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Dov’è finita la musica? In tutti i luoghi, in tutti i laghi.

Featured, Musica — By Griso on 21 febbraio 2010 13:24

Ci eravamo ripromessi di evitare di seguire la scia di notizie che seguono inevitabilmente ogni anno quella baracconata tutta all’italiana che risponde al nome di “Festival di Sanremo”.

Eppure mi sembra doveroso scrivere qualcosina riguardo questa sessantesima edizione, se non altro dal punto di vista musicale. Musicale, sì, perché il sottotitolo di questo “evento” è “Festival della canzone italiana”. Beh, se questo è il meglio della canzone italiana, siamo messi veramente male.

Siamo nell’anno 2010, eppure da noi in Italia nessuno sembra essersene accorto. Non c’è una -dico una- canzone che abbia un che di innovativo, che sia qualcosa che ti fa vibrare i sensi. E’ possibile che la migliore canzone italiana (e giù risate) debba contenere nel testo una frase del tipo “dolce come il miele”? Nel 2010? Dolce come il miele? No ma ci rendiamo conto? Eppure il Festivàl (come lo chiamava Baudone) è stato seguito da milioni di italiani, ha fatto un boom di ascolti. E allora viene da chiedersi: ma gli italiani un briciolo di cervello ce l’hanno?

E non basta che l’orchestra si metta addirittura a protestare (una cosa mai vista, senza dubbio) per l’esclusione di alcuni (la povera Malika Ayane, che forse pensava di andare ad una manifestazione seria, ma gli hanno dato il contentino della Critica) a favore di altri, non basta che lo spettacolo nello spettacolo (tutto quello che esula dalle canzoni in gara) sia di una qualità bassa, infima, totalmente scadente (mi viene in mente la realizzazione della buzziClericiona in formato Avatar, fuori sync e scadente). Non basta. Gli italiani votano in massa, lo seguono in massa, si convincono che la Musica sia quella. E allora è normale che poi, come dicevo in un vecchio articolo, la speranza per una rinascita artistica -o quantomeno di una cultura musicale decente- di questo paese va a farsi benedire.

Cosa si salva di questo Sanremo? Niente. Niente, neanche il talento di Mengoni, che se fosse nato in un altra nazione del mondo a quest’ora non sarebbe costretto a cantare una canzonetta facile, che funziona oggi come funzionava venti anni fa. Tutto sprecato. Fa sicuramente piacere che la vittoria sia andata almeno ad un ragazzo, anche se qualche puzzetta sotto al naso la sentiamo (secondo anno che vince un amico di Maria). Voglio dire, almeno non ci siamo dovuti sorbire la vittoria di qualche vecchia cariatide che ancora non si decide ad andare nella pensione della musica, e ci propone brani che secondo me ormai sono composti con un programma per pc, tipo “Sanremo Song Creator”. Te imposti i parametri, e lui ti fa la solita, patetica, scaduta canzone “dolcecomeilmiele”.

Ma possibile che nessuno si renda conto che la musica in Italia non può essere sempre la stessa da sessant’anni? Quando riusciremo a vedere un direttore artistico veramente all’avanguardia -ma basta anche uno che sia situato nel presente attuale-, che ci proponga un po’ di musica come si deve. E non voglio certo fare il rockettaro a tutti i costi, perché anche la musica melodica o d’autore può essere fatta bene, assolutamente. E’ giusto che, essendo il festival della canzone italiana, si parli di tutta la musica italiana, quindi benvengano tutte le età e tutti i generi: ma che sia roba di qualità, non i soliti versi, le solite melodie, le solite note trite e ritrite che ci vengono proposte ogni anno, e che poi nessuno ricorda più. Ci sarà un motivo per cui in tanti a Sanremo manco ci vogliono mettere più piede, no? Ah, e poi una mia curiosità, ma Miguel Bosè da quando è una LEGGENDA ITALIANA? Leggenda di cosa? Boh.

L’importante alla fine è che una settimana nella città dei fiori riesca a distogliere tutti gli italiani dai problemi, che questo popolo di pecoroni senza spina dorsale rimanga ammaliato dalle piacevoli note di Toto Cutugno, che i loro cervelli si spengano ancora di più, sai mai che un po’ di arte e creatività possano in qualche modo stimolarlo.

Insomma, in finale c’è arrivato il principe(distaceppa) con Pupo e il tenore, per quel costume tutto italiano di far andare avanti chi fa pietà. Questo spiega tante, tante, tantissime cose.

Sanremo è lo specchio di un’ Italia retrograda, statica, vecchia e senza alcun tipo di cultura. Ne è la sua celebrazione e la sua immagine.

Mettiamoci l’anima in pace.

In tutti i luoghi, in tutti i laghi.


Questo contenuto è pubblicato sotto licenza Attribution-Noncommercial-Share Alike 3.0 Unported .


