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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; radiohead</title>
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		<title>Radiohead &#8211; The King of Limbs</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 15:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Griso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Radiohead sono tornati. Dopo una lunga attesa dall&#8217;ultimo meraviglioso In Rainbows, a gran sorpresa hanno annunciato il loro nuovo album a una settimana dal rilascio online. Ancora una volta l&#8217;utilizzo di una nuova forma di distribuzione che bypassa le major e permette alla gente di acquistare la musica direttamente da loro. Lasciata andare l&#8217;idea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/imgres3.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-8432" title="imgres" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/imgres3.jpeg" alt="" width="268" height="188" /></a>I Radiohead sono tornati. Dopo una lunga attesa dall&#8217;ultimo meraviglioso <em>In Rainbows</em>, a gran sorpresa hanno annunciato il loro nuovo album a una settimana dal rilascio online. Ancora una volta l&#8217;utilizzo di una nuova forma di distribuzione che bypassa le major e permette alla gente di acquistare la musica direttamente da loro. Lasciata andare l&#8217;idea del &#8220;paga-quanto-vuoi&#8221; dell&#8217;ultima produzione (che è comunque stata un successo), questa volta il sistema di distribuzione si è basato sul pre-order (<a href="http://www.thekingoflimbs.com/" target="_blank">ma l&#8217;album è acquistabile anche adesso ovviamente, sul loro sito)</a> dei formati digitali, e una versione deluxe misteriosamente chiamata &#8220;Newspaper album&#8221;, che conterrà oltre alla versione digitale anche due vinili con l&#8217;album (otto tracce per due vinili? Mistero? Ne riparliamo a fine articolo).</p>
<p>Otto tracce soltanto, quindi, solo trentasette minuti di musica dei Radiohead, forse <strong>l&#8217;unico lato negativo di questa produzione: un&#8217;eccessiva brevità.</strong> Sarà perché quando si comincia ad ascoltarli vorresti un po&#8217; che non finissero mai, sarà che eravamo stati abituati diversamente, la lunghezza non propriamente da LP è un po&#8217; deludente per chi ha aspettato fremendo quest&#8217;album per quasi tre anni.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Radiohead-The-King-of-Limbs.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-8434" title="Radiohead-The-King-of-Limbs" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/Radiohead-The-King-of-Limbs-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a>La musica dei Radiohead rimane sempre particolarissima, sperimentale oltre il limite, e quest&#8217;album prosegue una strada evolutiva che è iniziata ai tempi di <strong>Amnesiac</strong> e <strong>Kid A</strong>, culminata nel capolavoro che è stato <strong>In Rainbows</strong>. Questo <em>The King of limbs </em>è un album &#8220;difficile&#8221;, diciamolo subito, che non si comprende appieno a un primo ascolto, ma che necessita di un minimo di impegno attivo per farlo entrare nelle proprie corde, anestetizzate da una attualità musicale soporifera e ripetitiva. Sicuramente troviamo molto dell&#8217;ultima (e per ora unica) produzione di Yorke solista, con un uso dell&#8217;elettronica ormai preponderante rispetto alla parte più rock, che possiamo dire sia stata ormai abbandonata dal gruppo da tempo nella sua forma più classica. L&#8217;album si apre con una disorientante <strong>Bloom</strong>, una base ritmica in controtempo, e la voce di Yorke che sembra arrivare da lontanissimo, con il solito accostamento dissonante tra melodia e accompagnamento a cui ci hanno (bene) abituato. Ci si sente in parte a casa, e in parte in un posto nuovo. Si continua con le dissonanze ritmico-melodiche di <strong>Morning Mr Magpie</strong>, e poi <strong>Little by Little</strong>, che ricorda i pezzi più arditi di <strong>Ok Computer</strong>. L&#8217;esperimento elettronico culmina in <strong>Feral</strong>, un brano particolare, forse quasi