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	<title>Camminando Scalzi... Informazione Libera &#187; Attualità</title>
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	<description>La blogzine libera</description>
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		<title>Cas(t)a Pound</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 07:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica Di Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”                                                                                                                              (Costituzione Italiana, disposizioni finali XII) Parlare di Casa Pound non è proprio un compito semplice. Associazione fortemente dibattuta, Casa Pound è stata protagonista delle cronache recenti in seguito all’omicidio di Samb Modou e Diop Mor da parte del simpatizzante Gianluca Casseri, e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>“È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”</em></p>
<p><em>                                                                                                                             (Costituzione Italiana, disposizioni finali XII)</em></p></blockquote>
<p>Parlare di Casa Pound non è proprio un compito semplice. Associazione fortemente dibattuta, Casa Pound è stata protagonista delle cronache recenti in seguito all’omicidio di Samb Modou e Diop Mor da parte del simpatizzante Gianluca Casseri, e per la gambizzazione di Francesco Bianco, ex militante dei Nar.</p>
<p>Parlare di <strong>Casa Pound</strong> non è un compito semplice in quanto ci esprimiamo su un’associazione che sta acquistando un forte potere in Italia, soprattutto negli ultimi anni (3.500 iscritti al 2011, si legge dal sito), e soprattutto perché parliamo di una associazione di chiara ispirazione fascista, il che imbarazza a prescindere, visto i trascorsi del nostro Paese.</p>
<p>Ma cos’è Casa Pound e a cosa deve il suo successo? Dal sito ufficiale leggiamo che Casa Pound è un’associazione regolarmente costituita e riconosciuta, e la burocrazia finisce lì, per lasciare il posto all’azione e al volontariato.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/casapound_er1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-13574" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/casapound_er1.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a>Casa Pound nasce a Roma nel dicembre del 2003 con l’occupazione di uno stabile nel quartiere romano Esquilino da parte di alcuni giovani provenienti dall’esperienza precedente di Casa Montag. Il nome prende ispirazione da Ezra Pound, poeta statunitense aderente alla Repubblica Sociale Italiana, cosa che ha portato la figlia del suddetto a sporgere una bella denuncia a Casa Pound definendola “associazione compromessa”, quindi non degna di portare il nome del padre, che proprio uno stinco di santo non era.</p>
<p>Per Casa Pound il compito maggiore, a mio dire, è stato quello di restituire un’immagine del fascismo presentabile, a cui poter aderire alla luce del sole, storia che la destra attuale ha cercato di nascondere come la cenere sotto al tappeto, e che ha indispettito molti simpatizzanti e nostalgici del tempo che fu.</p>
<p>In effetti Casa Pound propone moltissime attività, che spaziano dai momenti culturali, con incontri di dibattito tra i diversi partiti, passando per musica con la creazione degli <strong>Zetazeroalfa</strong> &#8211; gruppo cult per l’associazione &#8211; attività teatrali, web tv, riviste, fino ad arrivare al punto forte, ovvero le attività nel sociale. Tra di esse ricordiamo la proposta del Mutuo Sociale, progetto politico che si interroga sull’emergenza abitativa in Italia; “Tempo di essere madri”, proposta per affrontare il tema delle madri lavoratrici, e non meno importante “Blocco studentesco”, movimento di organizzazione e mobilitazione studentesca.</p>
<p>Uno dei punti forti di questa associazione è rappresentato dalle numerose conferenze e iniziative che coinvolgono le nostre città, e che vengono promossi il più delle volte senza rispettare le disposizioni sulle affissioni pubbliche, il cosiddetto &#8220;attacchinaggio&#8221;. Casa Pound, un giorno sì e l’altro pure, organizza dibattiti sugli argomenti dell’attualità, come l’acqua pubblica e il nucleare, per essere “sempre sul pezzo”.</p>
<p>Ma la vera frontiera avanguardista riguarda gli incontri sulle personalità di spicco della nostra storia, da Craxi (e qui ci possiamo pure arrivare concettualmente) alle denunce sociali nascoste (nemmeno troppo) nei temi di Rino Gaetano, che però si è sempre dichiarato apartitico; a Peppino Impastato, fino ad arrivare alla ciliegina sulla torta: la conferenza su Ernesto &#8220;Che&#8221; Guevara al grido di “aprendimos a quererte”, ovvero “abbiamo imparato ad amarti”.</p>
<p>Ora, a parte non sapere, causa mancanza dell’interessato, se anche Che Guevara ha imparato ad amare loro, devo dire che Casa Pound assume in sé la capacità davvero invidiabile di richiamare, affascinare e coinvolgere tantissimi giovani a una passione e una concretezza politica che non riescono di certo a trovare nel “<em>siamo mica qui a drizzare banane col martello</em>” di Bersani, o nel (non?) più compianto <em>“mi consenta”</em> del Cavaliere.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/casapound-italia.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13575" title="casapound italia" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/casapound-italia-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a>Ma cos’è davvero Casa Pound? È l’associazione de “La Salamandra”, primo nucleo di protezione civile a favore dei più deboli, o il gruppo che si muove al grido di “nel dubbio mena” degli Zerozetaalfa? È l’associazione che promuove la legalità nel ricordo di Falcone e Borsellino o il gruppo il quale fondatore e presidente, Gianluca Iannone, è stato condannato a 4 anni per aggressione a un carabiniere per una rissa del 2004 (come riportato ne &#8220;Il resto del Carlino&#8221;)? È l’associazione di Gr.i.me.s &#8211; l’equipe di medici e infermieri nata per difendere i cittadini dalle falde del sistema sanitario &#8211; oppure quella contro cui si stanno scagliando Idv e Pd per toglierle la possibilità di ricevere finanziamenti dal 5&#215;1000?</p>
<p>Domande a cui ciascuno di noi è libero di rispondere, ma che sicuramente non prevedono mezze misure, linee di confine, accoglienza e mediazione, come in molti cercano di fare per dare un bel colpo al cerchio e uno alla botte. Casa Pound o si odia o si ama, a noi la scelta.</p>
<p>Parlare di Casa Pound non è un compito semplice perché se parliamo di “fasc…” e non stiamo nominando un fascio di fiori, evidentemente c’è qualcosa che non va; perché stiamo parlando di una realtà la cui fonte di ispirazione in Italia è considerata (speriamo ancora per molto) un reato, e se lo è un motivo ci sarà; ma soprattutto è un compito non solo difficile, ma anche imbarazzante, pensare che possa esistere (dentro e fuori Casa Pound) qualcuno che identifica ancora il fascismo con onore e fedeltà.
