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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; Musica</title>
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		<title>Prove Aperte alla Scala</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 18:21:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ripartono le “Prove Aperte” della Filarmonica della Scala con il grande legame che unisce ottima musica all&#8217;impegno sociale. Il maestro Esa-Pekka Salonen dirigerà l&#8217;orchestra il 5 Febbraio alle ore 20.00 sul palco del Piermarini, e questa volta a sostegno di OBM Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus. E&#8217; un&#8217;occasione speciale anche perchè si tratta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ripartono le “Prove Aperte” della Filarmonica della Scala con il grande legame che unisce ottima musica all&#8217;impegno sociale. Il maestro Esa-Pekka Salonen dirigerà l&#8217;orchestra il 5 Febbraio alle ore 20.00 sul palco del Piermarini, e questa volta a sostegno di OBM Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus. E&#8217; un&#8217;occasione speciale anche perchè si tratta delle prove generali di questa grande orchestra con i consigli del maestro e con il supporto del critico Angelo Foletto. Musiche che verranno presentate in anteprima nella loro veste e citiamo su tutte “Una notte sul monte Calvo” di Musorgskij, il “concerto per violino e orchestra” di Salonen e “Le sacre du printemps” di Stravinskij.<br />
L&#8217;OBM Ospedale dei Bambini Milano – Buzzi Onlus è un&#8217;associazione no-profit che guarda alla cura ed al miglioramento dell&#8217;assistenza di bambini, donne e famiglie.<br />
Abbiamo raggiunto il Dr. Valentino Lembo, una persona “in prima linea” del “Buzzi” che si è gentilmente prestato a rispondere alle nostre domande&#8230;ma lasciamo spazio al Presidente dell&#8217;associazione.<br />
<strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Filarmonica-senza-direttore-Foto-Silvia-Lelli.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13507" title="Filarmonica senza direttore Foto Silvia Lelli" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Filarmonica-senza-direttore-Foto-Silvia-Lelli-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Vuole parlarci del suo lavoro e di cosa rappresenta per Lei questa struttura?</strong> Sono il Direttore medico di un Presidio Ospedaliero della’Azienda Ospedaliera Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano, di cui fa parte anche l’Ospedale Buzzi. Rivesto attualmente il ruolo di Presidente dell’associazione OBM dall’anno della sua costituzione, il 2004, epoca in cui ero il Direttore medico del Buzzi. Quest’ospedale ha sempre rappresentato per me un elemento di crescita professionale e umana, dovuto al contesto peculiare di trattamento e assistenza dei bambini e delle donne che partoriscono al Buzzi. Ha rappresentato inoltre un “fil rouge” nella mia carriera professionale in quanto ho iniziato a lavorare alla Clinica Mangiagalli, più estesa come dimensioni, ma con simili caratteristiche. Anche se non fisicamente presente al Buzzi per ragioni lavorative, questa struttura rappresenta per me un fatto affettivo e di continuo stimolo nel percorso di umanizzazione dell’Ospedale e della sua evoluzione tecnologica e di ricerca, tutti elementi finalizzati a rispondere al meglio ai bisogni di salute delle donne e dei bambini. Basta entrare in Ospedale per rendersi conto della particolare realtà che si sta sviluppando a misura di bambino e ricevere una costante gratifica per i riscontri positivi degli utenti, grandi e piccoli.<br />
<strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/atrio-murales-Buzzi.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13508" title="atrio murales Buzzi" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/atrio-murales-Buzzi-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a>Quali sono le principali malattie dei bambini che dovete affrontare ogni giorno e in cosa siete specializzati?</strong> Le malattie si possono collocare nei seguenti grossi ambiti:<br />
a. Legate alla patologia della gravidanza;<br />
b. Alle gravi immaturità neonatali;<br />
c. Alla chirurgia pediatrica, soprattutto in ambito gastroenterologico ed urologico, vascolare per il trattamento delle malformazioni infantili, ortopedico per il trattamento degli esiti delle paralisi cerebrali infantili;<br />
d. Alla clinica medica pediatrica, in particolare rivolte al trattamento delle malattie epidemiologiche stagionali, ad alcune malattie gastroenterologiche e allo studio e alla prevenzione di alcune malformazioni cardiache.<br />
Naturalmente esistono ulteriori settori di eccellenza che agiscono in linea con quelli sopracitati per la definizione delle diagnosi e per il migliore trattamento terapeutico da conseguire.<br />
<strong>Le prove &#8220;aperte&#8221; della filarmonica della Scala sono un&#8217;opportunità, oltre che per ascoltare dell&#8217;ottima musica, per poter ricevere dei fondi. Vuole invitare i nostri lettori a questo evento? </strong>La prova aperta alla Scala rappresenta un’occasione straordinaria di visibilità per l’associazione e un veicolo per far conoscere il lavoro svolto in questi anni e i progetti in divenire. Credo che non possa esistere momento più propizio per un cittadino per essere sensibilizzato alla solidarietà in una cornice fantastica come il Teatro alla Scala, dove la vista e l’ascolto di ottima musica predispongono gli animi nella maniera migliore. La partecipazione massiccia dei cittadini serve per incrementare la raccolta fondi per OBM che si sta impegnando attualmente per acquisire uno strumento di ultimissima generazione, un ecografo in 3D, per lo studio e la prevenzione della malattie congenite cardiache, da donare alla Cardiologia pediatrica dell’ospedale Buzzi. Partecipare diventerà proprio … una questione di cuore!<br />
E dopo l&#8217;invito del Dr. Lembo, che ringrazio vivamente, non mi resta che ricordarvi i prezzi e come prenotare l&#8217;evento:<br />
Biglietti: da 5 a 35 euro (esclusi i diritti di prevendita)<br />
Informazioni e prevendita telefonica allo 02 465.467.467 (da lunedì a venerdì ore 10/13 e 14/17).<br />
Altre prevendite: <a title="VIVATICHET" href="http://www.vivaticket.it">VIVATICKET</a>  e <a title="GETICKET" href="http://www.geticket.it">GETICKET</a></p>
<p>Un ringraziamento ad Aragorn Comunicazione per le informazioni e i comunicati, in particolare a Melissa Tirico per aver reso possibile l&#8217;intervista al Dr. Lembo.<br />
Ricordo che le Prove Aperte proseguiranno con altri tre appuntamenti fino al mese di Maggio.
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			</a>
		</div>
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		<title>Ricordando Luigi Tenco con le parole di Fabrizio De André</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:09:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Richpoly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luigi Tenco amava definirsi un compositore. In realtà non era altro che un cantautore italiano, non che l’una delle due cose escluda l’altra, ma lui teneva a precisarlo, ed allora anch’io lo ribadisco, Tenco era un compositore. Nato a Cassine, in Piemonte, il 21 marzo 1938 si tolse la vita alla giovane età di 29 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Luigi Tenco amava definirsi un compositore. In realtà non era altro che un cantautore italiano, non che l’una delle due cose escluda l’altra, ma lui teneva a precisarlo, ed allora anch’io lo ribadisco, <strong>Tenco era un compositore.</strong> Nato a Cassine, in Piemonte, il 21 marzo 1938 si tolse la vita alla giovane età di 29 anni, il 27 gennaio 1967. La cronaca della sua morte è una pagina molto triste, tra le più spietate della musica italiana. D’altronde, è sempre difficile non aggrottare la fronte quando una morte fa rima con la parola “suicidio”. La sua attività artistica è durata pochi anni, anche se già dagli arbori della sua carriera tutti intuirono che si trattava di un vero genio. Oggi voglio ricordare Tenco in maniera molto semplice, svelando a coloro che non lo sapessero una canzone che Fabrizio De André gli dedicò. De André, molto legato a Gigi Tenco, scrisse infatti una canzone che in pochi sanno essere dedicata a lui, la canzone si intitola<strong> “<em>Preghiera in gennaio</em>”</strong>, non tanto “scritta”, come tenne a precisare proprio Faber, quanto “pensata” nel ritorno da Sanremo dove si era precipitato non appena gli era stato comunicato il tragico epilogo della vita dell’amico.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/tenco1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12099" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/tenco1-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a>Un brevissimo riassunto della carriera di Tenco. Iniziò  lavorando come arrangiatore e partecipando come session man alle registrazioni di “<em>La tua mano”</em> di Gino Paoli e “<em>Se qualcuno ti dirà”</em> di Ornella Vanoni. Fu del 1961 il suo primo 45 giri intitolato “<em>I miei giorni perduti”</em>. Nello stesso anno uscì il suo primo 33 giri che conteneva successi quali <strong>“<em>Mi sono innamorato di te</em>”</strong> e “<em>Angela”</em>. Un piccolo aneddoto su un’altra canzone contenuta in quell’album “<em>Cara maestra”</em>, canzone che non fu ammessa all&#8217;ascolto da quella che un tempo era la <em>Commissione per la censura</em> , la quale decise di escludere Luigi Tenco dalle trasmissioni della Rai per due anni. Altre sue canzoni “<em>Io sì</em>” e “<em>Una brava ragazza”</em> furono nuovamente bloccate dalla censura, e già questo sarebbe sufficiente a dimostrare quanto Tenco fosse diverso da quel mondo cui apparteneva ma che era così tanto diverso da lui. La sua carriera fu accompagnata anche da alcune esperienze cinematografiche. Proprio dalla prima delle sue comparse cinematografiche prendiamo spunto per capire come il collegamento tra Tenco e Faber non fu soltanto un rapporto di amicizia ma anche un profondo legame professionale. Mi riferisco in particolare al film ”<em>La cuccagna</em>” dove Tenco cantò un brano composto da De André “<em>La ballata dell’eroe</em>”. La sua carrierà proseguì fino al 1967  quando si presentò al Festival di Sanremo con la canzone &#8220;<em>Ciao, amore ciao</em>”, in coppia con la cantante Dalila, che il destino volle morta suicida a Montmartre, il 3 maggio 1987.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=CHzenftyEBQ">http://www.youtube.com/watch?v=CHzenftyEBQ</a></p>
<p></a></strong></p>
<p><strong>Proprio Sanremo invece, dove Tenco probabilmente sognava il vero e proprio decollo della sua carriera, segnò la tragica fine della sua vita.</strong> La sera che seppe della sua esclusione dalla serata finale del Festival, dopo essersi rinchiuso nella sua camera d’albergo, fu ritrovato morto con un foro di proiettile alla testa ed un biglietto scritto dalla sua stessa mano con queste parole: <strong></strong></p>
