voi lettori</span></strong>:</p>
<p>Cercate sempre l&#8217;Informazione Libera, cercate di farla, di condividerla, di leggerla. In questi tempi in cui è sempre più difficile dire la propria opinione, noi siamo con voi. E ci auguriamo che questa lista di ringraziamenti diventi ancora più lunga l&#8217;anno prossimo.</p>
<blockquote><p><strong><em>Liberi, come ci si sente CAMMINANDO SCALZI&#8230;.</em></strong></p></blockquote>
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			</a>
		</div>
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		<title>Nel paese dell&#8217;olio di palma &#8211; Seconda Parte</title>
		<link>http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/nel-paese-dellolio-di-palma-seconda-parte.html</link>
		<comments>http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/nel-paese-dellolio-di-palma-seconda-parte.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 08:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Baffoni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kualacenaku è un gruppo di casette e capanne stretto fra il fiume e la strada. Camion sfrecciano tra i bambini che giocano, portando petrolio, olio, frutti di palma. Non è da ieri che la gente di Kualacenaku si batte contro le grandi compagnie. Una decina di anni fa sono riusciti a cacciare via una grande [...]]]></description>
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<p style="text-align: center;"><strong>Seconda Parte</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">Vi proponiamo oggi la seconda parte del viaggio in Indonesia di <strong>Sergio Baffoni</strong>, responsabile di <strong><a href="http://www.salvaleforeste.it/home.html" target="_blank">Salva le Foreste</a></strong>, osservatorio sulle foreste primarie. Qui trovate la <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/nel-paese-dellolio-di-palma1.html" target="_blank">prima parte</a> del racconto mentre a <a href="http://picasaweb.google.com/sergio.baffoni/Indonesia1810071135#" target="_blank">questo indirizzo</a> potete osservare tutte le foto scattate in quel magnifico angolo della Terra. Buona lettura e ancora tante grazie a Sergio.</p>
<p style="text-align: right;"><em>La Redazione di CamminandoScalzi.it</em></p>
<p></div>
<p><strong>Kualacenaku</strong> è un gruppo di casette e capanne stretto fra il fiume e la strada. Camion sfrecciano tra i bambini che giocano, portando petrolio, olio, frutti di palma. Non è da ieri che la gente di Kualacenaku si batte contro le grandi compagnie. Una decina di anni fa sono riusciti a cacciare via una grande impresa che si era impossessata delle loro terre. Ora se ne è presentata un&#8217;altra, <strong>Duta Palma</strong> si chiama, e mostra di aver imparato la lezione: in men che non si dica ha deforestato, scavato canali, drenatoemesso a coltivazione una buona parte delle terre comunitarie. E&#8217; la politica del fatto compiuto. Ma non si ferma qui. I macchinari continuano ad avanzare, mangiando ogni giorno nuove fette di foresta. In mano ha un permesso di concessione rilasciato dal governo provinciale. Una recente investigazione della polizia della provincia di Riau ha dimostrato come gran parte dei permessi nella regione siano stati rilasciati in modo illegale, ma Duta Palma non si preoccupa: ha gia&#8217; travalicato i limiti della concessione assegnata, e continua a spingersi avanti, come se dovesse raggiungere i confini del cielo. E&#8217; verso questi confini che andiamo.</p>
<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 8px; margin-bottom: 8px;" title="Foreste 1" src="http://lh6.ggpht.com/_dDd2Pf71v2M/R0Y7ahLpygI/AAAAAAAABII/yYwwDUowgs8/s512/CIMG6268.JPG" alt="" width="184" height="246" />La piccola barca da pesca si avvia faticosamente. Il vecchio motore di fabbricazione cinese deve essere stato più e più volte modificato. Ora è un insieme di ammaccate pentole tenute assieme con lo spago. Quando alla fine riesce a partire, fa un baccano del diavolo, sputando gorghi di fumo nero e schizzi d&#8217;acqua ogni volta che si incanta. Teres tiene con un piede la corda legata alla leva di accensione, e con l&#8217;altro un bastone legato all&#8217;acceleratore. Mentre il motore sussulta in preda alle convulsioni, la barca scivola sul fiume leggera.<br />
