Dalla facoltà di giurisprudenza alla magistratura, una strada infinita

La Magistratura costituisce un ordine autonomoindipendente da ogni altro potere. È un organo costituzionale, secondo quanto sancito dall’art. 104 della Costituzione della Repubblica Italiana. In sostanza la magistratura è un complesso di organi con funzioni giurisdizionali in campo civile, penale, costituzionale e amministrativo, che si personificano nella figura del “Magistrato. I magistrati, quindi, sono titolari della funzione giurisdizionale, che amministrano in nome del popolo.

Tutto è iniziato all’incirca nove anni fa. Mi ero appena diplomato al liceo classico e senza la più pallida idea di cosa volessi fare nella vita. Anzi, a dire il vero un’idea ce l’avevo: volevo fare il giornalista e sognavo di diventare uno scrittore. Probabilmente sull’onda del fatto che al liceo una coraggiosa casa editrice pubblicò un mio libricino di poesie, oppure più semplicemente perché trovavo nello scrivere un gusto particolare, in fondo era l’unica cosa che, allo stesso tempo, mi faceva divertire e mi dava infinita soddisfazione. Arrivato il famigerato giorno della decisione in merito alla facoltà da scegliere ero totalmente nel pallone. Passai una settimana a gironzolare tra le facoltà dell’Università La Sapienza di Roma, da ingegneria a quella di scienze delle comunicazioni (sì, le mie idee non erano molto chiare) per poi approdare, ahimè, alla facoltà di giurisprudenza. Ovviamente senza pensare neanche lontanamente alle implicazioni della mia scelta. Tra me e me dicevo “giurisprudenza ti permette di fare qualunque cosa”, “è una laurea che ti apre più strade”, ma in fin dei conti in cuor mio già sapevo che una volta varcata quella soglia non avrei voluto fare altro che il magistrato. Senza ammorbare il lettore con la narrazione dei miei cinque (meravigliosi) anni di università, un bel giorno, in un’aula dove campeggiava la scritta “la legge è uguale per tutti” mi sono laureato (con la votazione di 110 SENZA lode), ed è stata proprio quell’indimenticabile ricorrenza che ha segnato l’inizio della fine.

Avevo ventitre anni, e mi accorsi per la prima volta dell’utilità di aver fatto la primina. Quando andavo alle elementari questa storia della primina proprio non mi andava giù, anzi era davvero insopportabile e frustrante l’idea di essere sempre il più piccolo di tutti. Oggi se vuoi diventare magistrato devi affrontare una lunga sfida, piena di difficoltà, ostacoli e soprattutto devi essere disposto a mettere in gioco il fisico e i nervi. Due sono le parole d’ordine: pazienza e costanzaPazienza, perché appena esci con la tua laurea “linda e pinta” dalla facoltà di giurisprudenza devi essere conscio che per almeno altri quattro anni non potrai nemmeno sederti tra i concorrenti dell’ambìto e agognato concorso. Ascoltate bene. Innanzitutto il laureato vive una immensa illusione, infatti la legge, beffarda e satirica, ti consente di partecipare al concorso in magistratura seguendo due diversi iter. Questa possibilità di scelta ti illude di essere  padrone del tuo destino, ma in realtà è lo strumento per farti desistere e per trasformarti in un numero. Solo i veri duri non mollano e persistono nella volontà di raggiungere la propria vocazione!

La prima strada percorribile è quella di ottenere il titolo di “Avvocato”, la seconda quella di conseguire il diploma della scuola di specializzazione per le professioni legali. Entrambe le scelte implicano un tragitto che, se percorso senza intoppi, dura non meno di tre anni.