<table width="0" border="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top"></td>
<td><strong><em>“</em></strong><em>Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt&#8217;altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda Io tu e le rose in finale e ad una commissione che seleziona La rivoluzione. Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao. Luigi”.</em></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>La questione non è del tutto sopita e a dire il vero, come spesso accade in questi casi, ancora oggi qualcuno solleva dubbi e interrogativi su questo atroce dramma che ha colpito, prima che l’artista, l’uomo Luigi Tenco. La maggior parte dei dubbi era, ed è, dettata dal fatto che non fu mai ritrovato il proiettile che ne causò la morte. Ma questa è una questione diversa, oggi non voglio dedicarmi ai dubbi ma esclusivamente al ricordo che Fabrizio De André ci ha lasciato di Tenco.<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/luigi_tenco_28.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12172" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/luigi_tenco_28-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Ho preso in mano il testo della canzone di Faber, l’ho letto e riletto, ascoltato e riascoltato al punto da non poter far a meno di condividerlo con tutti voi, sia al fine di svelarne il significato, sia di sottolineare per l’ennesima volta la profonda umanità di Fabrizio De André che, pur essendosi sempre dichiarato ateo, nei suoi testi ai miei occhi incarna quella che secondo me dovrebbe essere la carità, l’umiltà e la speranza di ogni confessione e fede religiosa. La cosa che mi ha colpito più di tutte è la semplicità delle parole con le quali De André assegna e giustifica il posto “riservato” a Tenco in paradiso. Un particolare interessante sta nel fatto che  il testo da anni è stato, tra l&#8217;altro, incluso in numerose antologie scolastiche di letteratura italiana.</p>
<p>La morte di Tenco assume connotati ancora più tristi se si pensa che il giorno del suo funerale non si presentò nessun celebre cantante. <strong>Tenco fu lasciato solo con il suo dolore</strong>, sia prima che, fatto ancora più spiacevole,dopo la sua morte. E allora ancora oggi, a parer mio, rimane l’amaro in bocca a ripensare a Tenco ed assume un significato maggiore il ricordo di coloro che, come De André, non fecero finta di niente laddove fare finta di niente era più facile che abbandonare al suo destino un uomo, un cantante, o meglio, “un compositore”. È forse questo il finale più tragico e impietoso che cala il sipario su di una vita indimenticata e indimenticabile. Vi riporto quanto si lesse, il giorno dopo i funerali di Tenco, su “La Stampa” del 31 gennaio 1967: “<em>I cantanti che la notte del suicidio avevano pianto, urlato e imprecato, sono rimasti a dormire: non hanno inviato neppure un fiore &#8211; Il mesto corteo è stato seguito da una folla di anonimi ammiratori”. </em>Ecco il testo della canzone di Fabrizio De André “Preghiera in gennaio”, buon ascolto e buona lettura a tutti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0JK1ntv7mOI">http://www.youtube.com/watch?v=0JK1ntv7mOI</a></p>
<p></a></strong></p>
<p style="text-align: center;">Lascia che sia fiorito Signore il suo sentiero<br />
quando a te la sua anima e al mondo la sua pelle<br />
dovrà riconsegnare quando verrà al tuo cielo<br />
là dove in pieno giorno risplendono le stelle.<br />
Quando attraverserà l&#8217;ultimo vecchio ponte<br />
ai suicidi dirà baciandoli alla fronte<br />
venite in Paradiso là dove vado anch&#8217;io<br />
perchè non c&#8217;è l&#8217;inferno nel mondo del buon Dio.<br />
Fate che giunga a voi con le sue ossa stanche<br />
seguito da migliaia di quelle facce bianche<br />
fate che a Voi ritorni fra i morti per oltraggio<br />
che al cielo ed alla terra mostrarono il coraggio.<br />
<strong>Signori benpensanti</strong> <strong>spero non vi dispiaccia</strong><br />
<strong> se in cielo in mezzo ai Santi</strong> <strong>Dio fra le sue braccia</strong><br />
<strong> soffocherà il singhiozzo</strong> <strong>di quelle labbra smorte</strong><br />
<strong> che all&#8217;odio e all&#8217;ignoranza</strong> <strong>preferirono la morte.</strong><br />
Dio di misericordia il tuo bel Paradiso<br />
lo hai fatto soprattutto per chi non ha sorriso<br />
per quelli che han vissuto con la coscienza pura<br />
l&#8217;inferno esiste solo per chi ne ha paura.<br />
Meglio di lui nessuno mai ti potrà indicare<br />
gli errori di noi tutti che puoi e vuoi salvare.<br />
Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento<br />
Dio di misericordia vedrai, sarai contento.<br />
Dio di misericordia vedrai, sarai contento.</p>
<p><strong> </strong>
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			</a>
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		<title>&#8220;Unica&#8221; e &#8220;L&#8217;altra metà dell&#8217;anima&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jan 2012 09:43:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel panorama della musica pop italiana continuano le novità discografiche. Il 29 Novembre è stata la volta del nuovissimo album di Antonello Venditti: Unica. 9 brani che continuano i racconti personali e non, che il cantautore ci propone da anni. Impegno sociale, amore e vita, quella di tutti con i problemi che ognuno può incontrare. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel panorama della musica pop italiana continuano le novità discografiche. Il 29 Novembre è stata la volta del nuovissimo album di Antonello Venditti: <strong>Unica</strong>. 9 brani che continuano i racconti personali e non, che il cantautore ci propone da anni. Impegno sociale, amore e vita, quella di tutti con i problemi che ognuno può incontrare. Per il cantautore l&#8217;album è desiderio di libertà, quella di amare, di vivere in maniera dignitosa, insomma libertà a 360 gradi. Lui stesso l&#8217;ha definito la sua “preghiera laica”.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/venditti-unica.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-13241" title="venditti-unica" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/venditti-unica.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Ecco la track list:<br />
1.<strong>E allora canta!</strong>: di fronte alle varie difficoltà, dall&#8217;amore perso al lavoro svanito in questi anni di crisi, Venditti incita tutti a non molllare e gridare come nel coro finale: “la libertà ritornerà”. La conclusione del brano è affidata al famoso sassofonista Gato Barbieri che accompaganto da un tappeto di archi improvvisa e regala melodia alla canzone. Il brano segue la falsa riga di tanti soggetti e delle vite cantati in “Che fantastica storia la vita” e “Sotto il segno dei pesci”.<br />
2.<strong>Unica (Mio danno ed amore)</strong>: gelosia e passione per la compagna che forse si sta facendo stringere da qulacun altro. Danno ed amore. E&#8217; il singolo ufficiale dell&#8217;album e sicuramente il brano più rappresentativo.<br />
3.<strong>Oltre il confine</strong>: una dedica a chi sta arrivando profugo nel nostro Paese con la speranza di una vita migliore “con l&#8217;aiuto di Allah se Dio vorrà”.<br />
4.<strong>Ti ricordi il cielo</strong>: brano che va ascoltato più volte e capito. Si sente la mano di Pacifico.<br />
5.<strong>Forever</strong>: brano con un segnale ben definito, “sarai con me per sempre”. E&#8217; stato dedicato alla madre del cantautore che ora non è più qui. Brano al centro dell&#8217;attenzione dei critici per alcune analogie con un brano dei Coldplay.<br />
6.<strong>Come un vulcano</strong>: dedicato ad una donna che prende tutti e nonsi ferma mai, un vulcano!<br />
7.<strong>Cecilia</strong><br />
8.<strong>Non ci sono anime</strong><br />
9.<strong>La ragazza del lunedì (Silvio)</strong>: è il brano politicamente scorretto che Venditti inserisce in ogni suo album. Parla di una ragazza lasciata sola dal suo Silvio nel “classico” lunedì ed ora cercherà di riprendersi la sua vita! Alla batteria troviamo Carlo Verdone, come nella sana tradizione “vendittiana” in brani di questo genere.<br />
Dall&#8217;8 Marzo, a Roma, partirà il nuovo tour e toccherà come sempre molte città italiane.<br />
“Unica” è prodotto da Antonello Venditti e Alessandro Colombini per la Heinz Music.<br />
Personalmente trovo il lavoro un po&#8217; sotto le mie aspettative, sono passati quattro anni dall&#8217;ultimo album di Venditti e i brani come sempre sono solo nove. Credo che solo “Unica” faccia la differenza. Impegnati i testi e ben pensati gli arrangiamenti, ma spesso la melodia lascia a desiderare e il brano si fa apprezzare solo per il ritmo. Pochi spazi per il piano e il sax L&#8217;album va ascoltato e capito, al primo impatto purtroppo non lascia un grosso segno, ma riascoltandolo ammetto che ne sto cogliendo e valorizzando le sfumature.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/carletti.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13242" title="carletti" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/carletti-300x274.jpg" alt="" width="300" height="274" /></a>Dopo quasi 50 anni ci carriera con i Nomadi, <strong>Beppe Carletti</strong>, leader della formazione, decide di far uscire un album tutto suo di sola musica strumentale. <strong>“L&#8217;altra metà dell&#8217;anima”</strong> è il titolo del suo lavoro, 13 brani strumentali con piano e tastiere e dei bei vocalizzi di Alessandra Ferrari. Un lavoro molto “intimo” le cui le note ci portano in magiche atmosfere. Semplice la copertina come semplice la sua vita e il suo racconto di come e perchè nasce quest&#8217;album: “Questo è un progetto che coltivavo da tempo. Un sogno maturato e cresciuto, durante questi lunghi anni di vita e di musica, lungo le strade del mondo. Si tratta di 13 brani strumentali inediti. Composizioni che rivelano una parte di me stesso, nascosta e sconosiuta. In questo lavoro infatti, escono allo scoperto emozioni, fragilità, sentimenti e pensieri, che appartengono all&#8217;altra metà della mia anima. Un album che fotografa i momenti importanti della mia esistenza: un incontro imprevisto, la nascita dei miei figli e dei miei nipoti, la morte di Augusto, un tramonto su una spiaggia, il sorriso di un bambino, il respiro del vento e l&#8217;odore della pioggia, o semplicemente la consapevolezza di essere vivo. Composizioni che sono fotografie di attimi rubati alla vita e che non potevo che riempire di note”.<br />
Veramente belle queste melodie che rimarcano lo stile pianistico e tastieristico del musicista emiliano. Forse sarebbe stato bello sentire qualche strumento “vero” quali un flauto o un violino anziché le sole tastiere, ma Beppe è questo. Ricordo lo scambio di battute che ho avuto con Carletti negli spogliatoi di un palazzetto dello sport prima di un concerto: impressionanti la sua semplicità e la sua cordialità. In bocca al lupo per questo lavoro che arriva alla soglia dell&#8217;anniversario dei 50 anni della band e dalle recenti dimissioni del cantante Danilo Sacco.
