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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; Teatro</title>
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	<description>La blogzine libera</description>
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		<title>Papesse al Vaticano, opera teatrale in un unico atto.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2011 07:13:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eva</dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro Jodorowsky]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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		<category><![CDATA[Religione Cattolica]]></category>

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		<description><![CDATA[7 maggio 2011. L&#8217;appuntamento è alle cinque del pomeriggio a piazza S.Pietro. Essendo una persona un po&#8217; timida, ho titubato molto prima di riuscire a trovare qualcosa di bianco e ampio da indossare, e ad afferrare cartoncino e forbici per confezionare il mio cappello. Il tutto è pronto solo poco tempo prima dell&#8217;ora dell&#8217;incontro. Giunta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>7 maggio 2011.</p>
<p>L&#8217;appuntamento è alle cinque del pomeriggio a piazza S.Pietro.</p>
<p>Essendo una persona un po&#8217; timida, ho titubato molto prima di riuscire a trovare qualcosa di bianco e ampio da indossare, e ad afferrare cartoncino e forbici per confezionare il mio cappello. Il tutto è pronto solo poco tempo prima dell&#8217;ora dell&#8217;incontro. Giunta nella piazza, individuo subito la mia prima compagna: una ragazza che sta parlando con un ragazzo, e che in testa porta un copricapo papale. Già, perché oggi è il giorno della papessa!<br />
Giustamente chi legge non starà capendo nulla. Lasciate dunque che vi spieghi alcune cose.<br />
Quello che stiamo per fare non è né un flash-mob, né una manifestazione, ma semplicemente un atto teatrale; teatro di strada, se così possiamo dire. Si tratta di teatro surrealista, ma con uno scopo ben preciso, che è quello di riuscire a liberarsi per un po&#8217; del pensiero  razionale, e lavorare invece con la metafora e con un&#8217;immaginazione simile a quella dei sogni. Tutto ciò nel tentativo di portare la mente a interrompere i circoli viziosi, o schemi ripetitivi, che imprigionano la nostra natura. In poche parole, un gesto liberatorio.</p>
<p>L&#8217;inventore di tale tipo di teatro è <strong>Alejandro Jodorowsky</strong>, artista cileno proveniente dal surrealismo, regista teatrale e cinematografico, attore, scrittore, marionettista e &#8220;tarologo&#8221;. Di solito questo teatro (detto &#8220;psicomagia&#8221;) coinvolge una sola persona, mentre qui si è voluto dare al tutto una valenza meno personale e più collettiva. Un atto di questo tipo è stato realizzato a Buenos Aires per le madri di plaza de Mayo, al fine di accompagnare e liberare il loro dolore e quello del popolo argentino: nel mezzo della piazza ogni madre ha liberato una colomba nel cielo, tenuta precedentemente in una gabbia nera.<br />
Per quanto riguarda l&#8217; evento in questione, lo scenario principale sarebbe stata piazza san Pietro. Non potevo non partecipare a qualcosa di simile che si stava svolgendo proprio nella mia città.</p>
<p>Stavolta volevamo fare qualcosa di esclusivamente femminile.</p>
<p>La chiesa afferma che il bambino ha bisogno di una madre e di una padre (cosa apprezzabile), dunque perché non dovremmo noi immaginare affacciarsi alla finestra un papa e una papessa, un santo padre e una santa madre? Perché non immaginarlo anche per le altre religioni?  I tarocchi stessi, questo antico gioco di carte, amano l&#8217;equilibrio, e contemplano tale coppia: abbiamo il papa (numero V) e la papessa (numero II). E dire che sono antichi&#8230;</p>
