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Google Chrome OS, lʼos si trasferisce in nuvola

Informatica, Scienza e Tecnologia — By linuxedintorni.org on 24 novembre 2009 09:11

Un gradito ritorno


Torna a scrivere per Camminando Scalzi Mauro Fava autore del blog informatico “Linux e dintorni“. Mauro, dopo averci presentato Google Wave, è qui per raccontare le sue prime impressioni sul sistema operativo open source Google Chrome OS.

Il nuovo OS di Google promette di portare tutto quello di cui avete bisogno online. Ma siamo veramente pronti?

google_logoLa scorsa settimana, dopo giorni e giorni di indiscrezioni più o meno veritiere, Google ha finalmente presentato i primi risultati del suo progetto “Chrome OS” annunciato circa quattro mesi fa. Le aspettative erano molte ed in parte, per chi si aspettava un sistema operativo rivoluzionario, non sono state deluse. Iniziamo con il dire che il motore che spinge Chrome fin dalle sue fondamenta è Linux, il famoso kernel open source che equipaggia tutte le distribuzioni che possiamo reperire come OpenSUSE, Fedora, Ubuntu, Debian ed altre meno famose ma non per questo di minore importanza. Questa scelta comporta necessariamente una felice scelta di licenza, integrando il kernel Linux il progetto deve essere rilasciato sotto una delle tante licenze Open Source disponibili, la stessa Google a poche ore di distanza dalla presentazione del progetto ha provveduto al rilascio dei sorgenti completi del progetto. Stiamo parlando di una nuova concezione di quello che chiamiamo sistema operativo.  Iniziamo con il dire che se il cuore è Linux, tutto il resto è stato creato partendo da una Debian per poi arrivare, con le dovute modifiche e con lʼaiuto del team di Canonical, a quello che possiamo definire come un risultato che lascia molto disorientati.

Il sistema è dedicato a quella fascia di pc che viene definita netbook; tra i suoi rappresentanti possiamo annoverare modelli dei più famosi produttori i quali propongono sistemi solitamente equipaggiati con processore Atom e schermi di ridotte dimensioni. Fin da subito però ci scontriamo con la prima pesante limitazione ovvero lʼincapacità del sistema di essere installato allʼinterno di quei netbook equipaggiati con tradizionali Hdd meccanici sata o pata: il team di Google ha escluso questa possibilità direttamente a livello kernel, il che lascia spazio solo a sistemi con dischi a stato solido. Se da un lato questa scelta può avvantaggiare la velocità di trasferimento dei dati, dallʼaltra è possibile subito constatare come la scelta riduca fin da subito il mercato a pochi modelli in vendita visto che il mercato si è spostato sulle periferiche di memorizzazione di massa standard con un taglio medio di 160 Gb.
La strategia fa pensare fin da subito a soluzioni hardware appositamente sviluppate e commercializzate dalle aziende con la collaborazione di Google da dividere per mercato, nazione e prezzo come più aggrada i produttori. Il sistema è in grado di effettuare il boot in soli 7 secondi, certamente un risultato sorprendente ma che fa pagare un pesante tributo.

Immagine1Come è possibile vedere dallʼimmagine a destra un classico OS, come in questo caso Win, ha innumerevoli servizi da avviare mentre Chrome OS, vista la sua ridotta architettura, riesce a spuntare record impensabili con altri OS, siano essi Unix like o Windows. Lʼestrema ottimizzazione del kernel fa da padrona in questo caso ma il dubbio che tutto sia ridotto ai minimi termini è molto forte. Allo stato attuale, anche se non ne ho la certezza, posso affermare con ragionevole margine dʼerrore che il collegamento di periferiche usb diverse da dispositivi di memorizzazione di massa potrebbe essere veramente difficile.

Certamente va considerata la natura stessa del progetto, Chrome OS è nato evidentemente per permettere lʼutilizzo di tutte le applicazioni web Google in mobilità. I vostri file saranno online, i vostri software saranno online e tutto sarà fatto sfruttando il cloud computing. La stessa tab del sistema operativo che serve per richiamare il software disponibile non fa altro che mostrare sulla stessa pagine tutti i software online offerti dalla grande G: troviamo Reader, Docs, Mail e tutto quel cosmo che ruota intorno al nome più famoso del web.

