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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; giustizia</title>
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		<title>Verso i referendum – parte 4: il legittimo impedimento</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 12:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangiafico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo arrivati alla quarta puntata dello speciale di Camminando Scalzi sui referendum del 12 e 13 giugno. Dopo quelli sull&#8217;acqua e il nucleare, è la volta del quarto quesito, sul legittimo impedimento, forse il più importante, sicuramente quello che promette di provocare le maggiori conseguenze politiche in caso di vittoria dei sì. Questa osservazione, da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo arrivati alla quarta puntata dello <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/attualita/speciale-referendum">speciale di Camminando Scalzi</a> sui <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_abrogativi_del_2011_in_Italia">referendum del 12 e 13 giugno</a>. Dopo quelli sull&#8217;<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/verso-i-referendum-%E2%80%93-parte-2-lacqua.html">acqua</a> e il <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/verso-i-referendum-%E2%80%93-parte-3-il-nucleare.html">nucleare</a>, è la volta del quarto quesito, sul legittimo impedimento, forse il più importante, sicuramente quello che promette di provocare le maggiori conseguenze politiche in caso di vittoria dei sì. Questa osservazione, da sola, rende l&#8217;idea del livello di degenerazione della concezione della politica in Italia. Per definizione, infatti, l&#8217;idea più nobile di politica è l&#8217;amministrazione della cosa pubblica, ordinata al bene della collettività. Nel nostro paese, invece, per molte persone politica è diventato sinonimo di potere irresponsabile, malaffare e intrallazzi. E così la gestione dell&#8217;acqua pubblica e la costruzione di centrali nucleari diventano argomenti politicamente meno influenti rispetto ai processi del Presidente del Consiglio.<br />
Prima di spiegare il quesito, cerchiamo innanzitutto di inquadrare la faccenda. Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale, Berlusconi ha urgentemente bisogno di un nuovo scudo per ripararsi dai processi (tre, all&#8217;epoca) che gli pendono sul capo. Per questo motivo, all&#8217;inizio del 2010 viene proposto il provvedimento sul legittimo impedimento, trasformato nella <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/11/news/legittimo_impedimento_il_testo_della_legge-11087468/">legge 51/2010</a> nell&#8217;aprile dello stesso anno (paradossi italiani: tra i firmatari spicca il nome di Michele Vietti, successivamente eletto vicepresidente del CSM).</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/legittimo-impedimento.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10354" title="legittimo-impedimento" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/legittimo-impedimento-300x281.jpg" alt="" width="300" height="281" /></a>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legittimo_impedimento">legittimo impedimento</a> in sé non è un&#8217;invenzione del PdL. Il codice di procedura penale prevede che un imputato possa richiedere il rinvio di un&#8217;udienza processuale che lo riguarda, in caso di &#8220;assoluta impossibilità di comparire per caso fortuito, forza maggiore o altro legittimo impedimento&#8221;. D&#8217;altronde, non si può costringere qualcuno che abbia problemi di salute o altro ad essere presente in tribunale. In caso di legittimo impedimento, l&#8217;udienza (e il processo) salta e viene rinviata a nuova data. Quello che la legge approvata dalla maggioranza di centro-destra introduce è un&#8217;estensione del concetto di legittimo impedimento. Nello specifico, la legge 51/2010 sancisce in due brevi articoli che per il presidente del Consiglio e per i ministri, ove imputati in un processo, costituisce legittimo impedimento lo svolgimento delle loro funzioni previste dalla legge, nonché qualsiasi attività preparatoria o connessa. <strong>Praticamente, il presidente del Consiglio, se deve preparare un meeting o una riunione, ha il diritto di non presentarsi di fronte al giudice, rinviando il processo, mentre un autista degli autobus, se ha un&#8217;udienza in un giorno lavorativo, ci deve andare comunque. </strong>Ma come nei migliori varietà, il bello deve ancora arrivare. <strong>Nella legge non è prevista la possibilità del giudice di rifiutare l&#8217;impedimento proposto, per cui se esso sia legittimo o meno lo decide l&#8217;imputato.</strong> La parte migliore è il comma 4 dell&#8217;articolo 1: &#8220;Ove la Presidenza del Consiglio dei Ministri attesti che l&#8217;impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento  delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo a udienza successiva al periodo indicato, che non può essere superiore a sei mesi&#8221;. Significa che il premier può farsi da solo un certificato attestante che per sei mesi lui è troppo impegnato per venire al suo processo, quindi si rinvia tutto. Poiché l&#8217;articolo 2 stabilisce che la legge ha validità per i diciotto mesi successivi alla sua entrata in vigore, di fatto il premier può rinviarsi i processi per un anno e mezzo. Anche quelli già in corso, ovviamente, come sancito dal comma 6 dell&#8217;articolo 1. Altrimenti a che serve?</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Berlusconi-legittimo-impedimento.jpeg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-10356" title="Berlusconi legittimo impedimento" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Berlusconi-legittimo-impedimento-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In un colpo solo si è riusciti nel miracolo di mettere nero su bianco che la legge non è uguale per tutti o, se si preferisce, che il presidente del Consiglio è più uguale degli altri. Il tutto giustificato dalla necessità &#8220;di consentire al Presidente del Consiglio dei ministri il sereno svolgimento delle funzioni attribuitegli dalla Costituzione e dalla legge&#8221;, come scritto nella prima stesura del provvedimento. In barba a quanti pensano che un capo di governo toccato da un processo abbia il diritto di difendersi dalle accuse con tutte le proprie forze e il dovere di farlo fuori dalle istituzioni, che non devono subire, insieme ai propri cittadini, la vergogna di una figura su cui grava il sospetto di non svolgere le proprie funzioni con la disciplina e l&#8217;onore previsti dalla Costituzione.<br />
Il giorno dopo aver ammesso il referendum sull&#8217;abrogazione della legge sul legittimo impedimento, nel gennaio di quest&#8217;anno, la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/13/news/consiglio_consulta-11185858/">Corte Costituzionale si è pronunciata</a> sull&#8217;eccezione di costituzionalità sollevata dal tribunale di Milano nell&#8217;ambito del processo Mills, finito in ripostiglio proprio grazie alla legge in questione. La Consulta ha cassato il già citato comma 4 dell&#8217;articolo 1, per evidenti contraddizioni con l&#8217;articolo 3 della Costituzione, mantenendo valido il resto del testo ma aggiungendo il potere discrezionale del giudice nell&#8217;accettare la validità dell&#8217;impedimento. Il provvedimento ne è uscito fortemente ridimensionato (e infatti i processi di Berlusconi sono ricominciati), ma pur sempre valido. Resta ancora in piedi il diritto del premier, negato ai cittadini comuni, di autocertificare la propria indisponibilità, pur se da sottoporre al parere del giudice. È per questo motivo che il referendum è rimasto valido, nonostante la parziale bocciatura della legge. E per lo stesso motivo il governo ha deciso di silenziare l&#8217;intera questione referendaria sperando nel mancato raggiungimento del quorum, facendo perfino marcia indietro su tematiche, quali la privatizzazione del servizio idrico e il ritorno all&#8217;energia nucleare, per cui lo stesso governo si era impegnato fino a poco tempo fa. È un segnale della scala di priorità di questa classe dirigente, per la quale divincolarsi dalla legge è più importante che amministrare la vita di un paese.<br />
Qualsiasi cosa si pensi degli altri tre quesiti, è quantomai importante andare a votare SÌ almeno per questo. Un&#8217;affermazione del quesito referendario rappresenterebbe una vittoria dell&#8217;idea di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Una vittoria della democrazia.</p>
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<p><strong>Gli altri articoli sul Referendum:</strong></p>
<ul>
<li><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/verso-i-referendum-%E2%80%93-parte-3-il-nucleare.html">Verso i Referendum: il nucleare</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/verso-i-referendum-%E2%80%93-parte-2-lacqua.html">Verso i Referendum: l’acqua</a></strong></li>
<li><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/verso-i-referendum-parte-1-perche-votare.html">Verso i Referendum: Perchè votare</a></strong></li>
</ul>
