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	<title>Camminando Scalzi...Walking Barefoot &#187; Il Sistemista Disperato</title>
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	<description>La blogzine libera</description>
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		<title>Cronache semiserie di un sistemista disperato – Capitolo n°2 : L&#8217;incubo delle password</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 08:16:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Trocciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Il Sistemista Disperato]]></category>
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		<description><![CDATA[Assorto nei suoi pensieri, un’espressione serena sul volto. E’ venerdì,  sono ormai le 18, ancora mezz’ora e il nostro Sistemista potrà finalmente  assaporare la tanto agognata libertà. Tutti i casini settimanali sono  alle spalle, il server dati fa di nuovo il backup, quello antispam ha  ripreso a funzionare (niente scorte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='stb-custom_box' >Ritornano su Camminando Scalzi.it le ironiche (ma vere) avventure del <strong>Sistemista Disperato</strong>! Per rileggere il primo capitolo della saga basta <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/sistemista-disperato-1-lutonto.html" target="_blank">cliccare qui</a>! Buona lettura e buon divertimento!</div>
<p>Assorto nei suoi pensieri, un’espressione serena sul volto. E’ venerdì,  sono ormai le 18, ancora mezz’ora e il nostro Sistemista potrà finalmente  assaporare la tanto agognata libertà. Tutti i casini settimanali sono  alle spalle, il server dati fa di nuovo il backup, quello antispam ha  ripreso a funzionare (niente scorte di viagra per il weekend dei nostri  poveri utonti), nessun pc ha fatto le bizze nelle ultime ore. La mente  vaga, comincia già ad assaporare una bella serata con gli amici, la  pizza, il poker fino a tarda notte, la sveglia spenta il giorno dopo,  tanto il sabato non si lavora. Ma a risvegliarlo da questo beato torpore  ci pensa lo squillare del telefono. Un brivido gli corre lungo la  schiena: in tanti anni di battaglie, i suoi sensi sono ormai talmente  affinati da riconoscere il suono della richiesta di aiuto di un <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/sistemista-disperato-1-lutonto.html">Utonto</a> in mezzo a mille altri. Rassegnato, mentre alza la cornetta per  rispondere vede chiaramente svanire davanti ai suoi occhi ogni sogno di  tranquillità.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img692.imageshack.us/img692/1728/homercomputer.jpg" alt="" width="202" height="153" /></p>
<p>“Pronto?” esordisce con malcelato fastidio. “Sono  l’<em>Ing. Sottuttoio</em>, il portatile non mi accetta più la password, può  darmi una mano?” chiede una voce supplicante dall’altro lato della  cornetta. “Certo, passi pure da me, posso resettargliela in pochi  secondi.” risponde il nostro sistemista, ripresosi all’istante: per  fortuna niente di grave, la sua serata è salva. “Ok, ora sono  all’aeroporto, arriverò in azienda entro un’ora, grazie mille, a tra  poco.” dichiara con voce ferma l’ingegnere, approfittando della sorpresa  per attaccare all’istante. “Aspetti, sto per andar…” prova a replicare  il nostro povero sistemista, senza successo: il pur scarso principio di  felicità provato pochi minuti prima ha irrimediabilmente appannato i  suoi riflessi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img211.imageshack.us/img211/4777/tastierachiave.jpg" alt="" width="165" height="108" /></p>
<p>Ormai rassegnato, con in cuor suo la speranza che  il tutto riesca comunque a concludersi in tempo per non rinunciare alla  propria serata, si avvia alla macchinetta del caffè, pronto ad  ingurgitare una quantità di caffeina tale da consentirgli di accelerare  il tempo percepito di attesa. “Ehi, cosa ci fai ancora qui, non dovresti  andar via?” gli domanda uno dei colleghi del turno di notte,  guadagnandosi la peggiore occhiata che il nostro sistemista sia in grado  di lanciare dopo 5 giorni di duro lavoro. “Aspetto l’<em>Ing. Sottuttoio</em>,  ha dimenticato la password del portatile.” “Beh, lo capisco, con tutte  quelle parole d’ordine, come si fa a non dimenticarne qualcuna?  Possibile che nel 2010 ancora non si utilizzino altri sistemi? Che so,  le impronte digitali per esempio.” pontifica, ignorando lo sguardo  carico di odio profondo. “Certo, e se poi qualcuno ti taglia il dito e  lo usa per rubare tutti i tuoi dati? Molto meglio il riconoscimento  dell’iride, è la nuova frontiera della protezione dati.” replica un  altro collega, guadagnandosi uno sguardo a metà tra il divertito e il  disgustato. “E se qualcuno ti cava gli occhi come la metti?” si oppone  il terzo arrivato. “Sarebbe una buona idea.” risponde tra sé e sé il  Sistemista, mentre si allontana sognando di utilizzare la stecchetta del  caffè sui loro bulbi oculari.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img46.imageshack.us/img46/4646/improntedigitali.jpg" alt="" width="125" height="139" /></p>
