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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; Cinema</title>
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		<title>Eastwood racconta Hoover</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 17:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[Dustin Lance Black]]></category>
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		<description><![CDATA[J. Edgar Hoover è per lo più è conosciuto come l'uomo che ha tenuto per le palle l'America per più di quarant'anni. Il nuovo film di Clint Eastwood racconta la storia di questo intrigante personaggio.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/hoover.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13322" title="J. Edgar Hoover" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/hoover.jpg" alt="J. Edgar Hoover" width="264" height="363" /></a><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/J._Edgar_Hoover" target="_blank">J. Edgar Hoover</a> ha avuto un ruolo talmente primario nella nascita di quella che oggi chiamiamo FBI (Federal Bureau of Investigation, ovvero la polizia federale degli Stati Uniti d&#8217;America), che comunemente si dice ne sia stato il fondatore. Ma soprattutto <strong>è conosciuto come l&#8217;uomo che ha tenuto per le palle l&#8217;America per più di quarant&#8217;anni</strong>, utilizzando informazioni estremamente confidenziali per manipolare a suo vantaggio &#8211; o a vantaggio di ciò che egli credeva di dover difendere (la sicurezza dei cittadini) &#8211; i personaggi più potenti del suo tempo, da Roosevelt ai Kennedy fino a Nixon.</p>
<p><strong>Il nuovo film di Clint Eastwood è un biopic su questo personaggio, interpretato da Leonardo Di Caprio, e si intitola semplicemente &#8220;J. Edgar&#8221;.</strong><br />
Ad affiancare Di Caprio un cast veramente soddisfacente, a partire da Naomi Watts &#8211; che purtroppo non abbiamo avuto il piacere di vedere molto sul grande schermo, nell&#8217;ultimo paio d&#8217;anni &#8211; per passare ad Armie Hammer, &#8220;i gemelli&#8221; di The Social Network, nuova scoperta di Fincher che per Eastwood ha fatto veramente un lavoro notevole. <strong>La direzione degli attori è uno dei tanti fiori all&#8217;occhiello di nonno Eastwood</strong>, e quindi anche l&#8217;ultima delle comparse appare come il migliore degli attori, ma oltre allo stupendo trio di cui sopra, che funziona come il più perfetto dei meccanismi, non si può non citare l&#8217;immensa Judi Dench, nella parte della madre di Hoover.</p>
<p><strong>J. Edgar è il biopic perfetto</strong>. Se mai voleste fare una biografia di qualcuno, con qualsiasi media, andate al cinema con un bloc notes e una penna, perché la sceneggiatura è dell&#8217;astro nascente <a href="http://www.imdb.com/name/nm0085257/bio" target="_blank">Dustin Lance Black</a>, premio Oscar 2009 per la miglior sceneggiatura originale con &#8220;Milk&#8221;. La struttura narrativa è esattamente quella che deve essere: Black ed Eastwood ci raccontano la storia del personaggio fin dall&#8217;inizio della sua carriera, mostrandoci la nascita di quello che io paragono a un Batman della vita reale&#8230; Un uomo ciecamente ligio a ferrei principi morali, estremamente pignolo e rigido, determinato oltre ogni limite a ottenere il suo scopo. E contemporaneamente, mosso probabilmente da un qualche tipo di squilibrio mentale. La differenza che passa tra Batman e Joker è lo schieramento. Direi che è stato un enorme bene che un uomo come J. Edgar Hoover avesse come scopo la protezione dei cittadini e il superamento in mezzi, abilità e astuzia dei criminali.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/article-1314343-0B4EFB76000005DC-189_468x392.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13321" title="Hoover e Tolson" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/article-1314343-0B4EFB76000005DC-189_468x392-300x251.jpg" alt="Hoover e Tolson" width="300" height="251" /></a>Sceneggiatore e regista ci raccontano tutto questo <strong>addentrandosi senza paura nei risvolti psicologici più profondi del personaggio</strong>, non solo snocciolandoci la pur interessante cronologia dei fatti. Il rapporto morboso con la madre, l&#8217;insicurezza con le donne, il rapporto con il potere e chi lo esercitava, l&#8217;omosessualità latente&#8230; Forse su questo punto abbiamo gli unici eccessi di una scrittura altrimenti perfettamente distribuita. Mentre non abbiamo dati obiettivi sulle preferenze sessuali di Hoover, Black romanza invece un battibecco tra checche (passatemi il termine, credo che renda l&#8217;idea) che sinceramente ho trovato un po&#8217; stonato nel complesso del film. Validissimo e plausibilissimo invece come tratta il resto del rapporto tra Hoover e Clyde Tolson, un&#8217;amicizia solenne e fraterna, che sfocia tranquillamente ma non ambiguamente nell&#8217;amore reciproco.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla di particolare da segnalare riguardo al resto&#8230; Parliamo di Clint Eastwood, <strong>ogni reparto raggiunge standard altissimi</strong>: il makeup degli artisti invecchiati è stupefacente; la ricreazione scenografica e stilistica del periodo storico è ottima; la colonna sonora assolutamente non invasiva, anzi forse anche troppo; il montaggio brillante, con delle idee davvero geniali sui raccordi ai flashback. Come sempre, Eastwood dirige la sua troupe riuscendo a permeare ogni singolo fotogramma e al contempo facendo dimenticare allo spettatore che sta vedendo un film. Pura maestria, insomma.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/J-Edgar-Movie.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13323" title="Hoover DiCaprio" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/J-Edgar-Movie-300x223.jpg" alt="Hoover e DiCaprio" width="300" height="223" /></a>Il film rimane comunque un biopic, con tutto ciò che ne consegue: per quanto ben scritto, potreste trovare parti più noiose di altre, ad esempio, e la lunghezza non aiuta (137 minuti). Se insomma non siete minimamente interessati al personaggi di Hoover e/o al periodo storico, potreste considerare di aspettarlo in dvd o sul satellite. Certo che non se non si finanziano i film belli&#8230;</p>
<p>Per quelli che al contrario, come me, sono innamorati degli anni &#8217;30 &#8211; &#8217;40 e da personaggi come J. Edgar Hoover, vi consiglio una <strong>playlist per approfondire lo <em>zeitgeist</em> di quel periodo</strong>. Da vedere in quest&#8217;ordine:</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt1152836/" target="_blank">Nemico Pubblico</a>&#8220;, di Michael Mann, 2009. Con Johnny Depp nella parte di John Dillinger.</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt1616195/" target="_blank">J. Edgar</a>&#8220;, di Clint Eastwood, 2011. DiCaprio nella parte di J. Edgar Hoover.</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0074119/" target="_blank">Tutti gli uomini del presidente</a>&#8220;, di Alan Pakula, 1976. Sullo scandalo Watergate, con Robert Redford e Dustin Hoffman.</p>
<p>- &#8220;<a href="http://www.imdb.com/title/tt0870111/" target="_blank">Frost/Nixon</a>&#8220;, di Ron Howard, 2008. La storia della famosa intervista rivelatoria a Richard Nixon (Frank Langella).</p>
<div id='stb-box-1882' class='stb-warning_box' >Questa recensione ti è sembrata troppo lunga? Ricordiamo a tutti gli appassionati di cinema l&#8217;esistenza de &#8220;<a href="http://cinesemaforo.blogspot.com/" target="_blank">Il Cinesemaforo&#8221;</a>. La più immediata soluzione per scegliere il vostro film da guardare in serata: soltanto un colore e tre righe! Diventate <a href="http://www.facebook.com/pages/Il-Cinesemaforo/118169644879660" target="_blank">fan su Facebook</a>!</div>