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		<title>Rifiuti zero</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Guevara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo periodo di estrema crisi monetaria si parla così ampiamente di economia, Unione Europea, spread, e così scarsamente di tutti quei problemi che necessitano di risanamenti immediati. Un esempio qualsiasi? La gestione dei rifiuti. La legge italiana richiede a ogni città di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, un obiettivo che la politica rende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="text-align: left;">In questo periodo di estrema crisi monetaria si parla così ampiamente di economia, Unione Europea, spread, e così scarsamente di tutti quei problemi che necessitano di risanamenti immediati. Un esempio qualsiasi? La </span><strong>gestione dei rifiuti</strong><span style="text-align: left;">.<br />
</span>La legge italiana richiede a ogni città di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, un obiettivo che la politica rende impossibile da raggiungere dichiarando la gestione dei rifiuti una situazione d’emergenza, così discariche e inceneritori risultano le uniche soluzioni efficaci. Qui – e non solo – la politica erra: la gestione dei rifiuti non è mai sinonimo di allarme o dilemma socio-politico poiché, come tutti sanno, dal trattamento corretto dell’immondizia possiamo trarre soltanto benefici, e invece? Invece, gettando la monnezza in discarica o infornandola negli inceneritori, la gestione dei rifiuti viene resa un problema a livello nazionale. In questo caso, come in molti altri, la politica crea il problema dove potrebbe non sussistere. I politici non meritano alcun rispetto quando impongono ciecamente, attraverso la loro schifosa supremazia, l’apertura di nuove discariche o quando, attraverso studi poco accurati, difendono pienamente gli inceneritori, perché tutto questo avviene senza che essi pongano attenzione ai dissensi popolari.<img class="alignright" src="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/rifiuticonnet2009.jpg" alt="" width="239" height="204" /><br />
<strong>I nostri rifiuti non sono unicamente spazzatura</strong>, e quindi oggetti da nascondere sottoterra o da bruciare nei termovalorizzatori ma anzi, dopo essere stati legalmente trattati, possono dar vita a nuovi oggetti, evitando tra l’altro di consumare le materie prime che oggi, purtroppo, scarseggiano sulla Terra. Sono dunque materie preziose che possono dare fiducia al futuro che ci attende e speranza in quel mondo che, presto o tardi, sarà sempre più carente delle materie dalle quali oggi dipendiamo.<br />
<strong>La raccolta differenziata e il riciclaggio</strong> sono due delle tante soluzioni sostenibili in grado di riportare il giusto equilibrio tra noi e l’ambiente. Se noi producessimo e successivamente riciclassimo quanto fabbricato, le risorse naturali sarebbero disponibili anche un domani, e il nostro habitat si troverebbe in condizioni abbastanza decenti da poter continuare a ospitare meravigliose civiltà in futuro. Non sto imponendo nessuna mia ideologia, vorrei solo far capire a chi legge che la tecnologia non sempre riscuote risultati positivi, che non è sempre la via più semplice &#8211; ad esempio bruciare i rifiuti o sotterrarli &#8211; a sistemare le cose, che la politica è stata macchiata da qualcosa di indelebile, che il fatto che siamo <em>homo sapiens</em> non spiega il perché dovremmo sempre salvarci la pelle. Vorrei semplicemente far capire che i rifiuti sono risorse importanti il cui scopo non è inquinare l’ambiente circostante ma sostituire quelle materie che si stanno esaurendo. Penso che la cosa più difficile da combattere non si trovi nel far eseguire la raccolta differenziata o insegnare come riciclare l’immondizia, ma come poter destituire chi detiene il dominio della gestione dei rifiuti. Se ci fossero persone più motivate e dotate di maggior buonsenso in campo politico, non ho dubbi che il mondo sarebbe leggermente migliore. Dico<br />
<img class="alignright" src="http://devilpress.files.wordpress.com/2010/12/newlogogreennonamemedium1.jpg" alt="" width="62" height="69" /> <em>leggermente</em>. Forse siamo troppo <em>sapiens</em> per sistemare il mondo, ci vorrebbe un tocco di umiltà in più in tutti noi…<br />
<strong>Zero waste</strong> = <strong>rifiuti zero</strong>: non è uno slogan, è un modo di pensare più pulito che dovrebbe accarezzare gli stili di vita di tutti, non solo di alcuni.</p>
<p style="text-align: left;"> <strong><strong><br />
</strong></strong></p>
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			</a>
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		<title>Se in Grecia si abbandonano i bambini</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 11:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Paci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[abbandono]]></category>
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		<description><![CDATA[“Anna, la mamma non ti verrà a prendere stasera. Non ho più soldi. Scusa. La tua mamma”. Questo biglietto è stato trovato in una scuola di Atene. Il personale della scuola dice che non è un caso isolato. La Grecia sta affondando nell&#8217;incubo della miseria più nera, dove si ritrovano persone che fino a ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“<em>Anna, la mamma non ti verrà a prendere stasera. Non ho più soldi. Scusa. La tua mamma</em>”. Questo biglietto è stato trovato <a href="http://www.courrierinternational.com/article/2012/01/12/les-orphelins-de-la-crise">in una scuola di Atene</a>. Il personale della scuola dice che non è un caso isolato. La Grecia sta affondando nell&#8217;incubo della miseria più nera, dove si ritrovano persone che fino a ieri conducevano una vita normale, andavano al lavoro, accudivano i figli e ora si ritrovano senza niente, abbandonate a loro stesse, senza alcuna rete di protezione sociale ed economica. “<em>Ogni notte piango da sola a casa. Ma cosa posso fare? Non ho scelta</em>” <a href="http://www.bbc.co.uk/news/magazine-16472310">racconta alla BBC</a> un&#8217;altra madre che ha deciso di abbandonare il figlio.</p>
<p><img class="alignleft" src="http://news.bbcimg.co.uk/media/images/57780000/jpg/_57780394_natashadsc00391.jpg" alt="" width="179" height="239" />Le domande che ci assalgono sono molte: com&#8217;è possibile che questo avvenga in quell&#8217;Europa nata per garantire i diritti fondamentali ai propri cittadini? Quali colpe hanno le giovani generazioni greche, tali da dover essere pagate con lo sfascio delle proprie vite e dei propri affetti più cari? Come è possibile che la politica europea possa cinicamente calcolare i doveri finanziari di un paese senza garantire la possibilità di sopravvivenza dei suoi cittadini? Quale morbo si è impadronito delle menti e dei cuori di chi ha le responsabilità politiche ed economiche di trovare una via d&#8217;uscita da una crisi che, prima che economica, è morale e di giustizia? È vero, la Grecia ha fatto molti errori negli ultimi decenni. La sua classe politica ha mentito, non ha pensato all&#8217;interesse generale ma ai propri interessi particolari. Questo vale anche per l&#8217;Italia e gli altri paesi che hanno vissuto sperperando e non creando quei meccanismi sociali e istituzionali capaci di garantire la sostenibilità, economica e sociale, del proprio sistema. Ma è proprio vero che ognuno ha la classe politica che si merita? E chi può tirarsi fuori dalle responsabilità? Dove era l&#8217;Europa quando queste politiche scellerate venivano attuate? E ancora: quale responsabilità è così grande da dover essere pagata con il sangue e gli affetti di vite spezzate, abbandonate, emarginate?</p>