Lungo il fiume donne che lavano i panni e uomini che fanno toletta, piu&#8217; di rado qualche pescatore. Ciuffi di giacinti d&#8217;acqua corrono speditamente verso la sorgente come se risalissero la corrente, allungando i loro colli di cigni con eleganza desueta. In realtà è la corrente a risalire il fiume, spinta dalla marea montante a decine di chilometri di qui. E la marea ci porta lungo il fiume verso le concessioni di palma da olio: una distesa di nero fango putrescente e cenere, da cui affiorano come ossa scarnificate, brandelli di tronchi e rami bruciacchiati, in parte ancora neri dal fuoco, in parte sbiancati dal sole e dalle piogge. Un inferno esteso per chilometri fino all&#8217;orizzonte, dove ancora resiste compatta la muraglia della foresta, un nastro azzurro da cui affiora il suono delle motoseghe in azione.</p>
<p>Camminare in questo pantano è complicato. I piedi affondano in una mota soffice e senza fondo, ma abbastanza elastica da richiudertisi sui sandali e succhiarteli nei suoi recessi profondi. L&#8217;unico modo è cercar di camminare in equilibrio sui rametti affioranti o sui tronchi abbattuti. Perfino dove è asciutto, il fuoco ha bruciato la torba sotto la superficie, scavando voragini che fanno cedere il terreno come una sottile crosta di pasta frolla. E&#8217; un marciare lento e incespicante su un terreno che non sai se c&#8217;è o è pura immagine.<br />
L&#8217;aria attorno è silenziosa, Non ci sono uccelli, ne&#8217; rane, ne&#8217; grilli, non c&#8217;e&#8217; il frastuono della foresta. C&#8217;e&#8217; silenzio. Di lontano arriva il richiamo di un predatore, ma non ci sono piu&#8217; predi qui attorno. E se ne vola via.</p>
<p>Il ciclo della vita si è spezzato, anzi è sprofondato nella palude e succhiato via con l&#8217;acqua che i canali drenano costantemente dalla torbiera per prosciugarla.Via l&#8217;acqua, via la vita. E si fa spazio al fuoco.<br />
E&#8217; un fuoco che non si può spegnere, che marcia invisibile, sbucando all&#8217;improvviso contro il cielo. E quando lo vedi e&#8217; troppo tardi. Tonnellate di torba bruciano sottotraccia, passando perfino al di sotto dei canali di drenaggio, scavano gallerie incontrollate che si estendono per chilometri e chilometri, per poi riemergere all&#8217;improvviso in un macabro festino di tronchi e ceppaie in fiamme. Tigri, elefanti, oranghi, e le migliaia di specie animali e vegetali cedono il posto all&#8217;ordinata schiera di palme da olio, fino a quando l&#8217;ultimo albero sara&#8217; abbattuto, <strong>l&#8217;ultima foresta trasformata in un silenzioso inferno</strong>.</p>
<p><img class="alignright" style="margin-top: 8px; margin-bottom: 8px; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Foreste 2" src="http://lh3.ggpht.com/_dDd2Pf71v2M/Rx8K4gqNQPI/AAAAAAAAAnw/ARz2FyMMgFY/s640/CIMG5915.JPG" alt="" width="230" height="173" />In lontananza, offuscati dalla polvere, alcuni automezzi arancioni dragano il fondo del canale di drenaggio. Sull&#8217;acqua di torba, nera come caffè, ondeggiano lente file di tronchi uniti tra loro da assicelle inchiodate. Serviranno a tirar via questo triste treno, destinato al mercato internazionale del meranti e del ramino.</p>
<p>Come in un triste presagio, quando torniamo all&#8217;approdo troviamo la barca inclinata sul fianco. La marea è calata e il fiume ha ripreso a scorrere verso la foce. Bisogna aspettare sotto il sole che l&#8217;acqua risalga, senza neppure il sollievo di un bagno nel fiume: in questo punto i coccodrilli pare che scorrazzino a schiere. E allora pazienza. E sottomissione alla dittatura dei cicli naturali, fino quando non saranno estirpati una volta per tutte dalla faccia della terra. Ma quello, per quanto vicino, e&#8217; ancora un altro giorno.</p>
<p>E un brandello di futuro è ancora nelle nostre mani.