<p>Dopo una lunga attesa ed  innumerevoli improperi lanciati contro il Dio dei sistemisti, l’<em>Ing.  Sottuttoio</em> finalmente arriva. “Ecco il portatile, faccia in fretta che  ho un lavoro da finire.” incalza con voce autoritaria. Trattenendosi a  stento dal testare su di lui le appena conosciute nuove frontiere della  protezione dati, rigirando tra le dita la stecchetta del caffè appuntita per  l’occasione, il Sistemista porta a termine il suo compito. “Ecco, tutto a  posto, adesso deve sceglierne una nuova.” “Vediamo un po’, il nome del  mio cane no,  quello di mia madre nemmeno… Potrei utilizzare il nome di  mia moglie con la sua data di nascita.” “Si, mi sembra davvero un’ottima  idea!” annuncia entusiasta il Sistemista, rinunciando a far notare la  stupidità di una tale password pur di andar via il più in fretta  possibile. “Ehi, perché non l’accetta?” Dopo aver letto la scritta sullo  schermo, un dubbio attanaglia il nostro povero protagonista. “L’ha già  utilizzata in passato, deve sceglierne un’altra.” “Ecco, ora ricordo,  era questa la parola d’ordine che avevo dimenticato! Mi dispiace di  averle fatto perdere tempo!”</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img52.imageshack.us/img52/4522/gattopc.jpg" alt="" width="156" height="118" /></p>
<p>Un dolore lancinante percorre il  braccio del Sistemista: evidentemente la stecchetta attorno alla quale  la mano si stringe rabbiosa è davvero troppo appuntita. Noncurante della  sofferenza, con un fintissimo sorriso a 32 denti stampato in faccia,  esclama: “Perfetto, meglio così, ora vado allora!” “Ok, la ringrazio  ancora, passi una buona serata.” Fretta. Il cappotto afferrato al volo,  si lancia a folle velocità lungo il corridoio. L’uscita è a pochi metri,  la meta tanto agognata vicina. “Aspetti!! Qui non funziona niente!!!”  Un grido lo blocca a mezz’aria, mentre salta gli ultimi gradini che lo  separano dalla libertà. La caviglia dolorante, torna indietro disilluso,  dando l’ultimo addio alla propria serata perfetta. “Non trovo più il  file!!! Mi serve, devo fare la presentazione lunedì mattina!!!”  Sarà  una lunga nottata.</p>
<p style="text-align: center;">
<p>Dolore. Apre a fatica gli occhi, la coscienza  torna lentamente. E’ caduto dalla sedia. La mano indolenzita nel  tentativo maldestro di ripararsi, una fitta alla caviglia urtata contro  la scrivania. Alza gli occhi alla parete: l’orologio segna le 18:30. Si  era addormentato aspettando l’ultima mezz’ora. E’ stato solo un sogno?  Non gli sembra vero. Il dolore lo rende quasi felice nel riportarlo alla  realtà. La sua serata perfetta è ancora salva. Prende di corsa il  giubbotto, si avvia alla porta della stanza. Ma il telefono squilla.  L’incubo del Sistemista non finisce mai.</p>
<div id="stb-container" class="stb-container"><div class='stb-custom-caption_box stb_caption' >Web-comics</div><div class='stb-custom-body_box stb_body' >Come per il <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/sistemista-disperato-1-lutonto.html" target="_blank">primo capitolo</a> de &#8220;Il sistemista disperato&#8221; non può mancare la vignetta di <strong>Gabville</strong> (autore del fumetto <a href="http://shockdom.com/open/gabville/" target="_blank">Supporto Buongiorno</a>) disegnata in esclusiva per Camminando Scalzi.it !!!</div></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/02_cs_sb_password.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3305" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/02/02_cs_sb_password.jpg" alt="" width="480" height="219" /></a></p>
<p><div id="stb-container" class="stb-container"><div class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Collaborare con la blogzine è facile. Inviateci i vostri articoli seguendo le istruzioni che <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/collabora-con-noi" target="_blank">trovate qui</a>. Siamo interessati alle vostre idee, alle vostre opinioni, alla vostra visione del mondo. Sentitevi liberi di scrivere di qualsiasi tematica vogliate. Vi aspettiamo numerosi.</div></div>
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		<title>Cronache semiserie di un sistemista disperato &#8211; Capitolo n°1 : L&#8217;utonto</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ciro Trocciola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sistemista Disperato]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza e Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
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		<category><![CDATA[sistemista]]></category>