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		<title>Terraferma &#8211; Recensione</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 09:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Caldarola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Terraferma” è il nuovo film del regista di origini siciliane Emanuele Crialese, in concorso alla sessantottesima Mostra internazionale del cinema di Venezia, che si è appena conclusa. Il film ha ottenuto un ottimo riscontro, e gli è stato attribuito il Premio della giuria. Il mare può separare e isolare mondi e persone, ma anche unirli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Terraferma” è il nuovo film del regista di origini siciliane <strong>Emanuele Crialese</strong>, in concorso alla sessantottesima Mostra internazionale del cinema di Venezia, che si è appena conclusa. Il film ha ottenuto un ottimo riscontro, e gli è stato attribuito il Premio della giuria. Il mare può separare e isolare mondi e persone, ma anche unirli e trasformarli: è questo il tema principale del suo lavoro; torna ad ispirare Crialese, il mare, dopo “Respiro” e “Nuovo mondo”, altri due film molto applauditi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Terraferma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11576" title="Terraferma" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Terraferma.jpg" alt="" width="150" height="214" /></a>La prima inquadratura di Terraferma è proprio dedicata al mare, scandagliato nelle sue profondità, di cui sembra di sentire il respiro. Altre ne seguiranno ancora, nel prosieguo del film, a scandire le fasi del racconto. La storia attinge dalla cronaca degli ultimi anni: su una piccola isola siciliana, che ricorda <strong>Lampedusa</strong> ma in realtà si tratta di Linosa, sbarcano le precarie imbarcazioni dei migranti. Gli abitanti, lacerati dalle contraddizioni della modernità, devono affrontare questa nuova realtà. C’è chi continua ad obbedire, come ha sempre fatto, alla legge del mare, quella che impone di aiutare chiunque sia in pericolo e di riportarlo a terra; sono perlopiù gli anziani pescatori, fedeli alla loro identità, anche se vivono in maniera sempre più difficile la modernità e non riescono più a vivere del loro lavoro. Altri temono che gli sbarchi possano compromettere l’immagine dell’isola, affacciatasi ad un prospero futuro di sfruttamento turistico, nel quale intravedono l’unica possibilità di guadagni consistenti.</p>
<p>Lo Stato impone la sua presenza vietando agli abitanti di aiutare i migranti, sequestra le barche dei pescatori che li hanno presi a bordo; proprio la rappresentazione del ruolo delle forze armate e quindi dello Stato, in questo film, è l’elemento che ha suscitato alcune perplessità; molti hanno rilevato una eccessiva accentuazione dello scontro tra “buoni e cattivi”, e una lettura troppo “politicamente corretta” delle drammatiche vicende legate all’emigrazione. Forse la presenza dei rappresentanti dello Stato costituisce quasi una necessità narrativa all’interno della storia, perché mette in moto la vicenda. D’altronde il regista ha dichiarato di non aver voluto fare un film “<em>a tesi</em>”, e di aver scelto come pubblico ideale “<em>un bambino di sette anni</em>”. Dunque se di film politico si può parlare, è a proposito delle riflessioni etiche che induce nello spettatore, aprendo uno sguardo profondo su temi quali la convivenza, la contaminazione e condivisione. Esemplare a tal proposito la scena notturna dell’”assalto” dei poveri migranti sfiniti all’imbarcazione di Filippo, il giovane protagonista. Una scena che difficilmente, a mio avviso, gli spettatori potranno dimenticare.</p>
<p>Nel film, incentrato sulle vicende di una piccola famiglia, è molto importante, tra i protagonisti, proprio il ruolo di Filippo, un ragazzo di vent’anni che ha perso il padre, scomparso in mare. Filippo è molto legato al nonno Ernesto, con cui lavora sul peschereccio di famiglia; è lui a vivere in prima persona le problematiche connesse all’accoglienza degli stranieri che vengono dal mare, e si rivela da subito come un eroe positivo, anche se non riuscirà sempre a salvare tutti gli uomini alla deriva. Altro personaggio chiave del film è Giulietta, la mamma di Filippo, divisa tra l’attaccamento alle radici e le esigenze di cambiamento e di trasformazione. Il suo personaggio si muove tra un’iniziale ostilità nei confronti della famiglia di migranti salvata dal nonno e una graduale apertura nei loro confronti. Di fronte allo sguardo di Timnit, la donna etiope che qui recita raccontando la sua storia vera di migrante, Giulietta scioglie i nodi della paura e della chiusura.  Queste due donne che si guardano negli occhi ed aprono il loro cuore sono un segno di speranza, e tracciano la via di un’”umanità” nuova.
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		<title>Vitrum e la formula &#8220;co-producers&#8221;</title>
		<link>http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/vitrum-e-la-formula-co-producers.html</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 10:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il mondo del cinema è un mondo duro: difficile entrarci, difficile rimanerci, difficile tirarci fuori la pagnotta. Mentre ci presenta il film di cui sarà aiuto regista, il nostro revisore ufficiale ci illustra una originale forma di auto produzione per cineasti indipendenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del cinema è un mondo duro: difficile entrarci, difficile rimanerci, difficile tirarci fuori la pagnotta. Le stelle di Hollywood, le major e la notte degli Oscar hanno costruito negli anni un immaginario collettivo piuttosto lontano dalla realtà comune di chi lavora nel campo. Un&#8217;analisi molto più cruda e veritiera la si può riscontrare nel serial (e recentemente film, <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/boris-un-flop-da-segno-dei-tempi.html" target="_blank">recensito dalla nostra Erika Farris</a>) Boris, che infatti è molto apprezzato dagli addetti ai lavori.<br />
Se un autore, dopo anni di gavetta e rospi ingoiati, cerca di realizzare il suo primo progetto importante, si trova davanti a porte chiuse in faccia, promesse di telefonate mai mantenute, &#8220;graduatorie&#8221; soffiategli dal figlio del produttore, per non parlare di cose più losche, che tralascio per non divagare.</p>
<div id="attachment_11316" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/regia.jpg"><img class="size-medium wp-image-11316" title="regia" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/regia-300x225.jpg" alt="Marco Cei e Andrea Bruno Savelli" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Marco Cei e Andrea Bruno Savelli</p></div>
<p>Questo mondo lo conosce bene <strong>Marco Cei</strong>, che lavora nel campo della produzione cinematografica dal 2000, è docente della scuola di cinema Anna Magnani di Prato, ed è anche scrittore, sceneggiatore, attore, regista e produttore.<br />
Dopo aver lavorato sul progetto per anni, Marco va a bussare alle porte delle grandi case di produzione italiane, inutilmente.</p>
<p>Un autore che si ritrova in questa situazione, solitamente ha solo due alternative: trovare i soldi in qualche modo &#8211; autoproducendosi se è ricco, raccattando qualcosa qua, qualcosa là se non lo è &#8211; oppure rinunciare e tornare alle agenzie di lavoro interinale.<br />
Marco invece pensa a una terza alternativa: il sistema &#8220;<a href="http://www.thecoproducers.org/thecoproducersma.html" target="_blank">the coproducers</a>&#8220;.</p>
<p>Riassumendo, con questo sistema tutta la troupe e il cast lavorano inizialmente in modo gratuito, ma viene loro riconosciuta una <strong>percentuale di proprietà del film</strong>, stabilita secondo diversi parametri. A film finito, tutto l&#8217;incasso viene suddiviso tra i membri con le relative percentuali. Una sorta di <em>cooperativa cinematografica</em>, insomma.</p>
<div id="attachment_11317" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/villa1.jpg"><img class="size-medium wp-image-11317" title="villa1" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/villa1-300x225.jpg" alt="Villa Caruso" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Villa Caruso</p></div>
<p>La differenza con la &#8220;macchina&#8221; cinematografica classica, ovunque nel mondo, è che il produttore paga un tot gli attori, un tot la troupe, e il contratto è risolto. Se poi il film incassa una quantità spropositata di denaro, <strong>tutto il surplus rimane nelle casse della produzione</strong>. L&#8217;esempio che cito sempre è quello di Star Wars, il film che ha fatto la fortuna di George Lucas: se fosse stato fatto con il sistema co-producers, Lucas non sarebbe l&#8217;unico miliardario oggi, bensì tutto il cast e la troupe del film, perché ogni volta che il film avesse guadagnato dei soldi, sia pure in concorsi o a distanza di trent&#8217;anni, quei soldi sarebbero stati sempre suddivisi secondo le percentuali stabilite.<br />
Naturalmente, ci sono i lati &#8211; non negativi &#8211; ma rischiosi. Si tratta comunque di una scommessa: il successo di un film non è sempre prevedibile. Ma senz&#8217;altro questa formula carica responsabilità su tutti coloro che ci lavorano, spronandoli a fare un lavoro al meglio delle loro possibilità, in quanto questo si ripercuoterà direttamente sul loro guadagno.</p>
