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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; ju tarramutu</title>
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		<title>L&#8217;illusione della ricostruzione</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 07:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samanta Di Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ore 3.32 più di centomila aquilani (città e paesi) devono evacuare le abitazioni. Alcuni vengono colpiti, seppelliti dalle macerie: feriti e morti. Subito lacrime, dolore, dispersi, distruzione. ore 3.32 alcuni costruttori si sfregano le mani: “Un terremoto non capita tutti i giorni!” si pensa alla colata di cemento e alle tasche gonfie. Nel primo pomeriggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-8022' class='stb-custom_box' >Torna a scrivere per Camminando Scalzi.it <strong>Samanta Di Persio</strong>, cittadina aquilana autrice del libro &#8220;<strong>Ju Tarramutu</strong>&#8220;, che ci ha presentato<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/ju-tarramutu-il-libro-sul-terremoto-in-abruzzo.html" target="_blank"> in questo articolo</a>. Samanta torna a scrivere della sua città, per raccontarci da due differenti punti di vista come fu vissuto quel tragico 6 aprile 2009</div>
<p>ore <strong>3.32</strong> più di <em>centomila</em> aquilani (città e paesi) devono evacuare le abitazioni. Alcuni vengono colpiti, seppelliti dalle macerie: feriti e morti. Subito lacrime, dolore, dispersi, distruzione.</p>
<p>ore <strong>3.32</strong> alcuni costruttori si sfregano le mani: “<em>Un terremoto non capita tutti i giorni!</em>” si pensa alla colata di cemento e alle tasche gonfie.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/call_by_juandapaola.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3371" title="call_by_juandapaola" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/call_by_juandapaola-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Nel <strong>primo pomeriggio</strong> i vigili del fuoco scavano fra le macerie per trovare persone vive e corpi. I familiari aspettano fra lacrime, dolore e speranza.</p>
<p>Nel <strong>primo pomeriggio</strong> il presidente del consiglio Silvio Berlusconi arriva a L’Aquila. Nella conferenza stampa presso la scuola per sottoufficiali della Guardia di finanza dichiara l’intenzione di fare una <em>new town</em>.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/Aquila_terremoto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3377" title="Aquila_terremoto" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/Aquila_terremoto-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a></p>
<p>Ormai è <strong>sera</strong> le speranze di poter trovare gente ancora viva si affievoliscono. Il terremoto ha ucciso molte famiglie, molti bambini e giovani. Si sono fidati delle rassicurazioni delle istituzioni. Per sei mesi uno sciame sismico ha tenuto in allerta la popolazione, meno in allerta le istituzioni che fino all’ultimo hanno rassicurato per non diffondere il panico. Fra coloro che hanno detto “<em>Non c’è pericolo!</em>”: Protezione civile, il presidente dell’INGV Boschi, la Commissione grandi rischi.</p>
<p>Ormai <strong>è sera;</strong> il Presidente del Consiglio e scorta se ne sono tornati a casa. Ha nominato commissario straordinario Guido Bertolaso. Per la prima volta viene nominato commissario una persona che non è del posto.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/terremoto-notte-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3378" title="terremoto-notte-2" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/terremoto-notte-2.jpg" alt="" width="260" height="264" /></a></p>
<p>Dal <strong>martedì</strong> si cominciano a predisporre i campi di accoglienza. Non bastano per tutti gli sfollati. Metà popolazione viene spostata negli alberghi della costa abruzzese.</p>
<p>Dal <strong>martedì</strong> un via vai di imprenditori per capire l’entità del danno e capire chi è il referente, per partecipare alla fetta della new town.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/New-Town-laquila.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3379" title="New-Town-laquila" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/New-Town-laquila-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Il sindaco Cialente assente fra i cittadini. È nella scuola della Guardia di finanza per fare gli onori di casa, non per dare solidarietà agli aquilani. Nessuna visita nei campi, nessuna divergenza con le scelte di Governo e Protezione civile. Ormai la popolazione è stata divisa, un modo per sedare le polemiche e il dissenso.<br />
Gli sfollati nelle tende prima al freddo e poi al caldo, mentre le intercettazioni telefoniche che emergono a dieci mesi narrano di incontri per accaparrarsi gli appalti sottraendoli ad imprese abruzzesi che sono rimaste senza lavoro. La gara si svolge in pochi giorni, non importa il prezzo più vantaggioso… Ditte che fanno i ribassi minori vengono scartate. Quelli delle intercettazioni vincono (o gli viene confermato) l’appalto.</p>