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		<description><![CDATA[Spesso amici e conoscenti mi chiedono cosa faccia esattamente per vivere. A volte provo loro a spiegarlo, ma visto che la parola sistemista è sconosciuta ai più, mi limito a dire di essere un tecnico informatico: loro pensano di aver capito, io mi tolgo dall&#8217;impiccio, 0-0 palla al centro. Ma alcuni insistono nel volere i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso amici e conoscenti mi chiedono cosa faccia esattamente per vivere. A volte provo loro a spiegarlo, ma visto che la parola <strong>sistemista</strong> è sconosciuta ai più, mi limito a dire di essere un <strong>tecnico informatico</strong>: loro pensano di aver capito, io mi tolgo dall&#8217;impiccio, 0-0 palla al centro. Ma alcuni insistono nel volere i particolari, ed è a loro che è dedicato questo articolo: spero di riuscire a spiegare una volta per tutte in quale inferno mi sono cacciato quando ho scelto questo mestiere.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img405.imageshack.us/img405/3047/cavic.jpg" alt="" width="169" height="108" /></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<ul><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<li><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><strong>Lui:</strong> &#8220;Ho un problema con il condizionatore, mi si spegne da solo dopo poco che l&#8217;ho acceso&#8221;<br />
<strong>Me:</strong> &#8220;Guarda che non mi occupo di condizionatori&#8230;&#8221;<br />
<strong>Lui:</strong> &#8220;Scusa ma non lavori con i computer? Ormai sono tutti pieni di chip questi aggeggi, sono sicuro che puoi fare qualcosa!&#8221;<br />
<strong>Me:</strong>&#8220;&#8230;&#8221;</span></li>
</ul>
<p>Il lavoro del sistemista è semplice, in teoria: ci si occupa dell&#8217;infrastruttura informatica di un&#8217;azienda facendo in modo che sia sempre funzionante in efficienza, si riparano guasti e malfunzionamenti vari, se ne progettano gli ampliamenti, cose di questo tipo. Ovviamente la complessità può diventare enorme a causa della miriade di tecnologie diverse coinvolte, che generano problematiche di ogni tipo; ma per chi come me è appassionato fin da piccolo di ogni campo dell&#8217;informatica è una vera e propria pacchia, e ogni problema da risolvere diventa una sfida personale, rendendo questo lavoro uno dei meno noiosi che ci siano.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img128.imageshack.us/img128/1733/criceto.jpg" alt="" width="212" height="134" /></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<ul><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<li><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><strong>Lui:</strong> &#8220;Sai che anche mio figlio lavora nel campo dell&#8217;informatica? Magari vi conoscete pure!!&#8221;<br />
<strong>Me:</strong> &#8220;Si, infatti conosco tutti gli informatici d&#8217;Italia&#8230; Comunque, di cosa si occupa?&#8221;<br />
<strong>Lui:</strong> &#8220;Fa le modifiche alle console, sai Playstation, il Nintendo di Panariello (!), e quella nuova con cui fai ginnastica (!!).&#8221;<br />
<strong>Me:</strong> &#8220;Si, facciamo proprio lo stesso lavoro&#8230;&#8221;</span></li>
</ul>
<p>Se mi piace così tanto, qual è allora il motivo per il quale torno a casa la sera con il vago desiderio di uccidere ogni forma di vita presente nell&#8217;universo? Il motivo è lui, l&#8217;inesplicabile mistero della natura che prende il nome di <strong>Utonto</strong>. L&#8217;etimologia è semplice, si tratta dell&#8217;unione delle parole utente e tonto; ma questo non basta a spiegare l&#8217;enorme quantità di danni che una singola persona è in grado di arrecare ad un intero sistema informatico (e ai miei neuroni). Sia chiaro che non considero tutti gli utilizzatori di pc con scarse capacità degli utonti: si può essere degli utenti accorti pur avendo un grado di cultura informatica o persino di intelligenza scarsi, come si può essere degli utonti pur possedendo incredibili capacità intellettive, un paio di lauree ed essendo a capo del settore informatico di una grande azienda.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img208.imageshack.us/img208/8449/cervello.jpg" alt="" width="107" height="115" /></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<ul><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<li><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><strong>Lui:</strong> &#8220;Mi hanno regalato una penna usb ma non funziona, dai un&#8217;occhiata?&#8221;<br />
<strong>Me (mentre guardo allibito la pendrive infilata brutalmente in una porta ethernet): </strong>&#8220;Scusa, ma non hai notato la forma <em>leggermente</em> diversa e la <em>leggera</em> resistenza che opponeva la porta?&#8221;<br />
<strong>Lui:</strong> &#8220;Ma allora non va lì? Pesavo resistesse un po&#8217; perché era nuova&#8230;&#8221;</span></li>
</ul>