<p>Questo sistema è sempre più utilizzato, proprio perché le grandi produzioni cinematografiche sono circoli estremamente chiusi ed elitari. Il contratto di coproduzione o sue varianti sono quelli più utilizzati dalle produzioni indipendenti, e non solo in Italia: parlando con Christian Bachini (<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/christian-bachini-terremoto-italiano-a-shanghai.html" target="_blank">ve lo ricordate</a>? Lo abbiamo intervistato tempo fa), star dei film d&#8217;azione tutta italiana, in ascesa in Cina, ho scoperto che anche lì questo è il sistema che va per la maggiore, perché è quello che permette di far partire la produzione praticamente subito e senza troppe preoccupazioni.</p>
<div id="attachment_11314" class="wp-caption alignleft" style="width: 166px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/monni.jpg"><img class="size-medium wp-image-11314" title="monni" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/monni-300x284.jpg" alt="Carlo Monni" width="156" height="147" /></a><p class="wp-caption-text">Carlo Monni</p></div>
<p>Il film di Marco Cei si chiama <em>Vitrum &#8211; riverberi nello specchio</em>, e vede un cast di talentuosi attori &#8211; purtroppo poco noti al pubblico (per ora, eheheh&#8230;) &#8211; affiancati da una vera star del cinema toscano: <strong>Carlo Monni</strong>.<br />
Le spese vive del film sono state coperte dallo stesso regista e dalla casa di produzione indipendente <em>Diogene</em>, di cui uno dei membri, Andrea Bruno Savelli, è anche uno dei protagonisti del film.<br />
Vitrum è un thriller con venature horror, ambientato quasi completamente in una suggestiva e antica villa, appartenuta per anni al famoso tenore Enrico Caruso.</p>
<div id="attachment_11318" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/villa2.jpg"><img class="size-medium wp-image-11318" title="villa2" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/villa2-300x225.jpg" alt="Il giardino interno" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Il giardino interno</p></div>
<p>Le riprese del film cominceranno il 5 settembre, e sono previste cinque settimane di riprese.<br />
Vi invito a seguire il <a href="http://www.vitrum-riverberinellospecchio.it/" target="_blank">blog ufficiale</a> del film e la <a href="http://www.facebook.com/pages/Vitrum-Riverberi-nello-Specchio/224238370954196" target="_blank">pagina fan su facebook</a>, dove potete già trovare l&#8217;elenco del cast e della troupe, e dove potrete seguire in tempo reale la produzione del film, con foto e commenti postati (possibilmente) ogni giorno. Diffondete!</p>
<p>PS: l&#8217;autore dell&#8217;articolo, oltre a essere il revisore malvagio pagato in carne umana di Camminando Scalzi, incidentalmente è anche l&#8217;aiuto regista di Vitrum. Se noterete più refusi del normale sulle pagine di CS, nel prossimo mese e mezzo, saprete perché. <img src='http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  (grazie per la fiducia ndGriso)
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		<title>Metti una sera a cena</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 09:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Magro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[agatha Christie]]></category>
		<category><![CDATA[cena con delitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Ragionavo sul potere della letteratura di trascendere le pagine scritte e diventare spettacolo. Non solo al cinema, ma tra pentole, piatti e padelle. Okay mi spiego meglio: avete mai partecipato a una cena con delitto? Sono molti i locali che propongono un intrattenimento diverso dal gruppo del paesello in cerca di gloria. Sai la fatica. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/agatha_christie.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11051" title="agatha_christie" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/agatha_christie-213x300.jpg" alt="" width="170" height="240" /></a>Ragionavo sul potere della letteratura di trascendere le pagine scritte e diventare spettacolo. Non solo al cinema, ma tra pentole, piatti e padelle. Okay mi spiego meglio: avete mai partecipato a una <strong>cena con delitto</strong>? Sono molti i locali che propongono un intrattenimento diverso dal gruppo del paesello in cerca di gloria. Sai la fatica. La letteratura tura gialla è nelle mani della maestra dalla penna d’oro.</p>
<p>Come nelle migliori tradizioni, <strong>Agatha Christie</strong> scrive il primo romanzo per scommessa. La sorella la sfida a scrivere la detective story e Poirot ha inizio in quel di Styles Court. Che dire di lei, una vita tranquilla: cresce in famiglia, studia a casa, sposa Archibald il fedifrago. Poi lui ha la brillante idea di chiedere il divorzio. Lei non ci sta e scompare misteriosamente per qualche giorno. Nessuno sa nulla, finché la scovano in un albergo nello Yorkshire, registrata sotto falso nome, quello dell&#8217;amante del marito…  Poi in Mesopotamia incontra un archeologo tale Max che poi sposa.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/poirot-suchet.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11050" title="poirot-suchet" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/poirot-suchet-220x300.jpg" alt="" width="123" height="168" /></a>Poirot</strong> nasce durante la guerra e campa di gloria tanto che in Nicaragua gli hanno fatto persino un francobollo, la Christie viene insignita del titolo di D.B.E, ovvero è dama dell&#8217;impero britannico. Un pochino prima fa la crocerossina e apprende tutto ciò che sa circa i veleni lavorando all&#8217;ospedale di Torquay durante il conflitto. Questioni molto utili, poiché dopo alcuni gentili dinieghi di pubblicazione, approda anche lei sui comodini della zona.</p>
<p>In termini di vendite ha quasi  dato una pista a Shakespeare, che con l&#8217;Amleto e quella piaga di Giulietta insomma sì che s&#8217;era portato avanti coi lavori, ma l&#8217;Agatha mica pizza e fichi, signori, è la più tradotta al mondo, superata solo dalla penna ultra collettiva Disney. Il motivo? Tutta bravura. Fine. è il talento, quel saper creare atmosfere da vicariato lindo, vicinato floreale e marcio dietro le tendine. Brivido assicurato dietro qualsiasi sipario, su tutti i teleschermi, sulle pagine profumate di inchiostro. E in cucina.</p>
<div id='stb-container-3694' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-3694' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-3694' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita ?</p>
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		<title>X-Men: l&#8217;inizio</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 11:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
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		<category><![CDATA[X-men: l'inizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Matthew Vaughn, già regista di Stardust e Kickass, firma il nuovo capitolo della saga degli X-Men, che ci riporta all'origine di tutto, quando Xavier e Magneto lavorano assieme.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/cinema_lumierearrivodeltreno.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10876" title="Treno dei Lumiere" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/cinema_lumierearrivodeltreno-300x207.jpg" alt="Treno dei Lumiere" width="300" height="207" /></a>Si dice che il cinema sia nato con i fratelli Lumiére, con quel famoso spezzone di un treno che arriva in stazione, che fece fuggire a gambe levate gli impreparati spettatori.<br />
Questo ci suggerisce due cose: 1) il cinema è una tecnica narrativa che funziona per immagini &#8211; in movimento, ma pur sempre immagini -; 2) il cinema è nato come intrattenimento.<br />
Mentre sul primo punto credo che nessuno possa ribattere alcunché, è guerra spietata da quel giorno nel 1895 sulla seconda affermazione. Per quanto i puristi si sforzino di creare sotto-etichette all&#8217;infinito, fino a realizzare il buffo paradosso per cui ogni nuovo film diventa un&#8217;etichetta, la verità è che le interpretazioni sulla settima arte si riducono a due: c&#8217;è chi pensa che debba essere solo intrattenimento, talvolta anche fine a sé stesso, e chi invece pensa che debba necessariamente comunicare qualcosa, a diversi livelli di profondità.<br />
Tutta questa manfrina per dire che oggigiorno sostanzialmente questo modo di vedere il cinema non è cambiato granché: i cinefili possono ritrovarsi in sala beceri baracconi visivi con robottoni realizzati tutti in CGI, e nella sala accanto raffinatissimi e ricercatissimi film dalla lavorazione decennale, talmente ambigui che anche trasmettendo il primo e il secondo tempo invertiti, nessuno se ne accorge per nove giorni.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/13043.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10877" title="Matthew Vaughn" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/13043-205x300.jpg" alt="Matthew Vaughn" width="205" height="300" /></a>Ma per fortuna, ci sono anche registi giovani e intelligenti che riescono a coniugare le due cose senza affondare negli eccessi. Ne stanno spuntando diversi (uno dei miei preferiti è Duncan Jones, figlio di David Bowie) e questa cosa mi allieta. Uno di loro si chiama Matthew Vaughn, ha già diretto Stardust (dal best seller di Neil Gaiman) e Kickass (adattamento del fumetto di Mark Millar), e ora è nelle sale con <em>X-Men: L&#8217;inizio</em>, primo vero lavoro di responsabilità affidatogli dal reparto cinematografico della Marvel.<br />