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		<title>Pm Cancro della democrazia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 10:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Griso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai non c&#8217;è più limite al peggio. Non passa giorno che l&#8217;asticella della normalità non venga spostata qualche centimetro più avanti. All&#8217;udienza del processo Mills, il premier Silvio Berlusconi ha definito i pm &#8220;cancro della democrazia&#8221; (fonte &#124; Repubblica.it). Mentre il presidente Napolitano invitava ad abbassare i toni, a chiudere le polemiche e i continui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai non c&#8217;è più limite al peggio. Non passa giorno che l&#8217;asticella della normalità non venga spostata qualche centimetro più avanti. All&#8217;udienza del processo Mills, il premier Silvio Berlusconi ha definito i pm <em>&#8220;cancro della democrazia&#8221; (fonte | <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/09/news/berlusconi_mills-15981863/" target="_blank">Repubblica.it</a>).</em> Mentre il presidente Napolitano invitava ad abbassare i toni, a chiudere le polemiche e i continui attacchi ai giudici nel giorno della memoria delle vittime del terrorismo, a Milano va avanti lo show propagandistico di Berlusconi fuori dalle aule del processo. Il Premier addirittura auspica la creazione di una commissione d&#8217;inchiesta <em>&#8220;per verificare se ci sia un&#8217;associazione con fine a delinquere&#8221; (fonte | <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/05/09/news/berlusconi_mills-15981863/" target="_blank">Repubblica.it</a>).</em></p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Impunità-Berlusconi.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-10238" title="Impunità Berlusconi" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/Impunità-Berlusconi.bmp" alt="" width="246" height="184" /></a>Attacchi continui alla <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/e_tutta_colpa_dei_giudici.html" target="_blank">magistratura malvagia</a>, unica indiziata dei mali di questo Paese. <strong>Attacchi che salgono gradualmente di tono, che equiparano un organo dello Stato istituito per far rispettare il diritto ad una malattia terribile e terminale.</strong> Il messaggio è chiaro, curare questo cancro, questa metastasi. La scelta dei termini utilizzati in queste dichiarazioni serve a colpire la massa, serve a dare un&#8217;immagine fortemente negativa del lavoro dei PM che, per l&#8217;appunto, non fanno altro che svolgere il proprio lavoro. Eppure vengono attaccati quotidianamente, insultati, delegittimati. Cosa si fa con il cancro? Lo si cura, lo si elimina, si cerca di estirparlo, prima che sia troppo tardi. Prima che porti alla morte del malato. Il solo pensiero fa accapponare la pelle, eppure in Italia la cosa passa quasi in sordina, non c&#8217;è indignazione, sembra quasi che le forze ormai siano finite, terminate. Chi si azzarda a contestare, a parlare, a dire la sua in maniera forse irruenta, viene trascinato di peso dalle forze dell&#8217;ordine, con un&#8217;aggressività onestamente ingiustificata (<a href="http://www.youreporter.it/video_Contestatore_urla_a_Berlusconi_fatti_processare_caos_1" target="_blank">video qui</a>). <em>&#8220;Non si può più neanche parlare in questo paese.&#8221;</em> Una frase che colpisce. Non è vero, caro il mio contestatore. Si può parlare, ma non tutti possono farlo. Tu non puoi urlare &#8220;fatti processare&#8221;, ma qualcun&#8217;altro può dire &#8220;i PM sono il cancro.&#8221; Paradossi tutti italiani che riempiono il cuore di amarezza.</p>
<p>Sono cadute le braccia a tutti, la voglia di combattere sta finendo, e <strong>continuiamo a sorbirci comizi pseudo-politici e propaganda elettorale spicciola</strong> dove tutto è permesso, dove lo Stato attacca sé stesso, rigetta i suoi organi principali. Un Premier che trasforma il suo essere imputato in un punto di forza o di debolezza degli avversari. Non si riesce a sconfiggerlo democraticamente, e allora i PM eversivi fanno di tutto per danneggiarlo. È questa l&#8217;immagine che passa, la realtà delle cose lontana dalla realtà dei fatti. Non fa più scandalo un Premier che è imputato in diversi processi ancora in carica al suo posto al Governo, lo scandalo diventano i PM che vogliono sovvertire il voto popolare (quella famosa maggioranza assoluta, che poi tanto assoluta non è), il voto democratico.</p>
<p>Ma sono davvero i PM il vero pericolo della nostra democrazia? O forse di quest&#8217;ultima non è rimasto più niente, è stata ormai fatta a brandelli? Chi è il vero cancro del nostro Paese?</p>
<p><em><br />
</em>
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		<title>Manifesti d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 10:56:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/5626234951_1ba8d9fddb_o.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9770" title="manifestimilanobrprocure" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/5626234951_1ba8d9fddb_o-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a>Stanno facendo un enorme scandalo, giustamente, i manifesti che in questi giorni sono apparsi nelle vie di Milano. <span style="text-decoration: underline;"><strong>&#8220;Fuori le BR dalle procure&#8221; </strong></span>recita il malriuscito slogan. L&#8217;ennesima dimostrazione di come i toni siano oltre l&#8217;esasperazione, oltre ogni logica di giudizio, oltre ogni morale. Fa notizia che il sindaco di Milano ne abbia preso le distanze, così come Schifani, che ha condannato senza se e senza ma l&#8217;ignobile iniziativa. <strong>Roberto Lassini</strong>, candidato nelle liste del PDL in Lombardia, si trova al centro dello scandalo. La Moratti auspica una rinuncia alla candidatura, ma a quanto pare Lassini smentisce tutto, persino l&#8217;indagine, nonostante ancora oggi continui a dichiarare <em>&#8220;Non sono io l’autore, non li farei, ma difendo gli autori&#8221; (via | <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/18/milano-manifesti-fuori-le-br-dalle-procureindagato-anche-il-candidato-pdl-lassini/105214/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a>), </em>e si prende comunque la responsabilità essendo presidente dell&#8217;associazione <strong>&#8220;Dalla parte della Democrazia&#8221;</strong>, firmataria dei simpatici manifesti.</p>
<p><strong>Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto sulla questione,</strong> stigmatizzando e difendendo a spada tratta il lavoro dei magistrati, quelle &#8220;cattive toghe rosse&#8221;, i terribili persecutori, che vengono paragonati a organizzazioni terroristiche che i magistrati li uccidevano, in una delle pagine più buie della storia italiana. <em>“Indica come nelle contrapposizioni politiche ed elettorali, e in particolare nelle polemiche sull’amministrazione della giustizia, si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni. Di qui il mio costante richiamo al senso della misura e della responsabilità da parte di tutti” </em>afferma il nostro Presidente della Repubblica. Ancora un richiamo dai piani alti, ancora una dichiarazione forte contro una situazione divenuta ormai insostenibile. Ma chi è il responsabile di tutto questo?</p>
<p>Perché prendersela con il povero Lassini che, in fondo, non fa altro che riportare il clima che si respira da qualche tempo a questa parte nella guerra Berlusconi-giudici? Quei terribili manifesti che oggi tutti si impegnano a condannare (da una parte e dall&#8217;altra, bisogna dirlo) <strong>sono figli di un costante attacco nei confronti dei giudici da parte di questo Governo</strong>, in particolare nella persona del nostro Imperatore Maximo. Solo qualche giorno fa il nostro magnanimo dittatore illuminato ci diceva come volesse<em> &#8220;Liberare l&#8217;Italia dai giudici politicizzati&#8221;</em>, di come le <em>&#8220;toghe rosse comuniste&#8221;</em> lo stanno perseguitando, accusandolo ingiustamente, di come la magistratura sia <em>&#8220;un&#8217;arma di lotta politica&#8221;</em> (ne abbiamo parlato <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/e_tutta_colpa_dei_giudici.html" target="_blank">qui</a>.) Insomma, il Grande Capo dà le sue direttive sul da farsi, e quando uno dei piccoli seguaci prende in parola la cosa e affigge i suddetti manifesti della discordia, stiamo tutti a condannarlo? Il povero Lassini fa da capro espiatorio per una questione molto più grande di lui.</p>
<div id="attachment_9769" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/2894558822.jpeg"><img class="size-thumbnail wp-image-9769" title="Roberto Lassini" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/2894558822-150x150.jpg" alt="Roberto Lassini" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Roberto Lassini</p></div>
<p>Perché la Moratti o Schifani non hanno preso le distanze da quanto dichiarato dall&#8217;Imperatore Maximo nei giorni scorsi? Eppure il succo non cambia, cambiano le frasi usate, ma il significato è quello. La campagna elettorale è cominciata e, checché se ne dica, questi manifesti in qualche modo sono comunque passati. Ora Lassini o chi verrà ritenuto responsabile dall&#8217;indagine verrà punito, redarguito (ma anche qui non ci metterei la mano sul fuoco), ma quei manifesti sono passati. <strong>Li abbiamo letti tutti, li hanno letti i Milanesi, sono passati in televisione</strong>. Sì, d&#8217;accordo, li abbiamo condannati. Ma scripta manent, e hanno fatto molto più lavoro delle dichiarazioni a ruota libera del nostro Premier in ottica elettorale. Ci sarà qualcuno che oggi sarà ancora più convinto che i magistrati sono come le Br, che stanno perseguitando il povero Silvio, che la colpa dei mali del nostro Paese sono i giudici cattivi che vogliono mandarlo via. Il messaggio inquinato che diventa l&#8217;acqua pura del popolino.</p>
<p>E allora cari Schifani, Moratti, opposizioni e Presidente Napolitano, perché non vi dissociate da quello che dice Berlusconi? Perché non stigmatizzate le sue dichiarazioni? Cosa credete, che questo clima, che l&#8217;idea di Lassini -o chi per esso sia- nata da lui per caso? O forse siamo di fronte al solito mantra tutto italiano &#8220;tanto si può fare&#8221;, e quindi lo si fa? Se lo fa il Premier, perché non io, piccolo candidato di provincia?</p>
<p>Non ci resta neanche più la faccia per vergognarci.