inascoltabile in un primo momento, ma che con un minimo di attenzione dimostra tutta la sua sperimentazione portata all&#8217;estremo, e riesce a funzionare sin troppo bene. Non mancano classiche &#8220;ballad&#8221; (se possiamo definirle così) come <strong>Codex</strong>, che lascia senza parole per le melodie disegnate dalla voce di Yorke che ormai ha raggiunto il suo apice, diventando un vero e proprio &#8220;strumento&#8221; nelle mani della band. <strong>Lotus Flower</strong>, singolo scelto per il lancio dell&#8217;album, è forse il brano che raccoglie l&#8217;eredità più vicina ad In Rainbows, probabilmente scelto proprio per questo legame a doppio filo con il predecessore, per non disorientare troppo i fan. Ma è soltanto un&#8217;esca lanciata, perché quando ci si ritrova dentro The King of Limbs si respira tutt&#8217;altra aria, e ancora una volta i Radiohead ci portano avanti nel futuro (o in quello che a noi sembra il futuro). Meravigliosa anche l&#8217;acustica <strong>Give up the ghost</strong>, con il suo mantra &#8220;don&#8217;t haunt me&#8221; che si ripete per tutto il brano, e il brano di chiusura, che si intitola <strong>Separator</strong>. Separator? E da cosa?</p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">The King of Limbs part 2?</span></strong></p>
<p>E arriviamo così alla seconda parte di questo articolo, quella un po&#8217; più speculativa. Ciò che segue potrebbero essere soltanto coincidenze, o forse no. Girando qua e là per la rete ho scoperto (grazie alla segnalazione del mio grande amico <em>Francesco &#8220;Frank&#8221; Arena</em>) che ci sono parecchi indizi che lasciano pensare che <strong>The King of Limbs non finisca qua.</strong> Prima di tutto, come già detto in apertura, i due vinili previsti per la Newspaper Edition sembrano troppi per contenere soltanto gli otto brani dell&#8217;album. Inoltre non si spiega il perché di una differita di tanti mesi tra la pubblicazione online e l&#8217;invio delle copie &#8220;fisiche&#8221; del disco (che saranno disponibili dal 9 Maggio, ma distribuite a giugno). Se è tutto pronto e registrato come mai questa grossa pausa? Potrebbe quindi spuntare una <strong>seconda parte del disco</strong> in questi mesi, che andrà a completare l&#8217;album, che sarà così tutto unito nella Newspaper Edition, e si spiegherebbero in tal modo i due vinili. Altro interessante indizio è proprio la canzone di chiusura dell&#8217;album, che si intitola Separator. <strong>Separator da cosa? Cosa separa?</strong> Potrebbe essere anche questa soltanto una coincidenza, è vero, eppure nel testo viene ripetuta insistentemente la frase <strong>&#8220;if you think this is over Then you&#8217;re wrong&#8221;</strong>: &#8220;se pensi che sia finita, allora ti stai sbagliando&#8221;. È soltanto una parte del testo o Thom e soci ci stanno dando qualche indizio sulla seconda metà del Re dei Rami (il nome si riferisce a una quercia centenaria che si trovava in un bosco vicino alla località di registrazione dell&#8217;album)? E poi si sono susseguiti account misteriosi su twitter che davano indizi e facevano riferimenti a riguardo, e uno di questi pare anche abbastanza accreditato, essendo tra i soli cinque follower che segue Thom personalmente sul social network. Gli indizi naturalmente sono molti di più, e citarli tutti sarebbe lungo, ma insomma, un&#8217;idea ve la sarete fatta anche voi. Se volete approfondire questo &#8220;mistero&#8221;,  su <a href="http://thekingoflimbspart2.blogspot.com/" target="_blank">questo blog trovate tutti i dettagli</a>, e credetemi, ce ne sono veramente tanti che fanno diventare questa grossa speculazione molto ma molto credibile. Magari è tutta una pura coincidenza, ma se ci fosse davvero una sorpresa del genere ad attenderci, non potrebbe che farci oltremodo piacere, considerando anche <strong>le sperimentazioni in fatto di distribuzione</strong> che ormai sono marchio di fabbrica Radiohead. E quale maniera migliore per vendere un album che quella di distribuirlo in parte, far venire l&#8217;acquolina, e poi dare in pasto una seconda metà (ve ne dico un&#8217;altra: pare che le tracce saranno 14 in tutto)?</p>