Il carico era gravoso: scrivere un film sulle origini del gruppo degli X-Men restando al passo con i tempi ma contemporaneamente non discostarsi più di tanto dal primo film della saga, diretto dall&#8217;allora enfant prodige Bryan Singer (ormai un po&#8217; perso, diciamocelo) ben undici anni fa.<br />
Il progetto non era ardimentoso solo per questo motivo: la continuity Marvel è probabilmente la cosa più complicata da capire dopo la teoria delle Superstringhe. Personaggi che muoiono, resuscitano, si spostano in infiniti universi paralleli, vengono clonati, sostituiti da alieni mutaforma, cambiano sesso (no, questo forse ancora non è successo)&#8230; Figurarsi se ognuno di loro ha una storia e un&#8217;origine univoca!<br />
Si trattava di sceglierne una, o più probabilmente fare un misto di tutte, e fonderle insieme per adattarle alla versione cinematografica. Compito questo che è riuscito davvero molto bene al gruppo di sceneggiatori, di cui fa parte anche Vaughn.</p>
<p>Ed ecco quindi che il vecchio professor X Patrick Stewart passa la staffetta al talentuoso ma ancora poco famoso James McAvoy (<em>Wanted</em>, <em>Espiazione</em>), e Ian McKellen cede l&#8217;elmo di Magneto a Michael Fassbender. Due scelte azzeccatissime, in particolare il secondo: si è visto poco in giro (era Stelios in <em>300</em>), ma con la sua incredibile interpretazione in questo film si è garantito almeno sette contratti nei prossimi due anni.<br />
<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/cast.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10878" title="cast X-men l'inizio" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/cast-300x187.jpg" alt="Cast X-Men L'inizio" width="300" height="187" /></a> Il cast è il vero fiore all&#8217;occhiello di questo film: a parte alcune comparse piuttosto inutili (Edi Gathegi / Darwin) e qualche attore cane raccomandato (Zoe Kravitz, figlia di Lenny), è impressionante e piacevolissima la sequela di volti noti: Rose Byrne (<em>Troy</em>, <em>28 settimane dopo</em>), Oliver Platt (<em>I tre moschettieri</em>), Jason Flemyng (<em>Snatch</em>, <em>Solomon Kane</em>)&#8230; Persino le comparse più umili portano i connotati del padre di <em>Dexter</em> (James Remar) e quelli del diavolo di <em>Reaper</em> (Ray &#8220;il padre di Laura Palmer&#8221; Wise), per non parlare di uno dei capitani delle navi, inquadrato appena tre volte, che è niente meno che l&#8217;immenso Michael Ironside (<em>Scanners</em>, <em>Top Gun</em>), o i cameo di Rebecca Romijn (la Mystica adulta) e soprattutto dell&#8217;unico vero Wolverine, Hugh Jackman, che dice una sola, perfetta, frase. L&#8217;accostamento tra vecchie star sempre in grandissimo spolvero come Kevin Bacon e alcune giovani promesse come Nicholas Hoult (Hank McCoy, già visto in <em>A single man</em>) e Jennifer Lawrence (protagonista di <em>Un gelido inverno</em>, 4 nomination agli ultimi Oscar) funziona alla grande ed è una vera gioia per gli occhi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Immagine1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10879" title="Xavier e Magneto" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/Immagine1-300x200.jpg" alt="Xavier e Magneto" width="300" height="200" /></a>Molto intelligente l&#8217;impianto narrativo. La storia della nascita del conflitto tra Charles Xavier e Magneto non è isolata e decontestualizzata come ci si sarebbe potuti aspettare, ma anzi è inserita negli anni della guerra fredda con maestria. Si percepisce il senso di pericolo mondiale mentre si imparano a conoscere i protagonisti della vicenda; una lezione appresa pari pari da Watchmen (un capolavoro che continua a fare scuola a distanza di ventiquattro anni) o, per raffrontarlo con qualcosa di più attinente, dal primo X-Men.</p>
<p>Matthew Vaughn ha insomma imparato molto con soli due film all&#8217;attivo. Ha dimostrato ancora una volta, dopo Kickass, di saper raccontare una storia interessante mentre diletta la vista con combattimenti ed effetti speciali, peraltro senza mai rendere l&#8217;inquadratura confusa, ma anzi rimanendo assolutamente chiaro e preciso persino nelle scene più agitate. Non fa che infiammare la speranza di poter vedere bei film piacevoli &#8211; pur sempre di intrattenimento &#8211; che non scadano nell&#8217;autocompiacimento, da un lato o dall&#8217;altro. Ora come ora, però, mi piacerebbe vedere come se la cava con un soggetto diverso da un film fantasy/di supereroi. Cosa che forse non succederà mai, dato che il suo prossimo progetto è il seguito di Kickass. Speriamo che non si fossilizzi sulle solite cose, sarebbe un vero peccato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div id='stb-box-5793' class='stb-warning_box' >Ricordiamo a tutti gli appassionati di cinema l&#8217;esistenza di un nostro sito amico che si chiama &#8220;<a href="http://cinesemaforo.blogspot.com/" target="_blank">Il Cinesemaforo&#8221;</a>. La più immediata soluzione per scegliere il vostro film da guardare in serata, rapida, veloce, soltanto tre colori e tre righe. Esiste anche <a href="http://www.facebook.com/pages/Il-Cinesemaforo/118169644879660" target="_blank">un gruppo Facebook</a>!</div>
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		<title>Il calore di Dieci Inverni</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 12:25:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Magro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[dieci inverni]]></category>
		<category><![CDATA[isabella ragonese]]></category>
		<category><![CDATA[michele riondino]]></category>
		<category><![CDATA[mosca]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[recensione dieci inverni]]></category>
		<category><![CDATA[valerio mieli]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Vinicio Capossela]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;amore è: - tu, che l&#8217;hai conosciuto/a per caso; - lui/lei, che pensi sia il tuo Lui, la tua Lei; - tu, che quando lo/la pensi sorridi o piangi; - lui/lei, che vorresti chiamare quando sei triste o felice; - tu, che vivi nella speranza di vederlo/la; - lui/lei, che non è sostituibile; - tu, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;amore è:</p>
<p>- tu, che l&#8217;hai conosciuto/a per caso;<br />
- lui/lei, che pensi sia il tuo Lui, la tua Lei;<br />
- tu, che quando lo/la pensi sorridi o piangi;<br />
- lui/lei, che vorresti chiamare quando sei triste o felice;<br />
- tu, che vivi nella speranza di vederlo/la;<br />
- lui/lei, che non è sostituibile;<br />
- tu, che hai paura di soffrire, ma già soffri da morire;<br />
- lui/lei, perché se ti guarda non puoi respirare e il suo sorriso ti taglia le gambe<br />
- tu, che desideri sentire la sua voce, ma hai paura di quello che potrebbe dirti;<br />
- lui/lei, che è appassionato e appassionante;<br />
- tu, che ti chiedi perchè;<br />
- lui/lei, che è lontano e sai che ti dimenticherà;<br />
- tu, che aspetti il momento in cui lo dimenticherai.</p>
<p>Gli amori non sono tutti uguali: qualcuno è normale e qualcuno è speciale; ci sono amori fragili e amori contorti, amori in cui soffri solamente tu e quelli che non si realizzano mai.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/47597.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-10376" title="47597" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/05/47597.jpeg" alt="" width="252" height="362" /></a>Dieci inverni</strong>, il prologo di un amore lungo dieci anni, difficili, tormentati, incompresi, lontani, ad alimentare una passione che rimane intensa e intatta proprio perchè non si realizza. Comincia così una strana storia d&#8217;amore, anzi il prologo di una strana storia d&#8217;amore, tenace ma astratto, che richiederà dieci anni per concretizzarsi pienamente; dieci anni, anzi dieci lunghi e freddi inverni, durante i quali si conoscono e si frequentano, si perdono e si ritrovano, vivono altre vicende ed altri amori, correndo sempre in direzioni opposte, senza mai voltarsi indietro ad aspettare l&#8217;altro. Li lega un forte senso di appartenenza che è amore mascherato da amicizia, l&#8217;attitudine di vedere la vita allo stesso modo e, soprattutto, la capacità di capire gli errori dell&#8217;altro.</p>