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		<title>Ripercorrendo i cieli di Rino: Ingresso libero</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 07:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Richpoly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;esordio artistico di Rino Gaetano è datato 1973, quando Rino si fa conoscere sul palcoscenico italiano con le canzoni: &#8220;I love you Maryanna&#8221; e &#8221;Jaqueline&#8220;. Basta davvero poco per accorgersi che dai suoi testi emerge un&#8217; ironia unica e un sarcasmo incommensurabile. La musica cambia, però, quando intraprende la strada del 33 giri. Il suo esordio &#8211; Ingresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><div id='stb-box-4097' class='stb-custom_box' >Dopo il grandissimo successo dell<strong><span style="text-decoration: underline;">’<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/nei-cieli-di-rino-e-tutto-sempre-piu-blu.html" target="_blank">articolo</a></span></strong> recentemente pubblicato in ricordo di Rino Gaetano, iniziamo oggi una rubrica di approfondimento sul cantautore calabrese e romano di adozione. Ripercorreremo tutte le tappe più importanti della sua carriera, tragicamente stroncata da un incidente stradale nel giugno del 1981, analizzando i sei album pubblicati dal genio artistico di un personaggio che ha lasciato un vuoto incolmabile.</div></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esordio artistico di Rino Gaetano è datato 1973, quando Rino si fa conoscere sul palcoscenico italiano con le canzoni: &#8220;<em>I love you Maryanna&#8221;</em> e<em> &#8221;Jaqueline</em>&#8220;. Basta davvero poco per accorgersi che dai suoi testi emerge un&#8217; ironia unica e un sarcasmo incommensurabile. La musica cambia, però, quando intraprende la strada del 33 giri. Il suo esordio &#8211; Ingresso libero &#8211; viene inciso utilizzando lo pseudonimo &#8221;<strong>Kammamuri&#8217;s</strong>&#8221; nel 1974. Il titolo è promettente, le canzoni che lo contraddistinguono si fanno ascoltare, velocemente, una dopo l&#8217;altra. È l&#8217;unico dei suoi album a non prendere il nome dalla prima traccia, né da nessun&#8217;altra. Mentre lo ascolto mi viene quasi voglia di passare da una canzone all&#8217;altra, per capire se ci sia un filo conduttore. Ascolto l&#8217;album e lo riascolto ancora, e alla fine capisco che ogni pezzo ha la sua storia; sintetica, decisa, invadente. La sua voce è prorompente, a tratti bassa e rauca, le parole parlate più che cantate, a tratti è spumeggiante, acuta si infila nei timpani e ti lascia l&#8217;eco di un urlo che è l&#8217;incontro di gioia e disperazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Tu, forse non essenzialmente tu</strong>&#8221; è la prima traccia dell&#8217;album, ma è anche il titolo del singolo che precedette l&#8217;uscita di &#8220;Ingresso libero&#8221;. Definirla semplicemente una canzone d&#8217;amore sarebbe un dispetto, tenendo conto che la stragrande maggioranza delle sue canzoni passa da un argomento all&#8217;altro, trattando i temi più disparati. C&#8217;è un po&#8217; di tutto in questa ballata, sullo sfondo di una dedica a una donna c&#8217;è tutta la genialità di Rino, capace come forse nessun altro di fare mille discorsi in una stessa frase, di mischiare brillantemente le carte, di prendere tanti pezzi e creare un puzzle dal significato sempre vario e mai scontato. Lungi dall&#8217;essere il cantante del &#8220;non senso&#8221;, come ahimé da molti è stato definito, credo che in questa, come in tante altre, performance Rino dimostri di sapersela cavare non soltanto come cantautore ma anche e soprattutto come poeta, filosofo, interprete e narratore. Strepitosa la strofa: &#8221;<em>e sono ormai convinto da molte lune dell&#8217;inutilità irreversibile del tempo / mi sveglio alle nove e sei decisamente tu / e non si ha il tempo di vedere la mamma / e si è gia nati e i minuti rincorrersi senza convivenza / mi sveglio e sei decisamente tu, forse non essenzialmente tu / e la notta confidenzialmente blu</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Supponiamo un amore&#8221;</strong> mescola romanticismo e drammaticità, una storia d&#8217;amore raccontata senza essere vissuta, soltanto sperata, auspicata, agognata, ma non per questo incapace di emozionare e commuovere. &#8221;<em>Supponiamo noi due un amore nulla più / supponiamo un amore che non voglio che vuoi tu</em>&#8220;, cosa altro aggiungere a questa frase? Qui c&#8217;è davvero tutta la voglia di amare di Rino, la sua semplicità, la sua idea del sentimento tra due persone, il suo desiderio di gridare a un mondo sempre più vuoto l&#8217;importanza dell&#8217;amore, quello sincero, smaliziato, vero, quello con la A maiuscola. E come sempre lui lo fa a modo suo raccontando un amore, come si evince dal titolo, soltanto supposto, immaginato, un amore meravigliosamente perfetto se non fosse per il &#8220;supponiamo&#8221;. La voce in questa canzone è davvero graffiante, più che mai toccante, quasi immersa in un profondo, malinconico e laconico pianto. Il suo grido &#8220;Amore, amore&#8230;&#8221; accarezza il cuore e dimostra ancora una volta quanto Rino desse importanza ai sentimenti. Emozionante.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=PtbQFgOcYwY">http://www.youtube.com/watch?v=PtbQFgOcYwY</a></p>
<p></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>&#8220;Ad esempio a me piace il sud&#8221; </strong></strong>è forse la più nostalgica traccia dell&#8217;album. Mentre ascolto questa canzone mi passano davanti agli occhi una serie di immagini evocate dalle parole di Rino. Il Sud raccontato da un ragazzo emigrato in una grande città, la minuziosità dei particolari paesaggistici, delle emozioni umane, la conoscenza del territorio, delle usanze e della vita di tutti i giorni sono i connotati principali di una ballata che riesce a rendere l&#8217;idea del Sud anche a chi non ha vi ha mai messo piede, in quella terra &#8220;dove l&#8217;acqua è più del pane&#8221;. Rino qui riesce, soltanto grazie alle sue parole, a farci vedere i colori, i profumi e le sfumature di un Sud semplice, umile e povero. Le parole strillate e quasi disperate di un ragazzo che elogia, fa conoscere, ricorda e piange la propria terra nativa è riassunto nel grido: &#8220;<em>ma come fare non so / si devo dirlo ma a chi? / se mai qualcuno capirà / sarà senz&#8217;altro un altro come me</em>&#8220;. Rino non ha mai rinnegato le sue origini, anzi ne è stato un accesissimo difensore, le ha sempre cantate e portate nel cuore, e anche per questo merita una profonda stima.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Agapito Malteni il ferroviere&#8221; e &#8220;L&#8217;operaio della Fiat la 1100&#8243;</strong>, sono due canzoni ispirate al racconto della realtà operaia che, insieme a quella contadina, è uno dei principali fili conduttori della carriera artistica di Rino. Il ferroviere richiama &#8220;La locomotiva&#8221; di Guccini (1972); non a caso la trama è praticamente la medesima, cioè quella di un uomo che vuole dirottare un treno per protesta. La descrizione del protagonista della canzone (Agapito Malteni) è precisa, dettagliata, quasi ossessiva. Non sfugge niente a Rino: quando decide di raccontare un personaggio lo fa da capo a piedi, soprattutto perché quel personaggio, in realtà, è soltanto il pretesto per parlare di qualcuno (o di qualcosa) di cui non parla mai nessuno. Quel personaggio, che oggi Rino chiamerebbe &#8220;avatar&#8221;, nasconde sempre un&#8217;idea, una vita umana, una categoria di persone, spesso le più deboli, ancora più spesso le più sofferenti.<br />
L&#8217;operaio della Fiat racconta la cronaca del periodo dell&#8217;autunno caldo e della contestazione operaia. È la storia di un operaio dell&#8217;azienda torinese che, facendosi in quattro, lavora alla catena di montaggio tutta la settimana, e tornato &#8220;dalla sua donna&#8221; distrutto dall&#8217;ennesina identica giornata lavorativa, è pronto a partire per un fine settimana con gli amici. Uscendo di casa, si accorge che la sua macchina è stata bruciata da ignoti. Sarcastica e ficcante, pragmatica al punto giusto, verosimile racconto della dura realtà dell&#8217;operaio, se non fosse per i diversi modelli delle automobili fabbricate, nessuno si stupirebbe se questa canzone fosse stata scritta oggi.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=oH9obEgDyT0">http://www.youtube.com/watch?v=oH9obEgDyT0</a></p>
<p></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;La vecchia salta con l&#8217;asta&#8221; e <em><strong>&#8220;AD 4000 d.c.&#8221; </strong></em></strong>sono due canzoni sui generis, poetiche e politiche. Iniziamo dalla prima. Ascoltandola con superficialità sembrerebbe una canzone per bambini. Solo a seguito di un&#8217;accurata analisi si capisce che i contenuti e lo scopo della canzone sono ben altri. La musica e le strofe, ma soprattutto le rime forti e dure, sono preparate attentamente per un progetto molto più abizioso, cioè nascondere dietro un&#8217;allegorica storiella un significato politico. I critici negli anni non sono riusciti a spiegare cosa volesse significare questa ballata, e neanche io sono in grado di spiegarla, ma mi rifiuto di credere che sia un ammasso di parole messe in fila per impressionare. Non ci credo perché, come ho detto prima, Rino è tutt&#8217;altro che un artista <em>non sense</em>. La seconda, a parer mio, completa un esordio artistico da applausi. Altra canzone politicamente scorretta e dal significato enigmatico. Vi consiglio di ascoltarla soltanto se avete voglia di decodificare il &#8220;Rino pensiero&#8221;. Anche questa canzone necessita di una sopraffina analisi letterale, come d&#8217;altronde è sempre necessario nelle canzoni di critica politica. Qui c&#8217;è di più. Emerge una critica forte alla Chiesa e al sistema criptico di potere che ha in mano il mondo. Rino denuncia indirettamente, ma neanche troppo velatamente, il sistema simil-massonico che avvolgerebbe la società. A voi il giudizio sull&#8217;attualità del tema alla base di questa traccia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;I tuoi occhi sono pieni di sale&#8221; </strong>è la canzone dalla quale Rino prese spunto quando prima di un concerto nel 1979 affermò: <em>&#8220;C&#8217;è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio! Io non li temo! Non ci riusciranno! Sento che, in futuro, le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni! Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale! E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta&#8221;. </em>Queste parole valgono più di ogni altra spiegazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;A Khatmandu&#8221;</strong> è un pezzo che va ascoltato, più che raccontato. Brillante miscela di sarcasmo, ironia e  paradosso, geniale il passaggio in cui Rino canta <em>&#8220;A Khatmandu c&#8217;è anche il gurù / ci porta in paranoia / predicando a testa in giù</em>&#8220;. In un certo momento della canzone &#8220;<em>A Khatmandu quando ero giù / tra i fori e la stazione / c&#8217;era via Cavour</em>&#8221; sembra davvero di camminare per le vie di Roma, passare velocemente di notte da una strada all&#8217;altra. È un brano che io consiglio sempre di ascoltare, ottimi i cambi di ritmo e la poliedricità canora di Rino.</p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong><em><a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=m2zDKSpe13E">http://www.youtube.com/watch?v=m2zDKSpe13E</a></p>