<p>Le responsabilità e le relative sanzioni, in un mondo giusto, dovrebbero essere commisurate ai reati commessi. Ora, la mamma di Anna quale enorme colpa ha per essere costretta a scrivere quel terribile biglietto? Quale potere aveva a disposizione per impedire che ciò che è avvenuto non avvenisse? Se nemmeno l&#8217;enorme apparato europeo né il sistema finanziario e bancario internazionale sono stati capaci di capire e prevenire ciò che stava accadendo in Grecia, come è possibile che la madre di Anna sia in qualche modo responsabile? Di domande come queste potremmo continuare a porne ancora molte. Resta il fatto che questa crisi ha mostrato tutti i limiti e tutta la falsità delle grandi retoriche solidaristiche che mascheravano i veri interessi della costruzione europea. Diciamo la verità, è facile stare insieme quando c&#8217;è da dividere qualcosa, più difficile quando c&#8217;è da rinunciare a una parte del proprio benessere e dei prori privilegi.</p>
<p>Una cosa è certa, nessun ideale più o meno nobile, nessuna moneta o mercato, nessun debito privato o pubblico, può pretendere di essere servito con la vita delle persone, dei bambini, delle madri. Non c&#8217;è colpa tanto grande. L&#8217;unica cosa per cui vale la pena difendere un sistema è la sua capacità di garantire la giustizia sociale e la dignità di tutti i suoi componenti. Altrimenti, si chiami Democrazia, Europa o Stato, tale sistema non ha ragioni morali per esistere.</p>
<p><div id='stb-container-2320' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-2320' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-2320' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita?<br />
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		<title>Abbiamo sbagliato per anni, adesso è ora di rimediare</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 17:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Guevara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Al Gore]]></category>
		<category><![CDATA[biossido di carbonio]]></category>
		<category><![CDATA[co2]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[surriscaldamento globale]]></category>

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		<description><![CDATA[Carenza d’acqua potabile, diminuzione delle aree coltivabili, impoverimento dello strato superficiale finalizzato alla produzione agricola, estinzione di diverse specie viventi, aumento dei casi di deforestazione, distruzione di barriere coralline, inquinamento atmosferico, marino e terrestre. Tutto questo è già in atto, si può vedere chiaramente. Se non ci si alzerà dal divano, queste manifestazioni apocalittiche ci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Carenza d’acqua potabile, diminuzione delle aree coltivabili, impoverimento dello strato superficiale finalizzato alla produzione agricola, estinzione di diverse specie viventi, aumento dei casi di deforestazione, distruzione di barriere coralline, inquinamento atmosferico, marino e terrestre. Tutto questo è già in atto, si può vedere chiaramente. Se non ci si alzerà dal divano, queste manifestazioni apocalittiche ci porteranno a un inammissibile peggioramento. Volete ancora che quei disastri sopraelencati continuino ad essere gli emblemi d’oggi e la paura di domani? Io no.<br />
È ora di dire basta a questa sporca umanità, a questo snervante e incomprensibile degrado sociale, a questo immenso menefreghismo nei confronti della realtà tangibile. Noi umani disperdiamo ogni giorno nell’aria inestimabili quantità di <strong>sostanze tossiche</strong> senza rendercene conto mai abbastanza. Questo è un dato di fatto, non l’ho inventato io. Abbiamo tra le mani la verità e ininterrottamente la sottoponiamo a prove per renderla possibilmente meno vera e meno visibile. Provo vergogna nel sapere che siamo tutti a conoscenza del disastroso domani e nonostante ciò rimaniamo ancora seduti sul divano a guardare la TV. È vergognoso non tanto perché stiamo zitti e immobili, ma perché ora ho la certezza che all’umano non importa nulla di quella immensa fortuna che ci ha donato questo bellissimo pianeta verde-blu.<br />
Stiamo consapevolmente, ripeto consapevolmente, sparando su nel cielo sostanze inquinanti <em>da troppo tempo</em>. Il vero problema è che esse trattengono calore, quindi elevano la temperatura dell’aria, degli oceani e della superficie terrestre. L’incremento termico a sua volta causa tutto quanto elencato nelle prime righe, oltre a: scioglimento dei ghiacciai, aumento del numero e della potenza degli uragani, diminuzione delle foreste, diminuzione dei raccolti e così via. Se ora anche voi, come me, non volete che questa crisi climatica peggiori, dobbiamo subito cominciare a risolverla partendo proprio dai gas serra liberati nell’atmosfera.<br />
<img class="alignright" src="http://lusignolo.files.wordpress.com/2011/11/riscaldamento2.jpg" alt="" width="210" height="210" />Le sostanze inquinanti che causano il <strong>surriscaldamento globale</strong> sono diverse. La più importante è il <strong>biossido di carbonio</strong> (CO<sub>2</sub>) che proviene dalla combustione di carbone per la produzione di energia, e dalla combustione di derivati del petrolio nei trasporti; la CO<sub>2</sub> è il più inquinante rispetto agli altri gas serra, poiché è quello maggiormente prodotto, per tal motivo bisognerebbe trovare un modo di <strong>produrre energia senza sprigionare biossido di carbonio</strong> nell&#8217;aria. Ma non tutto è compromettente! Una cosa che ci dovrebbe far diventare più zelanti è la straordinaria capacità detenuta dalla Natura:<strong> le piante assimilano la CO<sub>2 </sub>atmosferica</strong>; quindi dobbiamo assolutamente diminuire i casi di deforestazione perché portano soltanto a un minor smaltimento di CO<sub>2</sub>, ovvero ad un suo maggior accumulo nell&#8217;atmosfera.<br />
Spesso ci si chiede quale sia la vera via di fuga, o meglio, la soluzione più giusta a questa grave crisi, ma generalmente non si riesce mai a darsi valide risposte. Forse perché la falsa convinzione che tutto è irrimediabile ci rende negligenti, o forse perché si ha paura di dover dar ragione alla realtà e <em>ammettere i propri errori</em>. Probabilmente la cosa più esatta da fare, ma più complicata da attuare, è unirsi e combattere la ardua situazione con buonsenso e diligenza. La terra è abitata da circa sette miliardi di persone; in qualche modo riusciremo a creare una pacifica coalizione tra le nazioni mondiali. Sarà difficile, ovviamente, ma non ci sono dubbi che la benevolenza nascosta in noi possa vincere sulla codardia dei “potenti”. Inoltre, la politica potrebbe darci una mano limitando le emissioni di biossido di carbonio, di metano e di altri gas serra, ma, pensandoci a modo, sarebbe come chiedere al mondo di smettere di ruotare per un giorno.<br />
Come dice Al Gore: &#8220;se smettessimo domani di produrre CO<sub>2 </sub>in eccesso, circa metà della CO<sub>2 </sub>prodotta dall&#8217;uomo ricadrebbe giù nell&#8217;atmosfera (per essere assorbita dagli oceani e da piante e alberi) nel giro di 30 anni [...] la parte rimanente ricadrebbe con molta più lentezza, e fino al 20% di ciò che abbiamo immesso nell&#8217;atmosfera quest&#8217;anno sarebbe ancora lì tra 1000 anni. E <strong>ogni giorno spariamo fin lassù 90 milioni di tonnellate di CO<sub>2</sub></strong>&#8220;. Incredibile, vero?<br />