Per iscriversi alla scuola di specializzazione, innanzitutto, devi laurearti entro un determinato mese dell’anno – nel mio caso era il mese di ottobre -. Ciò significa che se il bando scade il 10 ottobre e  per discrezionali decisioni della facoltà, sconosciute a te provetto laureando, ti laurei il giorno dopo, allora hai già perso un anno. Io, e non nascondo un pizzico di sarcasmo nelle mie parole, ovviamente mi sono laureato una settimana dopo la chiusura delle iscrizioni, vanificando il mio percorso di studi durato quattro anni e mezzo. Se ti laurei entro quella specifica data potrai attendere “soltanto” tre anni per sostenere il concorso in magistratura, altrimenti gli anni sono almeno quattro.

Nell’attesa dell’uscita del bando per l’iscrizione dell’anno successivo, allora, mi sono iscritto alla pratica forense. E qui veniamo alla seconda delle due strade percorribili. Ti iscrivi per due anni alla pratica forense e, dopo code interminabili, giornate perse dietro ad avvocati che ti sfruttano e spremono come un limone, dopo settimane, mesi e stagioni non pagate né rimborsate del lavoro svolto all’interno dello studio legale, arrivi a sostenere l’esame di avvocato. L’esame è cinico. Tre prove in tre giorni, i risultati non prima di sette mesi. Se sei promosso allo scritto dovrai sostenere la prova orale dopo un periodo variabile dai tre ai dodici mesi dall’uscita dei risultati. Ricapitolando, seguendo la strada del titolo di avvocato, se passi l’esame al primo tentativo (il 15% dei laureati ci riesce), avrai impiegato dai tre ai quattro anni dalla laurea, a seconda della velocità nello svolgimento delle correzioni dei compiti, e finalmente potrai iscriverti al famigerato concorso.

Il concorso in magistratura impone anche un’infinita “costanza”, che non è il nome della mia splendida fidanzata (assorta come me dall’obiettivo della magistratura, motivo di infinito ausilio nel raggiungimento dell’obiettivo e conosciuta proprio a un corso di preparazione al concorso in magistratura), ma una virtù che significa regolarità, concentrazione, determinazione, perseveranza e tenacia nello studio e nel voler raggiungere la meta.

Ma, ahimè,  costanza vuol dire anche continuità nel devolvere migliaia di euro in libri, codici e manuali che, il più delle volte, un mese dopo il loro acquisto sono già vecchi, per non parlare degli altrettanti soldi da spendere in corsi specifici che ti preparino adeguatamente alla prova.

Per il prossimo concorso in magistratura risultano iscritte circa ventimila persone, probabilmente se ne presenteranno meno di cinquemila. Le prove riguarderanno tutto lo scibile in materia di diritto Civile, Penale e Amministrativo e si svilupperanno sulla base di tre temi. I risultati usciranno dopo circa dieci mesi e gli ammessi all’orale dovranno sostenere una prova che praticamente include tutte le possibili materie dell’ordinamento giuridico, venti, materia più, materia meno. I probi concorsisti idonei non saranno più di 360, essendo questo il numero di posti messi a bando dal Ministero della Giustizia ma, come del resto accade ogni anno, ne verrà ammesso un numero sicuramente inferiore. Su ventimila domande passeranno il concorso circa 300 persone.

Io sono uno di quei ventimila perché finalmente oggi, a quattro anni dalla laurea, potrò sedermi in quei banchi provando  a raccogliere i frutti della pazienza e della costanza. Nell’eventualità in cui dovessi superare l’esame, e quindi diventare magistrato al primo tentativo, allora saranno passati cinque anni dalla laurea, dieci considerando i cinque anni di università. La cosa bella, e anche un po’ triste, è che qualora riuscissi nell’impresa, alla luce della descritta situazione legislativa, sarei tra i più giovani e solerti a passare il concorso.

Per chiudere queste poche righe mi viene in mente una frase che Borsellino disse dopo la morte di Falcone: “Devo fare in fretta, perché adesso tocca a me”.