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		<title>È tutta colpa dei giudici</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 11:35:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Griso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un copione già visto quello andato in scena oggi per l&#8217;udienza che vede coinvolto Silvio Berlusconi come imputato -insieme ad altre dieci persone- per il processo sui diritti TV Mediaset. Immancabili i sostenitori dell&#8217;Imperatore Maximo fuori dall&#8217;aula del tribunale, e immancabile show fatto di dichiarazioni e accuse, i ruoli ancora una volta ribaltati, un imputato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un copione già visto quello andato in scena oggi per l&#8217;udienza che vede coinvolto Silvio Berlusconi come imputato -insieme ad altre dieci persone- per il processo sui diritti TV Mediaset. Immancabili i sostenitori dell&#8217;Imperatore Maximo fuori dall&#8217;aula del tribunale, e immancabile show fatto di dichiarazioni e accuse, i ruoli ancora una volta ribaltati, un imputato &#8211; Berlusconi &#8211; che entra a sostenere un processo accusando la giustizia e i giudici.</p>
<p><em>&#8220;Accuse completamente inventate&#8221;</em> secondo il Premier, l&#8217;ennesimo tentativo di ribaltone politico attuato dai giudici. E lo spunto è chiaro, si torna a parlare di <strong>quella famosa riforma della Giustizia</strong> che serve a <em>&#8220;portare la magistratura a essere quello che deve essere, non quello che è oggi, un&#8217;arma di lotta politica&#8221; (via | <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/11/news/processo_mediaset_tribunale_blindato-14780652/" target="_blank">Repubblica.it</a>)</em>. Insomma, siamo alle solite. Le parole del Premier ripetute quasi ogni giorno da anni, contro quella magistratura che vuole a tutti i costi danneggiarlo per fini politici, contro una Giustizia che va assolutamente riformata perché non equa. Certo, poi viene qualche dubbio nel vedere una dichiarazione del genere fatta da chi le leggi le fa mentre è contemporaneamente imputato in un processo (e non soltanto uno), un processo che riguarda un&#8217;azienda televisiva di cui è proprietario. Insomma, ci troviamo di fronte ad un perfetto riassunto di quello che rappresenta<strong> il conflitto di interessi totale</strong> che vive il nostro Paese. La disperazione che prende leggendo dichiarazioni del genere è come sempre completa e inarrestabile, alimenta quell&#8217;enorme sentimento di stanchezza che pervade non soltanto il nostro povero Premier perseguitato dai giudici, ma anche in tutti noi semplici cittadini che dobbiamo assistere all&#8217;ennesimo teatrino propagandistico anche fuori dalle aule di un tribunale.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ruby-cambio-data-nascita.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-9646" title="ruby" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ruby-cambio-data-nascita-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pensate, pullman di sostenitori da tutta Italia, un palco montato (ma poi fatto sgomberare), gente che canta &#8220;Menomale che Silvio c&#8217;è&#8221;&#8230; questo è lo specchio del Paese. Cadono ancora una volta le braccia, cadute ormai infinite volte, che quasi passa la voglia di raccoglierle. Non ci viene risparmiato niente in questo tremendo spettacolo ormai quotidiano di totale decadimento della politica e della vita del Paese.<strong> Si torna anche a parlare di Ruby.</strong> Pensate, lui l&#8217;aveva aiutata. <em>&#8220;Alla ragazza ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse&#8221;.</em> Che bontà. E poi ancora <em>&#8220;Io sono sempre cortesissimo e ho chiesto un&#8217;informazione, preoccupato per una situazione che poteva dar luogo a un incidente diplomatico. Successivamente mi è stato risposto che la ragazza non era egiziana, ed è caduto tutto. Quindi non c&#8217;è alcuna concussione. Accuse risibili, demenziali e infondate.&#8221; (via | <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/11/news/processo_mediaset_tribunale_blindato-14780652/" target="_blank">Repubblica.it</a>) </em>Certo, le accuse sono risibili, demenziali e infondate. Le accuse.</p>
<p>Insomma è tutto un complotto contro di lui, le sue aziende, i suoi soldi, la sua politica. Ancora una volta protagonista dei titoli dei giornali la sua storia giudiziaria, mentre il Paese è ormai allo stremo, <strong>pieno di emergenze irrisolte e colpito da un&#8217;evidente incapacità del Governo a risolvere i nostri problemi.</strong> L&#8217;unica cosa che riescono a fare, e su cui lavorano benissimo e a tempo pieno, sono proprio le vicende giudiziarie del Premier. Le altre cose rimangono in secondo piano. Poco importa della disoccupazione dilagante, dell&#8217;emergenza rifiuti, della città dell&#8217;Aquila ancora abbandonata a sé stessa, del problema immigrazione. L&#8217;importante è riformare la Giustizia politicizzata e cattiva. Le altre cose sono molto meno importanti.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-immigrati.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-9645" title="lampedusa-immigrati" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/lampedusa-immigrati-300x222.jpg" alt="" width="300" height="222" /></a>Ah no, aspettate, c&#8217;è stata una bella idea riguardo al problema degli immigrati, e al fatto che l&#8217;Europa ci abbia risposto picche. Un&#8217;idea che definirei illuminante. Non pago degli acquisti (fittizi?) immobiliari nell&#8217;isola di Lampedusa che verrà proposta come Premio Nobel per la Pace (e qui ridiamo, ma per non piangere), di fronte ad un&#8217;Europa che ci tratta come l&#8217;ultimissima ruota del carro, l&#8217;idea geniale è arrivata: <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/09/news/immigrati_berlusconi_ammette_su_schenghen_l_accordo_va_trovato-14728442/index.html?ref=search" target="_blank">&#8220;O fanno come diciamo noi, o ci separiamo.&#8221;</a> <strong>Mi sembra un&#8217;ottima idea di &#8220;politica creativa&#8221;, in Europa staranno di sicuro tremando di fronte alla terribile minaccia della fondamentale Italia.</strong> Insomma, non contenti della assoluta poca credibilità diplomatica internazionale, dei fallimenti sotto tutti i fronti (siamo riusciti a &#8220;strappare&#8221; la faccenda dei rimpatri con la Tunisia e basta), del fatto che l&#8217;Europa ci tratti come dei cretini che non contano niente, l&#8217;idea più brillante che viene al nostro Premier e ai suoi seguaci è di &#8220;separarsi dall&#8217;Europa&#8221;. Bene così. Non ci facciamo mancare niente, dai.</p>
<p>Di fronte a tutti questi fallimenti, perché non se ne tornano tutti a casa? Basta, non ce l&#8217;avete fatta, non avete risolto niente, non avete affrontato niente. Tornate a casa, deponete le armi e le iniziative, non è più il vostro tempo, cari governanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ah no, non si può. Prima bisogna riformare la giustizia, perché è tutta colpa dei giudici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;
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		<title>Giustizia, verità e bellezza: i più concreti tra i canoni astratti</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 09:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Richpoly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le parole “giustizia” e “verità” evocano valori, scopi, finalità astrattamente stimabili, lodevoli, ma soprattutto caratteri che devono essere propri di ogni uomo che ricopra la funzione del giudice. L’uomo giudice, per essere un buon magistrato, deve essere terzo e imparziale, deve essere distaccato da ogni legame umano, superiore a ogni simpatia e a ogni amicizia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole “<strong><em>giustizia</em></strong>” e “<strong><em>verità</em></strong>” evocano valori, scopi, finalità astrattamente stimabili, lodevoli, ma soprattutto caratteri che devono essere propri di ogni uomo che ricopra la funzione del giudice. L’<em>uomo</em> giudice, per essere un buon magistrato, <strong>deve essere terzo e imparziale</strong>, deve essere distaccato da ogni legame umano, superiore a ogni simpatia e a ogni amicizia.</p>