<p>Molti affermano: &#8220;<em>ormai la tradizione cristiana fa parte della nostra cultura</em>&#8220;. Infatti è così: in tribunale giuriamo sulla Bibbia, in classe abbiamo il crocefisso e a scuola facciamo religione. Essa permea di sé la nostra società e costituisce un messaggio visivo molto potente. Dunque essa è anche parte dell&#8217;immaginario che verrà ricevuto dalle  future generazioni, indipendentemente dal fatto che esse siano cristiane o meno. Non è questione di lotta per il potere o di femminismo, ma di come tutto ciò venga oggettivamente percepito nel profondo dell&#8217;animo umano. È una ricerca di equilibrio interiore, se mi si permette l&#8217;espressione. Possiamo permetterci ancora di lasciar credere alle bambine del futuro che la realtà sia un prodotto della sola mente virile, e che sia possibile per loro avere accesso al sacro esclusivamente attraverso l&#8217;uomo? Abbiamo bisogno di conoscere quale tipo di insegnamento hanno da offrirci le donne, perché allo stato delle cose conosciamo soprattutto l&#8217;insegnamento degli uomini.</p>
<p>Se non esiste una papessa, vogliamo provare a incarnarla! Diamole una voce, un movimento e un volto. Inventiamola. Ci piacerebbe sentirla parlare, almeno una volta. Ci piacerebbe molto sentir parlare tante donne sagge quanti uomini saggi sono apparsi nel mondo attraverso i secoli. Dove sono le insegnanti? Vogliamo conoscerle.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 319px"><img src="http://planocreativo.files.wordpress.com/2011/05/n3.jpg" alt="" width="309" height="199" /><p class="wp-caption-text">alcune delle ragazze in abito papale</p></div>
<p>Arrivano altre ragazze. Alcune sono italiane, altre spagnole, una è brasiliana. Sappiamo che altre  donne stanno facendo lo stesso a Concepcion e a Santiago in Cile, a Cordoba in Spagna, a Burgos e in altri luoghi.</p>
<p>Alcune, come me, indossano solo un semplice cappello, altre tirano fuori dai borsoni abiti più elaborati, davvero teatrali.<br />
Siamo pronte. Possiamo cominciare a muoverci. Ci mettiamo in fila indiana e camminiamo lentamente, come in una processione. Le persone cominciano a scattare foto, alcuni ci chiedono il motivo del nostro gesto, ma la nostra regola è il silenzio. Il nostro atto deve essere completamente muto. È molto bello camminare così.  Siamo solenni. L&#8217;abito forse fa il monaco, e questo cappello dà ai miei pensieri una certa calma, un senso di maestà. Siamo molto belle a vedersi, così tutte insieme.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 451px"><img src="http://media.biobiochile.cl/wp-content/uploads/2011/05/mujeres-630x472.jpg" alt="" width="441" height="330" /><p class="wp-caption-text">Le papesse di Concepcion</p></div>
<p>Ma ecco che una macchina dei carabinieri, di quelle piccole da zona pedonale, ci affianca. Una ragazza venuta a fotografare risponde per noi. Ci scortano lungo la strada, sempre più agitati. Alcuni sorridono al nostro passare, altri meno. Un signore comincia a incitare i carabinieri di &#8220;mettere fine a questa mascherata&#8221;. Noi sappiamo che in questo caso dobbiamo rimanere in silenzio e allontanarci, senza controbattere né opporre resistenza. Un&#8217; accalorata signora, notando la nostra mancata reazione alle sue parole, grida in spagnolo &#8220;il silenzio è codardia!&#8221;. Anche una signora italiana pare infastidita dal nostro gesto. Una ragazza, ancora di lingua spagnola,  si avvicina e comincia a inveire contro di noi. Se la prende con la papessa che cammina davanti a me. Con un gesto le toglie di testa il cappello, l&#8217;altra se lo rimette e continua a camminare. Io proseguo in silenzio, e seguo con calma le mie compagne. Nel frattempo il servizio d&#8217;ordine ci sta invitando ad abbandonare la piazza.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 549px"><img src="http://planocreativo.files.wordpress.com/2011/05/n6.jpg" alt="La polizia ci ferma" width="539" height="381" /><p class="wp-caption-text">La polizia ci ferma</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ancora vestite da papesse, creiamo un capannello in un angolo, mentre i poliziotti ci cominciano a fare delle domande.  &#8221;Cosa significa questa manifestazione?&#8221;, &#8220;Non è una manifestazione, è una rappresentazione.&#8221; risponde una papessa. La ragazza spagnola di prima ci raggiunge e continua a gridarci contro. Viene allontanata gentilmente. I poliziotti non riescono a comprendere la situazione. D&#8217;altronde li capisco, come si può classificare un evento come questo? Ci chiedono i documenti. Spunta una telecamera della rai. Una signora che era con noi prende le nostre difese in modo accalorato. Le papesse, anche se un po&#8217; spaesate, si mantengono calme e accondiscendenti. Diamo i nostri documenti. Siamo ammutolite ma intimamente serene. Tre di noi faranno da portavoce e spiegheranno la situazione. Con i nostri documenti nelle mani della polizia, attendiamo fiduciose per un&#8217;ora e mezza, per non dire due ore. Ci raccontiamo le nostre sensazioni, scambiamo impressioni, sorridiamo. Nel frattempo le nostre compagne hanno avuto modo di chiarire le intenzioni pacifiche dell&#8217;atto, quindi non v&#8217;è alcuna conseguenza. Anzi, alla fine sembra che i poliziotti ci abbiamo preso in simpatia. Uno di loro ci saluta con &#8220;Arrivederci papesse!&#8221;.<br />