<p>Ma l’appalto di cosa?</p>
<p>Il Presidente del consiglio quando parla de L’Aquila in televisione descrive una <strong>città ricostruita</strong>, dove tutti hanno un tetto. Il tetto di nuove costruzioni -nulla è stato riparato- costate 700milioni di euro di soldi pubblici. Non più una new town, ma 20 new town. In deroga a tutte le regole: espropri, terreni non edificabili, colata di cemento ovunque. L’Aquila è il più grande cantiere a cielo aperto, tutto fatto di fretta. Un&#8217;arma vincente per la campagna elettorale. Le abitazioni con danni leggeri ed i loro proprietari, non rilevanti ai fini elettorali, lasciati in balia degli eventi. Molto rilevante in termini economici. Gli sfollati con danni leggeri sono ancora al mare, costano 55 euro al giorno. Centinaia di milioni di euro dopo dieci mesi. Le casette di legno avevano un costo di 600/700 euro al mq, vivibili e confortevoli. Le case delle new town hanno un costo di <span style="text-decoration: underline;">2.700 euro al mq</span>.</p>
<p><em>Il 6 aprile non si è deciso come ricostruire una città distrutta, ma come speculare</em>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong>
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		<title>Ju Tarramutu: il libro sul terremoto in Abruzzo</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 11:43:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samanta Di Persio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Cos’è successo il 6 aprile a  L’Aquila?” Questa domanda me la sono posta tante volte fra le lacrime. Piangere non serve a niente, ma in qualche modo bisognava pur sfogarsi, e quella notte di persone che piangevano ne ho viste molte. Realizzare che la tua casa anche se in piedi è inagibile, quindi non ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-7500' class='stb-custom_box' >Il primo contributo dell&#8217;anno è di <strong>Samanta Di Persio</strong>, laureata in Scienze Politiche. Vive a L&#8217;Aquila e da diversi anni è impegnata per i diritti dei lavoratori con denunce su, &#8220;Casablanca&#8221;, &#8220;articolo21&#8243;, &#8220;Micro Mega&#8221; e www.cadutisullavoro.it. Samanta ci presenta  il suo libro &#8220;Ju Tarramutu&#8221;, in vendita <strong><span style="text-decoration: underline;">a prezzo libero</span> </strong>nel catalogo &#8220;<a href="http://grillorama.beppegrillo.it/catalog/product_info.php?products_id=68">Grillorama</a>&#8220;, l&#8217;area libri/dvd del blog di Beppe Grillo. A fondo articolo trovate il trailer del libro e i link utili per approfondire l&#8217;argomento.</div>
<p>“Cos’è successo il <strong>6 aprile</strong> a  L’Aquila?” Questa domanda me la sono posta tante volte fra le lacrime. Piangere non serve a niente, ma in qualche modo bisognava pur sfogarsi, e quella notte di persone che piangevano ne ho viste molte. Realizzare che la tua casa anche se in piedi è inagibile, quindi non ci puoi più entrare, non è semplice. Ci ho pensato per giorni. E per giorni con chiunque incontrassi era un abbraccio. Un abbraccio di gioia perché c’eravamo ancora. Quella notte più di 300 persone sono state sommerse dalla forza di qualcosa che non puoi fermare. Però si poteva prevenire.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/ju_tarramutu_catalog.png"><img class="alignright size-full wp-image-2562" title="ju_tarramutu_catalog" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/ju_tarramutu_catalog.png" alt="" width="200" height="210" /></a>Ho ricostruito tutto in un libro “<strong>Ju tarramutu. La vera storia del terremoto in Abruzzo</strong>.” (Casaleggio associati) Mi hanno aiutato le testimonianze degli esperti del posto e dei cittadini. L’Aquila e gli aquilani hanno convissuto per sei mesi con uno sciame sismico. Il <strong>30 marzo</strong> c’è la scossa più significativa fino a quel momento. Magnitudo 4. La popolazione nel panico. La gente si riversa nelle strade. Genitori preoccupati, in coda per andare a prendere i propri figli a scuola. Ci sono già dei crolli importanti, tanto che il sindaco Massimo Cialente deciderà di chiudere le scuole. Molti decideranno di dormire in macchina, altri desisteranno per il freddo.<br />
Il 31 marzo su richiesta di <strong>Guido Bertolaso</strong>, il capo della Protezione civile, si riunisce a L’Aquila la Commissione Grandi Rischi. L’obiettivo, come riporta un comunicato stampa della regione Abruzzo, è di fornire ai cittadini tutte le informazioni disponibili alla comunità scientifica sull’attività sismica delle ultime settimane. Si riportano alcune dichiarazioni della riunione che decideva della vita degli aquilani. Boschi (presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia): “Escluderei che lo sciame sismico sia preliminare di eventi… anche se siamo in una zona sismica.</p>
<div id="attachment_2564" class="wp-caption alignright" style="width: 202px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/bertolaso.jpg"><img class="size-medium wp-image-2564  " title="bertolaso" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/bertolaso-300x198.jpg" alt="" width="192" height="126" /></a><p class="wp-caption-text">Guido Bertolaso</p></div>
