Il kebab: fenomeno sociale globale.
Società e cultura — By Alessandro Laraspata on 12 novembre 2009 09:11
Chi di voi non ha mai mangiato un Kebab? Almeno ne avrete sentito parlare… Rappresenta un’importante innovazione culinaria e culturale degli ultimi anni ma anche un fattore di integrazione sociale.
E’ una pietanza di origini antiche, nata nel vicino e medio oriente, come testimoniano alcuni dipinti della Grecia bizantina o ancora prima alcuni passi dell’Iliade e Odissea di Omero (8° a.C.). La parola “Kebab” dall’arabo significava in principio “carne fritta”: nel 14° secolo indicava un piatto persiano a base di pezzi di carne fritti. In seguito il termine acquisisce il significato di “carne arrostita”, per il modo in cui i soldati iraniani nel medioevo cucinavano la carne con le loro spade su bracieri.
Il kebab è a base di carne speziata in vari modi. La carne può essere di agnello, di manzo, montone o pollo mentre la carne di maiale, il cui consumo è proibito nella religione islamica, è usata nei paesi occidentali. Può essere servito al piatto o nel pane arabo, a forma di piadina o di focaccia. Tradizionale, condito con tzaztiki e verdure o “occidentale” con patate fritte, ketchup e maionese, il successo del kebab si spiega per aver soddisfatto a gusti ed esigenze diverse. E’ un pasto molto economico, il prezzo oscilla dai 2,50 ai 4 euro e l’apporto calorico è comparabile ad un pasto completo, si va dalle 500 alle 1000 calorie (il dato è molto approssimativo e dipende dagli ingredienti adoperati).
Il kebab rappresenta una “rivincita” culturale del mondo mediorientale nei confronti di quello occidentale. E’ importante notare come gran parte del mondo abbia assimilato “the American way of life” e come appunto McDonald’s, la catena più nota di fast food, rappresenti un emblema dello stile di vita americano. Dopo una diffusione intensa a partire dagli anni ’80 (mappa), ora questa catena di fast food sembra vivere un periodo di rallentamento della sua crescita. Merito anche del Kebab? Io penso di sì. E’ un piatto più accattivante e personalizzabile dei “menù” dei fast food. I chioschi che ne servono sono indipendenti da un franchising internazionale, sono a gestione locale e quindi stabiliscono a volte contatti più informali con i clienti rispetto ai lavoratori di un fast food.
I “kebabbari”, che richiamano il termine “paninari”, sono proliferati a bizzeffe in questi primi anni 2000, tant’è che hanno costituito un problema di ordine e quiete pubblica, non essendo regolamentati su orari di esercizio. Sono diventati luoghi di ritrovo per mangiare in compagnia, alternativi a pizzerie, fast food o ristoranti. Quest’anno il fenomeno è stato disciplinato con ordinanze regionali o comunali a seconda delle zone. In particolare ha scatenato varie polemiche il provvedimento della Lega Nord nella regione Lombardia di impedire alle kebaberie di allestire tavoli sui marciapiedi. Un provvedimento che ha danneggiato anche altri “take away”, come gelaterie e pizzerie e che onestamente non mi sento di bollare come hanno fatto in tanti, come provvedimento ideologico anti-kebab o addirittura legge razziale… piuttosto la scelta di dare rigide restrizioni può essere condivisibile o meno.
Tuttavia a margine di questo provvedimento si può discutere delle difficoltà di integrazione tra mondo arabo e occidentale. Questo è il tema che ha ispirato la serie televisiva “Kebab for breakfast”, trasmessa di recente in Italia su Mtv. Ma il cibo tuttavia può servire per stabilire un contatto. Personalmente ho avuto il piacere di conoscere un libico di cui per tanto tempo io ed alcuni miei amici siamo stati clienti affezionati… Parlava anche il napoletano, magari anche per captatio benevolentiae, ma nei fatti risultava molto simpatico.
Beh vedete, se non fosse stato per un kebab…
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Tags: fast food, integrazione, kebab, kebab for breakfast, kebap, lega nord, Mcdonald's, piadina, the American way of life














13 commenti
Ale mi hai fatto venire una fame assurda… Però per me niente piccante… Salsa bianca, pomodoro, peperoni, lattuga e patatine. Grazie.
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sono contento per loro. io continuo a preferire la pizza, i supplì e il massimo dello ZOZZO: il calzone!
w la piadina e il panino con la cotoletta.
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che vita sarebbe senza kebab…
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kebab che noia, che noia kebab..
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Cmq arge, tieni un po’ di “sfunn”.
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non ci crederai, ma a Bolzano c’è un kebabbaro che fa uno stinco di maiale arrosto da favola
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Ok,, detto e fatto… Ieri mi sono mangiato un Kebab buonissimo… Era da tempo che non lo mangiavo =) Oggi Mc Donalds… (mi lascio influenzare facilmente su questo argomento)
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Ah,, dimenticavo… Domani OSPEDALE
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Lancio un punto di domanda: è più sano mangiare un Kebab o mangiare (ad esempio) un Big Tasty?
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Penso sia più sano non mangiare proprio.
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Lo sapete che non è vero?
Ho letto su Altroconsumo che il kebab (se non lo si riempe di salse e salsine schifose, tra cui ketchup e majonese) è un alimento completo ed anche abbastanza sano!!!
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è più sano un bel piatto di pasta. o la pizza al taglio.
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questo è ovvio… difatti la cucina italiana (e io aggiungo: soprattutto napoletana) ce la invidiano in tutto il mondo.
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