Meridiano Zero – “Draquila – L’Italia che trema”

Ore 3:32 del 6 Aprile 2009. L’Italia trema. Una parte di essa, ferita mortalmente, cade. Dalla fine della scossa, pochi secondi forse, poi le urla, le sirene. E Draquila. Draquila non è Silvio Berlusconi. Nel film della Guzzanti, Berlusconi non è l’antagonista, quello che ti aspetteresti da un documentario della Guzzanti, ne fa parte, ma non è lui. Draquila è “la macchina”. Quella macchina, alimentata a corruzione, collusioni e connivenze, guidata da pochi (amici e amici di amici) che si mette in moto subito, pochi minuti dopo, assetata, inarrestabile. Ce lo dicono le intercettazioni, i documenti. Una marea di soldi sotto forma di macerie, tragedie, vite spezzate, famiglie distrutte, sangue e lacrime, da depredare, da stillare dal collo dello Stato. 93 minuti di documentario, implacabile, che silenzioso si muove tra le macerie, che dà voce a quella parte d’Italia inascoltata, quella che rimane lontana dai riflettori berlusconiani della consegna delle case comprate con i soldi della Croce Rossa e che urla, disperata, tutto il suo malcontento, la sua tristezza, tutte le incongruenze e i limiti di una gestione mediocre. Il lavoro della Guzzanti è martellante e meticoloso, si espande inesorabile in ogni direzione, Napoli, La Maddalena, Roma, alternando dati a fatti (alcuni noti, altri meno noti) a considerazioni e ragionamenti precisi e pertinenti (a volte più, a volte meno: la gestione di un campo non è stata inventata da Bertolaso).
La Guzzanti già con “Viva Zapatero!” ci aveva mostrato tutto il suo disagio verso i confini del documentario nel senso stretto del termine, e anche qui si allarga, svaria, si pone come : abiti normali, gente normale, fatti. Niente green screen, niente effetti speciali, niente 3d, solo la realtà, cruda. Questo è il grande pregio e il grande difetto del film: Draquila è di parte e non nasconde di esserlo e per questo rischia di parlare a chi già la pensa allo stesso modo senza suscitare il minimo interesse dall’altra parte, al di là dei Bondi, Cannes & Co. Ha il merito di evidenziare il peso del PD in tutta la faccenda, ovvero nullo. L’opposizione è assente, connivente con il Draquila assetato di sangue e l’immagine del tendone, chiuso di giorno come di notte, d’estate come d’inverno, dà perfettamente l’idea di come opposizione, nell’immaginario collettivo, faccia ormai rima con desolazione.

Vi lasciamo al trailer…

Mattia Mangiavacchi

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One Response to Meridiano Zero – “Draquila – L’Italia che trema”

  1. [...] del Consiglio superiore dei lavori pubblici che al momento è ancora in carcere. Il recente film “Draquila”, di Sabina Guzzanti, riesce a dare un’idea molto chiara e documentata del giro di [...]

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