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Tags: amici, antonella clerici, festival della canzone italiana, in tutti i luoghi in tutti i laghi, l'orchestra di sanremo protesta, malika ayane, marco mengoni, maria de filippi, miguel bosè, noemi, orchestra sanremo, sanremo, sanremo 2010, sanremo 60, toto cutugno, valerio scanu, x factor


24 commenti

  1. Alessandro Laraspata scrive:
    21 febbraio 2010 alle 15:03

    “Sanremo è lo specchio di un’ Italia retrograda, statica, vecchia e senza alcun tipo di cultura. Ne è la sua celebrazione e la sua immagine.”

    Frase esemplare.

    Non c’è la meritocrazia in nessun campo, anche la musica è deviata politicamente. Il trionfo di Raiset con la premiata ditta De Filippi, povera Italia (mia).

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    • Griso scrive:
      21 febbraio 2010 alle 16:45

      Che poi tutti oggi ad inneggiare all’orchestra che protesta… però intanto la stessa orchestra se l’è suonate tutte le canzoni dalla prima all’ultima. Trovo che sia un pochino ipocrita quel gesto sinceramente.

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      Rispondi
      • CarloV scrive:
        21 febbraio 2010 alle 18:50

        Vabbe questo non c’entra. Sono pagati per suonare, è il loro lavoro. Poi vedendo che ad avanzare è stato il peggio del peggio allora hanno protestato. Avevano il diritto di protestare, non di non suonare.

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        Rispondi
  2. Liliana Paciullo scrive:
    21 febbraio 2010 alle 15:42

    Io ricordo Sanremo come un grande festival, guardato anche dall’Argentina, con dei grandissimi come Modugno, Di Bari, Cutugno,
    Patty Bravo, la signora Mina, Celentano, una giovanissima Gigliola Cinquetti e tanti altri…. Veramente Sanremo è stato un grande evento
    della canzone italiana e ci la portava a tutto il mondo.
    Infatti QUEL Sanremo resterà per sempre nel mio ricordo, nel mio cuore…
    Aspetto di farmi capire nel mio modestissimo italiano….
    Vi saluto, Lili.

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    • Griso scrive:
      21 febbraio 2010 alle 16:48

      Sei stata chiarissima Liliana, non ti preoccupare.

      Quello di cui parli tu però accadeva (senza alcuna offesa, s’intende) tanti anni fa, e senza dubbio molti dei nomi da te citati hanno fatto la storia della musica italiana (e ne sintomo il fatto che siano arrivato dall’altro lato del mondo).

      Il problema è che Sanremo continua a proporre un modello che è esattamente lo stesso da sessant’anni. Il mondo nel frattempo è andato avanti, siamo nel 2010, e quelle stesse canzoni, melodie, testi che “funzionavano” trent’anni fa, non possono essere riproposte ancora oggi. Vorrei un Sanremo più al passo con i tempi, che rispetti la Musica. Ora come ora è soltanto una baracconata messa su per distrarre gli italiani. Tutto qua.

      Grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere conoscere l’opinione di una persona che abita così lontano. :-D

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      Rispondi
      • Liliana Paciullo scrive:
        24 febbraio 2010 alle 04:10

        E vero… hai raggione Griso!
        Saluti per lo staff di Camminando!

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        Rispondi
    • Silvio Andreoli scrive:
      23 febbraio 2010 alle 19:51

      Patty Bravo (:’D)

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      Rispondi
  3. Luca Iorio scrive:
    21 febbraio 2010 alle 16:04

    Be’, quest’anno non l’ho seguito (tolto il commento della Gialappa’s su Radio 2 non ha più senso).
    C’è solo da dire che la vittoria di un “amico” di Maria De Filippi è abbastanza ovvia: è tutto basato sul televoto (non voglio parlare di cospirazioni). Non saranno poi tanti gli italiani che televotano; quelli che lo fanno sono gli stessi che fanno i vincitori di Amici. Ed ecco che gli stessi vincono ovunque.

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    Rispondi
    • Griso scrive:
      21 febbraio 2010 alle 16:49

      Ottima osservazione. Io però, che sono un comunistaccio complottista, ci vedo altro sotto, ma vabbè, non è questa la sede per parlarne. :-D

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      Rispondi
  4. Ari scrive:
    21 febbraio 2010 alle 17:52

    io l’ho seguito con uno spirito trash incredibile, una vera reincarnazione dell’Italia antica che si ritrovava davanti alla tv per seguire il Festivàl. non accadeva dai primi duemila, temo.

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    Rispondi
    • Griso scrive:
      21 febbraio 2010 alle 17:57

      Eh il problema è quello: è trash, ma è anche una roba che mandiamo in mondovisione. Vabbè, io e te la pensiamo uguale tanto. :-)

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      Rispondi
  5. Ari scrive:
    21 febbraio 2010 alle 17:53

    (sì lo so, ho fatto un commento inutile. ma sono annegata a forza di cantare in tutti i modi, in tutti i luoghi, in tutti i laghi)

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    • Griso scrive:
      21 febbraio 2010 alle 17:56

      Ahahah, sei un mito.