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Riccardo Sarta

Sono nato a Roma il primo giorno di primavera del 1984, anno del celebre romanzo di Orwell e della finale di Coppa dei Campioni giocata all’Olimpico di Roma (e persa dalla Roma ai rigori contro il Liverpool).
Diplomato al Liceo Classico nel 2002, l’anno seguente ho pubblicato un libro di poesie dal titolo “Tracce di blu” .
Ho collaborato con la rivista “Angeli”, che si occupava principalmente di temi relativi al sociale.
Laureato alla facoltà di giurisprudenza all’ Università di Roma “La Sapienza” nel 2007, mi sono iscritto alla alla Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali all’Università di Firenze dove, nel luglio 2010, mi sono diplomato per poi diventare Avvocato nel settembre 2011.
Dal 2010 partecipo con passione allo splendido progetto che è Camminando Scalzi, blogzine della quale sono fiero di far parte.
Il sogno: riuscire a trovare il giusto equilibrio tra serenità e felicità. Ai posteri l’ardua sentenza.
R.S.

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31 Responses to Dalla facoltà di giurisprudenza alla magistratura, una strada infinita

  1. Erika scrive:

    Complimenti davvero Richpoly… Considerando il tuo meraviglioso modo di scrivere sono certa che saresti stato un ottimo giornalista, e comunque spero tu riesca a diventare magistrato, magari prima che i capelli bianchi prendano il sopravvento… Non demordere e in bocca al lupo!

  2. Richpoly scrive:

    Grazie Erika.. grazie di cuore e crepi il lupo! per me scrivere è davvero una passione.. se non fossi costretto a stare 10 ore al giorno sui libri riuscirei anche a dedicargli più tempo!… chi lo sa se un giorno, tra un capello bianco e l’altro, potrò dedicarmici un pochino di più! ….

    • CHLOE scrive:

      Se ti può consolare, mentre studiavo per diventare magistrato sono diventata giornalista… quello studio comunque a qualcosa è servito…

  3. Francesca scrive:

    Sono sicura che tanta tenacia, determinazione e sacrificio saranno premiati.Perchè è una lunga strada, ma tu la stai percorrendo senza voltarti indietro ma guardando solo avanti senza scoraggiarti.Perchè è giusto seguire le proprie passioni anche se costano sudore e fatica, e perchè alla fine il raggiungimento della meta ripaga. Parola di chi come te ha studiato tanto e per tanti anni, ma che ama e crede profondamente nel suo lavoro e rifarebbe tutto(forse)1000 volte ancora. In bocca al lupo di cuore!

  4. Richpoly scrive:

    Grazie francesca…
    speriamo bene…. ci vuole ancora tanto tempo, fortuna e …. ancora tanta determinazione!!!

  5. Matt scrive:

    Io ho lasciato giurisprudenza a pochissimi esami dalla fine (e avendo già fatto il tirocinio nello studio legale di un amico di famiglia), proprio perché la strada è infinita e la passione per la magristratura è andata scemando mentre vedevo crescere le “ingiustizie” già all’interno dell’Università.
    Consolati, che ormai tutto quello che prevede un percorso universitario è ormai una beffa.

  6. stefania scrive:

    Ciao,la fai troppo tragica, il ruolo che dovresti ricoprire è talmente importante che di sicuro, non lo si puo’ affidare ad uno sbarbatello poco più che 20enne.
    Ti avrei capito se avessi sollevato obiezioni sull’esistenza di caste – non so se anche li ce ne siano – ma lamentarsi per 4 anni di studio in più, per poter accedere ad un ruolo che necessita di preparazione e integrità morale, oltre che professionale, mi sembra davvero da neo dottorino che già pretende il mondo per aver preso una laurea che ormai è scontata per tutti.
    Dovresti decidere, imparzialmente, l’esito di diatribe non da poco…studia che è meglio!

  7. stefania scrive:

    ah…. e cmq auguri, spero riesca a diventare tra i più giovani magistrati,ce n’è bisogno di giovani e preparati!