<p>I concetti di <em>verità </em>e<em> giustizia</em> sono difficilmente rintracciabili nei nostri codici, ma sono generalmente considerati la vera e propria radice fondante dell’intera materia giuridica.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/giustizia-bilancia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9163" title="giustizia-bilancia" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/giustizia-bilancia-267x300.jpg" alt="" width="187" height="210" /></a>Del resto, <strong>come potremmo pensare a un giudice non giusto? Come immaginare una verità non vera?</strong></p>
<p>Gli studiosi e le alte Corti del nostro Stato per decenni hanno tentato, e tuttora tentano affannandosi non poco, di dare una definizione di terzietà e imparzialità, di trovare loro una collocazione sistematica, di decifrarne i codici, all’apparenza esclusivamente astratti, creando istituti potenzialmente idonei a sanare quei vuoti che inevitabilmente si incontrano in un ordinamento giuridico in perenne mutamento.</p>
<p>Terzietà e imparzialità come due facce della stessa medaglia, ma allo stesso tempo due principi così imprescindibili,  irrinunciabili e così astratti da far sembrare addirittura improprio un loro imprigionamento in un codice di procedura o all’interno del più ampio ordinamento giuridico.</p>
<p>Entrambi i principi sono espressamente indicati come valori di rango costituzionale, che devono caratterizzare non solo il processo penale, ma l’intero esercizio della giurisdizione e della funzione giudiziaria in tutte le sue forme.</p>
<p>Semplificando, si potrebbe affermare che il concetto di <strong><em>terzietà</em></strong> attiene specificatamente alla posizione del giudice chiamato a esercitare la sua funzione nell’ambito del singolo processo affidatogli, posizione di <strong>“alterità” rispetto a quella delle parti in causa &#8211; </strong>attore e convenuto nel processo civile; pubblico ministero, parte civile e imputato in quello penale -.</p>
<p>La terzietà non esiste o non rileva al di fuori del processo.</p>
<p>Il concetto d’<strong><em>imparzialità</em></strong> è invece molto più ampio, e la sua realizzazione dipende non solo da come l’ordinamento disegna la figura del giudice e l’esercizio della giurisdizione, ma anche dal modo di porsi della <em>persona</em> giudice rispetto alla vicenda che deve decidere.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/magistrato.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9164" title="INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/03/magistrato-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Si potrebbe affermare che l’imparzialità corrisponde al <strong>“<em>disinteresse</em>” del giudice per la soluzione della vicenda</strong>, considerando che “disinteresse personale” è proprio l’espressione utilizzata dal codice deontologico, sia pure in un contesto non identico.</p>
<p>È possibile quindi affermare che l’ordinamento deve conformare l’esercizio della giurisdizione in modo da garantire terzietà e imparzialità.</p>
<p>Per garantire il principio dell’imparzialità occorre fare riferimento anche a situazioni o fatti esterni ed estranei alla vicenda processuale in quanto tale, ma suscettibili di influenzarne la soluzione &#8211; quali ad esempio i rapporti del magistrato di tipo affettivo, economico, personali o d’altro tipo &#8211; tali da far comunque pensare al rischio di un <em>pre-giudizio</em>, nel senso di giudizio preconcetto.</p>
<p>Tuttavia, per quanto siano concetti diversi, terzietà e imparzialità finiscono per intrecciarsi in un vincolo che non è facilmente risolvibile, tanto che non può parlarsi di vera terzietà se non in relazione o in collegamento con l’imparzialità. Non può parlarsi di giustizia se non in rapporto con la verità. Una decisione del giudice ingiusta è pur sempre una decisione non vera. Una decisione giusta spesso è una decisione vera, spesso e non sempre perché applicare la legge alla lettera è praticamente impossibile. Come può interpretarsi la formula &#8220;oltre ogni ragionevole dubbio&#8221;? Il dubbio è qualcosa di soggettivo, come fa a essere sindacabile?</p>
<p><strong>La verità è oggettiva? La bellezza è oggettiva? Allo stesso modo la giustizia.</strong> È difficile rispondere, ma quando penso al binom<span style="color: #000000;">io<strong> verità – giustizia</strong>, mi viene sempre in mente un passo del grandissimo giurista  <strong>Piero Calamandrei</strong> ( 1889 &#8211; 1956</span><span style="color: #000000;">) che, con una metafora, ci illustra la difficoltà di percepire la verità, paragonando l’attività del giudice a quella del pittore. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> “</span><em><span style="color: #000000;">mette</span>te due pittori davanti allo stesso paesaggio, l’uno accanto all’altro, ognuno con il suo cavalletto:  tornate dopo un’ora a guardare quello che ciascuno ha tracciato sulla sua tela. Vedrete due paesaggi assolutamente diversi, tali da parer impossibile che il modello ne sia stato lo stesso. Direte dunque che uno dei due ha tradito la verità?</em>&#8221;</p>
<p><div id='stb-container-6280' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-6280' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-6280' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/collabora-con-noi">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>Rubygate: ai posteri l’ardua sentenza.</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Feb 2011 14:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Richpoly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo a questa parte tiene banco, nei talk show, nei bar, nelle strade e nelle case degli italiani, la vicenda relativa alla richiesta di giudizio immediato annunciata dal Procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati nei confronti del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Rubygate”. E allora, spieghiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-7227' class='stb-custom_box' >Torna a scrivere per noi <strong>richpoly</strong>, al secolo Riccardo Sarta, laureato in giurisprudenza e appassionato di diritto che aspira a diventare un magistrato (e noi glielo auguriamo!). Oggi ci racconta del &#8220;rito immediato&#8221;, e di tutta la faccenda giudiziaria che sta dietro al <strong>&#8220;Rubygate&#8221;</strong></div>
<p>Da qualche tempo a questa parte tiene banco, nei talk show, nei bar, nelle strade e nelle case degli italiani, la vicenda relativa alla <strong>richiesta di giudizio immediato</strong> annunciata dal Procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati nei confronti del presidente del Consiglio, <strong>Silvio Berlusconi, indagato per concussione e prostituzione minorile</strong> nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “Rubygate”. E allora, spieghiamo in poche righe di cosa si tratta.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lele-mora.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7992" title="lele-mora" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/lele-mora-300x230.jpg" alt="" width="300" height="230" /></a>Il giudizio immediato è uno dei cosiddetti riti alternativi a quello ordinario per la celebrazione di un processo, categoria di cui fanno parte anche il giudizio abbreviato, l’applicazione della pena su richiesta delle parti (c.d. patteggiamento), il giudizio direttissimo e il procedimento per decreto. È previsto dagli articoli 453 e seguenti del Codice di procedura penale.<strong> Il giudizio immediato è caratterizzato dalla mancanza dell’udienza preliminare</strong> e può essere instaurato in seguito alla richiesta del pubblico ministero o dell’imputato, così da <strong>velocizzare i tempi della giustizia</strong> portando il procedimento direttamente alla fase del dibattimento. Il dibattimento, del resto, costituisce il fulcro del processo penale, il suo cuore pulsante, luogo deputato alla formazione della prova davanti a un giudice terzo e imparziale che emetterà la sentenza.<strong> Il pubblico ministero chiede il giudizio immediato quando sussiste l’evidenza della prova della colpevolezza dell’indagato</strong>. L’imputato, a sua volta, qualora ritenga di essere innocente, e abbia le relative prove per dimostrarlo, chiede il giudizio immediato in modo da definire al più presto la propria posizione.</p>