È tempo di separarci. Ci salutiamo e ci abbracciamo forte, ci scambiamo le email. Presto verremo a sapere che le cose all&#8217;estero sono andate benissimo. Un applauso conclude questa straordinaria giornata. Non la dimenticherò facilmente. Ma aggiungo:</p>
<p>&#8220;Se noi ombre vi abbiamo irritato,<br />
non prendetela a male, ma pensate<br />
di aver dormito, e che questa sia<br />
una visione della fantasia.<br />
Non prendetevela, miei cari signori,<br />
perché questa storia d&#8217;ogni logica è fuori:<br />
noi altro non vi offrimmo che un sogno;<br />
della vostra indulgenza abbiamo bisogno.<br />
Come è vero che sono un Puck onesto,<br />
se abbiam fallito vi prometto questo:<br />
che per fuggir le lingue di serpente,<br />
faremo assai di più prossimamente.&#8221;</p>
<p>da &#8220;<em>Sogno di una notte di mezza estate</em>&#8220;, di W.Shakespeare, atto V.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per chi fosse interessato, ecco maggiori informazioni:</p>
<p><a href="http://www.biobiochile.cl/2011/05/07/mujeres-caminan-vestidas-como-sacerdotes-catolicos-realizando-acto-de-psicomagia-en-concepcion.shtml" target="_blank">articolo sulle papesse di Conception (in spagnolo)<br />
</a><a href="http://planocreativo.wordpress.com/2011/05/07/papisas-en-el-vaticano-la-semilla-esta-sembrada/" target="_blank">articolo sulle papesse di Roma (in spagnolo)<br />
</a><a href="http://planocreativo.wordpress.com/2011/05/08/reflexion-de-una-papisa-anonima/" target="_blank">riflessioni di una papessa anonima (in spagnolo)</a></p>
<p>chissà che non si ripeta l&#8217;anno prossimo&#8230;</p>
<p><div id='stb-container-2008' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-2008' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-2008' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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			</a>
		</div>
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		<title>“Panariello non esiste” – Teatro Arcimboldi di Milano</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 12:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alan Valenza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorgio Panariello è tornato. Dopo un’assenza di 3 anni dai teatri italiani torna con uno spettacolo tutto nuovo.  Uno spettacolo dal titolo un po’ particolare, che viene spiegato da Panariello nel primo monologo e che, nonostante sia un comico, fa capire come sia anche un artista che negli spettacoli mette quel poco di malinconia che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><div id='stb-box-2865' class='stb-custom_box' ><strong>Un nuovo autore su Camminando Scalzi.it</strong></p>
<p>Vi presentiamo <strong>Alan Valenza</strong> , 27 anni da Milano. Appassionato di sport, in particolare calcio e tennis, ama leggere libri gialli e da 10 anni scrive. Ha iniziato col giornale della scuola pe rpoi proseguire con giornali a tiratura provinciale e regionale. Ha inoltre avuto un&#8217;esperienza in tv e una in radio come opinioniosta.</div></p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/pana_oly3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-8064" title="pana_oly3" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/02/pana_oly3-191x300.jpg" alt="" width="153" height="240" /></a>Giorgio Panariello</strong> è tornato. Dopo un’assenza di 3 anni dai teatri italiani torna con uno spettacolo tutto nuovo.  Uno spettacolo dal titolo un po’ particolare, che viene spiegato da Panariello nel primo monologo e che, nonostante sia un comico, fa capire come sia anche un artista che negli spettacoli mette quel poco di malinconia che contraddistingue tutti i grandi comici.</p>