Il sistema è totalmente immune da virus, il kernel Linux non da certo modo di preoccuparsi sotto questo punto di vista ma da un OS Linux ci sia aspetterebbe un accesso ad una console di sistema che allo stato attuale non è invece raggiungibile. Una volta effettuato il login nel sistema, usando il vostro account gmail, vi troverete allʼinterno di un ecosistema che personalmente mi ha dato lʼimpressione di essere come imprigionato in quello che potremmo definire il “Google World”.

Lʼinterfaccia è minimale e tutto, ma proprio tutto, è eseguito ed effettuato attraverso il browser Chrome, che si comporta da browser o da editor di testi a seconda di quello che desideriate fare in quel determinato instante.  Allo stato attuale sembra impossibile esplorare il disco di sistema se non inserendo una chiavetta usb che dà subito accesso ad una sorta di visualizzatore del file system, in grado di esplorare le cartelle di sistema. Tutto si riduce ai minimi termini: poche icone, poche impostazioni modificabili ed in generale poco di tutto… Amo i sistemi minimali ma qui forse si esagera.

chromeLʼinterfaccia realizzata completamente in GTL+ è quella del browser Chrome e se per caso vi trovate nella condizione di avere chiuso tutte le tab del browser non vi preoccupate: esso ripartirà in men che non si dica, a testimonianza che quello è il solo software che mette in contatto voi ed il vostro hardware. Volendo scendere più in profondità possiamo solo visualizzare la tab dei processi aperti che, neanche a dirlo, ha tanti processi aperti per quante tab di google Chrome sono in funzione. Tutta questa semplificazione introdotta nellʼinterfaccia rende anche difficile superare il primo apprendimento: dopo qualche ora di sperimentazione si ha ancora difficoltà nel capire la disposizione di strumenti ed interfaccia che, fondamentalmente, non esistono.

Vi starete certamente chiedendo come sia possibile lavorare in assenza di connettività… La risposta in realtà è molto semplice: è impossibile.

Senza una adeguata linea internet, sia essa wifi o di altro genere, il sistema è totalmente inerte, tanto da non riuscire ad effettuare il login sulla macchina stessa. Non voglio essere troppo frettoloso nel rilasciare giudizi ma per ora non vedo grande spazio per questo nuovo OS che, pur se innovativo e dalla concezione estremamente interessante, non ha margini di mercato presso il normale utente abituato ad un modello dʼuso del pc consolidato da anni.

Le limitazioni maggiori per la diffusione di Chrome OS potrebbero proprio trovarsi allʼinterno della stessa infrastruttura informatica di un paese. Prendendo ad esempio il caso del nostro paese, è evidente come un OS che per funzionare ha la necessità di essere online sia di difficile utilizzo a causa delle profonde limitazione al quale le utenze del nostro territorio debbono sottostare. Si potrebbe optare per una connessione di tipo mobile ma con le tariffe attuali e con le loro limitazioni sarebbe come pagare un abbonamento di qualche decina di euro mensili per usare il proprio PC.

Da non dimenticare che la versione che è stata analizzata è solo una compilazione dei sorgenti che la stessa azienda ha rilasciato poche ore dopo la presentazione dellʼOS; magari le cose sono già nettamente migliorate e già pronte per un debutto in grande stile, che dovrebbe avvenire nella prima metà del 2010.

Siamo quindi sicuri che la soluzione a tutti i nostri problemi di OS passi per il cloud computing?

A mio avviso è ancora prematuro affrontare un progetto del genere ma si sa che le grandi idee sono quelle che ad un primo momento sembrano essere le peggiori. Google ci ha abituato alle grandi rivoluzioni scaturite in seno ai propri uffici, magari riuscirà a sorprenderci anche questa volta.

Vi propongo un filmato del sistema operante allʼinterno di una macchina virtuale realizzata su piattaforma MacOSX Snow Leopard.


Questo contenuto è pubblicato sotto licenza Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported .


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Tags: Chrome OS, cloud computing, docs, Google, internet, linux, Mac, netbook, open source, reader, sistema operativo, Snow Leopard, wave, windows


9 commenti

  1. flesciamento scrive:
    29 novembre 2009 alle 16:54

    Complimenti! Un’ottima recensione!!! Finalmente!