<p></a></em></p>
<p style="text-align: justify;">Buon ascolto e buon Rino a tutti!</p>
<p style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-weight: 800;"><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
</strong></p>
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		<title>Amici della Musica di Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 07:30:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sabato in concerto]]></category>
		<category><![CDATA[trio fiato alle corde]]></category>

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		<description><![CDATA[Siamo in compagnia di Laura Ruzza, pianista e, come scopriremo tramite le sue parole, fondatrice dell&#8217;associazione “Amici della musica di Roma”. È iniziata da pochissimo la nuova stagione concertistica proposta dalla sua associazione, e credo che dare spazio a queste iniziative sia un modo per promuovere l&#8217;impegno per chi vuole proporre cultura, di qualunque genere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo in compagnia di Laura Ruzza, pianista e, come scopriremo tramite le sue parole, fondatrice dell&#8217;associazione “Amici della musica di Roma”. È iniziata da pochissimo la nuova stagione concertistica proposta dalla sua associazione, e credo che dare spazio a queste iniziative sia un modo per promuovere l&#8217;impegno per chi vuole proporre cultura, di qualunque genere sia, in questo periodo di declino dell&#8217;arte.</p>
<div id="attachment_12866" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/LAURA-RUZZA-PRESIDENTE.jpg"><img class="size-medium wp-image-12866 " title="LAURA RUZZA-PRESIDENTE" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/LAURA-RUZZA-PRESIDENTE-300x262.jpg" alt="" width="240" height="210" /></a><p class="wp-caption-text">Laura Ruzza</p></div>
<p><strong>Laura, vuoi dirci qualcosa della tua attività artistica e parlarci dell&#8217;Associazione “Amici della musica di Roma”?</strong><br />
Sono una giovane pianista romana, che all&#8217;attività concertistica come solista e in formazioni cameristiche affianca anche l&#8217;attività didattica sia nelle scuole che nei Conservatori di musica. Nel 2006 ho deciso di fondare l&#8217;Associazione “Amici della musica di Roma”; ho sempre sognato di poter creare un&#8217;associazione musicale tutta mia! Organizziamo concerti, corsi di musica, svolgiamo attività musicologica e il pubblico ci segue con passione. Queste sono le più belle soddisfazioni che possiamo avere, soprattutto di questi tempi!</p>
<p><strong>Sta per iniziare la nuova stagione “Sabato in concerto”. Sei arrivata a organizzare la sesta edizione&#8230; Un bel traguardo, non credi?</strong><br />
Sono davvero felice di questo traguardo raggiunto, perché confesso che non è stato affatto facile andare avanti con la nostra attività in questi anni. Premetto che ci autofinanziamo e soprattutto negli ultimi anni non è stato facile riuscire a far quadrare i bilanci continuando a organizzare attività di qualità. In ogni caso ci siamo riusciti e di questo dobbiamo ringraziare i nostri soci. Credo che se ci si mette l&#8217;amore, la passione e la buona volontà si riesce sempre a ottenere il meglio; come si dice: volere è potere! Credo che sia proprio vero!</p>
<div id="attachment_12867" class="wp-caption alignleft" style="width: 177px"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/PAOLA-FURETTA.jpg"><img class="size-medium wp-image-12867" title="PAOLA FURETTA" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/PAOLA-FURETTA-167x300.jpg" alt="" width="167" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Paola Furetta</p></div>
<p><strong>Entriamo nel dettaglio delle serate. Il primo concerto è stato il 12 Novembre con il fisarmonicista DANIELE ANGIOSI, che ha spaziato da Bach a Piazzola. Vuoi farci una breve descrizione di ciò che troveremo nelle varie serate?</strong><br />
Il secondo appuntamento è previsto per sabato 3 dicembre con il DUO DIAPHONIA (chitarra-saxofono), che presenterà un intenso programma strutturato su un percorso che da sonorità medievali si articola tra i vari periodi storici fino a giungere al panorama contemporaneo, in cui la scelta del materiale musicale viene effettuata in base a un principio di equilibrio tra qualità e fruibilità che possa catturare l’interesse di un pubblico eterogeneo, attraverso l&#8217;ascolto di musiche di Bach, Ibert, Paganini, Villa-Lobos e Bartòk. Di sapore completamente diverso la serata di sabato 21 gennaio affidata al MUSÌ DUO (clarinetto-flauto), che proporrà l’interpretazione di alcune delle più belle opere di Rossini, Mozart e Piazzolla trascritte per flauto e clarinetto.<br />
Di particolare interesse il concerto di sabato 25 febbraio proposto dal TRIO FIATO ALLE CORDE!, che presenterà un concerto intitolato &#8220;Dall’Opera al Cinema&#8221; proponendo musiche di Rossini e Morricone accompagnate dalla proiezione di filmati inediti e molto suggestivi.<br />
La Stagione proseguirà con l’ensemble PERLE SONORE (clavicembalo e canto), formazione dedita all’esecuzione di musica barocca e del periodo classico.<br />
Il 10 marzo 2012, per festeggiare la Festa della Donna, verrà presentato un programma dedicato alla musica vocale e strumentale di compositrici del XVII e XVIII secolo tra cui Francesca Caccini, Barbara Strozzi, Antonia Bembo ed Elizabeth-Claude Jaquet de La Guerre.<br />
Sabato 14 aprile sarà la volta della giovane violoncellista romana PAOLA FURETTA che proporrà un programma per Cello dedicato esclusivamente alla contemporaneità, con musiche di Boselli, Patterson e Crumb.<br />
La Stagione degli Amici della Musica di Roma si chiuderà sabato 19 maggio con il concerto straordinario del TRIO MUSICHE MIGRANTI (chitarra, violino, fisarmonica, mandolino, voce); attraverso questo concerto gli ascoltatori vengono invitati a ripercorrere il viaggio di chi, salpato dal porto di Napoli, arriva in America Latina: dalle canzoni e danze del Meridione, alcune accompagnate dalla chitarra battente (strumento rinascimentale ancora in uso nel Sud Italia), ai Tanghi argentini, fino ad Alfonsina y el mar, struggente addio al mondo di Alfonsina Storni, poetessa di origini italiane emigrata in Argentina.<br />
Come si vede, l&#8217;offerta musicale è molto ampia e variegata, c&#8217;è da scegliere, ma il consiglio è quello di non perdere nessun appuntamento, perché si tratta davvero di concerti imperdibili per bellezza e per la bravura degli esecutori.</p>
<p><strong>Dove si svolgeranno tutti i concerti?<br />
</strong>I concerti si svolgeranno nella splendida cornice della Chiesa di S. Andrea di Scozia, sita a Roma in via Venti Settembre, 7 (M Barberini).</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/RUZZA-MORRICONE.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-12864" title="RUZZA-MORRICONE" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/RUZZA-MORRICONE-224x300.jpg" alt="" width="179" height="240" /></a>Quante e quali difficoltà trovi nell&#8217;organizzare questi concerti?<br />
</strong>Le difficoltà sono molte e di ogni tipo. Bisogna riuscire a catturare l&#8217;attenzione del pubblico, perché purtroppo oggi la musica colta è sempre meno seguita e i concerti di musica classica sempre meno affollati. Per questo motivo cerchiamo di proporre offerte musicali originali, diverse e di particolare interesse per tutti, anche per i giovani! I problemi maggiori sono di tipo economico, non è facile autofinanziarsi! Dietro l&#8217;organizzazione di una stagione concertistica c&#8217;è molto lavoro e ci sono molte spese da affrontare, dall&#8217;affitto della location alla stampa del materiale promozionale, ecc&#8230;<br />
Servirebbero degli sponsor, ma negli ultimi anni la crisi economica che sta devastando il nostro Paese investe tutti, e dunque non è facile nemmeno trovarli. Credo che sia solo il grandissimo amore per la musica che riesce a farci proseguire nelle nostre attività! Bisogna guardare avanti e non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, questo è il nostro piccolo segreto per continuare a fare musica!</p>
<p><strong>Vuoi invitare i nostri lettori alle serate che ci hai presentato?<br />
</strong>Certamente e con molto piacere! Ricordo che è possibile prenotarsi gratuitamente semplicemente inviando una mail a amicimusicaroma@tiscali.it oppure contattandoci al 333.6470115. Vi aspettiamo tutti! E naturalmente non dimenticate di passare parola ad amici e parenti!</p>
<p><strong>Ci hai parlato delle difficoltà organizzative, anche materiali&#8230; come si può sostenere l&#8217;associazione?</strong><br />
È molto facile, si può divenire soci oppure effettuare delle donazioni. Per divenire soci si deve compilare il modulo associativo presente sul nostro sito <a href="http://www.amicimusicaroma.it">www.amicimusicaroma.it</a>; la quota sociale, nostro principale mezzo di finanziamento, è di soli € 5 annuali per i soci ordinari e di € 50 annuali per i soci sostenitori. Ricordiamo che l’adesione di un sempre maggior numero di cittadini ci<br />
permetterà un’azione sempre più incisiva e qualificata. Benvenuti nel mondo della musica!</p>
<p>Seguo ormai da anni l&#8217;evolversi delle attività musicali proposte da Laura Ruzza e credo che tanti sforzi vadano ripagati con un&#8217;alta adesione di pubblico. Sottolineo che Ennio Morricone è il Presidente onorario dell&#8217;associazione, mi pare un ottimo sigillo di qualità.