<p>Eppure dovranno trascorrere dieci lunghi inverni, passati a rincorrersi tra la nebbia di Venezia e il gelo di Mosca  prima di scoprire in se stessi la consapevolezza che l&#8217;attrazione che li unisce è amore.</p>
<p>1999, Due studenti Camilla (<strong>Isabella Ragonese</strong>) e Silvestro (<strong>Michele Riondino</strong>) in quel di Venezia incrociano i loro sguardi su di un vaporetto,  lei timida e graziosa, lui all’apparenza molto sicuro di sè,<strong> </strong>una volta rotto il ghiaccio lui decide di seguirla<strong> </strong>passando con lei una rivelatoria e castissima notte che trascorre tra parole non dette e sguardi sin troppo eloquenti. Inizierà cosi <em>una lunga storia d’amore</em> come cantava Gino Paoli, ma a distanza perchè la vita, o se preferite il destino, li porterà sempre ad un passo l’uno dall’altra, rendendoli consapevoli, ma non troppo del loro sentimento che invece di spegnersi, sembra rafforzarsi. Così attraverso dieci anni e dieci inverni i loro cuori terranno bene al caldo un sentimento solo all’apparenza fugace, ma pronto invece a superare qualsiasi difficoltà perchè allevato con costanza e accompagnato verso una primavera metaforicamente liberatoria, in cui potrà sbocciare e diventare anche altro.</p>
<p>Il  regista esordiente <strong>Valerio Mieli</strong>, che ci regala<strong> </strong>un film dotato di  un garbo davvero gratificante per chi assiste alle sue poetiche transizioni attraverso acquerelli invernali ricchi di consistenza e popolati da due protagonisti credibili e intensi. Avventura sentimentale che, tra liti e riappacificazioni, segue la crescita dei due protagonisti, segnati dall’ingresso nell’età adulta e che si trovano ad essere nemici, amici, conoscenti, innamorati, vicini e distanti, mentre vivono altri rapporti di coppia e condividono la stessa casetta sulla laguna. I due protagonisti si muovono  fuori coordinate. Ognuno per sé e in disfunzione dell&#8217;altro, con un comun denominatore che finisce sempre con l&#8217;essere ingannato. Un gioco schematico con pochi schematismi e con qualche pausa: dieci inverni son tanti e non tutte le annate conservano la stessa intensità, la medesima urgenza espressiva. E alcune tonalità rischiano di perdersi in sottotrame risapute. Il finale è facilmente immaginabile, ma non intacca un&#8217;unione amorosa che sa emozionare. E lascia qualche domanda aperta: Camilla e Silvestro hanno sprecato troppi minuti di non-amore oppure la densità sentimentale ha richiesto tempo per realizzarsi completamente?</p>
<p>Indimenticabile e amabile<strong> Vinicio Capossela </strong>che regala la colonna sonora al film, e con un’intensa <em>Parla Piano</em> racconta con garbo il rapporto che vuole esplodere nella sua purezza. Delicato e struggente. E ricorda che “Quando ami qualcuno meglio amarlo davvero e del tutto o non prenderlo affatto”.</p>
<p>Chi scrive crede che, se avesse utilizzato dieci anni di vita per rincorrere il suo Silvestro, il tempo non sarebbe stato del tutto sprecato.  Ma come detto prima certi amori non si realizzano mai.</p>
<p>E altri sì.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yDyRCUqRnng">http://www.youtube.com/watch?v=yDyRCUqRnng</a></p>
</p>
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		<title>Game of Thrones</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 11:42:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Obi-Fran Kenobi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[David Benioff]]></category>
		<category><![CDATA[Game of thrones]]></category>
		<category><![CDATA[George R.R. Martin]]></category>
		<category><![CDATA[hbo]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Bean]]></category>
		<category><![CDATA[serie tv]]></category>
		<category><![CDATA[Songs of Ice and Fire]]></category>

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		<description><![CDATA[In America la HBO sta trasmettendo Game of Thrones, una serie tv tratta dai capolavori di George R. R. Martin. Chi è costui? Cos'è Game of Thrones? Un articolo adatto sia ai fan delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sia a chi non ha idea di cosa stiamo parlando!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/game-of-thrones-poster.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9992" title="game-of-thrones-poster" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/game-of-thrones-poster.jpg" alt="Game of Thrones Poster" width="259" height="383" /></a>Ovviamente, le cose che non avete ancora letto sono sempre le migliori. Almeno stando a quanto dicono i vostri conoscenti e amici, no? &#8220;Non hai letto questo?! Ma veramente?! Ma è la cosa più meravigliosa mai scritta, non sai che ti perdi, sei un ignorante!&#8221;, non vi capita mai? A me continuamente.<br />
Ora. Solitamente questo genere di persone non c&#8217;azzecca mai, e se c&#8217;azzecca lo fa per caso. Personalmente non ho molta fiducia nei grandi romanzieri moderni, quindi finché qualcuno promuove in questa maniera becera grandi classici o best seller comprovati, posso anche seguire il consiglio, altrimenti mi limito ad annuire e proseguire tranquillamente nella mia immane coda di lettura.<br />
Ma se, in questi giorni, qualcuno vi dicesse &#8220;Non hai letto le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin?! Ma veramente?! Ma è la cosa più meravigliosa mai scritta, non sai che ti perdi, sei un ignorante!&#8221;, forse dovreste dargli ascolto.<br />
E mi limito con questo paragrafetto a promuovere il libro, perché, davvero, non sarei credibile se mi mettessi a spiegare quanto sono belli i suoi libri a uno che non li ha mai letti. Qui parliamo della serie TV.</p>
<p>Infatti, i diritti della saga sono stati acquisiti da HBO, che ne ha prodotto una serie non solo con il beneplacito, ma anche con la collaborazione dell&#8217;autore, in veste di produttore esecutivo e sceneggiatore.<br />
La HBO è una delle più grosse realtà televisive americane, con quasi trenta milioni di abbonati, e le sue produzioni sono famose per la qualità della produzione (alcune serie: Six feet under, Sex and the city, I Soprano, The Wire, Band of brothers, fino ai più recenti True Blood e Boardwalk Empire, quest&#8217;ultimo prodotto da Martin Scorsese e con un cast eccezionale).<br />
<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/David-Benioff.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-9996" title="David-Benioff" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/David-Benioff.jpeg" alt="David Benioff" width="234" height="204" /></a> Al timone della produzione c&#8217;è David Benioff, sceneggiatore difficile da giudicare, dato che è la penna dietro un film bellissimo come &#8220;la 25<sup>a</sup> ora&#8221; di Spike Lee, di filmetti da intrattenimento come &#8220;X-Men le origini: Wolverine&#8221;, di robe di dubbio senso come &#8220;Stay &#8211; il labirinto della mente&#8221; e anche di schifezze intergalattiche come &#8220;Troy&#8221;.<br />
A queste perplessità si aggiunge ovviamente l&#8217;intricato affresco scritto da Martin, che comprende decine di sottotrame, intrighi, doppi giochi, cospirazioni, situazioni ambigue, cose non dette, ma soprattutto decine e decine di personaggi. È interessante rimarcare come Martin stesso, che ha iniziato la sua carriera proprio come sceneggiatore televisivo, affermi in un&#8217;intervista di aver scritto le Cronache proprio per staccarsi completamente dai meccanismi narrativi della televisione, e fare qualcosa di impossibile da riportare su celluloide. Ironico quindi non solo che sia stata fatta una serie tv, ma che lo stesso Martin ne sia entusiasta promotore e ne abbia preso parte.</p>
<p>Insomma, le premesse lasciavano spazio a qualche dubbio, nonostante un colosso come HBO dietro al tutto, e i fan di tutto il mondo hanno continuato a tremare fino al 17 aprile, data della messa in onda della prima puntata di Game of Thrones.<br />
Per fortuna, la paura era ingiustificata: Game of Thrones è meraviglioso quanto il libro.</p>
<p>&#8220;Fedeltà&#8221; è la parola chiave. Essendo, come ho già detto, i libri di Martin particolarmente complessi, dopo aver visto la prima puntata sono andato a leggermi dei &#8220;bignami&#8221; dell&#8217;opera, riassunti in pdf di tutti i capitoli dei libri, per rinfrescarmi la memoria, e con piacevole sorpresa mi sono accorto di stare leggendo, praticamente, la scaletta del telefilm stesso, tanta è la fedeltà.<br />