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    Rispondi
    • CarloV scrive:
      29 novembre 2009 alle 16:59

      ho notato anch’io che in giro si trovano solo cose fatte a metà che non ti aiutano a percepire nulla…

      Mi piace Thumb up 0 Thumb down 0

      Rispondi
  2. Dolfrang scrive:
    30 novembre 2009 alle 17:22

    Se le cose stanno così non si può certo dire che sarà una rivoluzione. Tutta questa leggerezza potrà pure essere utile su un netbook, ma sicuramente non offre nulla di più, a livello di funzionalità, ad un utente che fa un uso del pc che vada oltre facebook e youtube.

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    • Griso scrive:
      30 novembre 2009 alle 23:47

      Beh come OS è chiaramente orientato all’uso netbook, e in un paese (quindi non in Italia) dove le reti Wi-Fi sono molto sviluppate.

      Considera che si avvia in 2 secondi tipo… anche a livello di consumo di risorse, bassissimo (basandosi tutto su web), e di energia in generale è un’idea ottimale in ambito netbook.

      Certo, l’utente più smaliziato non lo utilizzerà mai. Io sul mio PC installo e uso quello che voglio, non voglio limitazioni.

      P.S. Stiamo parlando comunque sempre di una alpha version (o forse addirittura pre-alpha), quando uscirà qualcosa di più corposo se ne potrà parlare più ampiamente.

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  3. hebruttichee' scrive:
    18 marzo 2010 alle 03:34

    Bhè se quello sarà google chrome os, bhè è davvero bruttino madò.. non è altro che chrome.. in versione “pro” con implementato il kernel di linux per partire senza necessità di un sistema operativo.. tutto qui. Non ci puoi fare nulla… non ci puoi installare programmi, giochi, niente.. questo è un os per pc netbook e vecchi e soprattutto per chi usa molto, anzi solo facebook, youtube.. e forse ma forse messenger, ma non credo sicuramente bisogna aspettare le alternative come per linux. Cmq pepr chi fa grafica al pc, video editing, music editing, modellazione 3d, e qualche partitella a pes ogni tanto o altri giochi.. bhè ste cose, te le sogni su google chrome os. Io credo che molti la pensano così ma non lo ammettono solo xchè l’os è di google.. se era la microsoft che aveva fatto stò schifezza.. sai come si sfogava la gente con commenti negativi… siate realisti.. di chi cazzo è,è …fa schifo stò os.PUNTO

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    Rispondi
  4. Shaytan scrive:
    18 marzo 2010 alle 09:08

    @hebruttichee’

    Come per ogni sistema operativo esistono dei casi di utilizzo e delle priorità che l’azienda sviluppatrice si pone come obbiettivi da raggiungere.
    La tua critica all’OS non è sbagliata effettivamente esso è costruito per la completa fruizione dei servizi del gigante del web e non lascia spazio al resto ma non per questo risulta meno interessante.
    Tutto va posto in un contesto, in questo caso Chrome OS è stato ideato come piattaforma da utilizzare all’interno di sistemi netbook per la produttività aziendale e la mobilità dei dipendenti (o per lo meno questo è la mia idea per il suo uso).
    La condivisione delle informazioni in tempo reale in questi casi è tutto e un sistema di cloud computing non può che far del bene, deduco quindi che un grafico, un gamer o altra figura utente che non sia interessato a queste caratteristiche non scelga una soluzione basata su Chrome OS.
    Graficamente……graficamente si sa che Google non ha mai spiccato per le sue soluzioni altamente innovative possiamo infatti dire che il minimal è nel suo dna.
    Un possibile scenario di utilizzo potrebbe essere quello di una azienda con x numero di agenti sparsi sul territorio dotati di chiavetta per la connettività nomadica e di netbook con Chrome OS, aggiornamento documenti, ordine real time e tutto il resto senza spendere una sola lira di hardware da installare in sede, software solitamente proprietari, os per i netbook e server.
    Probabilmente il Italia è un modello che attecchirà solo fra molti anni e per quel tempo saremo la solita ultima ruota del carro ma personalmente la ritengo una delle più interessanti possibilità del momento.
    Ciao.

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