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		<title>Quintetto Denner &#8211; Intervista</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 13:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse non tutti lo sanno, ma il jazz amato nel mondo non è solo quello “made in USA”. In Italia abbiamo molti artisti e al di là dei pochi volti noti esiste un esercito di musicisti di elevato spessore artistico “di nicchia”. Ho avuto il piacere di poter porgere qualche domanda al maestro Giancarlo Buratti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Trio.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-12651" title="Trio" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Trio-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" /></a>Forse non tutti lo sanno, ma il jazz amato nel mondo non è solo quello “made in USA”. In Italia abbiamo molti artisti e al di là dei pochi volti noti esiste un esercito di musicisti di elevato spessore artistico “di nicchia”. Ho avuto il piacere di poter porgere qualche domanda al maestro <strong>Giancarlo Buratti</strong>, portavoce del “Quintetto Denner”. Giancarlo, insieme ad Alessandro Bardella e Giorgio Rondi, arrivano con il loro trio di clarinetti di estrazione prettamente classica a incontrare Guerrino Allifranchini, “guru” italiano del jazz con il suo clarinetto e il suo sassofono di fama internazionale. L&#8217;innesto di Allifranchini allarga gli orizzonti della formazione che trova la sua stabilità con l&#8217;inserimento di Filippo Rodolfi, pianista jazz e compositore che può vantare concerti e collaborazioni in tutta Europa fino al Giappone. Negli ultimi anni il quintetto è stato chiamato in molti Paesi per rappresentare l&#8217;Italia in vari festival jazz (<em>European Jazz Festival</em> in Turchia nel 2001 &#8211; dove tra l&#8217;altro è stato inciso il cd “Quintetto Denner-Live in Turkey&#8221; &#8211; e <em>Toronto Jazz festival</em> nel 2008 per fare due nomi). Il prossimo 25 Novembre i nostri eroi terranno un concerto in Gran Canaria per bissare il successo ottenuto lo scorso febbbraio dove nell&#8217;auditorium Tirajanas millequattrocento persone chiusero il concerto con una standing ovation per i Denner. Ma diamo voce a uno di questi artisti: Giancarlo Buratti.</p>
<p><strong>Vuoi parlarci un po&#8217; di chi siete e cosa fate?</strong> Di primo acchito ti risponderei che siamo cinque amici, cinque buoni amici che si divertono un mondo. Si potrebbe dire che &#8220;in principio fu il trio”, perchè tutto è iniziato dal Trio Denner che, appena terminata l’esperienza del conservatorio, contribuii a formare con Giorgio e Alessandro. Poi, continuando in stile parabola, venne Guerrino e nulla fu più come prima! Scherzi a parte l’incontro con Guerrino ha davvero segnato la svolta, anche perché di lì a pochi mesi il quartetto divenne quintetto integrando stabilmente Filippo Rodolfi che fino ad allora si era occupato degli arrangiamenti.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/3p.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-12649" title="3p" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/3p.jpg" alt="" width="142" height="99" /></a>State per volare alle Canarie. Vuoi parlarci di questa nuova avventura e quale sarà il programma del vostro concerto?</strong> È la seconda volta che abbiamo l’occasione di suonare all’Auditorium Tirajanas in Gran Canaria. Quando a febbraio ci contattarono per fare il primo concerto devo ammettere che accolsi la proposta con qualche riserva. Cioè, le Canarie sono senz’altro un paradiso in terra, clima fantastico, natura incontaminata e servizi di alto livello, ma nella mia mente erano troppo legate ai villaggi vacanze per poterle considerare un posto che presta attenzione alla musica e ai concerti, insomma alla cultura che non sia svago fine a sé stesso. Nulla di più sbagliato! Un pregiudizio dato dalla mia scarsa conoscenza del posto. Il concerto che facemmo a febbraio era inserito nel &#8220;27 FESTIVAL DE MÚSICA DE CANARIAS&#8221; prestigiosissimo festival che ha visto la partecipazione delle più grosse personalità della musica mondiale. Musicisti del calibro di Abbado, Muti, Barenboim, Sir Colin Davis, Plácido Domingo, José Carreras, Rostropovich, Pogorelich, Ashkenazy, YoYo Ma!<br />
In quell’occasione presentammo il nostro ultimo progetto “Italy in Jazz”, questa volta invece proporremo un repertorio che guarda alle radici del jazz, presentando però anche brani in prima esecuzione.</p>
<p><strong>Negli anni avete rappresentato con grandissimo carisma la nostra Italia che fa jazz. Quali sono state le vostre migliori esperienze e quali sono stati i migliori complimenti che avete ricevuto?</strong>  Difficilissimo rispondere. Ogni esperienza ci ha portato qualcosa di insostituibile, sotto il profilo umano e musicale. Personalmente porterò sempre nel cuore i tramonti di Sydney, il rimbombo delle cascate del Niagara, i viaggi interminabili e anche quella voglia di casa che ti cresce dentro alla fine di ogni esperienza.<br />
Per quanto riguarda i complimenti, ricorderò sempre un episodio avvenuto al Toronto Jazz Festival. Il giorno dopo il nostro concerto, sullo stesso palco si esibiva Arturo Sandoval, uno dei miei miti di sempre&#8230; I posti erano esauriti ma, visto che noi italiani riusciamo sempre a farci voler bene, otteniamo un pass per entrare. Il signore della sicurezza ci accompagna, facendoci passare davanti al palco. A un tratto il brusìo del pubblico in attesa del concerto aumenta, qualcuno ci riconosce, qualcuno urla “Denner”, altri “Italian musicians” e parte un applauso, che aumenta sempre più, fino a che le prime file si alzano in piedi e poi gli altri e così via. Per farla breve ringraziamo, salutiamo e ci defiliamo in buon ordine. Devo ammettere che quella sera, vuoi per la stanchezza, vuoi per il fuso, ma qualche lacrima mi è scappata. Non è proprio un complimento diretto, ma mi piace considerarlo così.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/6p.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12648" title="6p" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/6p.jpg" alt="" width="100" height="142" /></a>Da anni conosco il carissimo maestro Filippo Rodolfi, che mi ha raccontato che vi divertite come dei pazzi.</strong> E come potrebbe non essere così! Siamo un buon gruppo, ci vogliamo davvero bene. Ogni volta che ci penso, penso davvero che conoscere Guerrino e Filippo mi abbia cambiato la vita, e non mi riferisco solo alla vita artistica; sono davvero persone che mi hanno arricchito, intelligenti e sensibili, oltre a essere musicisti eccezionali. E questa avventura oltretutto ha avuto il potere di cementare ancora di più il rapporto tra i “giovani” (le virgolette fanno sempre male) del gruppo originale. Dire che ci divertiamo è minimizzare, anche se di tanto in tanto non mancano gli attriti. Vivere gomito a gomito in tournée e affrontare concerti impegnativi non è una passeggiata a volte.</p>
<p><strong>Vuoi raccontarci qualche aneddoto o qualche episodio simpatico che vi è capitato? Io mi ricordo ad esempio una valigia scambiata per un ordigno fuori da una stanza di albergo&#8230;</strong> Ah sì, il problema è che non era un albergo, ma l’attico dell’ambasciata di Tirana dove ci ospitavano in occasione del Festival Klasic, e il casino scatenato fu davvero grande. Anch’io me la ricordo e temo di non potermene più dimenticare. Beh, di episodi ce ne sarebbero un miliardo, in questo momento più che episodi ricordo immagini buffe. Rivedo me e Giorgio fare i deficienti “affrontando” le onde perfette di Surfers Paradise: due mozzarelle dal fisico discutibile che urlano come bambini al suono della campanella, attorniati da surfisti professionisti con fisici scultorei e abbronzature da urlo. Ricordo la faccia terrorizzata di Sandro a ogni decollo o sobbalzo di un aereo e i nostri scherzi sadici a cui puntualmente risponde con insulti indicibili, senza però mollare la presa dai braccioli. La capacità comunicativa di Guerrino che sa farsi capire in ogni angolo del mondo, lo vedo ancora chiacchierare con un mercante di strumenti musicali in un suk turco. Quello parlava turco, Guerrino faceva versi strani, ma alla fine si capivano a meraviglia. E poi c’è Filippo e le sue sigarette, su cui si potrebbe scrivere un romanzo, o meglio un manuale: “come poter fumare in qualunque luogo e a qualunque ora!” (Simpatici gli episodi&#8230; Ma il fumo fa male!)</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Filippo-Rodolfi_m.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12652" title="Filippo Rodolfi_m" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/Filippo-Rodolfi_m-300x223.jpg" alt="" width="192" height="142" /></a>Torniamo alle cose serie. Come nascono gli arrangiamenti per un ensamble jazz così anomalo?</strong> Su misura, assolutamente. Il gruppo come hai detto è anomalo ed è davvero difficile poter trovare qualcosa nella letteratura Jazz. Per cui tutti gli arrangiamenti sono fatti su misura per noi da Filippo e, in qualche caso da Wally Allifranchini. Poi abbiamo la fortuna di poter eseguire alcuni brani che sono stati composti appositamente per noi da musicisti di prim’ordine che ci hanno voluto fare questo fantastico regalo: Filippo, Wally, Patriarca ecc&#8230;</p>