<p>Vi lasciamo con il video di <strong>Lotus Flower</strong>, coreografato da Wayne McGregor (della Random Dance Company,<a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Ex1qzIggZnA">http://www.youtube.com/watch?v=Ex1qzIggZnA</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;> autore di questa coreografia in passato</a>), con un Thom Yorke scatenato. <a href="http://thekingoflimbspart2.blogspot.com/" target="_blank">Qui</a> trovate tutti i testi dell&#8217;album invece.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: small;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cfOa1a8hYP8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/cfOa1a8hYP8"></embed></object></span>
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			</a>
		</div>
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		<title>Listening 01: Thom Yorke</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 07:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Griso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solitudine. Se c&#8217;è una parola che vi deve venire subito in mente quando pensate alla nascita del genio di Thom Yorke, quella parola è probabilmente &#8220;solitudine&#8221;. Tutti conoscono i successi dei Radiohead, e sono sicuro che almeno una volta nella vostra vita avrete ascoltato Creep, Karma Police o Paranoid Android. La carriera di Yorke e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-7925' class='stb-custom_box' style="color:#000000; border-top-color: #d36f02; border-left-color: #d36f02; border-right-color: #d36f02; border-bottom-color: #d36f02; background-color: #FAD875; background-image: url(http://www.camminandoscalzi.it/50px); "></p>
<p>.</p>
<p style="text-align: center;">Diamo il via ad una nuova rubrica musicale. Cercherò di guidarvi nell&#8217;ascolto e nella scoperta della Musica, quella con la M maiuscola. Ogni settimana prenderemo in considerazione un nuovo artista, raccontando la sua storia e cercando di avvicinarci a lui in una maniera diversa. Mettetevi belli comodi, indossate le cuffie, alzate il volume. Questa settimana si parla di <strong>Thom Yorke.</strong></p>
<p></div>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/e0bc4_thom-yorke-jazzmaster.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-507" title="Thom Yorke in Concerto" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/e0bc4_thom-yorke-jazzmaster-300x225.jpg" alt="Thom Yorke in Concerto" width="300" height="225" /></a>Solitudine. Se c&#8217;è una parola che vi deve venire subito in mente quando pensate alla nascita del genio di Thom Yorke, quella parola è probabilmente <strong>&#8220;solitudine&#8221;</strong>. Tutti conoscono i successi dei <a href="http://radiohead.com/deadairspace/" target="_blank">Radiohead</a>, e sono sicuro che almeno una volta nella vostra vita avrete ascoltato Creep, Karma Police o Paranoid Android.<br />
La carriera di Yorke e dei suoi Radiohead però comincia, come accade molto spesso per i geni della musica, da una sfortuna, una sfiga che lo colpisce sin dalla nascita. Thom è purtroppo affetto da un <strong>grave problema all&#8217;occhio sinistro</strong> che lo costringerà a compiere ben cinque interventi correttivi prima di raggiungere l&#8217;età di cinque anni. I <em>&#8220;rappezzamenti&#8221;</em> (spesso definiti così dal cantante inglese) non riescono a migliorare tantissimo la situazione, e il cantante si ritrova in tenera età a vivere una condizione di emarginazione. Complice anche il fatto che i suoi si trasferissero spesso da un posto all&#8217;altro, il piccolo Thom si ritrova sempre di più ad essere schernito ed escluso dai suoi compagni per il suo difetto fisico, e comincia a sviluppare un&#8217;introspezione che diventa quasi morbosa. Un&#8217;introspezione che lo porta a sviluppare la genialità musicale che ritroverà una volta adulto, con la maturità musicale. E, ironia della sorte, quell&#8217;occhio sinistro un po&#8217; chiuso, un po&#8217; paralizzato, è il segno tangibile della genialità, che si porta dietro da allora. <strong>Una genialità musicale unica.</strong> Ascoltare il brano seguente (peraltro in una esibizione live da brivido, fatta da solo, quest&#8217;estate) ci fa capire molto meglio cosa intendo con genialità musicale unica:</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RJ-R_hL61xs&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/RJ-R_hL61xs&amp;feature"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Un pezzo del genere lo può scrivere soltanto Thom Yorke. Questo brano fa parte del suo album solista, che si intitola <strong>The Eraser</strong>,  che è un ascolto obbligato che vi consiglio assolutamente.</p>
