Il gesto più stupido che si potesse fare, una statuetta (pare, le notizie al momento sono ancora molto confuse) colpisce al volto il Premier, a lanciarla un uomo di circa cinquant’anni, Massimo Tartaglia, che è stato fermato. Tutto accade nelle fasi finali del comizio per la consegna delle tessere del Pdl. Berlusconi stava firmando autografi e si è ritrovato davanti questo pazzo che l’ha colpito, ferendogli il labbro. Il premier è stato portato via. Atto deprecabile, assolutamente da stigmatizzare.
Questi sono i fatti.
La politica però, si sa, non si limita ad analizzare i fatti. Bastava dimostrare solidarietà al Cavaliere, e invece la cosa è stata immediatamente strumentalizzata, da una parte e dell’altra. Ma soprattutto da una parte. Alcune dichiarazioni a caldo fanno pensare che non si aspettasse altro per continuare questa ormai insostenibile discussione “Berlusconi sì – Berlusconi no”. Ecco alcune dichiarazioni sparse (fonte via |Repubblica.it)
Di Pietro: “Sono contro la violenza, ma Berlusconi istiga”
Assolutamente contro questa prima esternazione del leader dell’Italia dei valori. E’ assolutamente imperdonabile un atto di violenza di questo genere e, sinceramente, questa uscita se la poteva proprio risparmiare. Non importa quanto una persona sia poco benvoluta, non è in questa maniera che si risolvono le cose. Inoltre Di Pietro ha fatto un altro errore, perché in questa maniera ha mostrato il fianco alle inevitabili critiche che arrivano dal centro-destra.
C’è Bossi che parla di atto di terrorismo (“Quello che hanno fatto a Berlusconi è un atto di terrorismo”), Bondi che immediatamente riporta alla mente il complotto (“Quello che di aberrante e terribile è accaduto è il frutto di una lunga campagna di odio che è stata scatenata da precisi settori della politica e dell’informazione”), Calderoli che dice “Quando parlavo di complotto venivo preso per matto, adesso dai complotti contro Berlusconi si passa ai fatti e si vede dove sono i veri fascisti” e così via…
Quantomeno altre figure istituzionali (il Presidente della Repubblica, ma anche Gianfranco Fini) si sono limitate a stigmatizzare il gesto e a dare la giusta solidarietà al premier.
La strumentalizzazione del gesto però è già cominciata, e quello che potrebbe essere un semplice atto di follia di un uomo, è stato già trasformato nel risultato del terribile complotto ordito alle spalle del Presidente del Consiglio. Nella continua e costante ricerca di consenso popolare, dei voti, e di tutto il resto…
Massima solidarietà al Premier. Ma adesso non facciamone un martire.
Perché altrimenti davvero ci ritroviamo alla follia pura. Follia che da qualche parte deve essere cominciata.