<p>Condizioni imprescindibili per la legittima richiesta del pubblico ministero sono che l’indagato sia stato sottoposto a interrogatorio sui fatti dai quali emerge l’evidenza della prova e che il pubblico ministero abbia trasmesso la richiesta alla cancelleria del giudice per le indagini preliminari entro novanta giorni dall’iscrizione della notizia di reato. D’altronde, il fatto che l’indagato (come nel caso del Premier), pur essendo stato regolarmente convocato dal pubblico ministero, non si sia presentato all’interrogatorio non pregiudica la richiesta di giudizio immediato che, quindi, potrà essere ugualmente presentata.</p>
<p><strong>Sarà il Gip Cristina Di Censo a decidere entro cinque giorni se far processare Berlusconi</strong> per l&#8217;accusa di avere abusato dei suoi poteri, in qualità di Presidente del Consiglio, allo scopo di far rilasciare Ruby nella notte tra il 27 e il 28 maggio 2009 dalla Questura di Milano e affidarla a Nicole Minetti (<strong>reato di concussione</strong>) e di avere avuto rapporti sessuali ad Arcore con la giovane marocchina quando lei era minorenne (<strong>reato di prostituzione minorile</strong>). Il giudice per le indagini preliminari dovrà valutare la sussistenza dei presupposti richiesti dalla legge ed eventualmente disporre con decreto il rito immediato, fissando la data dell’udienza dibattimentale dove, come detto, comincerà a pulsare il cuore del processo. I pubblici ministeri hanno “stralciato” la posizione del presidente del Consiglio, cioè l’hanno separata da quella degli altri indagati, tra i quali spiccano le figure di Nicole Minetti, Emilio Fede e Lele Mora, creando un autonomo fascicolo.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/emilio-fede1.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-7990" title="emilio-fede1" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/emilio-fede1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il giudizio immediato è stato chiesto per entrambi i reati formulati nei riguardi del premier</strong>, e cioè la concussione e la prostituzione minorile. La richiesta di giudizio immediato inviata dalla procura al gip, Cristina Di Censo, è di 782 pagine contenute in due volumi; del resto i faldoni contengono anche le copie delle procedure relative alle intercettazione telefoniche. Oltre alla richiesta di giudizio immediato per il Premier, motivata sulla base dell’esistenza di prove evidenti, i pm hanno inviato al gip una memoria in cui ritengono non sussistere l&#8217;ipotesi «di reato ministeriale». Inoltre, è stata trasmessa al gip una memoria nella quale, a seguito dell&#8217;esame degli atti ricevuti dalla Camera e da quelli depositati dalla difesa, i pubblici ministeri espongono le ragioni per le quali in ordine alla concussione non sussiste ipotesi di reato ministeriale.</p>
<p>Tutto ciò per sottolineare come<strong> la procura ritenga che la competenza sia del tribunale di Milano e non del tribunale dei ministri</strong>, come sostenuto invece dalla difesa del Premier. Secondo quanto previsto dal Codice di procedura penale, il giudice emetterà il suo provvedimento senza dover celebrare un&#8217;udienza in contradditorio tra le parti. In questa fase e fino alla decisione del giudice, che non sarà motivata, le difese non potranno avere copia degli atti inviati dalla procura. Potranno invece prendere gli atti dopo che il giudice avrà deciso se mandare a processo il premier. Se il Gip dovesse disporre il rito immediato<strong> il processo potrebbe avere inizio già nel maggio di quest’anno</strong>.</p>
<p>Come direbbe Manzoni “ai posteri l’ardua sentenza”…
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		<title>La “presunzione” d’innocenza del Senatore Marcello Dell’Utri</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 06:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Richpoly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Questo è il così detto principio della “presunzione d&#8217;innocenza” sancito all’art. 27 della Costituzione Italiana. Tale disposizione, oggi più attuale che mai alla luce delle diverse vicende che hanno visto il senatore Dell’Utri al centro di acceso dibattito dal profilo giuridico ed istituzionale, afferma che l’ imputato è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-5860' class='stb-custom_box' > L&#8217;articolo di oggi è scritto da <strong>Richpoly</strong>, laureato in giurisprudenza in attesa di sostenere il concorso in magistratura. Lo spunto per questo articolo è nato da una precisa domanda: &#8220;Perchè il senatore Dell&#8217;Utri nonostante una condanna a sette anni non è attualmente in carcere ?&#8221; . Scopriamolo nel post di oggi.</div>
<p><em>L&#8217;imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva</em>. Questo è il così detto principio della “<strong>presunzione d&#8217;innocenza</strong>” sancito all’art. 27 della <a title="Costituzione Italiana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_Italiana" target="_blank">Costituzione Italiana</a>.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/la-legge-e-uguale-per-tutti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5595" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/la-legge-e-uguale-per-tutti-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a>Tale disposizione, oggi più attuale che mai alla luce delle diverse vicende che hanno visto il senatore Dell’Utri al centro di acceso dibattito dal profilo giuridico ed istituzionale, afferma che l’ <a title="Imputato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Imputato" target="_blank">imputato</a> è innocente fino a prova contraria e va letta in combinato disposto con un altro principio alla base del nostro ordinamento, quello per cui l’imputato, per essere condannato, deve essere ritenuto colpevole “<em>oltre ogni ragionevole dubbio</em>”. L&#8217;onere della prova, cioè la dimostrazione della colpevolezza dell’imputato, spetta alla <a title="Pubblica accusa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblica_accusa" target="_blank">pubblica accusa</a>, rappresentata nel <a title="Processo penale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Processo_penale" target="_blank">processo penale</a> dal <a title="Pubblico ministero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_ministero" target="_blank">pubblico ministero</a>. Non è quindi l&#8217;imputato a dover dimostrare la sua innocenza ma, al contrario, è compito degli accusatori dimostrarne la colpa. L’inciso costituzionale spiega  che  l&#8217;imputato è innocente fino ad una sentenza di <a title="Condanna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Condanna">condanna</a> che sia passata in giudicato. La sentenza passa in giudicato quando sono esperiti tutti e tre i gradi di giudizio: il primo dinanzi al Tribunale (nei casi di crimini più efferati la Corte d’Assise), il secondo dinanzi la Corte di Appello (Corte d’Assise d’Appello nei casi di competenza della Corte d’Assise), e l’ultimo in Cassazione.</p>
<p>Logica conseguenza della presunzione d’innocenza è l’affermazione per cui, prima della definizione del processo in sede di Cassazione, non è possibile sottoporre l’imputato alla pena detentiva della reclusione. Questo ci permette di capire il motivo per cui Dell’Utri, nonostante abbia ricevuto due condanne, in altrettanti gradi di giudizio (Tribunale e Corte di Appello), <strong>non stia scontando in carcere la pena</strong> inflittagli. D’altronde, sarebbe contraddittorio affermare come presunzione assoluta (<em>juris et de jure</em>) l’innocenza di un soggetto e, contemporaneamente, sottoporlo ad una pena detentiva che lo privi della libertà personale.</p>