  8. Costy scrive:

    complimenti a Richpoly… sarebbe stato certamente un ottimo giornalista o scrittore, ma io sono sicura che sarà un grande Magistrato…
    nessuno meglio di me (sono la sua costanza…)sa quanto sia dura la nostra strada… non c’è nessuna laurea scontata, nè tantomeno ventenni sbarbatelli privi di preparazione, integrità morale o professionalità… dietro questo percorso ci sono sacrifici, impegno e tanto studio…
    in bocca al lupo a noi amore!!!!

  9. Richpoly scrive:

    L’età media delle persone che diventano magistrati in Italia è sopra i 33 anni,in germania, francia inghilterra e spagna l’eta media è 26.
    non credo sia una questione di essere o meno sbarbatelli, ci sono tanti ragazzi giovani, preparati ma anche innamorati di questo mestiere che abbandonano il sogno della magistratura solo per il fatto di essersi laureati un mese in ritardo, oppure perchè bocciati all’esame-farsa di Avvocato.
    Io auspico un’università specializzata nella formazione di giudici e pubblici ministeri, con esami enormi e difficlissimi, ma dove una volta passato lo scoglio della laurea sei già magistrato, come del resto accade in gran parte d’europa. Il problema è che siamo retrogradi anche su questo in Italia, e come al solito chi paga sono i giovani..

  10. vincenzina scrive:

    buonasera! non posso crederci, è come se stessi leggendo un articolo su di me! anch’io amo il giornalismo ma punterò a giurisprudenza perchè mi commuovo ogni volta che sento parlare di magistratura ad un certo livello, di lotta alla criminalità organizzata. sono calabrese e questa componente ” etnica” per così dire, ha forgiato la mia personalità e mi ha guidato nella mia scelta. siccome a settembre dovrò iscrivermi all’università ed ho superato il test d’ammissione per giurisprudenza in Bocconi, volevo chiedere se avrei potuto, secondo voi, scegliere un’altra università per i miei studi. so bene quanto l’università meneghina sia improntata all’economia. grazie

  11. Juls scrive:

    ma allora, Richpoly, ce l’hai fatta?
    Io sono (quasi) prossima alla laurea in Giurisprudenza e la tua storia mi ha colpito perchè è molto simile lla mia!

  12. Francesca Romana scrive:

    Frequento il liceo classico, ho sempre avuto voti abbastanza alti e avendo anche tanta passione per l’informazione e la cultura in generale mi ritengo una studentessa non proprio modello ma quasi. Richpoly hai parlato di 10 ore di studio, potresti darmi qualche informazione in più? Sono un po’ spaventata, non so se questa possa essere la mia strada o meno. Sono anche preoccupata dalla memorizzazione dei codici.

  13. Martina scrive:

    Richpoly, ma poi sei diventato magistrato o no?
    Mi hai lasciato col fiato sospeso..

    • Richpoly scrive:

      Purtroppo no Martina!
      Mi sono reso conto che in queste cose il destino è davvero determinante!
      Me ne sono fatto una ragione e adesso faccio altro con altrettanta, o quasi, soddisfazione!!!!!

      • Martina scrive:

        Mi spiace molto.
        Inutile dire che comprendo tutti gli immensi sacrifici e la tristezza/angoscia che spesso accompagna questi percorsi eterni.
        Io voglio ancora crederci, (a questo punto, sperando nel destino!) mantenendo, però, qualche altra “porticina” semi aperta, come credo di capire tu abbia fatto.
        Sono convinta che puntare tutto su questo concorso può essere dannoso/pericoloso.

  14. Andrea scrive:

    Ciao Rich, sono un maturando che ti scrive fra una derivata ed un integrale, ho sempre avuto da bambino il sogno di fare di ingegnere ma arrivato a 18 anni mi rendo conto che non è veramente quello che voglio fare e, spaesato, mi dirigo anch’io verso la facoltà (ora si dovrebbe dire dipartimento? ) di giurisprudenza con un altro sogno quello di fare il magistrato; ho letto tutto d’un fiato la tua storia, peccato che tu non ce l’abbia fatta, quello che ti vorrei chiedere è: provare ne è valsa la pena?
    –Andrea, uno sbarbatello con un sogno nel cassetto.