<p>Nell’area abruzzese registriamo circa ottocento scosse l’anno. Ma i terremoti non si possono prevenire” <strong>Franco Barberi</strong> (presidente vicario della Commissione Grandi Rischi): “Gli sciami tendono ad avere la stessa magnitudo ed è assai improbabile che nello stesso sciame la magnitudo cresca… Noi rappresentiamo la situazione scientifica. Non c’è nessuno strumento che possa avvisarci che ci sarà un terremoto. Non vale la pena che la Commissione grandi rischi discuta di questo”. Queste sono alcune delle frasi pronunciate da coloro messi a capo di Enti per nomina politica. Poi i giorni trascorrono, ancora scosse con magnitudo inferiore rispetto a quella del 30 marzo. In città non si parla d’altro.</p>
<p>Qualcuno ha paura che la propria abitazione possa crollare… Ma questo non sembra interessare alle istituzioni, che continuano a diffondere notizie rassicuranti perché di primaria importanza era l’ordine pubblico, non la vita di essere umani. E poi il<strong> 5 aprile</strong>. Scossa di magnitudo 4 alle 22.48, altra scossa a mezzanotte ed infine sappiamo tutti ciò che avvenuto. Le immagini di un capoluogo di regione distrutto fanno il giro del mondo. La solidarietà è davvero tanta. Si possono: inviare sms, fare donazioni, raccolte spontanee. Però non si sanno gli importi precisi e non si sanno chi gestisce questi soldi, ma forse questo non è il più grande dei mali. Arriveranno i volontari della Protezione civile. Il Governo decide che Guido Bertolaso dev’essere il commissario per il terremoto, l’ennesimo incarico per l’uomo. Per la prima volta viene nominato un commissario che non è del posto. Solo dopo qualche settimana si scoprirà se è stato un bene o un male. La cosa peggiore! Guido Bertolaso non conosceva il territorio abruzzese allora, e forse nemmeno oggi, considerando il tempo trascorso più presso la cittadella della Guardia della Finanza che fra le gente. Già dall’8 aprile il Presidente del consiglio parla di New Town. Poi fa un passo indietro e ai funerali di stato delle vittime innocenti giura di fronte alle bare e ai familiari di chi quella notte ha perso la vita: “Non farò una nuova new town, ricostruirò L’Aquila dov’era”. Dopo otto mesi e mezzo si fa fatica a mettere insieme tutte le bugie che sono state dette. Bisognerebbe avere una memoria da elefante per ricordare tutto, ma a volte bisogna dire grazie anche all’informazione che non ci piace, perché riporta le “buone novelle”. E così sui pezzi di giornali ricordi i titoli: “Case per fine settembre, case prima del freddo, ecc.” 700 milioni di soldi pubblici per il piano C.A.S.E. voluto dal Governo e dalla Protezione senza nessuna concertazione, il perché è chiaro: le imprese stavano preparando le forniture prima che l’appalto venisse indetto e prima di sapere di averlo vinto. <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/terremoto-0343-1024x768.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2568" title="terremoto-0343-1024x768" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/terremoto-0343-1024x768-300x225.jpg" alt="" width="270" height="203" /></a>Misteri della fede? E poi ovviamente ci sono le assegnazioni dirette. A fine lavori si riscontrano illegalità ed emergono alcune imprese colluse con la mafia, ma le informazioni si limitano a questo, per il resto non si sa ancora nulla. Bene,  il 24 dicembre, la vigilia di Natale, c’è molta gente che viaggia ancora, fa più di 100 km al giorno, sta aspettando la consegna dell’alloggio che ormai slitterà ad anno nuovo. Altri hanno rinunciato a viaggiare, sono nelle strutture alberghiere e non potranno rientrare nelle loro case. Ma questo non si può dire. Il messaggio da dare questa volta è: “Stanno tutti bene, abbiamo ricostruito!” Peccato che si tratta di nuove costruzioni, delle vecchie abitazioni da riparare non si sa nulla, l’unica cosa certa che se il Governo non metterà a disposizione dei soldi le case crolleranno ugualmente per mancata manutenzione, e i cittadini pagheranno i mutui per qualcosa di cui non possono disporre e forse non disporranno mai più.</p>
<p>Intanto Guido Bertolaso è ancora in carica a <strong>dare numeri che non rappresentano la realtà</strong>, ancora ad auto lodarsi mentre gli aquilani sono alle prese con i problemi delle nuove case (scoppio di tubi non adeguatamente protetti dal freddo), perché quando c’è da intascare 700 milioni di euro di soldi pubblici e bisogna affrettarsi, il cittadino nella scala dei valori viene all’ultimo posto. Intanto sono 20mila gli aquilani negli alberghi (per un costo di 55 euro al giorno) e 15mila gli aquilani che si sono trovati una soluzione autonomamente (accendendo un mutuo per una casetta di legno).</p>
<p><strong>LINK UTILI</strong><br />
-<a href="http://grillorama.beppegrillo.it/jutarramutu/"> Il sito internet del libro</a><br />
- <a href="http://www.facebook.com/home.php?#/jutarramutu" target="_blank">Pagina Facebook </a></p>
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