<p>Questo è il motivo per cui una sentenza di condanna emessa in primo o secondo grado non è idonea a sottoporre il condannato alla pena in concreto stabilita dal giudice competente. Come detto, soltanto al momento della definitività della sentenza di condanna la pena verrà effettivamente scontata dal condannato.</p>
<p>Sarà, dunque, ben possibile, come accaduto nel caso del Senatore dell’Utri, che un giudice di primo grado condanni a 9 anni di reclusione, che, poi, il giudice di appello riduca (ed in determinati casi aumenti) a 7, e che alla fine la Cassazione modifichi ulteriormente la pena in concreto da irrogare all’imputato.</p>
<p>In particolare, la Corte di Appello di Palermo ha ritenuto colpevole per concorso esterno in associazione mafiosa, e cioè ha ritenuto provato che Dell&#8217;Utri intrattenne stretti rapporti con la vecchia mafia di Stefano Bontade e poi, dopo il 1980, con gli uomini di Totò Riina e Bernardo Provenzano, almeno fino alla stagione delle stragi di Falcone e Borsellino nel 1992. Il senatore di Forza Italia è stato anche condannato all&#8217;interdizione perpetua dai pubblici uffici.</p>
<p>I giudici sono rimasti in camera di consiglio per sei giorni. <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/04/pg-chiede-condanna-dellutri.shtml?uuid=2152f5c6-4946-11df-bd6e-7ceda8f3e82a&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Il procuratore generale Nino Gatto aveva chiesto la condanna a 11 anni</a>. La Corte ha invece assolto Dell&#8217;Utri limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoca successiva al 1992 perché «il fatto non sussiste», riducendo così la pena da nove a sette anni di reclusione.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/spatuzza-processo-04-large.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5593" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/spatuzza-processo-04-large-300x210.jpg" alt="" width="240" height="168" /></a>Il nome di Marcello Dell&#8217;Utri fu fatto per la prima volta nel 1994 dal pentito Salvatore Cancemi, il quale lo indicò come un vero e proprio anello di congiunzione tra il dorato mondo dell&#8217;alta finanza lombarda, e i più loschi ambienti malavitosi di Palermo, città in cui è nato l&#8217;11 settembre 1941. Secondo il pentito, seguito successivamente a ruota da altri collaboratori di giustizia, Marcello Dell&#8217;Utri sarebbe stato una longa manus di Cosa Nostra, interessata ad entrare nei grandi affari edilizi lombardi come la costruzione di Milano 2 e, successivamente, il tramite per consentire alla criminalità organizzata di dettare le linee di un progetto politico in embrione già dall&#8217;autunno del &#8217;93: <strong>Forza Italia</strong>.</p>
<p>Il processo di primo grado, iniziato nel 1997, si concluse l&#8217;11 dicembre del 2004, dopo 257 udienze, e con una condanna a 9 anni di reclusione. In quella sentenza il senatore del Pdl veniva indicato come &#8220;<em>cerniera fra potere mafioso, politico ed economico</em>&#8220;: il punto di partenza, insomma, da cui è iniziato il processo d&#8217;appello cominciato quattro anni fa, e in cui la pubblica accusa ha chiesto una condanna ad 11 anni di reclusione. Un processo lungo quello a Dell&#8217;Utri, infatti, quando ormai il dibattimento era ad un passo, i giudici, presieduti da Claudio Dall&#8217;Acqua, hanno acconsentito all&#8217;audizione in aula del pentito <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-16/negato-programma-protezione-pentito-105000.shtml?uuid=AYGx71yB" target="_blank">Gaspare Spatuzza</a>, tra i principali accusatori di Dell&#8217;Utri, e dei fratelli Graviano, ex capimafia di Brancaccio, che secondo l&#8217;accusa avrebbero avuto legami con il senatore.</p>
<p>Tornando al nostro ordinamento, questo può senza dubbio considerarsi attento alle vicissitudini di una società dalla moralità precaria, mutevole e violenta, pone a tale principio un’unica, ma rilevantissima, eccezione. E’ prevista, infatti, la possibilità di irrogare la misura cautelare della custodia cautelare in carcere, ovviamente qualora ricorrano determinati e rigorosi requisiti espressamente previsti dal codice penale. Tale misura cautelare può essere disposta ai danni dell’indagato (così è chiamato il soggetto nei confronti del quale sono svolte le indagini, soggetto che assume l’appellativo di “imputato” soltanto al momento in cui il pubblico ministero formula l’imputazione nei suoi confronti, al termine delle indagini) già durante la fase delle indagini preliminari, fase che costituisce il momento iniziale del procedimento penale, secondo soltanto alla notizia di reato che consiste nella acquisizione del fatto – reato da parte della polizia giudiziaria o dal pubblico ministero. La misura cautelare, quindi, può perdurare per tutta la durata del processo, purché non ne vengano travalicati i limiti temporali stabiliti espressamente dalle singole norme del codice penale, termini che, comunque e in nessun caso (neanche nei casi di crimini più crudeli) può superare i 6 anni.</p>
<p>Da ciò si evince come, in un sistema processuale come quello italiano in cui i processi durano in media più di 6 anni (per usare un eufemismo considerato il fatto che spesso superano ampiamente tale termine), sia praticamente impossibile immaginare che un soggetto possa subire la pena detentiva dall’inizio del processo sino alla sua definizione in sede di <strong>Cassazione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/corte-di-cassazione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5597" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/07/corte-di-cassazione-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Sostanziali sono le differenze tra la <strong>misura cautelare</strong> e la <strong>pena detentiva</strong>. Per citare la distinzione più evidente basta sottolineare come la misura cautelare viene applicata in una fase in cui non è stata aperta la fase istruttoria (quando cioè vengono introdotte le prove nel processo), al contrario della pena detentiva che viene inflitta proprio in seguito alla fase in questione. Essendo l’adempimento dell’attività probatoria non un onere dell’imputato bensì un suo diritto, non possono esser nei suoi confronti rivolti effetti eccessivamente afflittivi trovandoci in una fase antecedente a quella entro la quale dovrà essere dall’accusa dimostrata la sua penale responsabilità. La pena detentiva, al contrario, viene applicata ad un soggetto nei cui confronti è già stata accertata la responsabilità in ordine ai fatti contestatigli. Viene da sé, quindi, che un imputato, anche se in custodia cautelare, non può essere trattato alla stregua di un normale condannato e che i limiti temporali previsti per l’applicazione delle misure in questione sono ampiamente giustificati in un’ottica costituzionale e garantista.</p>
<p>Il lettore attento ora si chiederà perché il senatore Dell’Utri non abbia scontato o non stia scontando la misura cautelare della custodia in carcere. La risposta è più semplice del previsto. Infatti, ammesso e non concesso che il Pubblico Ministero abbia chiesto a suo tempo la custodia in carcere di Dell’Utri, i Giudici non hanno ritenuto che vi fosse la prova che lo stesso non potesse né fuggire né reiterare il reato (presupposti espressamente richiesti dalla legge per applicare la misura cautelare, oltre ai c.d. gravi indizi di colpevolezza). Si tenga anche presente che Dell’Utri è senatore dal 2001 e quindi per essere arrestato e sottoposto a misura cautelare, per qualsiasi motivo, ad esclusione di una sentenza di condanna definitiva, ci vorrebbe comunque l’<strong>autorizzazione del Senato</strong> ai sensi dell’art. 69 della Costituzione.</p>
<p>Se ci sarà la condanna anche in Cassazione, invece, Dell’Utri dovrà scontare in carcere la pena inflittagli. L’unica immaginabile alternativa è che la Cassazione annulli la condanna senza rinvio a nuovo Giudice, oppure che il Governo elimini il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, cosa piuttosto assurda, ma non del tutto inimmaginabile.</p>