<p>Lo spettacolo è composto da un mix di monologhi sull’attualità (in questo momento non si può tralasciare la politica), e riproposizioni di vecchi personaggi che il pubblico conosce già. Si parte da Merigo, l’uomo sempre ubriaco che perde il suo amato vino; si passa dal dj della discoteca <strong>Kiticaca di Orbetello</strong>; si arriva al vecchio sempre più solo che ripensa alla vita che sta passando e, con la giusta dose d’ironia, fa capire alla propria famiglia che lui è stato qualcuno nonostante ora sia vecchio.</p>
<p>Il più di questo spettacolo è di sicuro l’orchestra live presente sul palco che compare per la prima volta dopo dieci anni, quando sul palco c’era la Band di <strong>Paolo Belli</strong>. Con loro, Panariello può rivivere il suo<strong> Renato Zero</strong>, può cantare canzoni proprie che il grande pubblico non conosce.</p>
<p>Di sicuro possiamo dire che Panariello è tornato senza deludere le aspettative. Le battute sono tutte nuove. Non ha riciclato niente ed è forse per questo che ci ha messo un po’ per tornare nei teatri. Il tour proseguirà in tutta Italia.</p>
<p>____________<br />
Alan Valenza</p>
<p><div id='stb-container-693' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-693' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-693' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi" target="_blank">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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			</a>
		</div>
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		<title>Corrado Guzzanti: ricicli a parte, una perla di satira</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 08:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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		<description><![CDATA[Corrado Guzzanti è un genio pigro. Non si tratta di un&#8217;infamia, è una cosa emersa durante la sua intervista a &#8220;Che tempo che fa&#8221; (che potete vedere Giulio Tremonti (attuale ministro dell&#8217;economia) che sdrammatizza i più tragici eventi economici recenti banalizzandoli con cinismo e, tra un &#8220;povca tvoia, povca puttana&#8221; e un altro, finisce ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ticket.travelitalia.com/data/biglietteria/Foto/Corrado-Guzzanti.jpg" target="_blank"><img style="width: 191px; height: 253px;" src="http://ticket.travelitalia.com/data/biglietteria/Foto/Corrado-Guzzanti.jpg" border="0" alt="" align="left" /></a> Corrado Guzzanti è un genio pigro. Non si tratta di un&#8217;infamia, è una cosa emersa durante la sua intervista a &#8220;Che tempo che fa&#8221; (che potete vedere <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kAa7r0-Rlos">http://www.youtube.com/watch?v=kAa7r0-Rlos</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;>qui</a>).<br />
I<strong> geni pigri </strong>sono una maledizione, perché ogni volta che tirano fuori qualcosa di nuovo ti obbligano a bestemmiare perché sai che si tratta di una cosa geniale e che non ne vedrai un&#8217;altra per un bel pezzo.</p>
<p>Dopo <em>L&#8217;ottavo nano</em> (2001), con la conduttrice e collega storica Serena Dandini, e la parentesi de <em>Il caso Scafroglia</em> (2002), Corrado sparisce dalla tv. Passa temporaneamente al cinema, dove consuma ben tre anni per realizzare il film di <em>Fascisti su marte</em>, che riscuote un successo modesto. Dal teatro, se non si conta <em>Faccia da comico</em>, con la Dandini e Neri Marcorè, mancava invece dal 1998, ben undici anni.<br />
E&#8217; tornato alla ribalta questo aprile, con uno spettacolo chiamato semplicemente <em><strong>Recital</strong></em>.</p>
<p><em>Recital</em> è una sorta di &#8220;nelle puntate precedenti&#8221;: un lungo (dura più di tre ore), gustosissimo riassuntone della vita professionale di Corrado. E&#8217; affiancato in questa impresa dalla sorellina Caterina (che ha ormai un curriculum di tutto rispetto sia come comica che come attrice, viste le sue doti recitative in <em>Boris</em>) e dal sempiterno collega e amico Marco Marzocca.<br />
Lo spettacolo parte in quarta con un <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iXTm2bzjonY">http://www.youtube.com/watch?v=iXTm2bzjonY</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;>Giulio Tremonti</a> (attuale ministro dell&#8217;economia) che sdrammatizza i più tragici eventi economici recenti banalizzandoli con cinismo e, tra un &#8220;povca tvoia, povca puttana&#8221; e un altro, finisce ad illustrare paranoiche teorie complottistiche che comprendono persino gli alieni.<br />