<p><strong>Come trovi il panorama jazzistico italiano?</strong> Guarda, posso risponderti esattamente come nell’ultima chiacchierata che facemmo qualche anno fa. Credo sia più interessante di quanto non si pensi. Ci sono un sacco di artisti convincenti, un sacco di giovani musicisti davvero capaci. Personalmente ho degli allievi che davvero mi fanno sperare in un futuro di qualità. Penso però che la percezione che la società ha della cultura italiana, invece, sia molto bassa; penso si dia troppo poco spazio alla qualità e, soprattutto, se ne dia troppo alla banalità. Forse perché la banalità fa ascolto perché è semplice, lineare, a portata di mano, mentre la qualità e la cultura hanno bisogno di più impegno e attenzione. Non voglio fare quello che dispensa saggezza, ma credo che il male del nostro secolo sia la banalizzazione, la semplificazione tout court. In questo periodo aborro la nascita e la diffusione dei Talent Show. Il meta-spettacolo, lo spettacolo sul come nasce uno spettacolo. L’illusione di poter smontare le componenti e le alchimie che costituiscono la preparazione di un successo, di poterle catalogare, controllare ed esibire. Tutto ciò è un’illusione che non fa che banalizzare l’arte riducendola a preparazione e confezione. L’arte come processo industriale. Come dite? Ho rotto con il pistolotto? Ok la pianto! Seguiteci e vogliateci bene!</p>
<p><a href="http://www.quintettodenner.it">www.quintettodenner.it</a>
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		<title>Nei cieli di Rino è tutto sempre più blu</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 11:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Richpoly</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa avrebbe compiuto 61 anni. Rino Gaetano non ha bisogno di molte presentazioni perché tutti, dai più ai meno giovani, lo conoscono o per lo meno ne hanno sentito parlare. Classe 1950, nato a Crotone, romano di adozione, è conosciuto da tutte le generazioni nate dopo il 1970 per la sua spontaneità, per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Pochi giorni fa avrebbe compiuto 61 anni. Rino Gaetano non ha bisogno di molte presentazioni perché tutti, dai più ai meno giovani, lo conoscono o per lo meno ne hanno sentito parlare. Classe 1950, nato a Crotone, romano di adozione, è conosciuto da tutte le generazioni nate dopo il 1970 per la sua spontaneità, per la drammaticità dei suoi pezzi, per il surrealismo, la satira e la comicità della maggior parte dei suoi brani. La sua storia mi ha sempre affascinato, sarà per via del coinvolgimento delle sue canzoni, che a me piace definire “ballate”, ma soprattutto perché è vissuto, cresciuto e maturato artisticamente nel mio stesso quartiere di Roma, Monte Sacro. La sua storia ha dell’incredibile.  Infatti, il 2 giugno del 1981 Rino morì in Via Nomentana, a pochi giorni di distanza dalla data fissata per il suo matrimonio, davanti all&#8217;istituto scolastico dove io, pochi anni dopo, avrei frequentato le scuole elementari, le medie ed il liceo. Nelle sue canzoni non si può non notare un quasi cinico realismo, accompagnato da un sentimentalismo vecchio stile, mai scontato, mai smielato e pur sempre ficcante. Di lui ricordo la sua drammatica ironia, presente in tutte le sue canzoni, nelle più note e nelle meno famose. Non saprei stilare una classifica perché tutti i suoi brani, alle mie orecchie, hanno un senso profondo e unico. La lotta contro l’ingiustizia, contro il perbenismo, contro l’ordinario, contro il precetto, contro il corrotto e contro il clientelismo. La difesa dei diritti dei più deboli, il racconto della guerra visto dagli occhi della povera gente, in particolare nel capolavoro “<em>Aida</em>”, racconti di povertà mai inventati ma figli della vita che vedeva quotidianamente scorrere dinanzi ai suoi occhi. Le storie d’amore raccontate senza mai un (a volte troppo scontato) lieto fine. Vicende d’innamoramenti impossibili, di storie d’amore possibili ma non coltivate . Le sue meravigliose metafore, il legame con la sua famiglia, la violenza delle sue parole che emerge, su tutte, in “<em>Nuntereggae più</em>” e “<em>Il cielo è sempre più blu</em>”, le canzoni più celebri del suo vastissimo repertorio.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/rino-gaetano1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-12143" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/rino-gaetano1-268x300.jpg" alt="" width="268" height="300" /></a>Ascoltando oggi, ma son certo anche domani, le ballate di Rino ci si rende facilmente conto di come sembra che il tempo si sia fermato, tanto è palese l’attualità degli argomenti trattati. Dietro il suo umile rivoluzionarismo non c’era l’ombra dell’artista artefatto, non c’erano proclami ma solamente semplici parole urlate con tanta, tantissima rabbia e altrettanta forza, sempre nascosta dietro quel giovane ragazzo dagli occhi dolci e dall&#8217;aspetto imprevedibile e molto spesso sorprendente. Rino, maestro di satira e d’ironia, ancora oggi fa sentire la sua assenza, lui che ha spesso messo a nudo con mezzi semplicissimi tutto il marcio che sentiva nell&#8217;aria e che purtroppo regna tutt&#8217;oggi nel costume sociale di quella “corrottissima” Italia da lui cantata e raccontata e probabilmente, anzi certamente, non ancora cambiata.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo tanti anni ancora oggi mi piace pensare che il cielo dove è volato via quella notte di 30 anni fa sia davvero blu, anzi, sempre più blu, mentre su questo paese i problemi sono sempre gli stessi se non addirittura peggiorati. È questa, infatti, una società in crisi che sente oggi più di ieri il peso della corruzione e del clientelismo, e sente ancora di più il peso dell’assenza e del silenzio di cantautori come Rino Gaetano. Forse anche per questo, pur essendo passato tanto tempo, sento tutt&#8217;oggi la voglia di gridare: buon compleanno Rino!</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=necfujO9cEY">http://www.youtube.com/watch?v=necfujO9cEY</a></p>
<p></a></p>
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		<title>La vecchia e sempre nuova leva del Pop Italiano</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Oct 2011 10:53:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno l&#8217;autunno ci ha regalato l&#8217;uscita di nuovi album pop melodici italiani; in particolare, di quattro cd che segnano il ritorno di altrettanti artisti/gruppi della nostra Italia che canta e che sa scrivere canzoni. La fine di settembre ci ha presentato l&#8217;uscita del nuovo lavoro di Michele Zarrillo dal titolo “Unici al mondo”. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno l&#8217;autunno ci ha regalato l&#8217;uscita di nuovi album pop melodici italiani; in particolare, di quattro cd che segnano il ritorno di altrettanti artisti/gruppi della nostra Italia che canta e che sa scrivere canzoni.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/michele-zarrillo-unici-al-mondo-290x290.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12082" title="michele-zarrillo-unici-al-mondo-290x290" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/michele-zarrillo-unici-al-mondo-290x290.jpg" alt="" width="186" height="186" /></a>La fine di settembre ci ha presentato l&#8217;uscita del nuovo lavoro di <strong>Michele Zarrillo</strong> dal titolo “<strong>Unici al mondo</strong>”. Il cantautore romano si presenta al pubblico dopo il successo de “L&#8217;alfabeto degli amanti” con queste nuove dieci canzoni. Come nel suo stile, l&#8217;album ci porta a esplorare amore, sogni, rimpianti e riflessioni sociali. La grafica dell&#8217;album si presenta in forma veramente “intima”, con poche foto e l&#8217;attenzione di chi sfoglia il “libretto” tutta concentrata sui versi delle canzoni. Buona la composizione e gli arrangiamenti, e bravissimi i musicisti (notevole la parte ritmica composta da Lele Melotti alla batteria e Paolo Costa al basso) .Bello questo nuovo lavoro anche se forse ricalca un po&#8217; troppo lo stile ed i temi tipici del cantautore. La parte molto &#8220;intimista&#8221; restano però sempre il fascino ed il cardine del nostro Michele.</p>
<p>L&#8217;artista inizierà il tour nel prossimo inverno, e possiamo già darvi le prime date:<br />
03 Dicembre. Torino<br />
12 Dicembre. Firenze<br />
13 Dicembre. Milano<br />
20 Gennaio. Bologna<br />
21 Gennaio. Roma<br />