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			</a>
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		<title>Nel paese dell&#8217;olio di palma &#8211; Prima parte</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 08:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Baffoni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-5850' class='stb-custom_box' style="color:#000000; border-top-color: #d36f02; border-left-color: #d36f02; border-right-color: #d36f02; border-bottom-color: #d36f02; background-color: #fdf9c9; background-image: url(http://www.camminandoscalzi.it/50px); "></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333333;"><em><strong>Una nuova tematica su Camminando Scalzi.it</strong></em></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333333;"><em><strong><span style="color: #fdf9c9;">.</span><br />
</strong></em></span></p>
<p style="text-align: center;">Siamo molto lieti di presentarvi il primo di una serie di articoli che avranno come tema l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">Ambiente</span>, argomento finora poco trattato dalla nostra blog-zine, ma a cui teniamo molto. <strong>Sergio Baffoni</strong>, dal sito <a href="http://www.salvaleforeste.it/" target="_blank">salvaleforeste.it</a> (che vi consigliamo di visitare al più presto), ci racconta di un suo viaggio in <strong>Indonesia</strong>, e di come la deforestazione a favore della piantagione di palma da olio abbia generato un vero e proprio disastro ambientale. Vi lasciamo quindi alla prima parte del suo racconto, buona lettura.</p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><em>La Redazione di CamminandoScalzi.it</em></p>
<p></div>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/CIMG6048-jurrien.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-941" title="CIMG6048-jurrien" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/CIMG6048-jurrien-300x225.jpg" alt="CIMG6048-jurrien" width="300" height="225" /></a>Un enorme impianto industriale scorre sotto l&#8217;aereo. Sembra una raffineria, ma senza le immagini che in genere accompagnano queste strutture: i fuochi in cima ai pinnacoli delle ciminiere, il fumo nero, segni inconfondibili che il petrolio lascerebbe attorno a sé. No, qui si raffina altro, e la risposta è distesa tutta attorno: <strong>palme da olio</strong>. Un&#8217;unica spianata, per chilometri e chilometri, si estende fino a perdersi nell&#8217;azzurro dell&#8217;orizzonte. Come un pattern generato da un computer, quadrati di pixel verdi tutti uguali e se stessi si riproducono uno in fila al&#8221;altro, come soldatini di un esercito digitale , divisi da strade e canali accuratamente regolari, come un infinito gioco di specchi dominato da un supremo ordine di perfezionismo.</p>
<p>Non so, non posso sapere cosa ci fosse qui un tempo. Foresta pluviale di pianura? Foresta palustre? Torbiere?<br />
Non so neppure cosa ci sia adesso, questo nulla verde moltiplicato all&#8217;infinito e in continua, progressiva espansione. Un&#8217;espansione che continuerà fino a quando ci sarà terra da erodere,<strong> foreste da abbattere</strong>, mercati da saturare. Che sia per produrre panettoni e merendine piuttosto che saponi, dentifrici, rossetti. O più probabilmente per l&#8217;ultima ondata del massacro energetico: il<strong> </strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Biodiesel" target="_blank">biodiesel.</a></p>
<p>L&#8217;Indonesia ha appena strappato il primato mondiale alla Malesia. Questi paesi sono i due giganti mondiali dell&#8217;olio di palma, controllando oltre il settanta per cento del mercato. Intanto, la richiesta di olio di palma cresce senza fermarsi. Banche e azionisti investono nella <em>commodity </em>del futuro, nuove società nascono, si fondono, fanno accordi. Nuove linee vengono tracciate sulla carta geografica, per smembrare foreste e terre indigene native in concessioni di piantagione. La corsa al petrolio verde è appena cominciata, e già corre a piena velocità di marcia, come normale nella nuova economia. Nulla sembra poter fermare questo enorme schiacciasassi, neppure l&#8217;orizzonte grigioazzurro in cui si perde il ripetersi dei quadrati verdi.</p>
<p>Passato il porto di Dumai e le sue raffinerie, l&#8217;aereo raggiunge Pekanbaru, capitale di Riau la provincia orientale di Sumatra.<br />