<div id="attachment_508" class="wp-caption alignright" style="width: 178px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Thom-Yorke_TFtrc2EY6lAx_full.jpg"><img class="size-medium wp-image-508 " title="Thom Yorke" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Thom-Yorke_TFtrc2EY6lAx_full-240x300.jpg" alt="Thom Yorke" width="168" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Thom Yorke</p></div>
<p>Ma non ci perdiamo troppo in chiacchiere. Quello che si evince dalla sua musica è un tormento interiore costante, è una musica che appare spesso elettronica, fredda, in alcuni tratti quasi minimalista. E&#8217; una specie di occhio (non a caso) robotico sul pensiero dell&#8217;uomo, uno sguardo artificiale che seziona, divide, e ricompone successivamente i nostri sentimenti più profondi. Ma il genio compositivo di Yorke non si vede soltanto nei brani più &#8220;sperimentali&#8221; ed elettronici. Una cosa che mi ha sempre colpito dei Radiohead è la loro capacità di passare dal rock all&#8217;elettronica, dalla musica sperimentale alle ballad acustiche, con un tatto e una finezza che sono indici di una <strong>infinita sensibilità musicale.</strong> E&#8217; davvero difficile trovare un&#8217;altra band nell&#8217;era moderna che riesca a passare così facilmente attraverso i tempi, ritrovandosi in qualche maniera sempre un passo avanti rispetto a tutti gli altri.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LsJTaMSx3_8" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/LsJTaMSx3_8"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">True Love Waits è un brano che per un lungo periodo di tempo veniva eseguito soltanto dal vivo (verrà poi successivamente registrato in un B-Side). <strong>La dimensione dal vivo</strong> è un&#8217;altra faccia importante dei Radiohead. Ascoltate un loro disco, un loro brano registrato in studio, e dopo lanciatevi in un ascolto dello stesso brano nella sua veste live. Come accade sempre per le più grandi band, incredibilmente tutto assume una dimensione enorme, e i brani vengono spesso arricchiti, modificati, resi ulteriormente magnifici, come se già non lo fossero. Inutile parlare di una abilità tecnica nell&#8217;uso degli strumenti tradizionali  e non (le loro attrezzature sono a volte fuori di testa) che è fuori dal comune. Come al solito, la musica molto spesso vale più di mille parole. Ascoltate cosa sono capaci di fare i Radiohead live, il brano si intitola <strong>Everything in its righ place.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/fSpJEuNZxIk" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/fSpJEuNZxIk"></embed></object></p>
<p>Siete ancora tutti interi? Bene.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Thom.Yorke.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-506" title="Thom Yorke" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/Thom.Yorke-150x150.jpg" alt="Thom Yorke" width="150" height="150" /></a>Thom Yorke, ai tempi della scuola superiore, passava molto del suo tempo all&#8217;interno delle aule di musica, e lui stesso ha più volte raccontato di come amasse rinchiudersi in quelle stanzette dove c&#8217;era soltanto un pianoforte, alla ricerca di ispirazione. E&#8217; un&#8217;immagine molto malinconica, che però ci aiuta ancora di più ad entrare nella testa del personaggio. L&#8217;industria della musica rock arriverà però quasi a distruggerlo, con il grande successo di Pablo Honey, e di quella <strong>Creep</strong> che è rimasta nella storia della musica (e che qualcuno dalle nostre parti si è azzardato a