Tag Archives: Gianfranco Fini

“Il Pdl non c’è più.”

Quelle del titolo sono le parole che più sono rimaste impresse nella giornata di ieri, giornata in cui si è svolta l’attesissima “Festa Tricolore”, dove il presidente della Camera è intervenuto e ha finalmente detto la sua in maniera chiara e netta sulla crisi nella Maggioranza.le

Più di ottanta minuti di intervento in cui il leader di Futuro e Libertà ha sparato a zero e si è tolto parecchi sassolini dalla scarpa. Niente nuovo partito, ma a gran voce è stata chiesta una sorta di “rifondazione”. Il Pdl come lo conoscevamo sinora è morto, e se da quella stessa alleanza che ne aveva sancito la nascita provengono le più aspre critiche, è ovvio quanto la crisi sia concreta e palpabile.

È un fiume in piena il Compagno Fini. Bisogna andare avanti con questa maggioranza, ma c’è bisogno di un patto che porti alla stabilità, e punta  a rialzare la posta in gioco. Non più leggi ad personam, non più provvedimenti che non sono nel programma di governo. La priorità va data all’economia. Tra le tante critiche, colpiscono quelle alla Lega (la quale, di tutta risposta, agita lo spauracchio delle elezioni anticipate), con una richiesta di un federalismo giusto che non vada a penalizzare il mezzogiorno. Critiche anche alla situazione delle quote latte e alla situazione della liberalizzazione delle municipalità e all’abolizione delle provincie. Ma non si fermano qui gli attacchi alla maggioranza (ormai Fini ne è fuori, anche se non concretamente). La Gelmini con i suoi provvedimenti sul capitolo scuola è un’altra vittima degli attacchi a distanza del presidente della Camera. Troppi precari, troppo precari. Non è mancata una difesa incondizionata della legalità, con un particolare appunto ai tagli operati ai danni delle forze di polizia.

Ma è sul cuore della folla che Fini fa più pressione, con due argomenti che gli valgono due vere e proprie standing ovation. Il primo è stato la critica apertissima alla recente visita di Gheddafi in Italia (di cui abbiamo parlato qui), dove Fini ha affermato che il leader libico è uno “che non può insegnare niente né sui diritti civili né sulla libertà della donna” (fonte | Repubblica.it). Una totale bocciatura della “genuflessione” del nostro capo del governo nei confronti di Gheddafi e del suo circo ambulante, argomento piaciuto molto alla piazza, che forse si aspettava questo tipo di “condanna” sin dal mattino. Dall’altro lato la pesante critica nei confronti degli ex-colonnelli di AN, oggi fedelissimi dell’Imperatore Maximo Berlusconi: Gasparri, Larussa e Matteoli. Sono “quei colonnelli o capitani, che hanno soltanto cambiato generale e magari sono pronti a cambiarlo di nuovo” (fonte | Repubblica.it). Anche qui applausi e ovazioni a scena aperta. Il Compagno Fini ne ha per tutti, dopo più di un mese di silenzio.

Non manca un accenno agli attacchi personali ricevuti durante questa estate (ne parliamo qui) dalla stampa schierata con il Premier (“il Giornale” in particolare) e dal resto della maggioranza. Insomma, la “cacciata” non è andata proprio giù al presidente della Camera.

Di tutta risposta le reazioni non si sono fatte attendere, con la Lega che alza la voce e insiste sulle dimissioni di Gianfranco Fini. Il presidente della Camera è ormai l’unico esponente concreto di un’opposizione che riesce a dare in qualche maniera fastidio a Berlusconi e ai suoi seguaci. Una scheggia piantata in una mano che continua a fare male e a rendere difficoltosa la situazione politica della maggioranza di Governo. Difficile dire cosa accadrà da qui in avanti, certo è che la rottura è ormai più che evidente, e ci si chiede come mai non si sia arrivati ancora a una vera e propria rottura, con la conseguente caduta del governo e le elezioni anticipate. Le strategie politiche dei vari protagonisti di questa vicenda sono ancora in fase di rivelazione, e se dopo tanto silenzio Fini ha rincarato la dose, forse lo spauracchio delle elezioni non è una cosa temibile come sembrava all’inizio.