<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/the-wall.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9994" title="the-wall" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/the-wall.jpg" alt="La Barriera" width="412" height="231" /></a> Ma questa non si limita solo alla storia in sé: <strong>Game of Thrones è un vero e proprio viaggio all&#8217;interno dei Sette Regni.</strong> Si respira la stessa atmosfera dei libri, e le immagini, già vivide nell&#8217;immaginazione dei lettori, trovano una cristallizzazione quasi perfetta sullo schermo. <strong>La qualità visiva è impressionante: </strong>fotografia, scenografia e costumi sono allo stato dell&#8217;arte, assolutamente degni di produzioni cinematografiche, anzi, di molto superiori alla media.<br />
Se c&#8217;è qualcosa da lamentare, forse si può trovare nel casting: se alcune scelte sembrano incarnazioni vere e proprie dei personaggi del libro (Arya, Jaime), altre forse infastidiscono un po&#8217; (Jon, Catelyn, Daenerys, lo stesso &#8220;protagonista&#8221; della prima stagione, Sean &#8220;Boromir&#8221; Bean), ma sono minuzie con cui si viene facilmente e velocemente a patti, tanto è immersiva l&#8217;esperienza visiva.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ned-arya.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9999" title="ned-arya" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/ned-arya.jpg" alt="Ned Arya" width="357" height="237" /></a>Ottima la scelta, piuttosto controcorrente (e quindi, a mio avviso, ancora più apprezzabile), di fare &#8220;solo&#8221; dieci puntate a stagione, ma di lunghezza aumentata (un&#8217;ora contro lo standard di quaranta minuti. Finora sono state trasmesse le prime due). Si ha così un&#8217;opera compatta e &#8220;ordinata&#8221; &#8211; passatemi il termine &#8211; con puntatone succose dense di avvenimenti, personaggi e dialoghi, che però hanno modo e tempo di esprimersi al meglio. Ogni stagione racconterà un intero libro della saga, che al momento consta di quattro volumi (il quinto, dopo innumerevoli travagli durati ben sei anni, uscirà il 12 luglio).</p>
<p><strong>L&#8217;accoglienza del pubblico è stata calorosa, quasi cinque milioni di spettatori,</strong> e pertanto la HBO ha immediatamente dato luce verde alla seconda stagione. Un risultato fantastico, se si tiene conto che la squadra di Game of Thrones è riuscita ad appagare i fan dei libri e al contempo interessare chi è a digiuno dell&#8217;opera di Martin. Molti miei amici si sono subito procurati i libri appena vista la prima puntata, tanto originale e ipnotizzante l&#8217;hanno trovata.</p>
<p>La serie è trasmessa in America ogni domenica alle tre di mattina, ora italiana, ma in Italia nessuno ne ha comprato i diritti. Non aspettatevi quindi una versione doppiata in tempi brevi: l&#8217;unico modo per vederla è ricorrere al download o allo streaming (e all&#8217;alacre e ottimo lavoro dei siti di sottotitoli, se avete problemi con l&#8217;inglese). Questo forse è anche un bene, dato che gli attori svolgono un lavoro eccellente anche dal punto di vista delle parlate e degli accenti, aspetto che ha un suo peso anche nei libri. Si consiglia vivamente la versione a 720p, e possibilmente uno schermo adatto a tale risoluzione. L&#8217;impatto visivo, ripeto ancora, è qualcosa di esaltante.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/George-R-R-Martin.png"><img class="size-full wp-image-9993 alignleft" title="George-R-R-Martin" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/George-R-R-Martin.png" alt="George R. R. Martin" width="153" height="197" /></a>Brevemente, qualche informazione per chi volesse cominciare a leggere il capolavoro di George Martin.<br />
Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono una saga fantasy comunemente detta &#8220;a bassa magia&#8221; (low magic); sottogenere inventato per distinguerli dai fantasy alla Dungeons&amp;Dragons di autori come R.A. Salvatore, Hickman&amp;Weis, Ed Greenwood, eccetera&#8230; Questo genere di fantasy è molto più vicino al romanzo storico, e le ricerche di Martin sono infatti orientate verso la vita quotidiana e le guerre medievali. Non è un caso che siano state fatte delle analogie con la &#8220;guerra delle due rose&#8221; di Shakespeare, in cui persino i nomi delle due casate protagoniste sono simili (Lancaster/Lannister &#8211; York/Stark).</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/mondadoriomnibus1.jpg"><img class="size-full wp-image-9997 alignright" title="mondadoriomnibus" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/mondadoriomnibus1.jpg" alt="Mondadori Omnibus" width="161" height="240" /></a>In Italia i libri sono purtroppo editi da Mondadori, e dico purtroppo perché è stato compiuto ogni genere di nefandezza su tali capolavori. Ogni libro originale è stato spezzato in due o più libri in formato Oscar Mondadori, aumentandone quindi esponenzialmente il prezzo (che di recente è stato ulteriormente aumentato!). Fosse il male di questo, ci si potrebbe anche stare; invece la cosa più insopportabile è il traduttore di Martin, Sergio Altieri, che non solo non si capisce come sia potuto diventare traduttore in Mondadori, ma si prende pure libertà interpretative che non stanno né in cielo né in terra (l&#8217;esempio più eclatante è proprio nelle prime pagine del primo volume, in cui sostituisce un &#8220;cervo&#8221; con un &#8220;unicorno&#8221;. Tanto è un fantasy, no? Ci saranno gli unicorni! Roba da licenziamento in tronco e obbligo di fare il contadino per il resto della vita, invece è sempre lì, pronto a tradurre il nuovo capitolo della saga, poveri noi).<br />
Avrete quindi capito che il mio consiglio è leggere i libri in lingua originale, se ne avete la possibilità. In caso contrario, consiglio la nuova ristampa, uscita proprio questo mese, dei primi quattro libri italiani (ovvero i primi due originali), in un mega volume molto scomodo, facilmente sciupabile, che però ha il pregio di essere molto conveniente (costa 22,50€ contro 40€). L&#8217;edizione migliore è probabilmente quella Urania, che riprende il formato originale, ma come si sa è una collana da edicola e quindi difficile da reperire.<br />
Riporto l&#8217;elenco dei titoli inglesi e italiani, e vi auguro buona visione e/o buona lettura!</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/Game-Thrones-Song-Ice-Fire/dp/0553573403/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=english-books&amp;qid=1303907909&amp;sr=1-1" target="_blank"><strong>A game of thrones</strong></a><br />
1) <a href="http://www.amazon.it/trono-spade-cronache-ghiaccio-fuoco/dp/8804494069/ref=sr_1_5?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-5" target="_blank">Il trono di spade</a>;<br />
2) <a href="http://www.amazon.it/grande-inverno-cronache-ghiaccio-fuoco/dp/8804490675/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-1" target="_blank">Il grande inverno</a>.<br />
(ristampa in Urania &#8211; Le grandi saghe fantasy n.1, 2007: &#8220;Il gioco del trono&#8221;)</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Song-Ice-Fire-Clash-Kings/dp/0553579908/ref=sr_1_5?ie=UTF8&amp;s=english-books&amp;qid=1303907909&amp;sr=1-5" target="_blank">A clash of kings</a><br />
</strong>1) <a href="http://www.amazon.it/regno-lupi-cronache-ghiaccio-fuoco/dp/8804507969/ref=sr_1_13?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907757&amp;sr=1-13" target="_blank">Il regno dei lupi</a>;<br />
2) <a href="http://www.amazon.it/regina-draghi-cronache-ghiaccio-fuoco/dp/8804510617/ref=sr_1_9?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-9" target="_blank">La regina dei draghi</a>.<br />
(ristampa in Urania &#8211; Le grandi saghe fantasy n.4, 2008: &#8220;Lo scontro dei Re&#8221;)<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Storm-Swords-Song-Fire-Book/dp/0553381709/ref=sr_1_2?ie=UTF8&amp;s=english-books&amp;qid=1303907909&amp;sr=1-2" target="_blank">A storm of swords</a><br />
</strong>1) <a href="http://www.amazon.it/Tempesta-spade-cronache-ghiaccio-fuoco/dp/8804519657/ref=sr_1_8?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-8" target="_blank">Tempesta di spade</a>;<br />
2) <a href="http://www.amazon.it/fiumi-della-guerra-cronache-ghiaccio/dp/8804463325/ref=sr_1_7?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-7" target="_blank">I fiumi della guerra</a>;<br />
3) <a href="http://www.amazon.it/portale-tenebre-cronache-ghiaccio-bestsellers/dp/8804529318/ref=sr_1_11?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-11" target="_blank">Il portale delle tenebre</a>.<br />
(ristampa in Urania &#8211; Le grandi saghe fantasy n.7 e n.8, 2009: &#8220;Tempesta di spade&#8221; parte prima e seconda)</p>