<a href="http://www.salento.com/images/uploads/MarcoMarzocca01.jpg" target="_blank"><img style="float: right;" src="http://www.salento.com/images/uploads/MarcoMarzocca01.jpg" alt="Marco Marzocca" width="212" height="154" /></a> Subito a ruota vengono presentati i comprimari dello show: Marzocca interpreta un ligio e giovane prete tanto ingenuo da risultare ottuso, personaggio ricorrente come il tema che rappresenta; la Guzzantina si giostra invece tra diversi personaggi, primo fra i quali un&#8217;ipotetica Miss Italia stereotipo dell&#8217;oca ignorante che si studia le risposte a memoria.<br />
Mentre sul megaschermo passano spezzoni di altri personaggi che purtroppo non saranno eseguiti dal vivo (<a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=90CEJtmnm-U">http://www.youtube.com/watch?v=90CEJtmnm-U</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;>Antonio Di Pietro</a>, i <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=SPqdSGqpEqY">http://www.youtube.com/watch?v=SPqdSGqpEqY</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;>mafiosi &#8220;prestati&#8221; alle ronde</a>&#8230;), Corrado mette su la pelata di <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=c04TNws05Bk">http://www.youtube.com/watch?v=c04TNws05Bk</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;>Fausto Bertinotti</a> e ci rende partecipi dei progetti del leader de La sinistra l&#8217;arcobaleno: frazionarsi in partiti sempre più piccoli fino a diventare microscopici e, come i virus, attaccare la maggioranza dall&#8217;interno, invisibili e fatali.<br />
Dopo la breve pausa bagno che segue la prima ora di show,<strong> Corrado riparte con Vulvia</strong>, storico personaggio de <em>L&#8217;ottavo nano</em>, e il suo &#8220;Rieducational Channel&#8221;.<br />
Entra poi il più recente <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Fhx4ktbTZ74">http://www.youtube.com/watch?v=Fhx4ktbTZ74</a></p>
<p> target=&#8221;_blank&#8221;>Padre Pizzarro</a>, visto a <em>Parla con me</em>, che elargisce vere e proprie perle di satira al vetriolo su religione e chiesa.<a href="http://4.bp.blogspot.com/_YeMKKDpM0k4/SizbyeQoH2I/AAAAAAAAA0c/o6ipiFvLrUU/s400/1244453762.jpg" target="_blank"><img style="width: 198px; height: 105px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_YeMKKDpM0k4/SizbyeQoH2I/AAAAAAAAA0c/o6ipiFvLrUU/s400/1244453762.jpg" border="0" alt="" align="left" /></a> Segue il lungo ma piacevolissimo intermezzo di Maria Stella Gelmini (attuale ministro dell&#8217;istruzione), imitata da Caterina, che sfrutta come spalle il fratello Corrado e Marco Marzocca nei panni di padre Federico.<br />
Le ultime battute dello spettacolo sono inanellate perfettamente partendo dal profeta del dio Quélo, che scopriamo essere morto (!). Mentre padre Federico cerca in tutti i modi di farsi raccontare qualche dettaglio sulla vita nell&#8217;aldilà, fa la sua comparsa sul megaschermo niente meno che Gianfranco Funari (realmente morto nel luglio 2008).<br />
<a href="http://gaetanolopresti.files.wordpress.com/2009/04/guzzanti-funari-p41101802.jpg" target="_blank"><img style="width: 314px; height: 224px;" src="http://gaetanolopresti.files.wordpress.com/2009/04/guzzanti-funari-p41101802.jpg" border="0" alt="" align="right" /></a>Sono momenti davvero tragicomici, raccontati con<strong> precisione millimetrica</strong>, dato che gli attori in carne ed ossa devono rispondere alla registrazione sul megaschermo in maniera naturale ma senza sforare i tempi programmati. Il redivivo Funari ci informa con il suo tipico distacco da uomo vissuto che anche in paradiso &#8211; ora subappaltato &#8211; c&#8217;è un gran casino, e la burocrazia ti frega. Consiglia ai neo-morti di non firmare mai niente, dato che persino la famosa &#8220;luce da seguire&#8221; è a carico e costa parecchio. Dopo aver costretto fuori dal palco gli &#8220;attori vivi&#8221; con i suoi soliti modi, è proprio lui a chiudere lo show, chiosando che non ci invidia per niente, dato che noi dobbiamo sopportare ancora Berlusconi, che ci sta preparando &#8220;un bel piattino dimmerda&#8221;.<br />
Grandi assenti: Rokko Smitherson, Lorenzo, Brunello Robertetti, Barbagli.</p>