    • Richpoly scrive:

      Quando lotti e dai tutto te stesso per qualcosa in cui credi profondamente ne vale sempre la pena, a prescindere dal risultato che riuscirai, o non riuscirai, ad ottenere.

  15. Marco scrive:

    Ciao Richpoly, ti posso chiedere cosa è successo dopo che non hai passato l’esame nel 2011? Hai riprovato o hai fatto un solo tentativo? E cosa fai ora?

  16. Richpoly scrive:

    Ciao Marco,
    dopo l’ultimo del 2011 in realtà non ci sono stati ancora altri concorsi per la magistratura.
    L’ultimo è uscito una decina di giorni fa e si vocifera che si svolgerà la prossima estate, tra luglio e settembre,
    Chiaramente io mi giocherò l’ultima chance( sai che questo concorso si può fare solo tre volte), ma senza la “foga” delle prime due volte, infatti ormai sono un pochino disinnamorato di questo sogno e molto disilluso sulle modalità attraverso le quali i candidati vengono dichiarati idonei o meno. insomma quello che voglio dire è che l’ultima prova la vedo un po’ come una liberazione, una porta che si chiude per sempre ma con la consapevolezza di avercela messa tutta e di non potermi (davvero) rimproverare niente.
    Da più di un anno collaboro in uno studio e sono soddisfatto del mio lavoro. La vita va avanti, forse anche meglio, anche senza un lancio di dadi andato bene.

  17. Francesco scrive:

    Su dai… ancora ci sono 6 mesi di tempo!!!Ce la farai a superarlo… Sento che è la volta buona anche per me :P (almeno spero)
    Non demordere mai e non abbandonare questo bellissimo sogno! Pensa anche al diventare GdP o al prossimo bando di GOT e VPO anche se so che non sarà mai la medesima cosa del magistrato ordinario… Pensa comunque in positivo!!!
    Ma volevo chiederti a cosa ti riferisci quando dici che “infatti ormai sono molto disilluso sulle modalità attraverso le quali i candidati vengono dichiarati idonei o meno”
    In ogni caso auguroni e buona fortuna nella vita!!!
    Francesco

  18. Isabella scrive:

    Richpoly,
    sono capitata su questo blog per caso, girovagando su internet e cliccando svogliatamente link.
    Studio giurisprudenza all’università di Bologna e mi accorgo pagina dopo pagina, esame dopo esame, della sempre maggiore difficoltà e della sempre più crescente passione che mi lega alle materie. Sono soddisfatta della mia scelta e la rifarei senz’altro.
    Ma ad oggi il futuro mi sembra una nebulosa senza contorni, nemmeno approssimativi, nessuna certezza, tutto grigio, indifferenziatamente minaccioso.
    Io non ho appoggi da nessuna parte, sono da sola in questo percorso.
    Studio, approfondisco, cerco di capire e quando non capisco chiedo, me lo faccio rispiegare e inevitabilmente mi sento sempre e comunque una sconfitta.
    Perché oggi diventare magistrato sembra un’illusione? Perché nemmeno i più attenti, caparbi, interessati studenti devono soccombere davanti all’impossibilità di realizzare un sogno, una volontà, una passione?
    Io so che voglio fare quello nella vita, lo so, lo sento in ogni fibra del corpo.
    Eppure mi sento parte di un ciclo dei vinti ineludibile. Perché quello in cui viviamo è un sistema che ritiene la malattia uno stato di normalità, e ci convive benissimo.
    Mi chiedo se la speranza non possa morire ancor prima della fine.