<p><strong><a href="http://www.amazon.it/Song-Fire-Feast-Crows-HarperVoyager/dp/0006486126/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;s=english-books&amp;qid=1303907909&amp;sr=1-3" target="_blank">A feast for crows</a><br />
</strong>1) <a href="http://www.amazon.it/dominio-Regina-cronache-ghiaccio-bestsellers/dp/8804572353/ref=sr_1_12?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-12" target="_blank">Il dominio della Regina</a>;<br />
2) <a href="http://www.amazon.it/Lombra-profezia-cronache-ghiaccio-bestsellers/dp/8804583231/ref=sr_1_3?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907626&amp;sr=1-3" target="_blank">L&#8217;ombra della profezia</a>.<br />
(ristampa in Urania &#8211; Le grandi saghe fantasy n.9, 2010: &#8220;Il banchetto dei corvi&#8221;)</p>
<p><strong>A dance with dragons</strong> &#8211; uscita prevista per il 12 luglio 2011.</p>
<p>Il volume italiano &#8220;<a href="http://www.amazon.it/cronache-del-ghiaccio-fuoco-Omnibus/dp/880461031X/ref=sr_1_14?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1303907757&amp;sr=1-14" target="_blank">Le cronache del ghiaccio e del fuoco &#8211; vol. 1</a>&#8221; contiene &#8220;Il trono di spade&#8221;, &#8220;Il grande inverno&#8221;, &#8220;Il regno dei lupi&#8221; e &#8220;La regina dei draghi&#8221;.</p>
<p>Per chi si ostina a voler guardare la serie tv senza leggere i libri, si consiglia almeno l&#8217;<a href="http://viewers-guide.hbo.com/game-of-thrones/" target="_blank">approfondimento</a> sul <a href="http://www.hbo.com/game-of-thrones/" target="_blank">sito ufficiale</a> della serie HBO.</p>
<p style="text-align: center;">Forse il più bello tra i tanti trailer della serie</p>
<p style="text-align: center;"><object width="512" height="288"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/5PxLidxnAE8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="288" src="http://www.youtube.com/v/5PxLidxnAE8?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;hd=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: center;">I primi 14 minuti del primo episodio</p>
<p style="text-align: center;"><object width="512" height="288"><param name="movie" value="http://www.hbo.com/bin/hboPlayerV2.swf?vid=1170886" /><param name="FlashVars" value="domain=http://www.hbo.com&amp;videoTitle=Game of Thrones Exclusive Preview&amp;copyShareURL=http%3A//www.hbo.com/video/video.html/%3Fautoplay%3Dtrue%26vid%3D1170886%26filter%3Dgame-of-thrones%26view%3Dnull" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="512" height="288" src="http://www.hbo.com/bin/hboPlayerV2.swf?vid=1170886" flashvars="domain=http://www.hbo.com&amp;videoTitle=Game of Thrones Exclusive Preview&amp;copyShareURL=http%3A//www.hbo.com/video/video.html/%3Fautoplay%3Dtrue%26vid%3D1170886%26filter%3Dgame-of-thrones%26view%3Dnull" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="text-align: center;"><a title="Game of Thrones Exclusive Preview" href="http://www.hbo.com/video/video.html/?autoplay=true&amp;vid=1170886&amp;filter=game-of-thrones&amp;view=null">Game of Thrones Exclusive Preview</a></div>
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		<title>Stand by Me: i ricordi che tengono caldo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 06:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Magro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Dreyfuss]]></category>
		<category><![CDATA[rob reiner]]></category>
		<category><![CDATA[Salinger]]></category>
		<category><![CDATA[stand by me]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

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		<description><![CDATA[“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?” Quanti secoli fa abbiamo avuto dodici anni? Chi si ricorda più di quell’età preistorica, quando ancora le ragazze (e i ragazzi!) non erano la cosa più importante, eppure in qualche modo già ci si stava misurando con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Non ho mai più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Gesù, ma chi li ha?”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Quanti secoli fa abbiamo avuto dodici anni? Chi si ricorda più di quell’età preistorica, quando ancora le ragazze (e i ragazzi!) non erano la cosa più importante, eppure in qualche modo già ci si stava misurando con il mondo? <em>Stand by me</em> di Rob Reiner è un viaggio a ritroso verso quell’età, la memoria di una lunga, avventurosa camminata di quattro dodicenni, altrettanti Huckleberry Finn, per due giorni di fine estate del 1959.</p>
<p>Gordie, Chris, Vern e Teddy vogliono trovare il cadavere di un ragazzo travolto da un treno da qualche parte lungo un fiume, e lo vogliono fare anticipando la polizia.</p>
<p>L&#8217;avventura di quella estate lontana è narrata in terza persona proprio da uno di loro, Gordie Lachance, ormai adulto e scrittore affermato (Richard Dreyfuss). Proprio la notizia, letta su un quotidiano, della tragica morte di Chris (R. Phoenix), suo amico d&#8217;infanzia, lo riporta al ricordo di quella vacanza estiva che segnò la fine della fanciullezza per entrambi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/stand-by-me.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10014" title="stand-by-me" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/stand-by-me-202x300.jpg" alt="" width="141" height="210" /></a>Ognuno dei quattro ragazzi ha problemi familiari più o meno gravi, e vive le dolorose contraddizioni dell&#8217;età con atteggiamenti anticonformisti simili a quelli del giovane Holden di Salinger. Per ognuno di loro è vitale trovare un nuovo punto di riferimento, che non sia più <em>solo</em> la famiglia. Tra loro nasce quella complicità eccezionale, costruita sulla sincerità spietata, cinica fino alla crudeltà. Forse il solo momento nella vita in cui si è veramente liberi di essere sé stessi, nel contempo schiavi dell&#8217;impellente bisogno di ricercare e sviluppare una propria identità consapevole e capace di interagire con la realtà esterna.</p>
<p>Il viaggio del film risulta un vero e proprio rito d&#8217;iniziazione, costituito appunto da prove da superare per crescere: la sfida del mostro (il cane Chopper) per scoprire la differenza tra mito e realtà; il rischio della morte e il brivido della sfida (il treno sul ponte); la paura del buio (la notte accampati nel bosco); il rapporto con il proprio corpo e la resistenza al dolore fisico (le sanguisughe); il coraggio di affrontare ragazzi più grandi, la banda di Asso (K. Sutherland), bulletti solo arroganza e niente cervello.</p>
<p>I quattro amici condividono ogni difficoltà e ogni scoperta del loro breve viaggio, affrontando i problemi di ognuno con intensi momenti di confidenza reciproca. E superano gli ostacoli uniti dalla convinzione che il pericolo, e le sfide, devono essere affrontate. È l&#8217;amicizia a essere continuamente focalizzata, perché a quell&#8217;età, come dice l&#8217;autore, è un sentimento totale e puro.</p>
<p>Una delle scene memorabili è il magico incontro all&#8217;alba tra Gordie e il cerbiatto, momento poeticamente incantevole che il ragazzo conserverà segreto nel suo cuore. Non lo racconterà agli amici perché: &#8220;<em>Le cose più importanti sono le più difficili da dire</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/stand-by-me2-350x307.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-10012" title="stand-by-me2-350x307" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/stand-by-me2-350x307-300x263.jpg" alt="" width="192" height="168" /></a>Perché ognuno ha un ricordo, e chi è fortunato più d’uno, che conserverà sempre: che siano le partite a nascondino intorno al quartiere, i pattini rossi su cui vi spingevano, o i giri in bici sotto il bollente sole d’agosto. Chissà cosa daremmo per rivivere uno di quei pomeriggi che sembravano infiniti.</p>
<p>Da un romanzo del re dell&#8217;orrore, <strong>Stephen King</strong>, un film fine e delicato, ricco di acute osservazioni psicologiche sull&#8217;amicizia e le incomprensioni familiari,  capace di riportare il difficile addio all&#8217;adolescenza.</p>
<p>È rimasto qualcosa in noi di quei bambini? C’è traccia di quel bambino sperduto? C’è traccia di quel fanciullino che avrebbe dato la mano per proteggere l’amico?</p>
<p>&#8220;<em>Stand by me</em>&#8221; centra l&#8217;obiettivo, raccontandoci una storia commovente in un crescendo emozionale che, a tratti, sfiora la poesia. Un miracoloso equilibrio della memoria tra sentimento e avventura. Sarebbe piaciuto a Truffaut.</p>
<p><div id='stb-container-5798' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-5798' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-5798' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>Torna Moretti e&#8230; tornano le polemiche</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 08:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Siniscalco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[fabio fazio]]></category>