L&#8217;unica cosa che in questo periodo non dobbiamo assolutamente fare è perdere la speranza, perché nulla è per sempre, nemmeno il dolore, le ingiustizie e ogni cosa che fa parte della frazione morta del mondo. In ogni piccola realtà che noi viviamo c’è sempre un margine di speranza. E noi &#8211; noi che vogliamo lottare contro questa forte crisi climatica &#8211; gestiremo questa speranza col fine di renderla ampiamente reale. Prima, però, dobbiamo convincerci che il problema basilare della crisi climatica è l’assenza di un&#8217;unione mondiale, di una vera pace tra cittadini&#8230; Noi faremo in modo che questo buco fondamentale possa essere ricucito in fretta.</p>
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		<title>Trenitalia, quando il marketing&#8230;deraglia</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 07:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario Ganci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molti di voi ricorderanno le scene del film &#8220;Titanic&#8221;, dove i passeggeri di prima classe venivano fatti accomodare comodamente sulle scialuppe mentre i quelli di terza venivano quasi rinchiusi sui loro ponti per non rubare posti ai privilegiati. Probabilmente si tratta di un esempio un po&#8217; esagerato, ma certe situazioni, diciamo un po&#8217; classiste, sopravvivono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi ricorderanno le scene del film &#8220;Titanic&#8221;, dove i passeggeri di prima classe venivano fatti accomodare comodamente sulle scialuppe mentre i quelli di terza venivano quasi rinchiusi sui loro ponti per non rubare posti ai privilegiati. Probabilmente si tratta di un esempio un po&#8217; esagerato, ma certe situazioni, diciamo un po&#8217; classiste, sopravvivono ancora oggi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/classi-trenitalia.jpg"><img class="alignright  wp-image-13421" title="classi trenitalia" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/classi-trenitalia-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Ne è un esempio l&#8217;attuale politica commerciale di Trenitalia per i treni ad alta velocità. <strong>Frecciarossa: quattro modi di viaggiare.</strong> Recita così il claim della nuova e discussa campagna pubblicitaria ideata per far conoscere alla clientela i nuovi servizi e le nuove tariffe del trasporto ferroviario di punta di Trenitalia. Quattro livelli di servizio dai nomi accattivanti, Executive, Business, Premium e Standard. I costi dei vari biglietti sono, ovviamente, proporzionati alle comodità offerte. Ma a ben leggere le varie descrizioni, contenute nel sito di Trenitalia, si comprende subito come, in realtà, le nuove quattro categorie di servizio non sono altro che uno spezzatino un po&#8217; raffazzonato delle care e vecchie prima e seconda classe, con un&#8217;importante eccezione, la tariffa Standard.</p>
<p>Infatti, per gli sventurati che hanno l&#8217;ardire di scegliere l&#8217;opzione più conveniente si aprono alcuni scenari inquietanti. Recita testuale il sito ufficiale del servizio, &#8220;Le Frecce&#8221;:<strong> Ai clienti del livello Standard non è consentito l’accesso alle carrozze Premium, Business e Executive. </strong>In parole povere, la nuova &#8220;quarta classe&#8221; del treni Frecciarossa è completamente separata dal resto del treno e i passeggeri che hanno scelto la tariffa Standard, una volta iniziato il viaggio, vengono avvisati del blocco delle porte tra i vagoni, restando isolati. E quando qualcuno ha fatto notare che questi sfortunati utenti  non avrebbero avuto accesso ad alcun tipo di ristoro durante il viaggio, Trenitalia si è affettata ad introdurre un &#8220;<strong>carrellino bar </strong><strong>per l’acquisto di prodotti food, bevande calde e fredde e caffè espresso in sostituzione dell’accesso alla carrozza bar/ristorante riservata ai clienti Executive</strong>&#8220;.</p>
<p>A queste discutibili condizioni di trasporto si aggiunge anche la beffa di uno spot pubblicitario costruito in maniera equivoca. La pubblicità fotografa i quattro livelli di servizio con dei rapidi fotogrammi: Manager al lavoro nella sala riunioni della <strong>E<strong>xecutive</strong></strong>; uno scompartimento vuoto per la <strong>B<strong>usiness</strong></strong>; due ragazze che chiacchierano in <strong>P<strong>remium</strong></strong>; una famiglia di immigrati in <strong>S<strong>tandard</strong></strong><strong>. </strong>La scelta di quest&#8217;immagine ha subito sollevato un vespaio di polemiche inneggianti al razzismo o ad una subliminale politica di marketing volta a scoraggiare la classe economica a favore dei servizi più costosi.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/TRENITALIA.jpg"><img class="alignleft  wp-image-13423" title="TRENITALIA" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/TRENITALIA-284x300.jpg" alt="" width="182" height="192" /></a>La replica di Trenitalia, che si è appellata all&#8217;attualità dello spot che rappresenta un&#8217;Italia multietnica, e la frettolosa sostituzione della foto incriminata, invece di spegnere il fuoco, hanno trasmesso l&#8217;immagine di un&#8217;azienda, Trenitalia, colta con le mani nel sacco e in grave imbarazzo. Lungi dal voler pensare male, preferiamo considerare il lancio dei nuovi servizi Frecciarossa come una campagna partita decisamente male e gestita peggio. Un&#8217;enorme cantonata presa dal reparto marketing dell&#8217;azienda che lascia parecchio perplessi e che si aggiunge ad altre iniziative discutibili intraprese da Trenitalia di recente, ad esempio il taglio dei treni notte nord-sud.</p>
<p>La domanda che ci poniamo è questa: in un momento di grave crisi economica, con il costo dei carburanti alle stelle, dove il treno può tornare ad avere un ruolo decisivo per il traffico delle merci e degli uomini, è sensato attuare strategie, politiche tariffarie e non che scoraggiano l&#8217;uso del mezzo ferroviario, rendendolo poco pratico o addirittura antipatico?</p>
<p>Ma soprattutto, Trenitalia, che risultati spera di ottenere?</p>
<p><div id='stb-container-1046' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-1046' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-1046' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita?<br />
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		<title>Un uno-due da togliere il fiato: Cosentino salvo, il Porcellum anche</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 13:05:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangiafico</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un attimo, il muro che pensavamo di aver costruito fra noi e l&#8217;era berlusconiana, in cui il sentimento politico più comune era la vergogna, si è rivelato per quello che è: un impalpabile velo, fatto di sogni. La Camera ha negato l&#8217;autorizzazione all&#8217;arresto di Nick o&#8217; mericano, al secolo Nicola Cosentino, accusato dalla procura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un attimo, il muro che pensavamo di aver costruito fra noi e l&#8217;era berlusconiana, in cui il sentimento politico più comune era la vergogna, si è rivelato per quello che è: un impalpabile velo, fatto di sogni. La Camera ha <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/12/concorso-esterno-camorra-camera-nega-larresto-nicola-cosentino/183330/">negato l&#8217;autorizzazione</a> all&#8217;arresto di Nick o&#8217; mericano, al secolo Nicola Cosentino, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/06/napoli-chiedono-alla-camera-lautorizzazione-allarresto-nicola-cosentino/175512/">accusato dalla procura di Napoli</a> di essere il referente politico del clan dei Casalesi.<br />