<p>Concludo questi pochi cenni di un mondo, tanto interminabile quanto affascinante, quale è  l’ordinamento processuale penale con una riflessione politico sociale che prende spunto dalla necessità di ricordare come la Costituzione sia il fondamento della Repubblica. La commissione di reati da parte di uomini che ricoprono cariche rappresentative ed istituzionali è sintomatica dell’estraneità dello Stato rispetto al popolo, dell’esistenza di una classe barricata a difesa dei propri privilegi, dei propri statuti, del proliferare di corporazioni schiave della criminalità organizzata e governate da leggi proprie, sconosciute al “popolo sovrano”. Qualora la Carta Costituzionale cada dal cuore degli italiani o qualora non venga rispettata dalle più alte cariche politiche, allora verranno meno le fondamenta sulle quali sono ancorate le nostre libertà e costruiti i nostri sogni.</p>
<p><div id='stb-container-2355' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-2355' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-2355' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi" target="_blank">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>Il lodo (Alfano) che esce dalla porta e rientra dalla finestra</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 06:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>millecose</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La legge è uguale per tutti? Una domanda banale, per la quale ci si aspetterebbe una risposta ancora più banale. Invece, sembra essere diventata la questione filosofica più complicata in assoluto (almeno in Italia). La questione non è più banale da quando Berlusconi è salito al governo. Evidentemente lui è più uguale degli altri. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://ilsecoloxxi.files.wordpress.com/2009/11/10-berlusconi.jpg" alt="" width="240" height="238" />La legge è uguale per tutti? Una domanda banale, per la quale ci si aspetterebbe una risposta ancora più banale. Invece, sembra essere diventata la questione filosofica più complicata in assoluto (almeno in Italia).</p>
<p>La questione non è più banale da quando Berlusconi è salito al governo. Evidentemente lui è più uguale degli altri.</p>
<p>Ecco la  notizia di oggi: il Pdl ha messo a punto un nuovo disegno di legge &#8211; in sostituzione del Lodo Alfano &#8211; costituito da tre articoli, che prevede uno scudo giudiziario per il Presidente della Repubblica, per il Presidente del Consiglio e per i ministri. Rispetto al Lodo, sono stati esclusi dallo scudo le figure del presidente della Camera e quello del Senato per rispondere all&#8217;obiezione della Corte Costituzionale secondo la quale, a quel punto, lo scudo sarebbe dovuto essere esteso anche ai parlamentari.</p>
<p>Il gioiellino è stato firmato da Maurizio Gasparri e dal (presidente) vicario dei senatori Gaetano Quagliarello.</p>
<p>L&#8217;ennesimo tentativo di leggina ad personam, perlomeno, non tenta di nascondere &#8211; a partire dal nome &#8211; lo scopo per cui nasce. &#8220;Scudo&#8221;: appena penso a questa parola mi vengono in mente<img class="alignright" src="http://www.templaricavalieri.it/images/cavaliere_templare_cavallo6.gif" alt="Lo scudo e il Cavaliere" width="230" height="212" /> immagini di combattenti, validi eroi che si difendono dagli attacchi nemici, da draghi; gentiluomini che mettono a rischio la propria vita per il bene dell&#8217;umanità. E cos&#8217;altro è il nostro caro presidente del Consiglio, se non un valoroso <em>Cavaliere combattente</em>, costretto a difendersi dagli attacchi di chi gli vuole male?</p>
<p>Il ddl in questione prevederebbe che il procedimento giudiziario possa andare avanti, obbligando invece il Magistrato a informare la camera di competenza (Camera o Senato) e chiedere a questa l&#8217;autorizzazione a procedere, che può essere negata entro 90 giorni dall&#8217;avvio delle indagini. Detto in parole povere: mettiamo che io sia indagata per un&#8217;ipotesi di reato. Il procedimento nei miei confronti comincia, si raccolgono prove e si fanno le indagini del caso. Il Magistrato che si occupa del mio caso, intanto, avverte mia madre e le chiede gentilmente se può continuare ad indagare. Ovviamente mia madre, che mi vuole bene, se vede davanti a sé porsi la possibilità di fare in modo che io non abbia fastidi di alcun genere cerca di evitarmeli, quindi risponde al Magistrato: &#8220;la ringrazio tanto per la sua proposta, ma preferisco che mia figlia non venga indagata&#8221;. Allora, il Magistrato non può far altro che ringraziare e allontanarsi con la coda fra le gambe, aspettando che io abbia voglia di farmi processare.</p>
<p>È assolutamente assurdo. Non vedo come &#8211; a meno che non siano malate &#8211; delle menti riescano a pensare a qualcosa del genere. Ovviamente si parla solo di sospensione del processo fino al termine del mandato, non di annullamento, ma ponendo ad esempio il caso remoto che Berlusconi continui a governare fino al termine del suo mandato e che, per assurdo, venga poi eletto Presidente della Repubblica&#8230; Beh, fate voi i conti.</p>
<p>Le informazioni al riguardo sono ancora poche, ho appreso la notizia dall&#8217;ANSA. Ma l&#8217;esperienza mi dice che  le cose possono solo essere peggiori di quello che sembrano all&#8217;inizio, sicuramente non saranno migliori.</p>
<p><div id='stb-container-9624' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-9624' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-9624' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi" target="_blank">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>La riforma delle priorità</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Apr 2010 10:44:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Farris</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Siccome non viviamo in un paese e in tempi normali, &#8211; scrive Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano del 13 aprile &#8211; è probabile che i giudici prendano per buona la cazzata e rinviino il processo Mediaset al 21 luglio, quando dovranno rinviarlo a metà settembre [perché i tribunali chiudono per le ferie estive], quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Siccome non viviamo in un paese e in tempi normali, &#8211; scrive Marco Travaglio su <strong>Il Fatto Quotidiano </strong>del 13 aprile &#8211; è probabile che i giudici prendano per buona la cazzata e rinviino il processo Mediaset al 21 luglio, quando dovranno rinviarlo a metà settembre [perché i tribunali chiudono per le ferie estive], quando riceveranno un&#8217;altra lettera piena di cazzate che chiederà un ulteriore rinvio di sei mesi, e così via per un totale di un anno e mezzo. Cioè fino a Natale 2011, quando i giudici si sveglieranno e scopriranno che il premier è improcessabile per sempre”.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/intercettazioni3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4487" title="intercettazioni3" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/intercettazioni3-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>Nell&#8217;articolo, schietto e senza mezzi termini, Travaglio si riferisce al disegno di legge sul “legittimo impedimento”, approvato in Senato il 10 marzo scorso per permettere al  premier Silvio Berlusconi di lavorare senza “l&#8217;intoppo” delle continue udienze a cui sarebbe tenuto a presentarsi. Rinvigorito dagli ultimi risultati elettorali regionali il Presidente del Consiglio sembra infatti deciso a sfruttare i suoi prossimi tre anni di mandato per portare a termine alcune prioritarie riforme, come spiega un articolo de<strong> Il Messaggero</strong> dello scorso 6 aprile. Resta in<em> pole position</em> il <strong>ddl intercettazioni</strong>, già approvato dalla Camera, dove l&#8217;intenzione del Governo sarebbe quella di vietare la pubblicazione dei “brogliacci” sui giornali e di autorizzare le intercettazioni solo in caso di “evidenti indizi di colpevolezza”.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/giustizia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4489" title="justice is served" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/giustizia-300x270.jpg" alt="" width="210" height="189" /></a>In cima alla lista degli impegni anche la<strong> riforma della Giustizia</strong>, con l&#8217;obiettivo di imporre una “ragionevole durata” ai procedimenti penali con un testo intitolato “Misure per la tutela del cittadino contro la durata indeterminata dei processi in attuazione dell&#8217;articolo 111 della Costituzione e dell&#8217;articolo 6 della Convenzione Europea”. Fra le altre cose la norma avrà un impatto non indifferente sul potere assegnato ai pm nel loro rapporto preferenziale con la polizia giudiziaria, che porterebbe all&#8217;impossibilità, per i magistrati, di avviare autonomamente un&#8217;azione penale.</p>