27 Gennaio. Padova</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Stadio-Copertina-Diamanti-e-caramelle.jpeg___th_320_0.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-12086" title="Stadio - Copertina Diamanti e caramelle.jpeg___th_320_0" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Stadio-Copertina-Diamanti-e-caramelle.jpeg___th_320_0.jpeg" alt="" width="134" height="134" /></a>Sempre di fine settembre è il nuovo lavoro degli <strong>Stadio</strong>. La band affiancata dietro le quinte da Saverio Grandi nel ruolo di produttore e musicista danno nuovo repertorio a un&#8217;attività artistica che negli ultimi anni è sempre stata ricca di nuove idee. Dopo “Gaetano e Giacinto” di quest&#8217;estate, “Diamanti e caramelle” (che dà anche il titolo all&#8217;album) è il nuovo singolo, composto insieme ad Andrea Mingardi e dedicato ai calciatori Scirea e Facchetti. Una nota solidale: i proventi ricavati da questa canzone saranno devoluti alle onlus fondate in onore dei due campioni. Undici nuovi brani e una bonus track che vede alla voce anche Noemi in una riproposizione de “La promessa”, il brano che apre il cd.<br />
Un parere del tutto personale è che le melodie siano un po&#8217; qualitativamente in ribasso dopo che gli Stadio ci hanno abituato ad album quali &#8220;Parole nel vento&#8221; e &#8220;Diluvio Universale&#8221;.</p>
<p>Gli Stadio incontreranno il pubblico in queste date:<br />
12 Novembre. Salsomaggiore<br />
19 Novembre. Torino<br />
22 Novembre. Milano<br />
26 Novembre. Padova<br />
01 Dicembre. Firenze<br />
16 Dicembre. Roma<br />
17 Dicembre. Bologna</p>
<p>“Decadancing” è invece il nuovo &#8211; e pare ultimo &#8211; lavoro di<strong> Ivano Fossati</strong>. Ebbene sì: pare che il cantautore, arrivato a sessant&#8217;anni, abbia deciso di uscire di scena per riassaporare la sua vita e per non voler proseguire oltre in un mestiere dove ha dato tutto. Una scelta meditata, come questo album, dove gli arrangiamenti sono stati studiati alla perfezione. Pochissima elettronica e tantissimi dettagli, che delineano un album forse con poche idee nuove, ma con tanta voglia di suonare. Si sente il tocco dell&#8217;esperienza in questi dieci nuovi brani, anticipati dal singolo “La decadenza”, nelle radio da qualche settimana. Un bell&#8217;addio dai riflettori caro Ivano. Forse veramente ci hai detto tutto o forse la vita, compresa quella artistica, va capita ed apprezzata per quello che è, con la semplicità ed allo stesso tempo con tutta la complicatezza che nasce dal vivere quotidiano.<br />
Il 9 Novembre partirà un lungo tour nei teatri italiani che durerà fino a febbraio, per chiudere in un tripudio di note la carriera di questo cantautore che ha dato tanto alla musica italiana.<br />
Per conoscere le date vi invito a visitare <a href="%20http://www.fepgroup.it/artista/ivano-fossati" target="_blank">questo sito</a></p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Pooh-dove-comincia-il-sole-live-cover-300x300.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-12093" title="Pooh-dove-comincia-il-sole-live-cover-300x300" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/Pooh-dove-comincia-il-sole-live-cover-300x300.jpg" alt="" width="144" height="144" /></a>Infine parliamo di “Dove comincia il sole Live” dei <strong>Pooh</strong>. Dopo il successo dell&#8217;album dello scorso anno &#8211; il primo senza Stefano D&#8217;Orazio &#8211; i Pooh escono con questo doppio cd live disponibile anche in DVD. Ci sono canzoni nuove e grandi successi del passato, riproposti da Roby Facchinetti, Red Canzian e Dody Battaglia con il pregiatissimo supporto di Phil Mer, Ludovico Vagnone e Danilo Ballo. Nuova linfa e &#8211; udite udite, fan dei Pooh &#8211; la riproposizione live di brani quali “L&#8217;anno, il posto, l&#8217;ora” e “Il tempo, una donna, la città”. Tutto più facile con sei musicisti provare a riportare in un concerto i brani del pop-sinfonico degli anni settanta targato Pooh. Il concerto è stato registrato durante l&#8217;ultima tappa del tour, il 27 Agosto al castello di Este. Un live ben fatto. Da profondo amante dei &#8220;vecchi&#8221; Pooh e da persona non soddisfatta da quello che il gruppo ci ha regato dal 1996 in poi (&#8220;Amici per sempre&#8221;) trovo nuova linfa e nuovo gusto a portarmi questo cd in ogni posto. &#8220;Dove comincia il sole&#8221; era il presagio di una nuova vita artistica, il live ne è la conferma.<br />
Buon ascolto!</p>
<p><div id='stb-container-6490' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-6490' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-6490' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita ?</p>
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		<title>Festival della fisarmonica digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 10:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roland, nota marca di strumenti musicali, propone sul mercato una fisarmonica alternativa e moderna. Si tratta della Roland V-Accordion, una fisarmonica versatile che unisce la tradizione di questo affascinante strumento alle ultime tecnologie appilcabili. Ormai da cinque anni si svolge il “Roland V-Accordion Festival”, un evento per promuovere questo prodotto ma soprattutto per premiare artisti emergenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roland, nota marca di strumenti musicali, propone sul mercato una fisarmonica alternativa e moderna. Si tratta della Roland V-Accordion, una fisarmonica versatile che unisce la tradizione di questo affascinante strumento alle ultime tecnologie appilcabili. Ormai da cinque anni si svolge il “Roland V-Accordion Festival”, un evento per promuovere questo prodotto ma soprattutto per premiare artisti emergenti e non che ne fanno di questo strumento passione e arte.<br />
<a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/fisarmonica-digitale.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11752" title="fisarmonica digitale" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/fisarmonica-digitale-300x245.jpg" alt="" width="210" height="172" /></a>Sabato 11 Giugno a Pineto (TE), si è tenuta la finale italiana diretta da Renzo Ruggieri. La serata ha decretato la vittoria di Andrea Di Giacomo per la categoria jumiores e di Pietro Adragna per la categoria senior. Proprio quest&#8217;ultimo sarà il rappresentante italiano per la finalissima del 22 Ottobre presso l&#8217;Auditorium Parco della Musica di Roma.<br />
Si tratta di un evento molto particolare e di livello appunto internazionale. Ci saranno artisti provenienti da 14 Paesi: Italia, Germania, Inghilterra, Danimarca, Stati Uniti, Ungheria, Brasile, Canada, Spagna, Russia, Francia, Belgio, Giappone e Cina.<br />
Sul palco dell&#8217;Auditorium ci sarà pertanto tanta sana e buona musica e “raffiche di colpi di note” sotto l&#8217;occhio (anzi l&#8217;orecchio) attento della giuria composta da personaggi di spicco del panorama fisarmonicistico.<br />
La serata sarà presentata da Mascia Foschi, artista poliedrica (presentatrice, attrice e cantante) attualmente impegnata in un progetto vocale dedicato al tango. La cantante sarà accompagnata dal Maestro Sergio Scappini, il primo docente di ruolo in fisarmonica in Italia dall&#8217;introduzione dello strumento nei conservatori. Un fisarmonicista riconosciuto a livello mondiale che vanta un&#8217;intensa attività di solista, camerista e con orchestre di elevato spessore, nonché vincitore del concorso per fisarmonicista da palcoscenico del Teatro alla Scala di Milano.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/danilo-di-paolonica.jpg"><img class="size-medium wp-image-11753 alignleft" title="danilo di paolonica" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/danilo-di-paolonica-199x300.jpg" alt="" width="159" height="240" /></a>Passiamo agli ospiti d&#8217;onore quali i “Guglielmi Brothers”. Due bambini prodigio con le loro fisarmoniche diatoniche digitali Roland (cercateli su YouTube sono sorprendenti!) e i “Si Taranta”, gruppo folkloristico dell&#8217;Italia centro-meridionale che ci accompagneranno con la loro musica portandoci poi ad ascoltare l&#8217;ormai affermato fisarmonicista <a href="http://www.danilodipaolonicola.com">Danilo Di Paolonicola</a>. Di Paolonicola già talento a sei anni, ora si presenta al pubblico dall&#8217;alto delle sue esperienze musicale in Italia e in molti stati esteri.<br />
L&#8217;ingresso a questo evento è: LIBERO! Unica “clausula” è il ritiro del voucher presso l&#8217;Infopoint dell&#8217;Auditorium a partire dal 1° Ottobre.<br />
Non mi resta che invitarvi a questo evento e fornirvi qualche indirizzo e recapito utile.<br />
Per quanto rigurada l&#8217;Auditorium: si trova in via P. De Cuobertin 30 a Roma e potete contattare l&#8217;Infopoint al seguente numero: 06.80241281.</p>
<p>Maggiori informazioni riguardo alla V-Accordion e al festival sono disponibili nei siti ufficiali:<br />
www.v-accordionfestival.com<br />
<a href="http://www.v-accordionfestival.com">http://www.v-accordionfestival.com</a><br />
www.roland.com<br />
<a href="http://www.roland.it">www.roland.it<br />
</a></p>
<p>Un ringraziamento a Elisabetta Castiglioni dell&#8217;Ufficio Stampal V-Accordion Festival.