I cartelli ai bordi delle strade anninciano al mondo una nuova era. Il Governatore della provincia e&#8217; raffigurato in posa statuaria assieme al Presidente della Repubblica, sorridente davanti a sterminate piantagioni di palma da olio. E&#8217; l&#8217;ideologia della nuova frontiera, la nuova corsa all&#8217;oro è iniziata: <strong>avventurieri e disperati accorrono</strong> per raccogliere denaro contante e speranze nate morte. Giganteschi alberghi di lusso costeggiano le strade. Sfoggiano marmi e cristalli, ma l&#8217;acqua non esce dai rubinetti e i tappeti, appena appoggiati, cominciano già marcire: l&#8217;umidità divora tutto, e sembra voglia trasformare tutto in humus e foresta. Questa volta però la foresta non riuscirà a prendersi la sua rivincita semplicemente perché qui, ormai, la foresta non c&#8217;è più. E&#8217; stata ormai sradicata da tempo. Pekambaru è solo una tappa, l&#8217;epicentro della nuova corsa all&#8217;oro verde, ma la frontiera si è ormai spostata lontano. Non sembra neppure una frontiera, ma un piccolo arcipelago di isolette circondate dalle ruspe.<br />
<em><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/CIMG5965.JPG"><img class="alignright size-medium wp-image-940" title="CIMG5965" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/CIMG5965-225x300.jpg" alt="CIMG5965" width="225" height="300" /></a>&#8220;The Golden Crop&#8221;</em> -reclamizza la televisione di stato- il raccolto d&#8217;oro. Ma è oro di cattiva fusione, fatto di carbonio che se ne va per l&#8217;atmosfera. Infatti l&#8217;espansione delle piantagioni ha un target ben preciso: le terre &#8220;non produttive&#8221;, vale a dire le foreste palustri. Queste foreste però, oltre ad ospitare una<strong> biodiversità unica</strong>, covano una ricchezza immensa per il pianeta:<strong> la torba</strong>. Per decine di migliaia di anni, il materiale organico delle foreste palustri si è accumulato sul fondo della palude, creando uno strato di torba che va dai due ai venti metri e più. E&#8217; di uno dei più grandi serbatoi di carbonio del pianeta. Circa 550 miliardi di tonnellate di carbonio sono sequestrate nelle torbiere di tutto il mondo, circa il 75 per cento di tutto il carbonio presente nell&#8217;atmosfera, o l&#8217;equivalente delle emissioni globali di carbonio in circa settant&#8217;anni. La torba è zuppa di acqua. ma quando viene bruciata o seccata, entra in contatto con l&#8217;ossigeno e si decompone, rilasciando carbonio nell&#8217;atmosfera. Tanto i danni saranno altri a pagarli. Dei 27,1 milioni di ettari di foreste palustri del Sud-est asiatico, 12 milioni sono già stati deforestati e in gran parte drenati. Un terzo delle torbiere si trova nei tropici, e di questo il 60% si trova proprio in Indonesia: 22,5 milioni di ettari di torbiere, ma il volto sorridente del Governatore non lascia dubbi: <strong>l&#8217;assalto è già cominciato.</strong></p>
<p>Cerco di ricordami di quel poster, quando sono sul pullman. Il finestrino è il retroscena di quella pubblicità, l&#8217;altra faccia della stessa macchina: guadagni per pochi, distruzione e miseria per tutti gli altri. In realtà non è un pullman, è un semplice furgoncino. Ma ha gli stessi passeggeri di un pullman, e ogni volta che prende velocità -cioè sempre- bascula come una valigia a rotelle troppo carica, schivando di un pelo autocarri e biciclette. Ma sono ormai quasi cinque ore che sfreccia a tutta velocità, e il panorama ai bordi della strada è sempre lo stesso: palme, palme, palme. Ogni tanto un brandello di foresta, ogni tanto un campo di riso, ogni tanto un&#8217;area spianata da cui emergono come neri artigli i ceppi bruciati degli alberi abbattuti. E&#8217; <strong>uno scenario che si ripete senza finire mai</strong>, impossibile credere che una ventina di anni fa qui ci fossero le grandi foreste. Eppure è così. Poi sono arrivate le prime piantagioni di gomma, poi il taglio a raso su vasta scala e le piantagioni di acacia, e alla fine ecco la palma da olio.</p>
<p>Man mano che il pullmino compie il suo percorso, le aree divorate dal fuoco si fanno più vaste. Gli incendi diffusi in Indonesia nel 1997 hanno rilasciato oltre 2,57 miliardi di tonnellate di carbonio. Da allora, ad ogni stagione asciutta, <strong>migliaia di incendi</strong> hanno rilasciato ogni anno tra i 0,39 e i 1,18 miliardi di tonnellate di carbonio. Queste emissioni sono destinate a crescere parallelamente alla conversione delle foreste palustri in piantagioni di palma da olio.<br />
Vedere tutto questo con i tuoi occhi fa un effetto diverso. Fuori dal finestrino scorre per chilometri un brullo campo di terra abbrustolita, <strong>sempre uguale a sé stessa</strong>. Alla fine ti appisoli, e quando una buca ti sveglia con un sussulto -non sai quanto tempo dopo- il campo è ancora lì, che scorre come un nastro incantato. Un nastro che scorre, scorre, scorre, fino al villaggio di Kualacenaku. La frontiera della foresta è arrivata qui, con la sua organizzazione di motoseghe, ruspe e canali.</p>
<p><strong>CONTINUA&#8230;</strong>
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