Peccato che l’Opposizione, quella vera, probabilmente non saprà approfittare di questa situazione di difficoltà per trarne vantaggio. Ma questa è un’altra storia.

Compagno Fini – Reloaded

adSono ormai un po’ di mesi che Gianfranco Fini non perde occasione per punzecchiare qua e là il suo partito, quel Pdl che ha contribuito a fondare insieme al nostro Imperatore Maximo Silvio Berlusconi. Ieri c’è stata una vera e propria lite tra i due, durante il congresso post-elettorale del partito, dove si è arrivati ad uno scontro urlato degno del peggior pomeriggio domenicale televisivo. Sembra proprio che il Pdl, non avendo alcun tipo di opposizione valida che sia degna di questo nome, forse stanco di avere tutto troppo facilmente, ha deciso di crearsela da sé l’opposizione. Ecco alcuni estratti della “scaramuccia” di ieri.

La situazione è sicuramente molto tesa. Da una parte c’è la Lega che continua a mietere indisturbata consensi in -praticamente- tutte le regioni del Nord, guadagnando sempre più potere decisionale all’interno della coalizione di maggioranza, dall’altra c’è il Premier Silvio Berlusconi impegnato nelle infinite riforme della giustizia inseguendo questa o quella legge ad-personam. Nel mezzo di questo calderone, il presidente della Camera forse comincia a rendersi conto che qualcosa non va, e lancia una bomba politica che sarà destinata a cambiare sicuramente la situazione al vertice. Fini e alcuni dei suoi fedelissimi già nella giornata di ieri si sono riuniti, e anche oggi le riunioni continuano da una parte e dall’altra. Berlusconi dal canto suo cerca di calmare le acque e assicura che non ci sarà “un altro Predellino” in seguito alle velate minacce della Lega che, cogliendo la palla al balzo, ha iniziato ad esigere il tributo dovutogli dalle ultime elezioni regionali. Ci sono anche le prime voci di elezioni anticipate (anche se, ripeto, tutti stanno cercando di calmare le acque) che, secondo Gasparri, andrebbero contro il volere degli italiani (ma lui non era un Finiano una volta?).

Tutto questo evidenzia un momento di grossa crisi nella maggioranza, figlio sia dei risultati elettorali che della gestione del Paese negli ultimi anni. Uno dei fulcri della discussione tra Fini e i vertici del Pdl pare essere il serissimo tema dell’immigrazione. Uno scontro Fini-Bossi su una legge che porta il loro nome? Fini se ne accorge ora che certe idee del mondo padano sono un po’ troppo xenofobe? Meglio tardi che mai. La situazione è sicuramente destinata a profilarsi meglio nelle prossime ore e nei prossimi giorni. C’è da chiedersi se -come al solito- questa discussione interna non porterà a nulla, se tutti si ritroveranno a fare la pace, a vivere felici e contenti e ognuno otterrà quello che vuole, o se la grossa spaccatura che ormai comincia a fare acqua con uno zampillo di troppo non sia l’inizio di una rivoluzione all’interno della coalizione di maggioranza. La grossa incognita è capire in quanti nel centro-destra saprebbero seguire Fini in questa diaspora, sia dal punto di vista politico che dell’elettorato. Ecco spiegata la cautela dimostrata in questi due giorni. Rischiare tutto per un salto nel buio non piace neanche al più rivoluzionario dei leader di centro-destra.

Ma in tutto questo, l’opposizione? Non fa e non dice niente, figuriamoci. Su certe cose si può stare più che tranquilli.

Compagno Fini – Reprise

Ci risiamo.

