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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; lotta operaia</title>
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	<description>La blogzine libera</description>
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		<title>Il pugno nell&#8217;occhio 2 &#8211; La crisi ed il precariato</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 07:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Iacopo Iorio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Sembra quasi un dovere spendere due parole a riguardo di tutto quello che sta accadendo oggi nel mondo del lavoro , relazionandolo a questa grande crisi economica che sta gravando sul mondo e quindi sul nostro Paese. I padroni della Terra ed anche molti suoi schiavi -purtroppo- ne parlano come se stessero parlando di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-7961' class='stb-custom_box' style="color:#000000; border-top-color: #d36f02; border-left-color: #d36f02; border-right-color: #d36f02; border-bottom-color: #d36f02; background-color: #FAD875; background-image: url(http://www.camminandoscalzi.it/50px); "></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333333;"><em><strong>&#8220;Il Pugno nell&#8217;Occhio 2&#8243;</strong></em> <strong><em></em></strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Continua su Camminando Scalzi la nostra indagine sul mondo del lavoro. Dopo aver intervistato <strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/la-repubblica-degli-stagisti.html" target="_blank">Repubblica degli stagisti</a></strong>, oggi il <em><strong>Pugno nell&#8217;Occhio</strong></em> si dedica ad una riflessione idealista sul rapporto tra lavoro precario e crisi economica. Buona lettura.</p>
<p></div>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/quarto_stato.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-334" title="quarto_stato" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/quarto_stato-150x150.jpg" alt="quarto_stato" width="150" height="150" /></a>Sembra quasi un dovere spendere due parole a riguardo di tutto quello che sta accadendo oggi nel mondo del lavoro , relazionandolo a questa <strong>grande crisi economica</strong> che sta gravando sul mondo e quindi sul nostro Paese.<br />
I <em>padroni della Terra</em> ed anche molti suoi schiavi -purtroppo- ne parlano come se stessero parlando di una calamità naturale, un terremoto, un sisma, uno tsunami o semplicemente un incidente privo di responsabili.<br />
Non è assolutamente così. I <em>padroni</em> ed il capitalismo in genere hanno abbracciato la soluzione globale esportanto le fabbriche all&#8217;estero, dove la manodopera costava e costa meno, senza calcolare che se un uomo guadagna 6 non può spendere i 10 di cui ha bisogno. Ed è cosi che si è creato uno <strong>squilbrio economico</strong> che ha dato origine alla famosissima crisi che, al contrario di quanto si dice, durerà molto ma molto a lungo. Se ne vedranno i veri effetti tra qualche anno. Questo è soltanto l&#8217;inizio.</p>
<p>Ma come sempre chi ne paga le conseguenze è la classe che non ha il sostentamento economico per fare fronte a questa situazione, ovvero la <strong>classe operaia dei lavoratori</strong> ì, i quali sono costretti a tirare la cinghia giorno per giorno nella miseria salariale, nella <strong>precarietà</strong> e nello <strong>sfruttamento</strong>. Questi<em> signori </em>ci fanno credere che il lavoro è un dono che ci concedono, ma in realtà ognuno di noi dovrebbe partire dal presupposto che il lavoro è un diritto di un essere umano e non una concessione. E&#8217; necessario un recupero immediato di una <strong>coscienza di classe</strong> che insegni ad ogni operaio a sentirsi indispensabile e pretendere di essere trattato come tale. Ma la classe operaia è cambiata: mentre in passato era costituita da lavoratori, nella maggioranza italiani, ora è costituita da italiani, rumeni, marocchini, ecc.. Viene sfruttata, mal pagata ed alienata perchè si tratta di gente il cui scopo è <strong>mettere insieme un pranzo ed una cena</strong>&#8230;nient&#8217;altro.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/economia.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-333" title="economia" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/economia-150x150.jpg" alt="economia" width="150" height="150" /></a>Credo che dei buoni risultati in termini di presa di coscienza con conseguente durezza popolare si cominceranno a vedere tra qualche anno, con i figli degli appartenenti a questa nuova classe operaia. E&#8217; necessario comprendere che in questa situazione <strong>nessun contratto garantisce lavoro</strong> all&#8217;operaio, nemmeno il contratto a tempo indeterminato come sembrerebbe. Strumentalizzando la crisi economica attuale a loro piacimento, i padroni si prendono il diritto di poter fare ciò che vogliono e quando vogliono con chi vogliono.<br />
C&#8217;è una<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Licenziamento" target="_blank"> legge </a>che nega all&#8217;imprenditore di poter licenziare dall&#8217;oggi al domani un lavoratore. Ma così è sempre stato senza bisogno della legge. Nella lotta operaia passata quando succedeva che un padrone licenziava senza motivo, gli altri lavoratori si riunivano in protesta, facevano vere e proprie lotte per impedirlo, effettuando scioperi e picchetti, ma soparattutto alimentando e concretizzando la loro coscienza di classe. Oggi invece, il padrone può comunque licenziarti alla scadenza del contratto precario o part time, ma in compenso, la legge di cui ho parlato non fa probabilmente sentire ai lavoratori la necessità di unirsi nella lotta per ottenere un diritto.<br />
<strong> Morale della favola:</strong> il lavoro non è comunque garantito ma è stato estinto il focolare proletario della necessità di unirsi contro i soprusi e lo sfruttamento.<br />
In questa drammatica situazione l&#8217;unico elemento che resta invariato è il volume dei portafogli dei <em>padroni,</em> per i quali mille euro piu mille meno non fanno alcuna differenza. Anche la classe politica ha il suo tornaconto, è evidente che soggetti instabili economicamente e sempre traballanti in una situazione di <em>&#8220;oggi è così , domani non so&#8221;</em> sono più ricattabili, quindi più subordinati ed <em><strong>obbedienti</strong></em>.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/operaio-cantiere.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-332" title="operaio-cantiere" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/operaio-cantiere-150x150.jpg" alt="operaio-cantiere" width="150" height="150" /></a>Concludendo, si potrebbe sostenere a gran voce che la crisi c&#8217;è, ma è stata causata dalle stesse persone che oggi ci marciano sopra indebolendo sempre di più la classe operaia e rendendo sempre più ricattabile il lavoratore, che finirà nel vortice dalla sopravvivenza ai piedi del potere. E&#8217; quindi necessaria <strong>un&#8217;immediata presa di coscienza</strong>, che renderà ogni lavoratore deciso a lottare per ciò che gli spetta, nè più nè meno. Una presa di coscienza indispensabile a dimostrare che non possiamo essere noi lavoratori a pagare gli errori del capitalismo e riempirne i gap economici che lo stesso capitalismo ha causato al fine accumulare più capitale possibile, sfruttando il più possibile.</p>
<p>Non lasciamo che i nostri diritti vengano calpestati quindi dai nostri <em>feudatari</em> che dicono di CONCEDERCI la possibilità di lavorare, possibilità che noi abbiamo gia dal momento in cui veniamo alla luce. Cerchiamo sempre di riunirci il più possibile, confrontarci e decidere le migliori strategie ed i percorsi da fare per rovesciare questo sistema di <em>&#8220;</em><strong><em>oppressi ed oppressori&#8221;</em></strong>.
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