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      Rispondi
  6. ciroiorio scrive:
    21 febbraio 2010 alle 20:06

    Finchè ci saranno interessi privati di qualcuno nella musica, nello sport, nel lavoro, nella politica, nella vita non ci sarà mai niente di buono e di vero.

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    Rispondi
  7. Do_urden scrive:
    22 febbraio 2010 alle 08:31

    C’è stato il festival? :D

    L’altro giorno prima di uscire mentre mia amdre faceva zapping si è soffermata qualche secondo su San Remo e ho sentito le ammalianti note cantate dal principe in cerca di reame e da quello coi debiti, mi venuto il mal di stomaco e sono andato via.

    Complimenti ad Arisa che si è fatta accompagnare dalle sorelle travelle, pensavo fossero donne brutte e invece erano uomini (brutti) :D .

    E’ 13 anni che non seguo più il festival di San Remo un motivo ci sarà.

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    Rispondi
  8. Obi-Fran Kenobi scrive:
    22 febbraio 2010 alle 12:06

    “Beh, se questo è il meglio della canzone italiana, siamo messi veramente male.”
    Per fortuna, sappiamo bene che non lo è. :)

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    Rispondi
  9. Dino_M scrive:
    22 febbraio 2010 alle 12:16

    Quest’ammo per errore, in una serata infrasettimanale come tante, mi sono imbatutto in Sanremo…..mai incontro fu più shockante.
    Premetto che non lo vedevo da ragazzino, quindi confronti con edizioni precedenti non posso farli, ma condivido in piedo l’articolo di Marco. A me è sembrato un pout pourrì senza senso e filo logico di accadimenti casuali,ospiti portati lì per riempire buchi dello spettacolo, canzoni qualitativamente non giudicabili, il tutto orchestrato da una goffa, ridicola e inadeguata presentatrice.
    Ed in questo grosso calderone sono stati assorbiti anche quei pochi veri talenti (a mio modesto parere Mengoni, Noemi, Ayane) che partecipando a porcate quale questa l’opportunità più crearla rischiano di bruciarsela.
    Insomma la solita solfa all’italiana, il solito bigliettino da visita scolorito e sgualcito che presentiamo al resto del mondo.
    E poi in fondo penso che sia stato sempre così. Non a caso gli artisti italiani più vivi intelletualmente ed intelletivamente si sono sempre rifiutati di parteciparvi (senza voler scomodare LUI, mi vengono in mente Guccini, De Gregori ed altri).
    Per cui io propongo in quei giorni (visto il patto di non belligeranza che vige con le altri reti) o di fittare un dvd, o uscire o fare tutt’altro, anche stare 3 ore ad fissare una parete bianca, tutto meglio di Sanremo.
    P.s.: Marco però devo riprenderti; la citazione completa è “dolce come il miele confrontato con il male”. La prossima volta stai più attento, questi sono versi che passeranno alla storia. XD
    P.p.s.: pure a me il televoto puzza un pò. Prima o poi pure uscirà lo scandalo Televotopoli….

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    • CarloV scrive:
      22 febbraio 2010 alle 14:30

      Che poi il testo di sto cesso di canzone l’ha scritto quell’altro ragazzo di Amici mi sembra… uno che vogliono spacciare come cantautore/genio incompreso ma a me sembra solo il cugino italiano di Walter Gargano del Napoli…

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      Rispondi
  10. Silvio Andreoli scrive:
    23 febbraio 2010 alle 19:57

    Ahah gran bel titolo (e articolo). Complimenti ;)

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    Rispondi
  11. CarloV scrive:
    23 febbraio 2010 alle 22:01

    Sanremo Song Creator

    mitico!

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    Rispondi
  12. miosina81 scrive:
    23 febbraio 2010 alle 22:07

    Marco sei un grande..il tuo articolo mi ha fatto morire di risate, anche se in realtà ci sarebbe da piangere a sentire certi pezzi…a sto punto anche io posso andare al Festival della canzone italiana,un Festival che è ormai indubbiamente come il Principe..distoceppo!un saluto!

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  13. Griso scrive:
    24 febbraio 2010 alle 09:18

    Eh eh eh, grazie ragazzi. :-D

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    Rispondi
  14. squeeze scrive:
    24 febbraio 2010 alle 14:23

    Il televoto per Sanremo è deleterio, dato che appena viene fuori uno da Amici le bimbette son tutte lì a votarlo… Tanto per dare un’idea del fenomeno De Filippi, ecco i video più visti oggi su Youtube:

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    Uomini e Donne – 22/02/10 – Part…
    Uomini e Donne – 22/02/10 – Part…

    Praticamente l’Italia usa youtube per guardare Uomini e Donne, Grande Fratello e Amici.

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  15. Silvio Andreoli scrive:
    24 febbraio 2010 alle 15:06

    E di che ti meravigli squeeze? Se così non fosse non esisterebbe il GF 10 o Amici NONA edizione :)

    Oggi sulla gazzetta un articolo interessante, scannerizzato per chi non l’avesse letto ;P

    http://img215.imageshack.us/img215/8717/sanremogazzetta.jpg

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