stuprare&#8230;ma preferisco non commentare). Yorke in quel periodo cade nel tunnel dell&#8217;alcolismo, e secondo le cronache, uscirà lentamente da questa situazione, anche grazie all&#8217;aiuto del grande amico Michael Stipes dei R.E.M. Da quel momento in poi, la carriera di Yorke è costellata di grandi successi. Prima quell&#8217;<strong>Ok Computer</strong> che lascerà il mondo a bocca aperta (Karma Police? No surprises? Vi dicono qualcosa?), e poi l&#8217;improvviso salto nella musica sperimentale, che lascerà molti fan allibiti, con i vari <strong>Amnesiac, Kid A, Hail to the thief</strong>. A proposito di Kid A, ascoltiamo assieme <strong>Idioteque.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/JBsLFNcnwGM" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/JBsLFNcnwGM"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">Non tutti sanno che il famoso giro di note, che supporta il beat dance di tutta la canzone, è un piccolo brano di una composizione dello scienziato informatico <a href="http://silvertone.princeton.edu/~paul/radiohead.ml.html" target="_blank">Paul Lansky</a>, che nel 1975 scrisse &#8220;Mild und leise&#8221; su un computer grosso come una stanza, direttamente da linea di comando. Questo solo per farvi fare un&#8217;idea di dove arriva <strong>la ricerca sonora</strong> di Yorke e soci.</p>
<p style="text-align: left;">Si arriva così all&#8217;era moderna, a quell&#8217;<strong>In Rainbows</strong> che continua a risuonare ininterrottamente nelle mie cuffie da due anni ormai, vero capolavoro e summa della produzione dei ragazzi inglesi. Un album venduto via internet ad offerte (altra rivoluzione&#8230;tu scegli quanto pagarlo, a partire da 1 cent), l&#8217;album dell&#8217;anno 2007, e a parere del sottoscritto ancora insuperato anche nell&#8217;anno 2009. E&#8217; una specie di enorme sinossi di quello che sono Yorke e i Radiohead. C&#8217;è tutta la loro musica portata all&#8217;estremo. Inutile dire che anche questo è un ascolto<span style="text-decoration: line-through;"> consigliato </span>obbligato.</p>
<p style="text-align: left;">Di recente il buon Thom ci ha regalato un&#8217;altra bella idea, ha portato live i suoi brani solisti (alcuni anche provenienti dal suo nuovo album, che è in lavorazione al momento) con musicisti tutti nuovi (in realtà un paio già stazionavano nell&#8217;orbita Radiohead, come il produttore Godrich). Tanto per farvi un esempio, al basso Yorke ha chiamato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Balzary" target="_blank">Flea</a>. E&#8217; in questi momenti che un po&#8217; mi dispiace di non abitare in Inghilterra.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PhEsv5CK3Vw&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/PhEsv5CK3Vw&amp;feature"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Altra caratteristica da non sottovalutare sono i testi scritti da Yorke. Le sue canzoni sono molto spesso <strong>pura poesia</strong>, riesce a giocare con le metafore in una maniera sublime ed esprime con due parole quello che forse noi comuni mortali non riusciremmo ad esprimere con mille. Ma per questo vi devo rimandare ad una vostra ricerca personale, tali e tanti sono i capolavori, e soprattutto le diverse emozioni che trasmettono in base all&#8217;ascoltatore.</p>
<p style="text-align: left;">Ci sarebbero ancora tantissime cose da dire, e milioni di caratteri da battere sulla tastiera, ma non vorrei dilungarmi troppo. Spero di essere riuscito ad incuriosirvi e di avervi fatto venire voglia di esplorare il magico mondo della musica di Thom Yorke (e chissà che non torneremo a parlarne in qualche altra puntata).<br />
Concludiamo questa prima puntata di Listening con un brano che adoro, si intitola <strong>How to disappear completely</strong>. Difficile davvero commentarlo. Io resto senza parole ogni volta che l&#8217;ascolto.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Eq9t2FFh6LA&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/Eq9t2FFh6LA&amp;feature"></embed></object></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
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