Le immagini immediatamente successive alla proclamazione dell&#8217;esito della votazione entrano di diritto nell&#8217;antologia di perle di questa legislatura, peraltro già nutrita. L<a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/12/foto/cosentino_la_festa_in_aula-27987910/1/?ref=HRER3-1">&#8216;esultanza dei colleghi di Cosentino</a>, che si affannano per congratularsi con lui, è <strong>l&#8217;ennesima beffa per il popolo italiano.</strong> Chissà cosa si saranno detti <strong>Nicola Cosentino</strong> e <strong>Alfonso Papa</strong> (a piede libero dal 23 dicembre) durante il loro abbraccio. Adesso ci tocca anche ascoltare le patetiche giustificazioni a sostegno dell&#8217;&#8221;un due tre libera tutti&#8221;, con folle di complici che si affrettano a spernacchiare le motivazioni sulla richiesta di arresto del compare. Di fatto, il messaggio che il Parlamento manda al paese è che Cosentino, e con lui chiunque approfitti del potere conferitogli dal popolo, è un perseguitato politico. L&#8217;aspetto più spiacevole non è neanche la motivazione politica della votazione: Cosentino non è stato salvato perché &#8220;uno in più è meglio che uno in meno&#8221;, ma perché molti degli spingibottoni che lo hanno mantenuto libero sperano di non doversi mai trovare nei suoi panni.<br />
Se poi uno volesse concentrarsi solo sui giochi politici, fa ridere <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/12/news/cosentino_non_ho_parenti_fra_i_boss-27966550/?ref=HRER3-1">Bossi</a> che afferma che &#8220;la Lega non è mai stata forcaiola&#8221;, come se il cappio in aula non l&#8217;avessero introdotto loro e se, soprattutto, permettere che la giustizia faccia il suo corso fosse essere forcaioli. Fanno piangere i radicali, con la loro ennesima esibizione di non si capisce bene cosa, evidentemente più impegnati a fare rumore per sostenere le proprie cause che a riflettere.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/cortecostituzionale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13407" title="cortecostituzionale" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/cortecostituzionale-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Chi sperava in una bella giornata sul piano politico si è visto bastonato due volte. L&#8217;indignazione per quanto avvenuto alla Camera si è infatti accompagnata alla delusione per la <a href="http://www.repubblica.it/politica/2012/01/12/news/consulta_respinto_referendum-27979781/?ref=HREA-1">bocciatura dei quesiti referendari</a> sulla legge elettorale da parte della Corte Costituzionale. Le ragioni che hanno spinto i giudici a una tale decisione saranno note quando sarà depositata la sentenza, ma intanto il milione e duecentomila persone che avevano firmato per i due referendum, e con essi molti altri, si trovano scippati di un&#8217;occasione per rimediare a una porcheria che di fatto azzoppa la democrazia in Italia, o perlomeno di far sentire il loro fiato sul collo ai loro ahimé rappresentanti politici. Oltre al danno la beffa, perché è inverosimile che per via parlamentare veda la luce una riforma dell&#8217;attuale legge elettorale che sia qualcosa di diverso dall&#8217;ennesima museruola agli elettori.<br />
Dopo un tale uno-due istituzionale, non resta che cercare di riprendere il fiato, meditare e continuare il conto alla rovescia per la fine della legislatura, nell&#8217;ormai antica speranza che la prossima non somigli all&#8217;attuale. Almeno ci resta l&#8217;ironia: nello stesso giorno Nicola Cosentino e i giudici ci hanno fatto male contemporaneamente. Chi se lo aspettava?
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		<title>La democrazia è morta!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 07:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Guevara</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche oggi i telegiornali sparano parole al vento. Non so se sia giusto continuare a fidarsi, dato che non fanno altro che passarci informazioni superflue e spaventarci; a dir il vero, ultimamente mi sono lasciata prendere da altro, così da perdere le ultime della politica. Sarà perché Monti non fa altro che elencare i duri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche oggi i telegiornali sparano parole al vento. Non so se sia giusto continuare a fidarsi, dato che non fanno altro che passarci informazioni superflue e spaventarci; a dir il vero, ultimamente mi sono lasciata prendere da altro, così da perdere le ultime della politica. Sarà perché Monti non fa altro che elencare i duri colpi che accetteremo, sarà perché i partiti stanno facendo i pagliacci in Parlamento &#8211; come loro consuetudine &#8211; sarà perché non voglio credere a niente di ciò che sta accadendo. Insomma, tutto m’annoia. Ma la cosa che più mi irrita tra tutte è sapere e vedere che i mercati finanziari, da tempo gibbosi, sono il tedio della vita di noi che viviamo sotto l’uggia dei monarchi. Mi spiego meglio. <strong>Noi (cittadini onesti) siamo stati letteralmente schiavizzati da cifre. <em>Cifre inesistenti</em>!</strong> Rendiamoci conto dell’assurdità del problema! Com’è possibile che nel 2011 non si riescano a fronteggiare problemi finanziari originati da negligenze antecedenti e da false promesse accumulate nel tempo? Mi sento frustrata. E persa. Ci sono giorni in cui sui giornali non troviamo altro che titoli lugubri: “rischio default”, “fallimento dello Stato”&#8230; In TV compaiono dal nulla uomini e donne che con gli occhi lucidi annunciano vendetta, che inveiscono contro gli alti muri dell’imperialismo vorace, che lanciano fumogeni e creano subbugli affinché tutto vada come dovrebbe andare. È durante questi giorni di estrema agonia che vorrei che niente fosse vero. Vorrei che le immagini che mi si creano in testa quando leggo i valori dello spread fossero solo tristi fantasie passeggere, che i giornali dicessero bugie e che i video riprodotti dalla TV fossero girati da un ottimo regista e recitati da bravi attori. Ma purtroppo non è così.<br />
<img class="alignleft" src="http://cogitoergo.it/wp-content/uploads/2011/05/politici-cittadini-banca.jpg" alt="" width="291" height="184" />Le bestie di Monti, quelle in giacca e cravatta, e Monti stesso, ci stanno imponendo con la forza di essere più gentili con lo Stato, di digerire i sacrifici che presto ci ficcheranno in bocca e che solo a noi precari faranno ingoiare. C’hanno detto che se faremo ciò che dicono loro, tra qualche anno verremo fuori dal vortice chiamato “crisi”, che riprenderà l’economia, e che quindi l’Italia comincerà a giovarne; s’alzerà il PIL, aumenterà il tenore di vita e la felicità nazionale! Ciò che più mi dilania è che <strong>tutto questo avverrà esclusivamente grazie ai leggeri portafogli</strong> <strong>di chi ha sempre pagato</strong>, e ora non ha un centesimo da mettere in tavola. Come faranno allora a sovvenzionare coloro che sono stremati dalla lunga e pressante vita che l’Italia ha fatto condurre loro? Quelli in giacca e cravatta essendo molto miopi rispondono in questo modo: “chi se ne frega, tanto io ho l’indennità e il mio stipendio non lo tocca nessuno”. La fanno facile, tanto non sono loro a rimetterci la pelle.<br />