Continua la lenta ma inesorabile separazione di Fini dal Pdl (lo so, sono parole grosse, ma leggiamo il perché…)

este_01140116_03030Il 6 Novembre scorso si tiene a Pescara la giornata conclusiva del “Premio Borsellino”. Fini, credendo di essere a microfoni spenti si ritrova a parlare con il Procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, e in maniera colloquiale affronta i temi più “caldi” del momento, in particolare sulle posizioni del Premier Silvio Berlusoni. Ecco alcuni stralci della conversazione (via | Repubblica.it, che ieri ha pubblicato lo scoop):

Fini: “Il riscontro delle dichiarazioni di Spatuzza… speriamo che lo facciano con uno scrupolo tale da… perché è una bomba atomica” 

Trifuoggi: “Assolutamente si… non ci si può permettere un errore neanche minimo” 

Fini: “Si perché non sarebbe solo un errore giudiziario, è una tale bomba che… lei lo saprà .. Spatuzza parla apertamente di Mancino, che è stato ministro degli Interni, e di … … uno è vice presidente del CSM e l’altro è il Presidente del Consiglio…” 

Trifuoggi: “Pare che basti, no” 

Fini: “Pare che basti” 

Trifuoggi: “Però comunque si devono fare queste indagini” 

Fini: “E ci mancherebbe altro” 

Fini: “No ma lui, l’uomo confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo… 

Trifuoggi: “E’ nato con qualche millennio di ritardo, voleva fare l’imperatore romano” 

Fini: “Ma io gliel’ho detto… confonde la leadership con la monarchia assoluta…. poi in privato gli ho detto… ricordati che gli hanno tagliato la testa a… quindi statte quieto”

Ieri (1 dicembre ndr) la storia viene fuori, e se ne parla nella puntata di Ballarò andata in onda come di consueto al martedì sera. Il Presidente della Camera è poi intervenuto in trasmissione per chiarire le sue posizioni, ribadendo che non cambia idea e che quello che afferma in privato lo conferma anche in pubblico. Apriti cielo.
fini-berlusconiNel Pdl gli animi si sono subito accesi, già ieri sera il ministro Bondi chiedeva spiegazioni definendosi “amareggiato”, Gasparri dice che certe affermazioni sulla Mafia non andrebbero neanche fatte, e c’è una gran confusione in tutto il centro-destra. Berlusconi commenta con un deciso “Di fatto ormai è fuori dal Pdl, ci si è messo da solo”, e oggi il ministro Scajola invoca addirittura le dimissioni di Gianfranco Fini. E’ una vera è propria bomba scoppiata forse nel momento meno opportuno per la coalizione di maggioranza, visto che siamo alla vigilia di due processi importanti, il caso Mills (che Berlusconi eviterà, tanto per cambiare) e l’udienza del pentito Gaspare Spatuzza, da cui potrebbero venir fuori importanti rivelazioni per quanto riguarda l’ipotetica relazione tra Mafia e Stato negli anni delle stragi. Senza considerare l’arrivo della manifestazione di sabato, quel famoso No Berlusconi Day che porterà in piazza tanti manifestanti. Questi sono i fatti.

Riflettiamo un momento sulle dichiarazioni di Fini, visto ormai come una mina vagante da tutti gli esponenti di centro-destra ex forzisti. Il primo argomento che lui affronta è quello del processo Spatuzza, invocando una indagine precisa, fatta con tutti i crismi del caso, senza commettere errori. Non capisco per quale ragione queste frasi dovrebbero scandalizzare il Pdl. Stiamo parlando di un’indagine importantissima, ed è ovvio che tutti si debbano augurare che venga condotta senza alcun errore, analizzando ogni minimo dettaglio. Insomma, non penso che questo debba spaventare il Pdl, che si è sempre fatto forte di una lotta alla Mafia senza quartiere, e dei suoi risultati in tale campo negli anni di governo recenti. Se le dichiarazioni del pentito fossero false e non trovassero riscontro, di cosa si preoccupa il Pdl? Stiamo parlando di una possibile ipotesi di collusione tra Stato e Mafia, una cosa talmente grave da far venire i brividi, e penso che ogni cittadino abbia il diritto di conoscere la verità. Che non diventi una storia all’Italiana, cada nel dimenticatoio (come forse lo è stata finora). E se fosse tutto falso? Beh, tanto meglio così. Ma è importante che la verità venga fuori, qualsiasi essa sia.