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			</a>
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		<title>La Filarmonica della Scala per il sociale</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 16:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Pavanello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lunedì 31 Ottobre 2011 alle ore 20.00, presso il teatro alla Scala di Milano, ci sarà un appuntamento di elevato spessore musicale e dal grande valore umano. Il maestro Omer Meir Wellber dirigerà la Filarmonica della Scala a sostegno della Fondazione Don Gnocchi con la partecipazione al pianoforte di Emanuel Ax. Questo il programma del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 31 Ottobre 2011 alle ore 20.00, presso il <strong>teatro alla Scala di Milano</strong>, ci sarà un appuntamento di elevato spessore musicale e dal grande valore umano. Il maestro <strong>Omer Meir Wellber</strong> dirigerà la Filarmonica della Scala a sostegno della Fondazione Don Gnocchi con la partecipazione al pianoforte di Emanuel Ax.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/giacomo-puccini.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11565" title="giacomo puccini" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/giacomo-puccini-300x294.jpg" alt="" width="180" height="176" /></a>Questo il programma del concerto:<br />
- G. Puccini Crisantemi<br />
- L. van Beethoven Concerto per pianoforte ed orchestra n° 5 in mi bemolle magg. “Imperatore” Op. 73<br />
- P.I. Čajkovskij Sinfonia n° 4 in fa min. Op. 36<br />
Noi di “Camminando Scalzi” abbiamo interpellato il presidente della Fondazione, monsignor Angelo Bazzari che ci inviterà all&#8217;evento e ci parlerà della Fondazione nata e voluta dal Beato Don Gnocchi.<br />
<strong>Cosa rappresenta oggi la Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus nel panorama socio-sanitario italiano e internazionale?<br />
</strong>La Fondazione è stata istituita oltre mezzo secolo fa dal Beato don Carlo Gnocchi (1902-1956) per assicurare cura, riabilitazione e integrazione sociale ai mutilati, vittime della barbarie della seconda guerra mondiale e con il passare degli anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio d&#8217;azione. Oggi continua ad occuparsi di ragazzi con disabilità affetti da complesse patologie acquisite e congenite; di pazienti di ogni età che necessitano di interventi riabilitativi neurologici, ortopedici, cardiologici e respiratori; di assistenza ad anziani non autosufficienti, malati oncologici terminali e pazienti in stato vegetativo persistente. Intensa, oltre a quella sanitario-riabilitativa, socio-assistenziale e socio-educativa, è anche l’attività di ricerca scientifica e di formazione ai più diversi livelli.</p>
<p><strong>Il prossimo 31 ottobre ci sarà un particolare evento a Milano, con un concerto dell’orchestra Filarmonica della Scala il cui ricavato sarà destinato alla vostra realtà. Cosa vi aspettate da questo evento?</strong><br />
La Fondazione Don Gnocchi riceve il sostegno della solidarietà privata e gode dell’appoggio delle istituzioni che le consentono di svolgere sempre meglio le proprie attività e di estendere ancor più la propria presenza sul territorio nazionale e in ambito internazionale.<br />
Il concerto alla Scala rappresenta certamente una preziosa opportunità di sostegno per la nostra Opera, ma ci permette anche di rinsaldare il rapporto con Milano, la città di don Carlo Gnocchi, dove la Fondazione è nata e dove hanno sede i suoi organi di vertice. Alla Scala, alla Filarmonica, agli organizzatori e a tutti quelli che vorranno partecipare va quindi il nostro più sentito ringraziamento. I bisogni non mancano. La Fondazione sta investendo ingenti risorse economiche per migliorare le proprie strutture e per garantire ai pazienti servizi sempre più efficienti e di elevata qualità. A Milano, completata la nuova chiesa dedicata al Beato don Gnocchi e in attesa di vedere realizzato il museo a lui dedicato, stanno per prendere il via alcuni importanti lavori di ammodernamento dell’IRCCS “S. Maria Nascente”. All’Istituto “Palazzolo-Don Gnocchi” è stato ampliato il reparto che accoglie persone in stato vegetativo ed è stata avviata l’Unità di oncologia geriatrica. In Toscana è stato avviato in queste settimane un modernissimo Centro di riabilitazione nella città di Firenze con oltre 180 posti letto, struttura che ha richiesto un ingente sforzo e che necessita di essere sostenuto nell’avvio delle sue molteplici attività. A Roma, accanto alle attività ormai consolidate, è operativa da alcuni mesi una nuova struttura per affetti da Alzheimer e Parkinson, mentre continua il potenziamento dell’attività in tutte le altre regioni, in particolare in quelle del sud, Campania e Basilicata.</p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Fondazione-Don-Carlo-Gnocchi-Onlus.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11566" title="Fondazione-Don-Carlo-Gnocchi-Onlus" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Fondazione-Don-Carlo-Gnocchi-Onlus-300x102.jpg" alt="" width="240" height="82" /></a>Da Opera pionieristica nata nel dopoguerra, ora la Fondazione può contare su numerosi Centri in tutta Italia e all’estero. Quanti siete e cosa fate oggi?<br />
</strong>La Fondazione Don Gnocchi è riconosciuta Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), segnatamente per i Centri di Milano e Firenze, e conta oggi oltre 5.400 operatori tra personale dipendente e collaboratori professionali, per i quali sono approntati costanti programmi di formazione e aggiornamento. Le prestazioni vengono erogate in regime di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale in una trentina di Centri, raggruppati in otto Poli territoriali in nove Regioni italiane. In totale disponiamo di 3.648 posti letto di degenza piena e day hospital e complessivamente sono quasi 10 mila le persone curate o assistite in media ogni giorno nei nostri Centri attraverso una pluralità di servizi. Si tratta di numeri che evidenziano bene l’intensità e la complessità del nostro lavoro al servizio dei pazienti. La Fondazione Don Gnocchi è inoltre riconosciuta come Organizzazione Non Governativa (ONG), impegnata in progetti di solidarietà nei Paesi in via di sviluppo. Ha realizzato Centri per bambini disabili in Bosnia-Erzegovina ed Ecuador; sostiene strutture di chirurgia ortopedica e di riabilitazione in Rwanda e in Sierra Leone. Altri interventi sono in corso o in programma in parecchie nazioni povere del mondo.</p>
<p><strong>Il concerto alla Scala di fine ottobre evoca l’idea della musica come strumento di cura e sollievo, legato al benessere psico-fisico della persona. Viene utilizzata anche dalla Fondazione Don Gnocchi nell’ambito delle proprie terapie in supporti a favore dei disabili o dei pazienti?<br />
</strong>La musicoterapia fa parte dei programmi di riabilitazione adottati in molti nostri Centri, specie a beneficio di disabili e anziani. In generale la musica, come molte altre forme d’arte, sono spesso d’aiuto e sostegno per persone fragili. Mi viene in mente il festival della musica impossibile che ogni anno promuove il nostro Centro di Falconara Marittima, nelle Marche, e a cui partecipano gruppi musicali composti da persone con disabilità. Lo stesso don Carlo Gnocchi, uomo di grande sensibilità e cultura, era un grande amante dell’arte e della musica. Nel suo libro del 1946 “Restaurazione della persona umana”, scriveva che <em>«L&#8217;arte e l&#8217;amore nascono dal “nonnulla” di cui ha parlato Pascal. Il lontano sussurro di una melodia in fondo all&#8217;anima (magari sul ritmo monotono di una goccia cadente per Chopin), il balenìo di un ideale di bellezza nella pupilla (intuita in un blocco di marmo abbandonato, come per il David di Michelangelo), la rapida e confusa enunciazione di una legge fisica e metafisica alla mente assorta (dietro il moto pendolare di una lampada nella cattedrale di Pisa, per Galileo), la fulminea intuizione dell&#8217;anima gemella, attraverso un dolce viso di donna (come per tutti coloro che hanno potuto realizzare il loro sogno d&#8217;amore) hanno dato origine ai capolavori della scienza, della bellezza e dell&#8217;amore. Purché attentamente raccolti, appassionatamente seguiti e perdutamente amati».</em></p>
<p><strong><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/teatro-della-scala-milano-g.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-11567" title="teatro-della-scala-milano-g" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/teatro-della-scala-milano-g-300x217.jpg" alt="" width="240" height="174" /></a>Un ultimo pensiero a favore della Fondazione. Perché vale davvero la pena sostenervi?</strong><br />
Ci rivolgiamo a tutti con un celebre motto del nostro fondatore: “Amis, ve raccomandi la mia baracca&#8230;” (Amici, vi raccomando la mia “povera casetta”, n.d.r.). Don Gnocchi, l’indimenticato “apostolo del dolore innocente”, è stato solennemente proclamato Beato il 25 ottobre 2009 in piazza Duomo a Milano, straordinario riconoscimento per una vita spesa accanto ai più fragili. Sul letto di morte, raccomandò la propria Opera agli amici che gli stavano accanto. Oggi quegli amici sono una grande famiglia, che s’allarga sempre più. Tutti possono dare il proprio contributo perché la missione e l’opera di don Gnocchi possa continuare sempre più e sempre meglio, in Italia e nel mondo, accanto e al servizio della vita.</p>
<p>I costi dei biglietti per partecipare al concerto variano dai 15 euro (veramente alla portata di tutti) fino a 200 euro (commissioni di servizio escluse).<br />
Per quanto riguarda le informazioni e la prevendita telefonica è possibile contattare il numero 02 465.467.467 (dal lunedì al venerdì 10.00/13.00 e 14.00/17.00) oppure entrate nel circuito <a href="http://www.vivaticket.it">www.vivaticket.it<br />
</a>Per quel che mi concerne vorrei ringraziare monsignor Bazzari per la disponibilità dimostrataci e invitare chi volesse maggiore informazioni sulla Fondazione a visitare il loro <a href="http://www.dongnocchi.it">sito</a>.<br />
Mi auguro che il Teatro alla Scala sia gremito per questo evento e ringrazio Alessandra Romanati di Aragon (Comunicazione eventi e fundraising per il non profit) per aver reso possibile questa intervista.
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			</a>
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