<p>Ma cos&#8217;è che distingue un semplice utente da un utonto? Il primo semplicemente accetta i propri limiti di conoscenza, evitando di far danni se non è sicuro di come effettuare una certa operazione, e chiedendo aiuto se ne ha bisogno. Il secondo invece ha assoluta fiducia nelle proprie capacità informatiche, non chiede mai aiuto a nessuno se non all&#8217;amico superesperto (che spesso lo aiuta a fare ancora più danni); non legge i messaggi di errore o di avviso e clicca furiosamente su qualsiasi pulsante compaia sullo schermo cancellando dati, accettando di installare virus, chiudendo senza salvare file ai quali stava lavorando da ore; utilizza password difficili da trovare come &#8220;password&#8221; o la classica &#8220;pippo&#8221;, che inoltre per non dimenticare scrive su un post-it che appiccica sul monitor; accetta di versare migliaia di euro in conti esteri, convinto da una mail in italiano stentato di doverlo fare per ricevere un&#8217;eredità da un misterioso parente sudafricano; in ogni caso, <strong>non ammette mai</strong> di aver sbagliato.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img49.imageshack.us/img49/8949/pclavato.jpg" alt="" width="208" height="128" /></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<ul><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<li><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><strong>Lui:</strong> &#8220;Ho un problema con il file, lo apro ma non ci sono le modifiche che ho effettuato ieri!&#8221;<br />
<strong>Me:</strong> &#8220;Evidentemente non l&#8217;hai salvato, tranquillo, ora ti recupero la copia del salvataggio automatico.&#8221;<br />
<strong>Lui:</strong> &#8220;Ma io l&#8217;ho disattivato, mi rallentava il computer! Il capo mi uccide!! Cosa posso fare???&#8221;<br />
<strong>Me: </strong> &#8220;Iniziare a pregare per la tua anima&#8230;&#8221;</span></li>
</ul>
<p>I metodi che utilizza per condurti alla disperazione sono quelli tipici della guerriglia di resistenza, alla Vietnam per intenderci: crea di continuo piccoli danni, spesso irreparabili, per poi nascondersi facendo finta di niente; quando scoperto si lancia al contrattacco, lamentando fantomatiche mancanze ed errori casuali dei programmi che sta utilizzando; se posto di fronte alla verità, è in grado di giurare sulla propria madre di non aver effettuato nessuna delle azioni delle quali lo si accusa; messo alle strette, arriva a vendere il proprio collega, reo magari di aver urtato il mouse per sbaglio con il gomito, cancellando secondo lui in questo modo gli ultimi 15 anni di email aziendali.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img169.imageshack.us/img169/7531/utonto.jpg" alt="" width="174" height="131" /></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<p><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<ul><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"> </span></p>
<li><span style="font-family: Courier; font-size: x-small;"><strong>Lui: </strong>&#8220;Non trovo più le email che avevo salvato!! Questo programma di posta fa schifo!!&#8221;<br />
<strong>Me:</strong> &#8220;Senti, mi spieghi cosa ci fa il file di archivio nel cestino?&#8221;<br />
<strong>Lui:</strong> &#8220;E io come faccio a saperlo, non sei tu l&#8217;informatico? Scoprilo.&#8221;<br />
<strong>Me:</strong> &#8220;&#8230;&#8221;</span></li>
</ul>
<p>Sistemisti di tutto il mondo e di ogni epoca si sono cimentati con codesti individui malefici capaci di trasformare, con un domanda all&#8217;apparenza innocua, una normale giornata di lavoro in 20 ore di straordinario per rimettere a posto i danni da loro provocati. Nel corso degli anni, numerose tecniche sono state sviluppate per resistere ai loro attacchi. Inoltre non pensiate che l&#8217;utonto sia il solo ostacolo a frapporsi tra il sistemista e la sua sanità mentale, molte altre sono le difficoltà da superare per portare a casa la pagnotta. Ma di queste e di tante altre cose vi parlerò nei prossimi articoli; per ora, vi saluto (a meno che non siate degli utonti in incognito).</p>
<div class='stb-custom_box' style="color:#000000; border-top-color: #d36f02; border-left-color: #d36f02; border-right-color: #d36f02; border-bottom-color: #d36f02; background-color: #FAD875; background-image: url(http://www.camminandoscalzi.it/50px); "></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #333333;"><strong><em>Web Comics</em></strong></span></p>
<p style="text-align: center;">Camminando Scalzi.it darà la possibilità ai fumettisti del web di mettersi in mostra tra le pagine della blogzine. Iniziamo con una striscia di <strong>Gabville</strong>, autore di &#8220;<strong><a href="http://shockdom.com/open/gabville/" target="_blank">Supporto Buongiorno</a></strong>&#8220;, fumetto che si addice alla perfezione ad un articolo come questo !!!</div>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-469" title="Supporto Buongiorno 01" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/01_cs_sb_collegamento_link.jpg" alt="Supporto Buongiorno 01" width="750" height="383" /></p>
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			</a>
		</div>
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