BERLUSCONI, FINIIl punto cruciale che ha fatto imbestialire tutti gli alfieri di mister B, però, sono le affermazioni che Fini fa nella seconda parte dell’estratto, criticando apertamente e aspramente il pensiero berlusconiano, quel “consenso popolare” che lo leggittima -secondo lui, s’intende- a fare un po’ quello che gli pare. Ed è proprio qui il punto che ha dato più fastidio al Pdl e a Silvio in primis: Fini mette in dubbio il potere dell’imperatore, e questa è una cosa totalmente inaccettabile in ogni Impero che si rispetti. Peccato che stiano un po’ tutti dimenticando che noi siamo una democrazia, che quello stesso consenso popolare è una responsabilità, è lui che lavora per i cittadini, e non il contrario.

Ci ritroviamo così da una parte un sol uomo (perché, parliamoci chiaro, ormai l’opposizione la fa lui) politico che crede ancora nei valori e negli ideali della Repubblica, e dall’altra un mondo che crede che sia tutto dovuto, che avere una grossa fetta di elettorato dalla propria parte significhi scansare processi, essere immuni, essere imperituri, inamovibili, immortali. Come un Imperatore appunto.

Dove si andrà a finire? Il disordine e lo sbando nel centro-destra sembra ormai palese, resta da capire se decideranno di far saltare Fini, se ci sarà una nuova separazione, se questo è soltanto l’inizio di una crisi: non è troppo lontana l’ipotesi di una caduta del Governo, in questo momento.

E il No B-Day arriverà tra un paio di giorni soltanto.

Compagno Fini

1943_Ossessione

Ossessione.

La parola che mi rimbalza più spesso in testa in questi giorni è proprio questa, “ossessione”. L’ossessione del nostro premier riguardo le leggi ad personam. La ricerca continua e costante di una scappatoia che possa metterlo al riparo dalle sue beghe giudiziarie. Bocciato il lodo Alfano, si passa alla riforma dei processi. Quello che ci viene venduto come “processo dalla durata certa”, altro non è che un modo per ridurre ulteriormente i tempi di prescrizione, un’ennesima scappatoia messa in piedi dal pool di legali vicini al Presidente del Consiglio che gli permetta di “governare legittimamente”. Che poi questo “governare legittimamente” significhi non affrontare i processi per cui si è imputati (in una maniera o nell’altra), poco importa.

L’ossessione della sinistrainesistente, sempre pronta a fare la sua sterile e inutile polemica contro le leggi ad personam del Premier. Sembra di rivedere lo stesso percorso visto altre decine di volte negli ultimi anni. Da un lato l’eterna nemesi che cerca di sistemarsi le leggi a suo piacimento, dall’altro un’opposizione che ha come unici argomenti proprio questa sua eterna nemesi. Nel concreto però non fa mai niente. Si limita a dire “è una proposta di legge sbagliata” oppure “è un’ingiustizia”, ma siamo sempre lì, fermi allo stesso punto. Opposizione che è simbionte, che sembra non poter sopravvivere senza il suo ospite. Verme solitario che si ciba degli scarti digestivi delle proposte del centro-destra. E nel mezzo ci siamo noi gente comune.

L’ossessione della ricerca per il popolo di sinistra di una rappresentanza che non esiste. Masochisti noi, ormai all’eterna ricerca di qualcuno che possa rappresentarci, che possa urlare i “no” che urliamo ogni giorno nelle nostre case, nei nostri blog, nei nostri piccoli circoli di provincia, nei forum, nei gruppi di discussione e nei gruppi di amici. Masochisti perché ci aggrappiamo alla flebile speranza che qualcosa cambi, una flebile speranza che ancora non si vuol spegnere, nonostante l’atmosfera di totale desolazione che ci circonda.