  19. exodus scrive:

    c’è poco da fare da poco meno di un decennio la magistratura è riuscita a sigillarsi da soggetti esterni, vecchi magistrati come il giudice mori e pochi altri onesti schifati di cosa è divenuta la magistratura se ne sono andati, non preoccupatevi ogni cosa è divenuta discrezionale potete anche essere dei geni del diritto e rispondere egregiamente a tutti gli scritti, all’orale in ogni caso hanno la lista di chi deve passare, e fanno a gara per le raccomandazione chi andrangheta chi sacra corona chi deputati chi spinto da quello o altro partito chi è il figlio del nipote dello zio e altro ramo familiare “nobiliare” italiano. Una lapide per la magistratura dove hanno nascosto con la scusa della meritevolezza lo scibile umano. La magistratura è riuscita a farsi feudo, ci hanno messo un po’ circa una 60ntina di anni ma alla fine ci sono riusciti, altro che adeguamento europeo siamo riusciti a ricopiare l’impero bizantino, ci mancano gli arconti nominati dal re e siamo a posto………..abbandonate questo paese finchè siete in tempo perchè non è più un paese ma un’agglomerato di feudi e signorie che si combattono o si aiutano a vicenda.

  20. Patrick scrive:

    Ciao Richpoly come va??
    Ho letto la tua storia e adesso voglio sapere se alle fine c’è l’hai fatta!
    Raccontaci se il conscorso lo hai superato!!

  21. […] alla carriera di avvocato o magistrato, la carriera di magistrato è molto difficile solamente il tre percento degli iscritti diventeranno magistrati, anche la carriera di avvocato è molto diffusa essendo il triplo della media […]

  22. Roberta scrive:

    Ciao Richpoly, sono capitata per caso su questo articolo girovagando sul web in cerca di conforto dopo uno dei miei sempre più frequenti momenti di demoralizzazione. Nella tua storia mi sono rivista, anche io laureata in legge a ventitré anni col massimo dei voti ed anche io animata da due grandi passioni: la scrittura ed il diritto. Mi dispiace molto aver appreso che ancora il concorso non lo hai superato, perché senza troppe difficoltà mi sono immedesimata nella tua posizione. Ho un bruciante desiderio di vincere questo concorso, il sogno della mia vita e di quella del mio amato papà, ma allo stesso tempo mi trovo a combattere ogni giorno con quello che ho capito essere il mio più grande nemico, ossia un innato pessimismo. Ho sempre studiato senza fatica e con un genuino desiderio di conoscenza, sono attratta dalle novità giurisprudenziali e legislative, ma purtroppo il mio limite sta nel fatto che mi sento già sconfitta, so di non avere nessuno che mi potrà mai raccomandare in un ambiente in cui tutti i magistrati che a poco a poco sto incontrando sono figli di Tizio o imparentati con Caio. Eppure non riesco a mollare..guardo spesso le offerte di lavoro più disparate, ma dentro di me so che non sarei felice e alla fine non invio nemmeno il mio (breve) CV. Non c’è uno scopo preciso per cui scrivo questo commento, probabilmente è uno sfogo della enorme ansia che sento dentro. Grazie comunque per questo tuo oramai risalente contributo che -guarda come è bizzarro il destino- in qualche modo mi ha dato una certa carica di positività in un momento di necessità. In bocca al lupo.

    • Richpoly scrive:

      Ti ringrazio per il bel messaggio che hai lasciato e per aver condiviso con noi il tuo contributo/pensiero.
      Non smettere mai di sognare e cerca di raggiungere con tutta la forza i tuoi sogni. Fai in modo che nessuno decida per te e decidi sempre in base a quello che il cuore e la testa ti suggeriscono di fare. Ti garantisco che la tua felicità non dipenderà dall’esito positivo o negativo di questo o di qualunque altro concorso.
      Se non dovesse andare, continua a seguire i tuoi desideri e asseconda le tue competenze le tue attitudini e le tue capacità. Alla fine, per quanto in salita, troverai la tua strada e sono sicuro che percorrendola accennerai un sorriso. In bocca al lupo a te.

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