<strong>L’articolo 54 della Costituzione Italiana dice che <em>tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi</em></strong>; ma nessuno ha scritto che, nel caso in cui il Paese si comporti slealmente nei confronti dei cittadini, il popolo ha il dovere di dissociarsi da esso. Difatti, negli ultimi anni l’Italia (sarebbe più corretto dire &#8220;il governo&#8221;) s’è comportata da Giuda nei confronti degli italiani onesti. In questo particolare periodo lo Stato non può auto-ritenersi &#8220;il popolo&#8221;, in quanto le riforme attuate da Monti &#8211; i sacrifici e compagnia bella &#8211; non sono state assentite e regolate dai cittadini. Dunque la democrazia è morta, sepolta ma non risuscitata. L’articolo 54 della Costituzione italiana non esiste al momento, è stato cancellato dalla tirannia dei potenti e dei vigliacchi. E se qualcuno mi obbligasse con la forza a obbedire a quello stupido articolo, io non mi prostrerei. Nemmeno se mi pagassero.<br />
Mi dispiace caro Paese, presto non potrai più rivolgerti a me quando sarai a corto di soldi. Va’ pure da chi ne ha ma ignobilmente non te li dà! Dovresti essere sleale con lui, non con me!</p>
<p>Noi Italiani, quelli con la “i” maiuscola, siamo il capro espiatorio di chi ha creato questo grande guaio: noi svuotiamo i portafogli facendo salti mortali, loro stanno a guardare agiatamente come vanno le cose. Divertente per loro, ma per noi?</p>
<p><div id='stb-container-7472' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-7472' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-7472' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita?<br />
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		<title>(pre)Cari Amici #5 &#8211; La Società da costruire</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 13:46:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Camminando Scalzi</dc:creator>
				<category><![CDATA[(pre)Cari Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[daniele mariani]]></category>
		<category><![CDATA[elogio dell'indignazione]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa faccio, diciamo, non è una novità rispetto al panorama giovanile attuale. Chi sono, posso rispondere con un più semplice “cosa pensavo che sarei potuto essere”: ho quasi trent’anni e ho sempre immaginato questo capitolo della mia vita come un momento dove chiudevo serenamente il mio periodo giovanile, o per meglio dire il tempo delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id='stb-box-8785' class='stb-custom_box' >Torniamo a parlare di precariato e lo facciamo presentandovi <strong>Daniele Mariani</strong>, autore del libro &#8220;<strong>L&#8217;elogio dell&#8217;indignazione</strong>&#8220;. La redazione di Camminando Scalzi ha proposto a Daniele di riadattare per la blogzine l&#8217;ultimo capitolo del libro; il post va così ad arricchire la rubrica <strong>(pre)Cari Amici</strong>, che raccoglie le storie di precariato inviateci da voi lettori.</p>
<p>A <a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/category/attualita/lavoro/precari-amici" target="_blank">questo link</a> trovate le altre storie pubblicate negli scorsi mesi su Camminando Scalzi.<em><strong></strong></em></div>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/sos-precario.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13261" title="sos precario" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/sos-precario-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Cosa faccio, diciamo, non è una novità rispetto al panorama giovanile attuale. Chi sono, posso rispondere con un più semplice “<em>cosa pensavo che sarei potuto essere</em>”: ho quasi trent’anni e ho sempre immaginato questo capitolo della mia vita come un momento dove chiudevo serenamente il mio periodo giovanile, o per meglio dire il tempo delle “cazzate” e mi incamminavo verso l’era delle scelte (tutto questo ovviamente se paragonato alla vita dei miei genitori), e invece paradossalmente sembra che le uniche scelte di senso fatte fino a oggi, anche se inconsapevoli, le abbia vissute nel periodo compreso tra l’infanzia e la fine dell’università, dove appunto c’era qualcun altro a scegliere per me. Non perché ora non sappia scegliere, né perché non abbia preso decisioni, ma semplicemente perché qualsivoglia scelta sia stata intrapresa non era, per usare lessico da risorse umane,  “corrispondente al profilo richiesto”.  Molte domande hanno affollato la mia testa sul come andare avanti, su cosa inventarmi, se valeva la pena perseguire la stessa strada o cambiare completamente per ricominciare da capo&#8230; per quanto però mi impegnavo a cercare una risposta, una soluzione, sentivo che il problema non era prevalentemente rispetto a ciò che avrei potuto avere, trovare o cercare, bensì rispetto a chi sono; perché sentivo che il lavoro non era la soluzione. Allora ho smesso di guardare in avanti (un po’ per non alimentare false speranze, un po’ per imparare a godermi il presente, un po’ per non rinunciare al piacere delle sorprese) e ho cominciato a guardarmi intorno: vedevo tanti “me”, non nell’accezione di un ego smisurato, bensì nella comunione di intenti, esperienze e sensazioni. Così, come un viaggio a ritroso, ho iniziato a guardarmi dentro, e allora ho trovato le cause di questo mio peregrinare senza meta tra me e il mondo: “Siamo definiti una generazione fortunata perché non abbiamo vissuto la guerra, perché non soffriamo la fame e conduciamo vite agiate; la guerra però l&#8217;abbiamo avuta dentro le nostre famiglie, ci sono giovani che soffrono di bulimia o anoressia, mentre il comfort ci ha reso schiavi della noia. Siamo stati educati dalla televisione, cresciuti a “pane e lieto fine”; i sogni però non sono stati rifugio sufficiente dalla problematicità e la realtà non ha offerto un&#8217;alternativa concreta alla fantasia. Ci hanno insegnato il rispetto, facendoci innamorare della bellezza del Creato e delle genti; però sottostiamo tutti a regole economiche che non solo hanno inquinato il mondo, ma i cuori, seminando odio da oriente a occidente. Ci hanno fatto credere che la società si divide in vincenti e perdenti, che si può essere di successo anche senza saper fare niente, e di essere alternativi sempre e comunque; nessuno però ci ha detto che i veri eroi non sono perfetti come nei media, ma sono quelli che faticano quotidianamente, cadono e si rialzano&#8230; e magari muoiono lavorando.</p>
<p><img class="alignleft  wp-image-13382" title="9788856742923" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/9788856742923.jpeg" alt="" width="150" height="227" /></p>
<p>Pensavo che modernità significasse anche tutela degli indifesi; qui anziani e bambini sono lasciati a loro stessi; da altre parti ci sono bambini che &#8220;giocano&#8221; a fare il soldato in sporche guerre, altrove sono diventati essi stessi giocattoli per adulti. Pensavo che pari opportunità significasse una società con ruoli che prescindessero dal genere; alcune donne invece hanno dovuto rinnegare la propria femminilità per stare al passo del “branco”, mentre altre hanno dovuto sbattere in vetrina solamente la propria femminilità; al resto non è stata data altrettanta visibilità.</p>
<p>Ci hanno detto «<strong>Studia</strong>», così noi giovani abbiamo collezionato tanti “pezzi di carta”; poi ci hanno “parcheggiati” in tirocini sottopagati, regredendo a fare manovalanza da ufficio; infine ci richiedono esperienze lavorative qualificanti ma non ci hanno dato la possibilità di qualificarci. Volevo essere giornalista ma non basta per sopravvivere; credere nell&#8217;amore ma oggi tutto dura quanto un&#8217;emozione; vivere secondo valori ma sembra che ora i valori siano mossi solo dall&#8217;interesse. Il vero precariato è stata la condizione esistenziale di contraddittorietà che abbiamo vissuto e con cui siamo cresciuti, non la misera ricerca del lavoro. Non domandateci più che tipo di lavoro sogniamo, non ricordateci il lavoro che cerchiamo e non troviamo, non fateci lavorare ancora di fantasia per inventarci un lavoro. Chiedeteci solo che società vorremmo costruire”.</p>