legge3

E ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione grottesca, che dovrebbe far rabbrividire anche il meno assennato dei cittadini. Il grosso pupazzone travestito da “giustizia certa”, buttata giù la maschera, svela la sua terribile identità di impunità, di privilegio. Impunità per tanti reati, che finirebbero semplicemente nel dimenticatoio (poi qualcuno, esperto giurista, un giorno riuscirà a spiegarmi che senso ha il concetto di prescrizione… Lo spero), con un colpo di forbici. E poco importa se dentro questo calderone finiranno anche tante disonestà, tanti obbrobri e reati che andrebbero giustamente perseguiti. Cosa fare lo si è detto più volte, ci vogliono più risorse per i magistrati, per le forze dell’ordine, ci vuole più denaro per la macchina giudiziaria. Questo assicurerebbe un miglior funzionamento della Giustizia. Non certo garantire l’impunità qua e là, pur di gratificare e di placare l’Ossessione.

Incredibile dictu, le parole più sovversive, più di sinistra, più d’opposizione, arrivano dal presidente della Camera Gianfranco Fini. Non è difficile distinguere un uomo politico serio, un politico vero, in mezzo a tutti i Giovanardi, Brunetta, Calderoli, fino ad arrivare agli enfant prodige Gelmini e Carfagna. L’unico che si sta in qualche maniera “opponendo”, che sta facendo delle giuste riflessioni, sembra essere proprio l’ex-AN Fini, dall’alto della sua lunga esperienza politica.

fini 3Oggi (ieri ndr) ha dichiarato “La maggioranza non può fare le regole a proprio piacimento. Una riscrittura delle regole deve essere quanto più possibile condivisa perché non deve accadere che ogni maggioranza modifichi a proprio piacimento quelle che sono le regole del vivere civile. Riscrivere le regole deve necessariamente comportare l’impegno per una riscrittura che sia quanto più possibile condivisa perché le regole riguardano tutti, perché le istituzioni della Repubblica sono le istituzioni di ogni italiano [...] sarebbe certamente un momento difficile per il nostro Paese quello in cui dovesse affermarsi il principio che in una democrazia dell’alternanza ogni maggioranza modifica a proprio piacimento quelle che sono le regole del vivere civile, le regole che devono impegnare tutti gli italiani”  (via | Repubblica.it)

E così mi ritrovo nel 2009 a tessere le lodi di Gianfranco Fini, esponente di una frangia politica da cui ho sempre preso il più possibile le distanze e che rappresenta l’esatto opposto dei miei ideali. Eppure…
Eppure questo Governo dei saltimbanchi è riuscito anche in questa incredibile impresa: far cose talmente fuori di testa che ci si ritrova ad allearsi anche con i “vecchi nemici”, almeno dal punto di vista idealistico, riguardo un argomento così importante e così fondante come la legalità. Gente, questa è una cosa che riguarda la vita di tutti noi, si sta mettendo in dubbio l’unica cosa che ci rende tutti davvero uguali, la Legge. E’ l’unica cosa che davvero non conosce razza, età, religione, sesso, stato sociale. La Legge è uguale per tutti (recitano le grosse targhe nei tribunali), anche se sempre più spesso siamo portati a pensare il contrario. E adesso si sta facendo di tutto per far sì che davanti alla Legge qualcuno sia più uguale di qualcun’altro. Non permettiamoglielo.

monopoliAnzi, facciamo una cosa, andiamo a prendere le nostre scatole di Monopoli, cerchiamo in mezzo alla candela e il fiasco, agli alberghi e i contratti, e prendiamo il mitico cartoncino arancione degli Imprevisti che titola “Uscite gratis di prigione”. Imbustiamolo, e mandiamolo tutti a Palazzo Chigi. Può darsi che in questa maniera l’Ossessione finisca un po’. Non si sa mai.

Battute a parte, vi segnalo la raccolta firme promossa da un appello di Roberto Saviano che sta facendo Repubblica in questi giorni. Le firme sono (al momento) già più di 150mila, non possiamo far altro che invitare tutti voi a sottoscrivere la petizione, le istruzioni le trovate cliccando sul link:

Presidente, ritiri quella norma del privilegio

Certo, magari nel concreto non servirà a molto. Forse non risolverà le cose. Ma noi continuiamo a provarci. Ricordate: il silenzio è molto peggio.