<p>In attesa di un parere delle Camere è pure il <strong>ddl Gelmini</strong> per l&#8217;Università, dove la riforma sembra sostanzialmente ridotta ad un taglio generale dei fondi e quindi ad una spartizione del peso di lavoro tra il personale rimasto. Lo scontro più duro sembra infatti incentrarsi sulle 1.500 ore di servizio annuo richieste ai docenti, che rappresenterebbero una 40ina di ore settimanali che secondo il relatore Giuseppe Valditarra presenterebbe dei profili di incostituzionalità.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/laurea.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4491" title="laurea" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/laurea-231x300.jpg" alt="" width="162" height="210" /></a>A seguire il dibattito sul <strong>biotestamento</strong> e la proposta di legge sul “fine vita” che è stata approvata dal Senato a seguito della morte di Eluana Englaro, dove la discussione verte sulla possibilità di dichiarare anticipatamente quale tipo di trattamento medico si richiede in caso di incapacità mentale. L&#8217;articolo de Il Messaggero inserisce tra le priorità del Governo anche la riforma del <strong>codice della strada</strong> e <strong>i diritti di cittadinanza degli stranieri</strong>. Il primo disegno di legge vorrebbe inasprire le pene sul narcotest e sul tasso alcolico zero per i neo patentati e gli autisti di mezzi pubblici, oltre ad introdurre l&#8217;educazione stradale nelle scuole, la scatola nera per le auto e il divieto di vendere alcolici dopo le 2 di notte. Si conclude con un disegno di legge bipartisan sulle modalità di assegnazione della cittadinanza agli immigrati regolari, di cui se non altro è apprezzabile il fatto che si siano resi conto della necessità di facilitare l&#8217;acquisizione di tale diritto. La norma prevederebbe la cittadinanza dopo 10 anni di residenza in Italia, previo un esame di lingua e storia italiana, con maggiori facilitazioni per i minori stranieri che hanno completato un ciclo di studi.</p>
<p>Oggi si torna anche a parlare di Presidenzialismo e riforma costituzionale, e viene da chiedersi dove siano finite le riforme del mondo del lavoro, del fisco e dei servizi pubblici: i temi che davvero rappresentano una priorità per tutti i cittadini italiani&#8230;</p>
<p><div id='stb-container-9408' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-9408' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it  ?</div><div id='stb-body-box-9408' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la  blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni  che <a href="../collabora-con-noi" target="_blank">trovate qui</a>. Siamo  interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione  del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate:  attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi  aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>Lombardo e l&#8217;ennesima (ingiustificata?) &#8220;aggressione mediatica&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 16:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>millecose</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Sono vittima di un&#8217;aggressione mediatica congegnata da menti raffinate&#8221;, &#8220;vengo aggredito senza avere ricevuto un avviso di garanzia&#8221;, accusato &#8220;da un personaggio non attendibile, una personalità inquietante la cui collaborazione con la giustizia è ritenuta inaffidabile&#8221;. Queste sono le dichiarazioni di Lombardo, accusato per concorso esterno in associazione mafiosa. &#8220;L&#8217;aggressione mediatica&#8221; a cui fa riferimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.adnkronos.com/IGN/Assets/Imgs/L/lombardo_raffaele_adn--400x300.jpg" alt="Raffaele Lombardo" width="250" height="188" />&#8220;Sono vittima di un&#8217;aggressione mediatica congegnata da menti raffinate&#8221;, &#8220;vengo  aggredito senza avere ricevuto un avviso di garanzia&#8221;, accusato &#8220;da un personaggio non attendibile, una personalità inquietante la cui collaborazione  con la giustizia è ritenuta inaffidabile&#8221;.</p>
<p>Queste sono le dichiarazioni di Lombardo, accusato per concorso esterno in associazione mafiosa. &#8220;L&#8217;aggressione mediatica&#8221; a cui fa riferimento il Presidente della regione Sicilia è riferibile all&#8217;ennesima fuga di notizie avvenuta nella Procura di Catania per l&#8217;inchiesta di cui lui è oggetto. Mi chiedo se quelli di destra parlino tutti così, se si copino a vicenda oppure se lo facciano apposta. Sembra quasi di sentir parlare Berlusconi&#8230; Per entrambi infatti &#8211; e anche per molti altri &#8211; un&#8217; &#8220;aggressione mediatica&#8221; altro non è che rendere pubblica un&#8217;inchiesta, in modo tale che i lettori-elettori possano pensare e farsi una propria idea riguardo le procedure avviate nei loro confronti e, di conseguenza, degli stessi politici. Se i giornali scrivessero le stesse notizie che danno al tg di Minzolini avremmo ben poco di che formarci una nostra opinione politica.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 303px"><img style="width: 293px; height: 195px;" src="http://www.ilgiornaledelfriuli.net/wp-content/uploads/2009/10/fotomacerie.jpg" alt="Raffaele Lombardo" width="293" height="195" /><p class="wp-caption-text">Raffaele Lombardo con il sindaco di Messina durante l&#39;alluvione dell&#39;ottobre scorso, evidentemente sconvolti.</p></div>
<p>Devo dare atto a Lombardo però di una cosa: non si tira indietro di fronte alle domande, non fugge come fa Berlusconi, anzi: fa dichiarazioni spontanee, come quelle di sabato scorso (10 Aprile), durante la quale  ha consegnato alla Procura della Repubblica di Palermo una relazione &#8220;contenente  i nomi e i cognomi scritti sulle carte, ma anche i nomi dei prestanome, con le  contrade e le discariche per i rifiuti pericolosi&#8221;. Per Lombardo, infatti,  &#8220;l&#8217;infiltrazione della mafia è soprattutto nel sistema rifiuti, in una società  in particolare&#8221;.</p>
<p>Sotto certi versi risulta essere più furbo rispetto a Berlusconi. Devo dare atto anche di un&#8217;altra cosa: fino a quando non viene emessa una sentenza definitiva, un imputato ha la presunzione di innocenza. Quindi non voglio emettere facili sentenze su Lombardo solo perché è contro la mia parte politica, solo perché non sono d&#8217;accordo con quello che dice e quello che fa: è anche vero che, però &#8211; e questo dubbio mi viene da libera cittadina &#8211; se una persona fosse pulita al 100% certe accuse non potrebbero saltare mai fuori.</p>
<p>Mettiamo, ad esempio, Berlusconi: io stessa non credo che sia la causa di tutti i mali del mondo e che sia colpevole di tutti i reati a lui imputati. Certo è, però, che se non avesse fatto nulla di illegale in vita sua tutte le accuse e i processi a suo carico non ci sarebbero mai stati.</p>
<p>&#8220;Aggressione mediatica&#8221;, la chiamano.</p>
<p>Ma fatemi il piacere&#8230;</p>
<p><div id='stb-container-8612' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-8612' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-8612' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi" target="_blank">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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