<p><em>Daniele Mariani</em></p>
<p><div id='stb-container-1733' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-1733' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-1733' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita?<br />
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		<title>Il ragioniere</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 12:39:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Greenwich</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo me, qualcuno, là fuori, non ha le idee chiare. Quando ormai due mesi fa Berlusconi fu destituito dallo spread, orde di persone giù in piazza a festeggiare, bottiglie di spumante alla mano, la caduta del peggior premier italiano dal &#8217;46 ad oggi; ciò che si festeggiava, in realtà, era sì la destituzione di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me, qualcuno, là fuori, non ha le idee chiare.</p>
<div>Quando ormai due mesi fa Berlusconi fu destituito dallo spread, orde di persone giù in piazza a festeggiare, bottiglie di spumante alla mano, la caduta del peggior premier italiano dal &#8217;46 ad oggi; ciò che si festeggiava, in realtà, era sì la destituzione di un governo opinabile sotto molteplici aspetti economico-politici (suvvia, ce ne saranno stati di peggio) ma sopratutto la destituzione dalle nostre coscienze di un governo moralmente ed eticamente discutibile, dove le mazzette, i favori, le connivenze, erano pane quotidiano. Via. Sciò. Aria.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/news_33015_Governo-Monti-giovani-donne.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-13233" title="news_33015_Governo-Monti-giovani-donne" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/news_33015_Governo-Monti-giovani-donne-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>E così arrivano <strong>i colletti bianchi</strong>. Tutti belli a modo loro, con i completi scuri, i capelli raccolti, i tailleur al ginocchio. Basta veline, abbiamo bisogno di credibilità, di gente seria, vendibile. Tutti con 2 o 3 cognomi, mica una Carfagna qualsiasi.</div>
<div>E scatta qualcosa, nel subconscio di tanti, troppi: se Berlusconi e tutto il circo che si portava dietro è la destra, Monti e tutto il senato accademico che si porta dietro è la sinistra!</div>
<div>Primo errore!</div>
<div>E se Monti è la sinistra, farà cose di sinistra!</div>
<div>Secondo errore!</div>
<div><strong>Monti è un ragioniere.</strong> Un ragioniere dal curriculum molto lungo, ma sempre ragioniere è; il ragioniere fa tornare i conti. Punto. Non fa cose di sinistra, perché non è un politico.</div>
<div>Prima di tutto perché anche lo fosse (un politico), probabilmente non sarebbe di sinistra (liberal-cattolico&#8230; al massimo Margherita, dai). Ma sopratutto perché a Monti gli mancano due cose, ovvero un mandato elettorale e di conseguenza un parlamento che gli dia retta. Monti invece si ritrova un parlamento in ebollizione, dove tutti si guardano in cagnesco e dove tutti guardano in cagnesco lui, pronti a sbranarlo alla prima parola fuori posto. Ed ecco le pagliacciate leghiste con tanto di cartelli in parlamento, le squallide ed assurde parole della Mussolini, Di Pietro che ormai mette la sfiducia pure alla moglie quando serve la cena, Bersani che dice &#8220;sono d&#8217;accordo, però&#8221; &#8220;condividiamo, però&#8221; &#8220;ascoltiamo con piacere, però&#8221; ecc.</div>
<div>No.</div>
<div></div>
<div>Monti fa il ragioniere. Quindi:</div>
<div>1)<strong> non può abbassare lo stipendio dei parlamentari.</strong> Come è stato chiarito nei giorni precedenti, la decisione spetta al Parlamento, non al Governo. E questo punto lo possiamo tranquillamente rimandare alle prossime elezioni.</div>
<div>2) <strong>Monti deve far tornare i conti.</strong> Prima cosa è pagare gli stipendi e le pensioni e con cosa si pagano? Con i soldi. E dove si trovano si soldi? Nelle tasche dei cittadini. E quindi più tasse, più accise, più pressione fiscale. Era lampante. La Lega fa un gioco mediatico al massacro urlando meno tasse, ma per me non c&#8217;era altro modo.</div>
<div>3) Ora, al di là del populismo nascosto dietro &#8220;facciamo pagare l&#8217;ICI alla chiesa&#8221;, e dico populismo perché non l&#8217;ha mai pagato, non è che se l&#8217;è inventato Monti o Berlusconi che la chiesa l&#8217;ICI non la paga, l&#8217;idea è da perseguire con tutte le forze. Ma&#8230;</div>
<div>4) Ma Monti non ha un parlamento che lo supporta a scatola chiusa, come ce l&#8217;ha normalmente chi vince delle elezioni politiche. Quindi deve riuscire a mediare e a trovare un accordo con quelle parti politiche cattoliche o filocattoliche che non saranno d&#8217;accordo.</div>
<div>In ultima istanza, solo due cose:</div>
<div>1) Che la sinistra, piuttosto che guardare a ciò che fanno gli altri, si chiarisca le idee su chi sarà il premier alle prossime elezioni. Che è vero che per adesso è Bersani, ma mi pare che dietro a lui ci siano quasi un centinaio di senatori o giovani rampanti pronti a fargli le scarpe e non credo sia una mossa vincente presentarsi con questa confusione alle elezioni.</div>
<div>2) Che ci si renda conto che se un Governo cade per colpa dell&#8217;economia, se si fanno riforme per colpa dell&#8217;economia, se si decidono gli assetti politici per colpa dell&#8217;economia, si è rotto qualcosa, perché pare evidente che qui, ora, adesso, la sovranità era del popolo e qualcuno ci ha speculato sopra.</div>
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		<title>Cronache di ordinario razzismo</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 13:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Salvo Mangiafico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[Casseri]]></category>
		<category><![CDATA[firenze]]></category>
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		<category><![CDATA[stupro]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<category><![CDATA[xenofobia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel giro di pochi giorni, due fatti di cronaca hanno tristemente meritato gli onori delle prime pagine dei giornali. Con buona pace degli amanti dei plastici, in nessuno dei due casi c&#8217;è di mezzo un omicidio di una ragazza in una villetta. Forse proprio per questo, a entrambe le notizie, è concesso di risuonare nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel giro di pochi giorni, due fatti di cronaca hanno tristemente meritato gli onori delle prime pagine dei giornali. Con buona pace degli amanti dei plastici, in nessuno dei due casi c&#8217;è di mezzo un omicidio di una ragazza in una villetta. Forse proprio per questo, a entrambe le notizie, è concesso di risuonare nelle TV per non più di qualche volta, per poi addentrarsi nell&#8217;oblio. Stiamo parlando di quanto accaduto <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/10/torino-stuprata-smentisce-fiaccolata-finisce-lincendio-campo/176718/">sabato a Torino</a> e <a href="http://ilfattoquotidiano.it/2011/12/13/firenze-uccide-senegalesi-uccide-killer-estrema-destra-terrorizza-citta/177285/">martedì a Firenze</a>. Torino e Firenze, due fiori all&#8217;occhiello dell&#8217;Italia civile e colta. Evidentemente non immuni alla xenofobia e all&#8217;odio razziale. È bene