<p><a href="http://nuzzola.files.wordpress.com/2009/04/corradoguzzanti.jpg" target="_blank"><img style="width: 276px; height: 330px;" src="http://nuzzola.files.wordpress.com/2009/04/corradoguzzanti.jpg" border="0" alt="" width="276" height="330" align="left" /></a> Che dire di <em>Recital</em>&#8230; Guzzanti è Guzzanti. E&#8217; in forma, come sempre, e i suoi personaggi sono <strong>semplicemente irresistibili</strong>. Essendo, come ho detto in apertura, uno &#8220;spettacolo polpettone&#8221;, va da sé che gran parte dei personaggi ripetono battute già sentite e risentite nel corso degli anni&#8230; L&#8217;apoteosi del riciclo si ha con Vulvia e con Quélo: è vero che i classici &#8220;Spingitori di cavalieri&#8221; e &#8220;Tu c&#8217;hai grossa crisi, stai miagolando nel buio&#8221; sono cavalli di battaglia che vengono accolti da scrosci infiniti di applausi, ma non sarebbe stato male pensare qualche battuta nuova&#8230; Sono passati quasi dieci anni dalle loro prime apparizioni, e il mondo cambia in fretta&#8230; E&#8217; qui che la pigrizia di Corrado mostra il suo aspetto peggiore.</p>
<p>L&#8217;umorismo di quasi tutto lo spettacolo è generalmente leggero e parodistico, più che satirico. Ricorda l&#8217;atmosfera felice di tempi più rilassati e rilassanti, come quelli di <em>Avanzi</em> e (un po&#8217; meno) <em>L&#8217;ottavo nano</em>. L&#8217;effetto è strano, perché questo tipo di comicità sembra quasi anacronistica, fuori tempo massimo, e stona un po&#8217; con la situazione sociale ma soprattutto politica, in Italia. <em>Recital</em> è uno spettacolo probabilmente pensato per regalare una boccata di <strong>aria fresca</strong>&#8230; Far ridere senza dar da pensare più di tanto, senza far rodere il fegato tra un&#8217;imitazione e l&#8217;altra e far uscire dal teatro rilassati e contenti, anziché meditabondi e vagamente incazzati o depressi come si potrebbe uscire, ad esempio, da uno spettacolo moderno di Beppe Grillo, Daniele Luttazzi (in tour con <em><a href="http://www.danieleluttazzi.it/node/343" target="_blank">Va dove ti porta il clito</a></em>) o persino la sorella di Corrado, Sabina (in tour con <a href="http://www.sabinaguzzanti.it/vilipendio-tour/" target="_blank"><em>Vilipendio</em></a>).</p>
<p><a href="http://www.la7.it/img/video/320X240/9930.jpg" target="_blank"><img style="width: 299px; height: 224px;" src="http://www.la7.it/img/video/320X240/9930.jpg" border="0" alt="" align="right" /></a> Ho detto &#8220;umorismo leggero e parodistico&#8221; e qui subito lo nego perché &#8211; e questo è il punto chiave di tutto lo show, secondo me &#8211; in realtà la parte satirica c&#8217;è eccome, e riguarda esclusivamente la religione, i credo e l&#8217;istituzione della chiesa. Tramite i personaggi di padre Federico e soprattutto padre Pizzarro, <em>Recital</em> muove un attacco brillante ed intelligente a tutto il sistema metafisico umano. Con una logica sorprendente poiché estremamente lucida, lo mette a nudo senza vergogna e senza mezze misure, con la freddezza con cui uno scienziato studia un batterio posto sul vetrino del suo microscopio.<br />
Sotto questo punto di vista, lo spettacolo di Corrado fa scuola e <strong>pesta più duro</strong> di &#8211; crediateci o meno &#8211; un maestro della satira come Daniele Luttazzi, che personalmente considero il punto di riferimento (quantomeno italiano) su questo argomento (teorico e pratico).</p>
<p><em>Recital</em> vale quindi l&#8217;acquisto del biglietto?<br />
Se amate Corrado Guzzanti ed i suoi personaggi, e non storcete troppo il naso a sentire per l&#8217;ennesima volta un&#8217;abbondante selezione di battute vecchie, precipitatevi a prenotare i biglietti.<br />
Se Guzzanti vi piace il giusto, ma non potete resistere alla satira senza peli sulla lingua riguardante la religione e la chiesa, <em>Recital</em> è una perla in tal senso, filtrata dai personaggi meno nuovi e/o interessanti.<br />
Se conoscete a malapena Guzzanti, ma avete voglia di farvi due sane risate senza poi sentirvi in colpa una volta usciti da teatro, considerate l&#8217;ipotesi di andarvi a vedere questo divertente spettacolo.</p>
<p>E speriamo che non tocchi aspettare dieci anni per vedere qualcosa di nuovo. Muovi il culo, Corrado!
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