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		<category><![CDATA[habemus papam]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche giorno è al cinema l’ultimo film di Nanni Moretti, dal titolo “Habemus Papam” e, come sempre quando si tratta di un film di Moretti, non mancano feroci polemiche. La trama è già stata giudicata ”offensiva” dal quotidiano cattolico “L’Avvenire”. La pellicola narra di un cardinale eletto pontefice alle prese con debolezze varie, prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/habemus-papam-locandina.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-9910" title="habemus papam locandina" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/habemus-papam-locandina.jpg" alt="" width="150" height="214" /></a>Da qualche giorno è al cinema l’ultimo film di <strong>Nanni Moretti</strong>, dal titolo “<strong>Habemus Papam</strong>” e, come sempre quando si tratta di un film di Moretti, non mancano feroci polemiche. La trama è già stata giudicata ”offensiva” dal quotidiano cattolico “L’Avvenire”. La pellicola narra di un cardinale eletto pontefice alle prese con debolezze varie, prima fra tutte quella di avere problemi con la fede, quella fede che lui, in quanto pontefice, non dovrebbe mai perdere. I film di Moretti sono sempre stati oggetto di tante critiche, molte volte ingiuste. Il regista è un personaggio schietto, molto schierato politicamente e questo, indubbiamente, crea delle polemiche a prescindere dal significato dei suoi film. Nel 2006 “Il Caimano” suscitò tante critiche, ma quel film era in forte polemica con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Stavolta, invece, non ci sono attacchi alla chiesa, ma soltanto la storia del Papa che ha problemi con la religione. Tuttavia, non mancano polemiche di vario genere. Salvatore Izzo, vaticanista dell’agenzia Cei, ha scritto una lunga lettera sul quotidiano “L’Avvenire”, invitando i cattolici a boicottare Moretti e a non andare a vedere il film al cinema. In realtà, ci sono anche commenti positivi, come quello di padre Virgilio Fantuzzi, della Civiltà Cattolica e Radio Vaticana.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/nanni_moretti_habemus_papam.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9908" title="nanni_moretti_habemus_papam" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/nanni_moretti_habemus_papam-300x195.jpg" alt="" width="180" height="117" /></a>Un’altra opinione autorevole che critica il film è quella di <strong>Massimo Introvigne</strong>, sociologo cattolico e studioso di fenomeni religiosi, secondo cui “Moretti appartiene a una certa sinistra italiana, poco attenta ai fenomeni sociali e quindi anticlericale per partito preso”. A tutto ciò si aggiunge anche l’uscita programmata del film, a ridosso di un concentrato di date molto importanti per i credenti, come la settimana santa, il compleanno di Benedetto XVI e le celebrazioni per l’anniversario della sua elezione a pontefice. Insomma, Moretti, ancora una volta, è al centro di tante polemiche. Durante la trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa”, il regista cinematografico, nato a Brunico in provincia di Bolzano, ha affermato ironicamente “C’è libertà di opinione. Ognuno può criticare il mio film, ma soltanto dopo averlo visto”, un po’ come dire che molte volte viene criticato a prescindere e chi lo attacca non ha neanche visto il film. Anche in passato, i suoi film sono stati oggetto di critiche feroci e spietate, come “Il Portaborse” di una ventina di anni fa, oppure ancora “Palombella rossa”, “Aprile”; tutte pellicole provocatorie che narravano la situazione politica di quel periodo storico. Moretti, quindi, come sempre è al centro dell’attenzione, ma lui non se ne cura. Va avanti per la sua strada, convinto di avere ragione, e non ha paura di dire sempre quello che pensa. Ricorderete, infatti, quando una volta, durante una manifestazione del centro-sinistra, non ebbe paura di attaccare i leader di questo schieramento politico nonostante fossero presenti sul palco insieme a lui. Ci saranno ancora polemiche nei prossimi giorni, ma c’è da essere certi che il film riscuoterà l’ennesimo successo.</p>
<div id='stb-container-8478' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-8478' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-8478' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>Boris: un flop da segno dei tempi?</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 07:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erika Farris</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Una serie televisiva ambientata nel “dietro le quinte” del frivolo set de Gli occhi del cuore: una fiction come tante, tra sceneggiature insignificanti, interpreti incapaci e professionisti disillusi. Una meta-serie originale e ironica, con colonna sonora di Elio e le storie tese, un cast d&#8217;eccezione e un&#8217;incredibile lista di guest star d&#8217;eccezione: da Corrado Guzzanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una serie televisiva ambientata nel “dietro le quinte” del frivolo set de <em>Gli occhi del cuore:</em> una fiction come tante, tra sceneggiature insignificanti, interpreti incapaci e professionisti disillusi. Una meta-serie originale e ironica, con colonna sonora di Elio e le storie tese, un cast d&#8217;eccezione e un&#8217;incredibile lista di guest star d&#8217;eccezione: da Corrado Guzzanti a Paolo Sorrentino e da Laura Morante a Filippo Timi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/boris__il_film_20110224_1160918010-22145494.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9922" title="boris__il_film_20110224_1160918010-22145494" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/boris__il_film_20110224_1160918010-22145494.jpg" alt="" width="138" height="184" /></a>Nel 2011 la serie tv si sposta sui grandi schermi delle sale italiane nella versione di un  film ambientato nel set de <em>La casta</em>: l&#8217;interpretazione cinematografica del noto libro-inchiesta dei giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo. Boris comincia con un Renè Ferretti (Francesco Pannofino) all&#8217;opera con le riprese del film <em>Il giovane Ratzinger</em>, che decide di abbandonare a causa delle continue intromissioni di una Rete che gli impedisce di lavorare liberamente.</p>
<p>Incappato a guardare l&#8217;ennesimo cinepattone <em> </em>al cinema, Renè decide di rimettersi a lavoro, stavolta mirando a realizzare una pellicola impegnata&#8230; La storia prosegue intrecciando una trama sarcastica e avvincente con la rappresentazione acuta e sarcastica di una fotografia dell&#8217;Italia odierna.</p>
<p>Boris è ambientato in un Paese in cui le <strong>fiction</strong> beneficiano di circa 300 milioni all&#8217;anno e il cinema di appena 40 milioni. In un Paese in cui i cine-panettoni totalizzano il record di incassi con il beneplacito di case cinematografiche che puntano al profitto e mai alla  qualità.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Boris_film.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9920" title="Boris_film" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/04/Boris_film-300x161.jpg" alt="" width="273" height="147" /></a>Boris è inserito in un luogo in cui i teatri si riempiono di risate per gli spettacoli di un noto <strong>Martellone</strong> e dei suoi insulsi tormentoni, tra “Bucio de culo” e “Sti cazzi”. In un contesto in cui la più capricciosa e incapace delle attrici è candidata a Strasburgo.</p>
<p>Boris è girato nella patria di <strong>giovani talenti sfruttati </strong>da ricchi sceneggiatori che fanno la bella vita speculando sulle loro ambizioni, e dove la passione e la genialità soccombono sotto il peso di un sistema che non trova spazio per loro.</p>
<p>Boris è perfettamente impiantato all&#8217;interno del contesto italiano, dove le sale vuote davanti alla proiezione del film sembrano dare un&#8217;ulteriore dimostrazione di quanto il flop di una pellicola possa rispecchiare i tanti flop di questo Paese.</p>
<p><div id='stb-container-7472' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-7472' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-7472' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="../collabora-con-noi">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate: attualità, cronaca, sport, articoli ironici, spettacolo, musica&#8230; Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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