fermarsi a riflettere su quanto accaduto senza trincerarsi dietro la generica definizione di &#8220;folle tragedia&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/manifestosangue_31619-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-13156" title="manifestosangue_31619 (1)" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/manifestosangue_31619-1-300x213.jpg" alt="" /></a>Di <strong>razzismo</strong> se ne parla sempre troppo poco, specialmente in proporzione alla diffusione di questa piaga nella società. Fanno notizia per qualche ora i fischi rivolti negli stadi ai giocatori neri, ma in fin dei conti, deandreanamente (mi si passi il termine), ci si costerna, ci si indigna, ci si impegna e poi si getta la spugna, prima di tutto quella mediatica. È difficile, fa paura, ma è palese che del razzismo siamo tutti impregnati. Intere generazioni sono cresciute con l&#8217;incubo degli zingari che rubano i bambini, degli albanesi che rubano il portafoglio, dei marocchini che spacciano e degli extracomunitari che aggrediscono le donne la sera. Un discorso a parte meriterebbe l&#8217;analisi dell&#8217;utilizzo del termine &#8220;extracomunitari&#8221;, che dall&#8217;ambito squisitamente geopolitico ed economico è diventato un gradino di un&#8217;orribile scala di rispettabilità delle persone, non di rado uno degli ultimi. Sono interessanti  le dichiarazioni di Sandra (nome fittizio), la ragazza di Torino che ha inventato la balla dello stupro subito da parte dei rom. In un&#8217;<a href="http://torino.repubblica.it/cronaca/2011/12/14/news/ho_mentito_sullo_stupro_per_paura_per_me_la_verginit_un_valore-26578218/">intervista a Repubblica</a>, ecco cosa risponde alla domanda sul perché abbia scelto proprio i rom del campo vicino a casa sua come finti aggressori: <em>&#8220;Ho sbagliato. Ma il mio non è razzismo. Chiedete a chiunque in quartiere, quasi tutti hanno avuto un furto in casa. È normale che la gente sia esasperata, anche se non si può giustificare quello che è successo alle baracche dei rom, dove c´erano donne e bambini. Quando sono uscita dal garage (il luogo dove Sandra aveva passato il pomeriggio di giovedì insieme al fidanzato, di tre anni più grande, ndr) e ho incontrato mio fratello c´erano due ragazzi del campo in lontananza che scappavano. Io li ho visti, anche lui li ha visti, una parte della mia bugia è nata così&#8221;</em>. <strong>L&#8217;equazione &#8220;straniero = delinquente&#8221; è scolpita nella mente.</strong> Nessuno intende giustificare o chiudere un occhio sui furti -se e quando commessi- ma se quello di Sandra non è razzismo, allora ci spieghi cos&#8217;è. Vogliamo chiamarlo &#8220;vendetta etnica&#8221;? Se non è zuppa è pan bagnato. Non si tratta di puntare l&#8217;indice contro di lei, che si spera possa almeno imparare qualcosa dalla vicenda. Tuttavia, <strong>è impressionante la facilità con cui la scintilla dell&#8217;odio si sia propagata, dalla mente di Sandra, alle torce della fiaccolata di protesta di sabato sera, per finire nel rogo del campo rom per opera degli immancabili criminali.</strong></p>
<p><a href="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Senegalesi-freddati-a-Firenze.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-13157" title="Senegalesi-freddati-a-Firenze" src="http://www.camminandoscalzi.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Senegalesi-freddati-a-Firenze-300x197.jpg" alt="" width="300" height="197" /></a>Diverso nei modi, ma della stessa natura, il caso di Firenze. Qui, in circostanze tragicamente più semplici, <strong>un pazzo ha deciso di sparare a vista ai senegalesi, iniziando in periferia per finire nel cuore del centro storico, prima di suicidarsi vistosi assediato dalla polizia.</strong> Il fatto che il folle criminale fosse un dichiarato neofascista, simpatizzante di Casa Pound, non restringe in alcun modo la gravità della vicenda e la cerchia di responsabilità morale. Fin troppo semplice ripararsi dietro il paravento dell&#8217;estremismo di Casseri, questo il nome dell&#8217;omicida-suicida. Piuttosto, è d&#8217;obbligo domandarsi come e perché certe indoli certamente non ordinarie possano condurre a comportamenti tali. È perfino superfluo sottolineare come il razzismo e la xenofobia abbiano trovato sempre più spazio negli ultimi anni nelle discussioni politiche, da quelle in Transatlantico a quelle al bar. Quando si arriva a proporre di <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/04/13/news/immigrazione_speroni_come_castelli_contro_i_bareconi_lecito_usare_le_armi-14881546/">sparare ai barconi</a>, di riservare alcune carrozze della <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/metro-riservata-milanesi/metro-riservata-milanesi/metro-riservata-milanesi.html">metropolitana agli stranieri</a>, di istituire <a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/politica/ddl-sicurezza-7/terza-fiducia/terza-fiducia.html">ronde di quartiere</a> (proposta, questa, malauguratamente realizzata), in breve, di perseguire i più biechi istinti di discriminazione e intolleranza, senza che si registrino reazioni diverse dall&#8217;indignazione e dalla costernazione di cui sopra, è automatico che l&#8217;asticella della civiltà si muova verso il basso. La responsabilità materiale della morte dei senegalesi di Firenze, dell&#8217;incendio del campo nomadi di Torino, dei fischi allo stadio verso i giocatori neri, non grava certamente sulle spalle della Lega. D&#8217;altro canto, il movimento politico di Umberto Bossi &amp; Co. è servito da apripista e cassa di amplificazione per il generale sdoganamento dell&#8217;intolleranza etnica e razziale. Troppe volte idee barbare e malsane sono state archiviate come folklore e frettolosamente accantonate nel mucchio delle fesserie senza conseguenze. La stessa sorte che probabilmente toccherà agli abietti commenti che fioccano sui <a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2011/12/13/news/forum_razzisti_sul_web_casseri_un_nostro_eroe-26554728/?ref=HRER1-1">forum di estrema destra</a> in riferimento agli omicidi di Firenze. Magari qualcuno di questi animali finirà anche davanti al giudice, ma nella coscienza dell&#8217;opinione pubblica &#8220;questi sono fascisti, è un caso isolato&#8221;. Finita lì.</p>
<p><strong>La goccia scava la roccia e oggi ci troviamo di fronte a una voragine di ignoranza che mina la civiltà e la modernità della nostra società.</strong> Per questo motivo, prima che i riflettori si spengano e i commenti si esauriscano, vale la pena chiedere: l&#8217;Italia si scopre razzista, o lo ha sempre saputo?</p>
<p>P.S.: Il titolo di questo articolo richiama volontariamente il nome di un <a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/">sito</a> di cui è caldamente consigliata la visita. Se la costruzione di una cultura di accoglienza trovasse la stessa rilevanza mediatica della bestialità, probabilmente non ci sarebbe bisogno di scrivere pagine come questa.</p>
<p><div id='stb-container-3271' class='stb-container'><div id='stb-caption-box-3271' class='stb-info-caption_box stb_caption' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #2f587a; ">Vuoi collaborare con Camminando Scalzi.it ?</div><div id='stb-body-box-3271' class='stb-info-body_box stb_body' style="border-top-color: #4682b4; border-left-color: #4682b4; border-right-color: #4682b4; border-bottom-color: #4682b4; background-color: #9fdaf8; ">Vuoi scrivere anche tu per Camminando Scalzi? Vuoi gestire una rubrica sulla tua tematica preferita ?<br />
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